Strade (campetti) e parrocchie. I «regali» dei sindaci-onorevoli

Leghisti in testa, l’Idv: clientele. I fondi al Veneto con la nuova legge mancia.

VENEZIA — Per qualcuno è la nuova «legge-mancia», la norma, cancellata nel 2007, che permetteva ai deputati di distribuire finanziamenti a pioggia ai propri collegi elettorali. Ora si chiama «Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio», ma l’impressione è che il sistema funzioni sempre nello stesso modo. Per capirlo basta scorrere l’elenco dei 541 interventi finanziati dal fondo (per un totale di oltre 51 milioni), appena approvati dalla Commissione bilancio di Montecitorio. Ed ecco che spuntano sovvenzioni a piccoli comuni, parrocchie, società sportive. Un crogiolo di regali e concessioni che fanno girare la testa. Il Veneto in questa partita è in prima fila. Gli onorevoli della regione (in primis quelli della Lega), infatti, non si sono fatti sfuggire l'occasione e sono riusciti a strappare dal tesoretto un bel numero di denari.

Solo per gli «interventi su impianti sportivi» amministrazioni comunali e società sportive della regione riceveranno infatti oltre 1 milione di euro: si va dai 50mila euro per il Comune di Nove, nel Vicentino, ai 45mila di Campodarsego, nel Padovano; dai 10mila per l’Associazione Valsugana Rugby ai 33mila per il Comune di Palù (Treviso). Fino ad arrivare ai 300mila indirizzati all’amministrazione di Portogruaro per l’ampliamento dello stadio comunale «G.P. Mecchia», soldi questi che permetteranno alla neopromossa compagine locale di disputare tra le mura amiche il prossimo campionato di serie B. Certo, è difficile capire cosa c’entrino i lavori di sistemazione degli stadi con la tutela dell’ambiente o lo sviluppo del territorio; ma tant’è. Il nuovo serbatoio finanziario a disposizione dei gruppi parlamentari, comunque, non farà contenti solo gli sportivi. Anzi. Alle Terme delle Dolomiti della Val Grande (Belluno) arriveranno infatti ben 400mila euro, per la «messa in opera dei servzi termali per non autosufficienti». Mentre alla «Onlus - Il Giardino di Jacopo» di Isola della Scala (Verona) verranno stanziati 20mila euro «per il contenimento del fenomeno del randagismo». Nell’elenco dei beneficiari, poi, compare inoltre una lunga serie di enti e di realtà religiose. Come la Congregazione missionari della Sacra Famiglia a Castione di Loria (Treviso), a cui sono stati assegnati 50mila euro per il «recupero di un fondo agricolo con specie vegetali autocrtone arcaiche».

O come la Parrocchia di Loreggia (Padova), che verrà omaggiata di un gruzzolo di 30mila euro per la «sistemazione del centro giovanile "Casa del Giovane"». Alla fine però emerge soprattutto la specie dei deputati con doppio incarico (che insieme cioè sono anche sindaci o presidenti di provincia), che sono riuscit i ad incanalare somme di denaro per le proprie amministrazioni. In Veneto i casi sono tre. E tutti riguardano esponenti della Lega: l’onorevole Gianluca Forcolin, sindaco di Musile sul Piave (Treviso), che si è assegnato 100mila euro per la «riqualificazione ambientale (delle vie) del centro»; l’onorevole Alessandro Montagnoli, sindaco di Oppeano, che per il campetto del proprio paese ha strappato 24mila euro; e, infine, l’onorevole Luciano Dussin, sindaco di Castelferanco, che ha dirottato nelle casse del proprio Comune 100mila euro per la «manutenzione degli impianti sportivi». «Non vedo lo scandalo—confessa il primo cittadino castellano —. E mi dispiace che ci sia gente che non capisca. Qui al Nord queste spese sono tutte giustificate; non come al Sud dove talvolta i soldi servono per foraggiare le fiere». Dussin non si scompone neanche quando gli si obietta che questi finanziamenti possano in qualche modo favorire le clientele. «Ma di cosa stiamo parlando? — fa spallucce il sindaco —. Io do i soldi alle parrocchie, non ai negozi». Di tutt’altro avviso però è il parlamentare veronese dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi. Che sul ribatte. «Il fondo per l’ambiente è un sistema per l’elargizione di vere e proprie mance —dice —, che servono solo a mantenere il voto degli aderenti a qualche società sportiva o a qualche gruppo parrocchiale».

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