
Originariamente Scritto da
Indra88
SQUADRISTI ROSSI
Ancora una volta i fantomatici collettivi universitari fanno irruzione durante una lezione di Angelo Panebianco e lo costringono a interrompere. Rimproverano a uno dei nostri pochi politologi di spessore di rigettare l'ideologia pacifista e terzomondista. E lo fanno con metodi intolleranti e cretini
di
Corrado Ocone
Gli studenti dell’
Università di Bologna, la più antica del mondo, che hanno fatto irruzione in aula e interrotto la lezione del
professor Panebianco, andrebbero subito
processati e condannati. Non da un tribunale civile o penale, ma da quel
tribunale dell’intelligenza che tutto può perdonare ma non l’ignoranza e stupidità umana. “Peccato contro lo spirito”, il più imperdonabile fra i peccati umani, è quello di cui si son resi responsabili i membri del fantomatico “
Collettivo universitario autonomo” (Cua) e oggi anche altri gruppi analoghi che, inconsapevoli della loro crassa ignoranza, hanno apostrofato col termine “assassino” uno dei pochi
politologi di grande spessore scientifico e per ciò stesso
anticonformista che abbiamo sulla piazza italiana. Il torto di Angelo Panebianco è di aver ragionato sui
problemi della pace e della guerra nel nostro tempo con gli strumenti della sua scienza e non con quelli di un
‘ideologia pacifista e terzomondista sempre pronta ad accusare
l’Occidente delle peggiori nefandezze. E di aver riportato i suoi ragionamenti, nello stile semplice e diretto che lo contraddistingue, in un fondo del
Corriere di qualche giorno fa.Non si tratta quindi di un semplice attentato alla
libertà di opinione e espressione di un docente atipico e, appunto, non conformista. Si tratta di un attacco alla
scienza e alla sua avalutatività. E all’
Università come luogo franco ove, secondo l’originaria (e ormai sempre più tradita costituzione) le
ideologie non dovrebbero entrare e dove anche i professori dovrebbero tenersi ben lontano (così purtroppo non è) da quella
militanza che gli scellerati reclamano a piè’ sospinto. Panebianco, oltre ad essere un sincero
liberale formatosi alla scuola di Nicola Matteucci, è anche un continuatore di quella correnti del
realismo politico e dell
‘elitismo che, da Machiavelli a Pareto, Mosca e Michels, hanno rappresentato uno dei pochi momenti alti della cultura scientifica nazionale. Una corrente, a cui apparteneva (gli ignoranti bolognesi non lo immagino nemmeno) persino
Carlo Marx, che tutto era fuorché un pacifista. È un ordine di idee che impone di affrontare i problemi politici
come sono e non come vorremmo che fossimo nella nostra immaginazione. Perché se così non facessimo, ci preserveremmo persino la capacità di agire in modo
moralmente appropriato. Che è quanto accade ai cretini bolognesi, i quali invocano la “pace” e non si rendono conto che la loro pace, se trionfasse, sarebbe quella
dei fanatici e degli intolleranti. I cretini non capiscono che gli intolleranti vanno combattuti
con forza e violenza, alla cui vasta e varia genìa anche loro appartengono. Anche in modo preventivo se del caso, installando i sistemi antimissilistici che
la Nato ci chiede sul territorio siciliano. I cretini non comprendono che sono gli stessi democratici libici (per quanto minoritari) a reclamare un
intervento armato dell’Occidente.Certo, ha ragione Panebianco quando scrive, con onestà intellettuale, nell’articolo incriminato, che l’opinione pubblicata italiana va preparata. Essa è immatura. E a renderla immatura è stata, non c’è dubbio, quella
egemonia, essa sì sottoculturale, che la sinistra ci ha imposto nel dopoguerra e che ha creato questo deserto.
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ma questi non possono essere denunciati per interruzione di servizio pubblico? ah no.. loro stanno dalla 'parte giusta', e in italia a quelli che stanno dalla parte giusta tutto è concesso