Convivo con la mamma di un renziano.
Non uno di quelli che attraverso Renzi hanno consolidato una posizione lavorativa, ma uno di quelli che ci credono, da lontano, anche se non gliene viene nulla, e chissà per quanti anni ancora (data la loro ancora relativamente giovane età) ci crederanno, prima di accorgersi di quanto la loro credenza è stata nociva a sè stessi e agli altri.
Manco a dirlo il mio rapporto con questo ragazzo di 26 anni è stato conflittuale: lui è di quello che ogni sera "deve" vedere il tg (dicendo anche, qua e là, che Renzi è una delusione ma restando sordo al fatto che le delusioni fanno bene e non bisogna evitarle), la partita (dicendo che Suarez è odioso) e che ripete spesso che non è della tua idea ma si batterà per essa (come se ognuno non avesse diritto ai propri odi e tabu). Ho spesso litigato con la mia compagna, che restava delusa per motivi nostri e per la mancanza di rapporti anche minimi, con costui.
Come Renzi, lui è franco, di una trasparenza disarmante, ma direttamente proporzionale a quanto lui ritiene di potersi fidare. E' obamiano, è fan di Di Caprio. Ha un programmino sul Galaxy che annuncia ogni giorno se è l'anniversario di qualche nascita o morte illustre, uscita di film libro o album ecc, e ogni giorno è qualcosa.
Naturalmente, un giorno è così e un giorno è il contrario di quello. E' un suo diritto, e lui lo esercita allontanandosi da tutto ciò che ha fatto prima e poi ritornandoci con dolcezza quasi per volerti confondere su di lui (ma chissà perchè, non ci riesce mai).
Ieri sera, l'ultima delle ipocrisie.
Torna a casa. Annuncia subito (che bello annunciare, è simile a fare il re) che domani cenerà con la fidanzata, quindi di non aspettarlo. Ha scelto per la serata di essere allegro, ci dice con entusiasmo che stasera c'è il film Rush (ma poi lui uscirà). Non commentiamo. Ci dice che quella volta, mesi fa, che gli feci il favore di consegnare dei libri in biblioteca per lui (ha la passione del libraio), ne mancò uno, la Campana di Vetro, che, ma lui non ci accusa, vuol solo capire, a distanza di mesi la biblioteca gli dice che lui non lo ha consegnato. La madre dice che non riesce a capire ma non c'è dubbio che la mail c'è. Come se contasse sapere della mail. Poi il figlio, che si chiama Matteo jr, finisce di cenare in dieci minuti e si alza da tavolo, ma fa coincidere quasi in concomitanza col suo separarsi da noi la notizia puntuale di cui la sua giornata è sempre piena: la mail di un ex collaboratore cha farà (gira, supervisiona) un documentario sul territorio locale, finanziato parzialmente dal comune. Non è il primo documentario che fa questo suo ex collaboratore, a cui Matteo jr in passato ha partecipato curando l'editing. Ma dall'anno scorso Matteo jr, terminati brillantemente gli studi, ha rotto con lui, si è stufato di questi documentari e della promozione in giro per le pro loco dei vari paesini, e non partecipa più a queste iniziative. La novità, siccome io non lavoro, è, me lo dice sua madre e lui porge orecchio, se io voglio contattare questo signore per partecipare: conoscendo le mie velleità sociali e culturali. Lui non dice cosa farà ( ecco l'annuncio e basta: anche il silenzio in forma di annuncio è producente). Non so se mi piace fare ciò che gli altri hanno abbandonato. Rispondo che contatterò il suo amico e parteciperò all'iniziativa, pagata che sia alla fine o no, se anche lui, Matteo jr, parteciperà.
Ma ecco la chicca, il renzianismo puro. Succede a inizio serata, prima di qualsiasi annuncio (perchè tutti gli inizi di parlottamento sono innocenti, perchènon riesco ad essere positivo come lui, perchè sono diffidente e vedo tutti gli annunci come stilettate? la vita è saper chiedere scusa, e soprattutto è saper trovare la faccia per chiederle). Siamo a tavola. La mia compagna prepara un piatto di verdure con pollo: la pietanza è però per lei troppo acquosa, per cui trasferisce il suo piatto dalla padella direttamente al microonde, per asciugarlo un po' dell'eccesso di sughetto/brodo: io cerco di fermarla dicendo che lo può versare nel mio. Io e Matteo jr infatti non facciamo tante storie e stiamo mangiando, secondo noi è buono così, anzi meglio che ci puoi fare la scarpetta. Ma la mia compagna niente. Mentre è nel microonde il piatto fa puff, e lei lo tira fuori contrariata per il versamento. Io mentre mangiamo dico la mia battuta: il microonde sapeva che era sbagliato fare una cosa simile e te lo ha dimostrato a suo modo. Lui inaspettatamente ride, non lo faceva da mesi, e io non rido a mia volta. La verità è che non me l'aspettavo ma ora so perchè lui rida, di certo non mi ha spiazzato, e non è che ho scelto di non farmi spiazzare, via non stiamo giocando alla guerra, non è come mesi fa, questo è un momento di riappacificamento, di maturità, di equilibrio con la mia compagna diversamente che mesi fa.
La mia compagna era andata a spiattare, non ha sentito la mia battuta, io la ripeto, stavolta lui non ride nè un po' tra i denti come prima nè in nessun altro modo. Non so se c'è una congiunzione con la madre, forse non c'è mai stata in passato. Quando faccio una battuta non so perchè dovrebbe far ridere. Ma so come e perchè lui ha riso: lo dimostra il fatto che la madre non ha riso. Nè prima nè dopo. Come se contasse il fatto di ridere a cosa dici.




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