Troppo facile adottare solo le norme europee che fanno comodo dal momento che a causa della scarsa competitività di un paese gestito da un manipolo di parassiti l'Italia oggi vanta le tasse più alte della UE...
Tra pochi giorni entrerà in vigore un'imposta speciale introdotta con la manovra di primavera (la cosiddetta manovrina, articolo 4 del Dl 50/2017), che prevede il pagamento della cedolare secca del 21% per tutti gli affitti brevi, inferiori ai 30 giorni, stipulati da persone fisiche direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online come Booking e Airbnb, ad esempio. Da qui il soprannome "tassa Aibnb".
Un'anomalia europea e mondiale, sottolineano dal colosso dell'home sharing. La nuova imposta così come è stata pensata viola in diversi punti la normativa europea, soprattutto in termini di privacy e di territorialità, sostiene il country manager del colosso delle case condivise. In pratica per Airbnb, che fattura i suoi servizi dall'Irlanda, il ruolo di sostituto d'imposta comporterebbe l'obbligo di avere la residenza fiscale in Italia. Ciò è contrario alla libertà di stabilimento che la Ue garantisce alle piattaforme digitali.
"Questa casa non è un albergo". Airbnb: pronti a fare causa allo Stato





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