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Discussione: Vaccini e vaccate.

  1. #571
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    UDITE UDITE:
    il parlamento europeo ha chiesto il ritiro sull’autorizzazione ai
    Vaccini

    20.000 segnalazioni di decessi
    700.000 reazioni avverse (9% gravi)

    Più tutte quelle segnalazioni non pervenute per “non c’è correlazione”

    Ora chi sono i Complottisti?

    Ancora non ci credete? andate sul sito ufficiale:

    https://www.europarl.europa.eu/doceo...003960_IT.html

    Notiziona che i media non ti dicono eccetto uno:

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...i/38822_42907/

    Werner Krcivoj
    Antonella Renzullo

    www.europarl.europa.eu (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2021-003960_IT.html
    Ritiro autorizzazione vaccini
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  2. #572
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    https://ec.europa.eu/commission/pres.../fr/ip_21_3299

    IMPORTANTE

    Tutti i vaccini non saranno più giustificati dal 20/10/2021.

    L'Unione Europea ha approvato (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/fr/ip_21_3299) 5 terapie che saranno disponibili in tutti gli ospedali degli Stati membri per curare il Covid.

    Queste terapie sono approvate con decreto del Consiglio Europeo (Parlamento Europeo) e saranno operative dal 1/10, quindi verranno distribuite a poco a poco intorno al 20/10. I vaccini sono stati approvati su "base sperimentale provvisoria", ma visto che per decreto ci sarà l'obbligo di prescrivere questi 5 nuovi farmaci, l'uso del vaccino cesserà. Quindi, capiamo perché tutti gli Stati hanno detto "tra Settembre è necessario che...". Sapevano già tutto. Devi avere pazienza. Non accettare alcun ricatto.

    Ora che l'ivermectina è di nuovo autorizzata, non c'è bisogno di un vaccino. Ottime notizie. L'Institut Pasteur riconosce l'efficacia dell'ivermectina. Una singola assunzione potrebbe in alcune persone sradicare tutto il materiale genetico della SARS covid-19. Leggi bene e condividi.

    Buone notizie: l'ivermectina è ora scientificamente riconosciuta come un farmaco efficace, nella profilassi e per il trattamento del Covid-19 dai ricercatori dell'Istituto Pasteur in Francia. I risultati dei loro studi sono stati pubblicati sulla rivista EMBO Molecular Medicine il 12 luglio 2021, quindi è recente.

    Un'analisi dei risultati di altre ricerche pubblicate sull'American Journal of Therapeutics chiede duramente, con prove a sostegno, di aggirare le linee guida delle agenzie sanitarie e includere l'ivermectina come standard di trattamento. Il governo di Macron lo sapeva...

    https://www.lettre-docteur-rueff.fr/dr-rueff-biographie/
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  3. #573
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  4. #574
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    Comunicato stampa 29 giugno 2021Bruxelles
    Strategia sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19: individuati dalla Commissione 5 strumenti terapeutici candidati promettenti

    Si concretizza oggi il primo risultato della strategia dell'UE sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19 con l'annuncio del primo portafoglio di 5 strumenti terapeutici che potrebbero essere presto disponibili per la cura dei pazienti in tutta l'UE. Tra questi strumenti terapeutici, 4 sono anticorpi monoclonali oggetto di revisione ciclica (rolling review) da parte dell'Agenzia europea per i medicinali, mentre il quinto è un immunosoppressore la cui autorizzazione all'immissione in commercio potrebbe essere estesa per comprendere la cura dei pazienti affetti da COVID-19.

    Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: "Oggi compiamo il primo passo verso un ampio portafoglio di strumenti terapeutici per curare la COVID-19. Anche se la vaccinazione procede a ritmo crescente, il virus non scomparirà e i pazienti avranno bisogno di cure sicure ed efficaci per ridurre l'impatto della COVID-19. Il nostro obiettivo è chiaro: puntiamo a individuare ulteriori candidati all'avanguardia in fase di sviluppo e ad autorizzare almeno 3 nuovi strumenti terapeutici entro la fine dell'anno. Questa è l'Unione europea della salute in azione."

    I 5 prodotti si trovano in una fase avanzata di sviluppo e hanno elevate possibilità di figurare tra i 3 nuovi strumenti terapeutici contro la COVID-19 da autorizzare entro ottobre 2021 – l'obiettivo fissato nell'ambito della strategia – a condizione che i dati definitivi ne dimostrino la sicurezza, la qualità e l'efficacia. Si tratta dei seguenti prodotti:

    una nuova indicazione relativa alla COVID-19 per medicinali esistenti:

    immunosoppressore baricitinib (un medicinale che riduce l'attività del sistema immunitario) di Eli Lilly: è in fase di valutazione una domanda di estensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio per l'indicazione relativa alla COVID-19;
    anticorpi monoclonali di nuovo sviluppo oggetto di revisione ciclica – uno strumento normativo volto ad accelerare la valutazione di un medicinale promettente durante un'emergenza di sanità pubblica:

    combinazione di bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly: oggetto di revisione ciclica;
    combinazione di casirivimab e imdevimab di Regeneron Pharmaceuticals, Inc. e F. Hoffman-La Roche, Ltd: oggetto di revisione ciclica;
    regdanvimab di Celltrion: oggetto di revisione ciclica;
    sotrovimab di GlaxoSmithKline e Vir Biotechnology, Inc.: oggetto di revisione ciclica.
    Prossime tappe

    Sulla base del lavoro del gruppo di esperti sulle varianti della COVID-19 istituito di recente, la Commissione definirà entro ottobre un portafoglio di almeno 10 possibili strumenti terapeutici contro la COVID-19. Il processo di selezione sarà obiettivo e basato su dati scientifici, con criteri di selezione concordati con gli Stati membri. Dal momento che sono necessari tipi di prodotti differenti a seconda delle popolazioni di pazienti e delle fasi e della gravità della malattia, il gruppo di esperti individuerà le categorie di prodotti e selezionerà gli strumenti terapeutici candidati più promettenti per ciascuna categoria sulla base di criteri scientifici.

    Il portafoglio contribuirà all'obiettivo di disporre di almeno 3 nuovi strumenti terapeutici autorizzati entro ottobre, ed eventualmente di altri 2 entro la fine dell'anno. L'Agenzia europea per i medicinali avvierà altre revisioni cicliche di strumenti terapeutici promettenti entro la fine del 2021, in funzione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo.

    La Commissione ha recentemente concluso un'aggiudicazione congiunta di anticorpi monoclonali (casirivimab e imdevimab) e potrebbe avviarne altre entro la fine dell'anno.

    Il 12 e 13 luglio sarà organizzato il primo evento di incontro per il settore sugli strumenti terapeutici per garantire che questi ultimi, una volta autorizzati, siano prodotti in quantità sufficiente il prima possibile.

    Contesto

    La strategia dell'UE sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19 mira a istituire un ampio portafoglio di strumenti terapeutici contro tale malattia con l'obiettivo di disporre di 3 nuovi strumenti terapeutici entro ottobre 2021, ed eventualmente di altri 2 entro la fine dell'anno. Essa interessa l'intero ciclo di vita dei medicinali: ricerca, sviluppo, selezione dei candidati promettenti, rapida approvazione normativa, fabbricazione e diffusione fino all'uso finale.

    La strategia fa parte di un'Unione europea della salute solida che utilizza un approccio coordinato a livello dell'UE per garantire una maggiore protezione della salute dei cittadini, dare all'UE e agli Stati membri gli strumenti necessari per prevenire e affrontare meglio eventuali pandemie future e migliorare la resilienza dei sistemi sanitari europei.

    La strategia, che si concentra sulla cura dei pazienti affetti da COVID-19, affianca la vincente strategia dell'UE per i vaccini, che ha permesso di autorizzare per l'uso nell'UE vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19, con l'obiettivo di prevenire e ridurre la diffusione dei casi, così come i tassi di ospedalizzazione e i decessi causati dalla malattia.

    Per ulteriori informazioni

    Domande e risposte: strategia sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19 – Elenco di 5 strumenti terapeutici candidati

    Risposta della Commissione europea al coronavirus: gli strumenti terapeutici

    Strategia sugli strumenti terapeutici

    Agenzia europea per i medicinali – Strumenti terapeutici contro la COVID-19

    https://ec.europa.eu/commission/pres.../fr/ip_21_3299
    Ultima modifica di Eridano; 14-09-21 alle 21:24
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #575
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    Citazione Originariamente Scritto da TIGERSUITE Visualizza Messaggio
    UDITE UDITE:
    il parlamento europeo ha chiesto il ritiro sull’autorizzazione ai
    Vaccini

    20.000 segnalazioni di decessi
    700.000 reazioni avverse (9% gravi)

    Più tutte quelle segnalazioni non pervenute per “non c’è correlazione”

    Ora chi sono i Complottisti?

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    Werner Krcivoj
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    www.europarl.europa.eu (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2021-003960_IT.html
    Ritiro autorizzazione vaccini
    E' solo un'interrogazione parlamentare presentata da questa Francesca Donato....
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  6. #576
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.



    Confermato che vogliono vaccinare il pianeta.
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  7. #577
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  8. #578
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    Coronavirus, De Palma: “Gli infermieri vaccinati si stanno ricontagiando. Basta segreti”
    13 Settembre 2021

    “I dati dell’Istituto Superiore della Sanità sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco anti-Covid. Cosa succede? Certo non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo”. Così in una nota stampa Antonio De Palma, presidente Nazionale del Nursing Up.

    La categoria con più decessi
    “La rabbia di un sindacato delle professioni sanitarie come il nostro – si legge -, che da sempre lotta al fianco degli infermieri, non sta tanto nell’apprendere dei nuovi contagi, perché siamo abituati alla lotta, alla sofferenza. Abbiamo pagato in termini di infezioni e vite umane come nessuno, e certo continueremo a farlo. Ma ci indigna non sapere cosa sta accadendo realmente. L’Inail parla chiaro: l’82% degli operatori sanitari che si ammalano, nel comparto sanità, sono ancora infermieri. La categoria, che oggi, in assoluto, è al primo posto come numero di decessi, tra tutti i lavoratori italiani, è la nostra. Qui non si tratta di sterili polemiche, siamo quelli abituati a combattere e a farlo nel silenzio delle stanze e delle corsie degli ospedali. Ma se ad oggi, 50 infermieri al giorno, quasi tutti vaccinati, si ammalano ancora di Covid, abbiamo diritto a una spiegazione.
    Vogliamo che sia fatta luce su quanto sta accadendo. Le Direzioni sanitarie italiane, chiariscano immediatamente quanto sta accadendo nelle ultime settimane nei loro ospedali. In particolare, nella Regione Lazio, le cronache giornalistiche, supportate dalle indagini interne dei nostri referenti, ci raccontano di situazioni non del tutto chiare. Prima quella del Sant’Eugenio, dove ben tre reparti, Nefrologia, Geriatria e una parte di Medicina, avrebbero vissuto nei giorni scorsi un vero e proprio focolaio. Il condizionale resta d’obbligo, perchè nessuno ha voluto rispondere ai nostri quesiti, e noi ci chiediamo perchè. Con tanto di richieste ufficiali, abbiamo preteso di conoscere, è nei nostri diritti, il numero degli operatori contagiati al Sant’Eugenio“.

    “Vogliamo conoscere la verità”
    “I giornalisti con i quali condividiamo questa tipologia di indagine incrociata – continua De Palma -, hanno ipotizzato che si sia arrivati a 6 contagi di operatori sanitari. Ma è davvero la verità? L’unica replica ufficiale che è arrivata ci ha lasciato di sasso: è tutto risolto! Quando per due giorni i nostri referenti ci hanno messo al corrente di decine di operatori sanitari in fila al drive in per effettuare i tamponi. Adesso, al caso Sant’Eugenio, si aggiunge quello dell’Ospedale dei Castelli, con il reparto chirurgia chiuso a nuovi ricoveri. Vogliamo conoscere la reale situazione dei professionisti della sanità, in merito ai nuovi contagi, in particolare di chi è stato già vaccinato a inizio anno.
    Vogliamo comprendere fino a che punto gli infermieri già vaccinati si stanno ammalando di nuovo, vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino. Insomma, se in un contesto tanto ristretto, cioè quello degli ospedali italiani, dove il rischio di imbattersi nel virus è superiore, in un solo mese il numero dei nuovi operatori sanitari infettatati è schizzato a quota 2000 nonostante tutte le norme di prevenzione oggi applicate, dalle mascherina alle tute ed ogni quant’altro, cosa accadrebbe ai normali cittadini vaccinati, se ci fosse una recrudescenza di pervasività del Sars-Cov 2, e quindi se il virus tornasse a circolare, anche per poco tempo, nelle scuole, negli uffici o nei locali pubblici italiani dove non c’è lo stesso livello di utilizzo degli strumenti di prevenzione come invece accade nei nosocomi?”

    “Chiarezza sulla terza dose”
    “Se il numero di cittadini re-infettati in rapporto al loro numero complessivo fosse percentualmente analogo a quello degli infermieri che oggi si infettano negli ospedali – conclude il presidente del sindacato degli infermieri italiani -, potremmo davvero essere certi dell’attuale, dichiarato, livello di protezione attribuito ai vaccini? I dati dell’Iss vanno presi sul serio: nessuno ha il diritto di nascondere la verità, quando in ballo c’è la salute degli infermieri e dei cittadini. Vogliamo sapere cosa succede nelle aziende sanitarie pubbliche. Troppo comodo chiudere a qualsiasi informazione verso l’esterno. Chi ha paura dell’opinione pubblica? Chi ha paura dell’azione del sindacato e di quella degli organi di stampa?
    Gli screening sulle condizioni di salute degli operatori già sottoposti alle somministrazioni, e in particolare il controllo dei loro livelli anticorpali, ci risultano sporadici, salvo rari casi. Non possiamo certo aspettare le esplosioni dei focolai per effettuare tamponi di massa tra i dipendenti del Ssn. Così come occorre chiarezza, una volta per tutte, in merito alla terza dose. Lo abbiamo già chiesto espressamente con un recente comunicato. Appare evidente che, alla luce dei nuovi contagi, siamo di fronte oggi ad una potenziale riduzione dell’immunità per gli infermieri che si sono vaccinati tra gennaio e febbraio 2021. Cosa stiamo aspettando a prendere decisioni risolutive, e soprattutto certe e valide per tutti?”

    https://calabria7.it/coronavirus-de-...basta-segreti/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #579
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    Ormai lo ammette anche Burioni: è la vaccinazione a tappeto che…
    Maurizio Blondet 14 Settembre 2021

    LA PRIMA CLASSE (meglio nido) dell’anno è in LOCKDOWN.
    La causa è un’educatrice vaccinata, e con green pass regolare, contagiata con sintomi

    Un caso di contagio: chiusa la sezione di un nido comunale
    «Il sogno di tutela della salute e del contagio nei posti di lavoro chiamato green pass si è già infranto», sottolinea con una nota Maria Teresa Turretta del sindacato Cub.



    burioni-ammetteLeggere anche:

    Deputato inglese: molti più danni con il vaccino Covid che in qualsiasi altro programma di vaccinazione della storia –

    Come Don Chisciotte

    Deputato inglese: molti più danni con il vaccino Covid che in qualsiasi altro programma di vaccinazione della storia



    “… Il governo inglese deve “fare i conti” con il pagamento di risarcimenti per lesioni o morti legate ai vaccini Covid”.

    Il deputato conservatore Sir Christopher Chope, che rappresenta Christchurch, ha chiesto un’inchiesta, condotta da un giudice, sulle persone che hanno subito effetti collaterali negativi dopo essere state colpite per proteggersi dal Covid-19″.

    https://www.maurizioblondet.it/ormai...a-tappeto-che/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #580
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    Predefinito Re: Vaccini e vaccate.

    Ma allora sono i vaccini che fanno venire il Covid!?!
    Maurizio Blondet 13 Settembre 2021

    e Salvini aveva ragione
    Deduzione logica dopo l’informazione e l’allarme lanciato da Antonio De Palma, presidente del sindacato infermieri Nursing Up e riportato da Imola Oggi :

    Covid: in 30 giorni contagiati 1848 operatori sanitari vaccinati

    Il sindacalista cita “i dati dell’Istituto Superiore della Sanità” che “ sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco anti-Covid”.

    “Non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini”, continua De Palma . Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo”.

    Il sindacalista mette in luce la reticenza, per non dire l’omertà, che sulla faccenda manifesta il potere Speranza-CTS:

    “Ci indigna non sapere cosa sta accadendo realmente. L’Inail parla chiaro: l’82% degli operatori sanitari che si ammalano, nel comparto sanità, sono ancora infermieri. La categoria, che oggi, in assoluto, è al primo posto come numero di decessi, tra tutti i lavoratori italiani, è la nostra. Qui non si tratta di sterili polemiche, siamo quelli abituati a combattere e a farlo nel silenzio delle corsie degli ospedali.

    “Ma se ad oggi, 50 infermieri al giorno, quasi tutti vaccinati, si ammalano ancora di Covid, abbiamo diritto a una spiegazione. Vogliamo che sia fatta luce su quanto sta accadendo. Le Direzioni sanitarie italiane, chiariscano immediatamente quanto sta accadendo nelle ultime settimane nei loro ospedali.

    “In particolare, nella Regione Lazio, le cronache giornalistiche, supportate dalle indagini interne dei nostri referenti, ci raccontano di situazioni non del tutto chiare. Prima quella del Sant’Eugenio, dove ben tre reparti, Nefrologia, Geriatria e una parte di Medicina, avrebbero vissuto nei giorni scorsi un vero e proprio focolaio. Il condizionale resta d’obbligo, perchè nessuno ha voluto rispondere ai nostri quesiti, e noi ci chiediamo perché. Con tanto di richieste ufficiali, abbiamo preteso di conoscere, è nei nostri diritti, il numero degli operatori contagiati al Sant’Eugenio“.

    “Vogliamo conoscere la verità”
    “L’unica replica ufficiale che è arrivata ci ha lasciato di sasso: è tutto risolto! Quando per due giorni i nostri referenti ci hanno messo al corrente di decine di operatori sanitari in fila al drive in per effettuare i tamponi. Adesso, al caso Sant’Eugenio, si aggiunge quello dell’Ospedale dei Castelli, con il reparto chirurgia chiuso a nuovi ricoveri. Vogliamo conoscere la reale situazione dei professionisti della sanità, in merito ai nuovi contagi, in particolare di chi è stato già vaccinato a inizio anno.

    Vogliamo comprendere fino a che punto gli infermieri già vaccinati si stanno ammalando di nuovo, vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino. Insomma, se in un contesto tanto ristretto, cioè quello degli ospedali italiani, dove il rischio di imbattersi nel virus è superiore, in un solo mese il numero dei nuovi operatori sanitari infettatati è schizzato a quota 2000 nonostante tutte le norme di prevenzione oggi applicate, dalle mascherina alle tute ed ogni quant’altro, cosa accadrebbe ai normali cittadini vaccinati, se ci fosse una recrudescenza di pervasività del Sars-Cov 2, e quindi se il virus tornasse a circolare, anche per poco tempo, nelle scuole, negli uffici o nei locali pubblici italiani dove non c’è lo stesso livello di utilizzo degli strumenti di prevenzione?”

    “Chiarezza sulla terza dose”
    “Se il numero di cittadini re-infettati in rapporto al loro numero complessivo fosse percentualmente analogo a quello degli infermieri che oggi si infettano negli ospedali – conclude il presidente del sindacato degli infermieri italiani -, potremmo davvero essere certi dell’attuale, dichiarato, livello di protezione attribuito ai vaccini?

    I dati dell’Iss vanno presi sul serio: nessuno ha il diritto di nascondere la verità, quando in ballo c’è la salute degli infermieri e dei cittadini. Vogliamo sapere cosa succede nelle aziende sanitarie pubbliche. Troppo comodo chiudere a qualsiasi informazione verso l’esterno. Chi ha paura dell’opinione pubblica? Chi ha paura dell’azione del sindacato e di quella degli organi di stampa?”

    “Gli screening sulle condizioni di salute degli operatori già sottoposti alle vaccinazionio, e in particolare il controllo dei loro livelli anticorpali, ci risultano sporadici, salvo rari casi. Non possiamo certo aspettare le esplosioni dei focolai per effettuare tamponi di massa tra i dipendenti del Ssn. Così come occorre chiarezza, una volta per tutte, in merito alla terza dose.

    Lo abbiamo già chiesto espressamente con un recente comunicato. Appare evidente che, alla luce dei nuovi contagi, siamo di fronte oggi ad una potenziale riduzione dell’immunità per gli infermieri che si sono vaccinati tra gennaio e febbraio 2021. Cosa stiamo aspettando a prendere decisioni risolutive, e soprattutto certe e valide per tutti?” https://calabria7.it

    Tre giorni prima di questo drammatico allarme, Matteo Salvini aveva detto: “In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta girando tra migliaia di persone. Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le variazioni nascono come reazione ai vaccini”.

    Naturalmente tutti i mainstream media, prime le tv, a sparagli addosso coi più grossi calibri: ignorante e irresponsabile, bufalaro. La Stampa di Torino, col ditino alzato

    Perché è falsa la frase di Matteo Salvini sui vaccini che provocano le varianti
    https://www.lastampa.it › news › per…

    Repubblica:

    La replica degli esperti: “Ognuno parli di quello che sa”

    Il Fatto quotidiano:

    Smentita degli esperti, da Galli a Bassetti: “Frasi profondamente sbagliate”
    Huffington Post:

    Le dichiarazioni del leader della Lega a L’aria che tira sono state smentite dagli esperti

    Una reazione così urlata rivela il panico tipico dei cortigiani dell’imperatore quando un bambino qualunque esclama: “Ma il re è nudo!”, e una ancor più spessa coltre di malafede. Perché “gli esperti” chiamati a smentire e insultare il segretario leghista, proprio perché esperti, non possono non sapere che egli non ha fatto che ripetere quello che aveva appena ammesso il capo del governo israeliano, Naftali Bennet, e che sappiamo persino noi ignoranti: in Israele, paese più vaccinato,

    “La popolazione più vulnerabile adesso, sembra paradossale, è quella che ha ricevuto solo due dosi, ma non ancora la terza. Quelli che non si sono vaccinati affatto in questo anno e mezzo NON SI AMMALANO, probabilmente perché vivono chiusi in casa o cose simili”.

    bennet 3 dose

    Naturalmente Bennet trae da questa ammissione l’invito agli israeliani farsi la terza dose (Netanyahu ha parlato di quarta, una ogni sei mesi). E’ questa la ”scienza” in cui ci invitano a d aver fede?

    Invece, specie dopo il fatto che 1843 infermieri italiani sono infettati da Covid benché vaccinati, il pensiero scientifico-logico e sperimentale dovrebbe chiedersi, in via di ipotesi: “Non è che è il siero da loro chiamato vaccino quello che fa ammalare i sani?”. Non merita quest’ipotesi un’indagine scientifica?

    Invece, reticenza, omertà.

    La cosa è particolarmente singolare perché Il Covid, da cui vengono colpiti i vaccinati, è oggi praticamente inesistente nella popolazione generale – come ogni coronavirus che d’estate, col caldo e la vita all’aperto scompare. Solo dalle mitragliate di tamponi sappiamo che ci sono alcuni “positivi” al Covid, positivi beninteso “a-sintomatici”, ossia sani come un pesce.

    Se risultasse poi che i vaccinati tendono ad ammalarsi anche gravemente, il pensiero scientifico, che consiste nel farsi domande e non di censurarle, dovrebbe chiedere: maè poi veramente Covid, quello di cui si ammalano i vaccinati? Un coronavirus che praticamente in questi mesi non esiste nella popolazione, colpisce loro? Cosa sta provocando la nota proteina spike negli organismi in cui circola?

    Che i vaccinati si ammalino “più gravemente” è escluso dalla Scienza piddino-ufficiale, e soprattutto da quel grande scienziato che è Mario Draghi: “Chi non si vaccina si ammala e muore”, ha sancito, ed a questa certezza granitica l’Italia del potere si attiene.

    Il punto è che dal solito Israele, arriva la notizia contraria: sembra proprio che il cosiddetto vaccino faccia ammalare “più gravemente”, di un simil-influenzale, in piena estate. Avvenire:

    Covid. Si ammalano e muoiono 34 vaccinati. Studio clinico su come prevenire questi casi
    “In Israele 152 persone vaccinate con la doppia dose di vaccino Pfizer e nonostante questo ricoverate in 17 ospedali del Paese, sono stati inclusi in uno studio per capire come mai il virus abbia “bucato” le difese innalzate dal vaccino—Lo studio ha evidenziato come tra i 152 soggetti seguiti, 38 hanno sviluppato sintomi severi e di questi 34 persone sono morte [morte di Covid! O di vax?] L’interrogativo era capire come mai il vaccino fosse risultato inefficace.

    E mica lo dice un Salvini qualunque. No, “La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Clinical Microbiology and infection” ed è stata condotta in 17 ospedali israeliani sotto la guida di Tal Brosh-Nissimov, dell’Università Samson Assuta Ashdod e dell’Università Ben Gurion”.

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/due-dosi-vaccino-israele

    Beninteso, ci si affretta ad aggiungere la solita scusa: “Si trattava di pazienti anziani e che soffrivano di diverse condizioni, come ipertensione (71%), diabete (48%), demenza”, anche se , a sottilizzare, nessuno muore di diabete né di demenza o dfi ipertensione… “Tutti, inoltre, avevano un sistema immunitario indebolito che, nel 40% dei casi, era anche già compromesso”. Certo, come no. Una scienza che si facesse domande si domanderebbe se, per caso – puro e assoluto caso – non sia stato proprio il sierd a compromettere il sistema immunitario. Domanda che nessuno deve farsi altrimenti è un no- vax.

    Ora il sindacalista degli infermieri chiede risposte. Dal Comitato tecnico scientifico, dalla cosca Speranza. Secondo voi le avrà?

    (Alcune immagini fuori testo: i malori)




    https://www.maurizioblondet.it/58358-2/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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