User Tag List

Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 51
Like Tree2Likes

Discussione: Sacro Cuore di Gesù

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Sacro Cuore di Gesù

    1 giugno 2017: primo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù…




    01 giugno
    "GIUGNO: IL MESE DEL SACRO CUORE DI GESU'
    MEDITAZIONI E PREGHIERE."




    http://www.stellamatutina.eu/
    1° giorno: Chi è Gesù - Chi è l'uomo
    http://www.stellamatutina.eu/1-giorn...u-chi-e-luomo/
    “1° giorno: Chi è Gesù – Chi è l’uomo.

    CHI È GESÙ.
    Gesù è il Figlio Unigenito di Dio, concepito di Spirito Santo, nato verginalmente da Maria Vergine. Gesù è il Verbo Incarnato.
    In Dio ci sono tre Persone: Padre, Figlio, Spirito Santo.
    Gesù è la seconda Persona della Santissima Trinità.
    Per salvare l’umanità dalla schiavitù del peccato, Dio Padre mandò suo Figlio come nostro Redentore.
    Il Verbo si incarnò nel seno verginale di Maria, che è l’unica creatura immune da ogni macchia di peccato fin dalla sua concezione. È l’Immacolata. Ella acconsentì al disegno di Dio, accettando di diventare la Madre dell’Unigenito di Dio. Ella accolse il Verbo nel suo seno, e fin dal primo istante lo adorò come Dio; lo generò come Figlio; lo donò a noi come Salvatore e Redentore.
    Gesù, con la Madre sua, riparò nell’umiltà, nell’obbedienza e nel sacrificio, l’orgoglio, la ribellione e la cupidigia di Adamo ed Eva.
    Gesù e Maria: il nuovo Adamo e la nuova Eva. Essi hanno riaperto le porte del Paradiso, togliendo l’antica maledizione che pesava sull’umanità, ridonando la grazia che redime, offrendo la possibilità della salvezza a tutti,anche se non tutti, purtroppo, l’accettano.
    Betlemme, Nazaret, il Calvario: Gesù visse l’umiltà e la povertà a Betlem, il nascondimento e l’obbedienza a Nazaret, la condanna e l’immolazione sul Calvario. In tal modo Egli è stato il nostro Dio Salvatore, pagando i nostri peccati di persona, con la sua vita e con il suo Sangue.
    In Lui, soltanto in Lui, tutti gli uomini possono riacquistare la salvezza: «Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio» (1Gv 5,11).
    Per questo i Santi hanno consumato la loro vita a portare gli uomini a Gesù Salvatore.
    Perché gli Apostoli si sparpagliarono sulla terra e morirono martiri? Solo per donare agli uomini la Buona Novella della salvezza in Gesù.
    Perché san Francesco d’Assisi e san Domenico di Guzman furono instancabili nel predicare attraverso paesi e paesi? Per strappare le anime al peccato e all’errore, portandole a Gesù Via, Verità e Vita.
    Perché san Francesco Saverio, e tanti missionari, hanno lasciato la famiglia e la patria, per andare a immolarsi in terre lontane e sconosciute? Per portare Gesù a quei fratelli bisognosi di salvarsi l’anima.
    Perché san Luigi Grignion, sant’Alfonso de’ Liguori, san Massimiliano M. Kolbe, hanno diffuso con zelo ardentissimo la devozione alla Madonna? Per condurre gli uomini a Gesù Salvatore attraverso la via «più breve, più facile, più sicura».
    CHI È L’UOMO
    L’uomo è una creatura di Dio. Il primo uomo fu Adamo, che ricevette da Dio il corpo e l’anima. La prima donna fu Eva, che con Adamo costituì la coppia dei nostri progenitori.
    L’uomo è composto di anima e di corpo. L’anima è spirituale e immortale, viene creata direttamente da Dio e infusa nel corpo (Gn 2,7). Il corpo è mortale, trasmesso per generazione, si corrompe nel sepolcro, ma è destinato anch’esso all’immortalità, in Paradiso o all’Inferno, con la resurrezione finale.
    L’uomo fu creato da Dio innocente. Non solo. Ricevette anche la grazia divina, che lo rese figlio di Dio, compartecipe della stessa natura divina.
    Ma l’uomo era libero. E doveva scegliere liberamente Dio, per essere sempre figlio e familiare di Dio, ripieno della felicità eterna del suo regno.
    Purtroppo, Adamo ed Eva non scelsero Dio, ma si lasciarono ingannare dalla suggestione diabolica di diventare «come Dio». E si ribellarono a Dio, mangiando il frutto proibito.
    Il peccato originale distrusse in loro l’innocenza e la filiazione divina, privandoli anche dei doni particolari ricevuti da Dio. Di più, introdusse lo squilibrio fra corpo e anima, tra sensi e ragione, immettendo in loro i focolai della concupiscenza con le passioni più vergognose.
    Satana al posto di Dio. Satana con tutte le sue nefandezze e sconcezze. Un vero capovolgimento: da figlio dell’amore di Dio, l’uomo divenne «figlio dell’ira» di Dio (Ef 2,3). Una vera catastrofe per l’uomo, che diventò l’essere più infelice della terra.
    A questo punto, chi avrebbe riparato l’ingratitudine mostruosa, l’oltraggio infinito fatto dall’uomo a Dio?
    Un’offesa infinita esige una riparazione infinita. Ma solo Dio è infinito. Quindi, solo Dio poteva riparare il male dell’uomo.
    L’unica speranza dell’uomo, perciò, restava solo Dio stesso, l’offeso. L’unica attesa dell’umanità era Dio misericordioso «O Dio, vieni a salvarci…» (Sal 69,2).
    E Dio misericordioso venne, con l’Incarnazione del Figlio: «Dio amò tanto il mondo, da mandare il suo Figlio Unigenito» (Gv 3,16), «Il Padre ha mandato il suo Figlio a salvare il mondo» (Gv 4,14).Questa è l’immensità dell’amore di Dio, che è arrivato poi all’eccesso con l’Eucaristia (Gv 13,1), e continua ad amarci con i doni e le promesse del suo divin Cuore. E san Paolo ricorda che «l’amore di Dio è largamente diffuso nei vostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci fu dato» (Rm 5,5). Tocca al cuore del cristiano vivere e inebriarsi di questo amore divino.
    Proposito: Fare tutto il mese di giugno in onore del Sacro Cuore.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”





    Mese del Sacro Cuore - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sacro-cuore/
    “Mese del Sacro Cuore
    Il mese di giugno è consacrato alla devozione del Sacratissimo Cuore di Gesù.
    ATTO DI RIPARAZIONE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ.

    Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.
    Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.
    E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.
    Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito.
    Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Tespésio Martire, il quale, sotto l’imperatore Alessandro e il Prefetto Simplicio, dopo altri tormenti, fu decapitato. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Tespésio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”




    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “1er juin : Saint Pamphile, Prêtre et Martyr († 308).”
    “1er juin : Sainte Angèle Merici, Vierge.”
    “1er juin 1846 : décès du Pape Grégoire XVI.”




    “Sant'Angela Merici, vergine, 1 giugno.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico

    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    "1 giugno 2017: Ottava dell'Ascensione."
    "Il 1 giugno 1846 muore Papa Gregorio XVI Cappellari, Sommo Pontefice."
    “1 giugno 2017: Sant'Angela Merici, vergine.

    Nacque a Desenzano del Garda verso il 1470. indossò l'abito del Terzo Ordine di San Francesco e radunò intorno a se gruppi di ragazze che educava nelle opere di carità. Nel 1535 fondò a Brescia l'Istituto femminile di sant'Orsola, finalizzato allo scopo di istuire alla vita cristiana le ragazze povere. Morì il 24 gennaio 1540 a Brescia. Fu beatificata nel 1768 da Papa Clemente XIII e canonizzata nel 1807 da Papa Pio VII.
    Dal "Testamento spirituale" di sant'Angela Merici
    Trattiamo con soavità come Dio
    Mie carissime madri e sorelle in Gesù Cristo, sforzatevi, coll'aiuto della grazia, di acquistare e conservare in voi tale intenzione e sentimento buono, da essere mosse alla cura e al governo della Compagnia solo per amore di Dio e per lo zelo della salute delle anime. Se tutte le vostre opere saranno così radicate in questa duplice carità, non potranno portare se non buoni e salutieri frutti. Perciò dice il Salvator nostro: "Un albero buono non può produrre frutti cattivi" (Mt 7, 18) come volesse dire che il cuore, quando è informato alla carità, non può produrre se non buone e sante opere. Onde ancora diceva sant'Agostino: Ama e fà quel che vuoi, come se dicesse chiaramente: La carità non può peccare.
    Vi supplico ancora di voler ricordare e tenere scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figliuole ad una ad una; e non solo i loro nomi, ma ancora la condizione e indole e stato ed ogni cosa loro. Il che non vi sarà cosa difficile, se le abbraccerete con viva carità. Anche le madri secondo la carne, se avessero mille figliuoli, tutti se li terrebbero nell'animo totalmente fissi ad uno ad uno, perché così opera il vero amore. Anzi pare che, quanti più ne hanno, tanto più cresca l'amore e la cura particolare per ciascuno. Maggiormente le madri secondo lo spirito possono e devono far questo, perché l'amore secondo lo spirito é, senza confronto, molto più potente dell'amore secondo la carne. Dunque, mie carissime madri, se amerete queste nostre figliuole con viva e sviscerata carità, sarà impossibile che non le abbiate tutte particolarmente impresse nella memoria e nel cuore.
    Impegnatevi a tirarle su con amore e con mano soave e dolce, e non imperiosamente né con asprezza; ma in tutto vogliate esser piacevoli. Ascoltate Gesù Cristo che raccomanda: "Imparate da me che sono mite e umile di cuore" (Mt 11, 29); e di Dio si legge che "governa con bontà eccellente ogni cosa" (Sap 8, 1). E ancora Gesù Cristo dice: il mio giogo é dolce e il mio carico leggero" (Mt 11, 30). Ecco perché dovete sforzarvi di usare ogni piacevolezza possibile. Soprattutto guardatevi dal voler ottenere alcuna cosa per forza: poiché Dio ha dato ad ognuno il libero arbitrio e non vuole costringere nessuno, ma solamente propone, invita e consiglia. Non dico però che alle volte non si debba usare qualche riprensione ed asprezza a tempo e luogo secondo l'importanza, la condizione e il bisogno delle persone, ma solamente dobbiamo essere mosse a questo dalla carità e dallo zelo delle anime.”

    https://www.radiospada.org/2012/07/l...immaginivideo/
    "Le 12 Promesse del Sacro Cuore di Gesù.
    TESTO/IMMAGINI/VIDEO
    Già ci eravamo occupati di questo Grande Tema in una precedente galleria di Immagini: Il Cuore del Re (una galleria di immagini del Sacro Cuore di Gesù)
    CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA. Mostrando un giorno il suo Cuore a S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690) Gesù disse:

    «Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo…»
    In diverse apparizioni a Santa Margherita, Gesù fece le seguenti promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore e che la Santa riporta nelle sue lettere:

    1. «Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato».
    2. «Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise».
    3. «Li consolerò nelle loro afflizioni».
    4. «Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte».
    5. «Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere».
    6. «I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia».
    7. «Riporterò le comunità religiose e i singoli fideli al loro primo fervore».
    8. «Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione».
    9. «Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata».
    10. «A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti».
    11. «Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato».
    12. «Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale… Essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema».
    ***
    Radio Spada è un sito che si pone sotto la protezione dei Tre Sacri Cuori di Gesù, Giuseppe e Maria."





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Italiano Tradizionalista
    Data Registrazione
    13 Apr 2009
    Messaggi
    1,274
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sacro Cuore di Gesù

    "Nous portons sur nos poitrines
    la foi de notre origine,
    Le coeur-sacré de Jésus..."


    Haxel and Holuxar like this.
    "I sogni sono i nostri violini segreti"
    "Si j'avance, suivez moi. Si je recule, tuez moi. Si je meurs, vengez moi!"

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    2 giugno 2017: secondo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù…




    02 giugno
    "MESE DI GIUGNO
    MEDITAZIONI E PREGHIERE
    AL SACRO CUORE DI GESU'"


    2° giorno: Il cuore di Gesù - Il cuore dell'uomo - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu
    http://www.stellamatutina.eu/2-giorn...uore-delluomo/
    “2° giorno: Il cuore di Gesù – Il cuore dell’uomo
    IL CUORE DI GESÙ

    Il Cuore di Gesù è il Cuore di Dio, per questo è il Cuore unico e sublime. Chi può comprenderlo?
    Riflettiamo: quel Cuore è stato formato dallo Spirito Santo, è stato fatto nel seno immacolato della Madonna, è stato nutrito con la carne purissima e il sangue verginale di Maria. Quel Cuore ha coltivato la carità divina più illimitata e ardente nell’amare Dio Padre, nell’amare le creature. Quel Cuore è stato giustamente definito «Re e centro di tutti i cuori», «abisso di tutte le virtù», «fonte di ogni consolazione».
    Quali gioie e palpiti, quali travagli e tristezze avranno attraversato il Cuore di Gesù? Pensiamo al disegno di Dio che abbraccia l’umanità e il creato, da ricapitolare in Cristo, e pensiamo al mondo di eventi gioiosi e tristi che riempiono la vita di ogni essere. Il Cuore di Gesù è Cuore divino, è Cuore cosmico, è Cuore universale. Registra ogni movimento anche impercettibile di ogni cuore e di ogni cosa: nulla può sfuggire a Lui, perché «tutte le cose hanno in Lui la loro consistenza» (Col 1,17).
    Alla sua discepola prediletta, santa Margherita Alacoque, Gesù dirà fin dalla prima apparizione: «Il mio divin Cuore è così appassionato di amore per gli uomini, che non potendo più contenere in sé le fiamme della sua ardente carità, le vuole propagare…».
    Il Cuore di Gesù ci ama e vuole il nostro amore. È per nostro amore che Egli si è fatto immolare: ossia, per avere il nostro amore. E «l’essenza della devozione al Sacro Cuore – insegnava già il papa Pio VI – consiste nel considerare e nell’onorare, nell’immagine simbolica del Cuore, l’immenso Amore, saturo di tenerezza, del nostro Redentore».
    Amare il Cuore di Gesù, quindi, significa rispondere all’esigenza primaria dell’amore di Gesù, significa amare l’amore di Gesù, ricambiandolo con il nostro amore, per il quale Egli è morto.
    Perciò san Francesco d’Assisi pregava splendidamente, dicendo a Gesù: «io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell’amore mio».
    IL CUORE DELL’UOMO
    In senso biblico, il cuore dell’uomo è il centro vitale dell’uomo, il centro vitale fisico e spirituale. Affetti e pensieri, desideri e voleri «salgono dal cuore» (Is 63,17).
    Si può dire che carne e spirito confluiscono nel cuore dell’uomo, rendendolo centro unitario di tutto l’uomo.
    Ma l’uomo si è squilibrato con il peccato originale, e continua a squilibrarsi ancor più con i peccati personali, diventando un miscuglio di bene e male, di talenti e difetti, di virtù e vizi, di passioni nobili e ignobili, di alte aspirazioni e di concupiscenze vergognose.
    Tutta questa realtà dell’uomo ha il suo punto di incontro nel cuore dell’uomo, è come se venisse raccolta e «pompata», al pari del sangue che confluisce e si diparte dal cuore in circolo vitale per tutto l’organismo.
    Per questo dal cuore dell’uomo scaturisce ogni bene e ogni male dell’uomo. Gesù stesso, che ha detto: «Beati i puri di cuore…» (Mt 5,8), ha detto anche queste terribili parole sul cuore dell’uomo: «Dal cuore vengono i cattivi pensieri, gli omicidi, gli adulteri, le fornicazioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie» (Mt 15,19).
    Il cuore dell’uomo dev’essere restaurato. In esso deve dimorare Dio. Gesù è venuto per questo sulla terra: riportare il Regno di Dio dentro di noi.
    Egli ha portato la Buona Novella, il suo Vangelo da imprimere nel cuore dell’uomo. Lo diceva già per bocca del Profeta Geremia: «Imprimerò la mia legge nei loro cuori» (Ger 31,33). E san Giuseppe da Leonessa, un santo francescano, commentava questo versetto dicendo: «Quindi ogni cristiano dev’essere un libro vivente, in cui si possa leggere la dottrina evangelica. Così diceva san Paolo ai Corinzi: “Siete voi la nostra lettera, scritta non con l’inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente attraverso il nostro ministero, non in tavole di pietra, ma sulle tavole di carne nel cuore”».
    Il foglio è il nostro cuore, chi scrive è lo Spirito Santo attraverso il mio ministero… Ma come si potrà scrivere sopra un foglio già scritto? Se non si cancella lo scritto precedente, non ci si può scrivere di nuovo.
    Nel vostro cuore c’è scritta l’avarizia, la superbia, la lussuria e gli altri vizi. Come ci potremo scrivere l’umiltà, l’onestà e le altre virtù, se i precedenti vizi non vengono cancellati?».
    Un modello splendido di restaurazione del cuore dell’uomo è san Francesco d’Assisi. Non siamo noi a proporlo, ma Gesù stesso, che disse a santa Margherita Maria, indicandole il Serafico Poverello: «Ecco il Santo più vicino al mio Cuore». Così umano e così sublime, san Francesco d’Assisi ci fa capire quale meravigliosa realtà sia la trasformazione del nostro cuore nell’amore appassionato a Gesù e nell’amore trasfigurato a tutte le creature.
    Ecco come deve diventare il cuore dell’uomo: un cuore nuovo, tutto amore, umiltà, pazienza, dolcezza, forza, sacrificio…
    Il Cuore di Gesù voglia concedercelo in questo santo mese.
    Proposito: Leggere ogni giorno una pagina del Vangelo da imprimere nel cuore.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”





    Santi Marcellino e Pietro - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/4371-2/
    “2 giugno, Santi Marcellino e Pietro, Martiri.

    ”Roma il natale dei santi Martiri Marcellino Prete e Pietro Esorcista, i quali, sotto Diocleziano, in prigione ammaestrando molti nella fede, dopo crudele prigionia e moltissimi tormenti, dal Giudice Sereno furono decapitati nel luogo, detto Selva Nera, che poi, in onore dei Santi, cambiato nome, fu chiamato Selva Candida. I loro corpi furono sepolti nelle catacombe, vicino a san Tiburzio, e il loro sepolcro fu poi adornato con versi da san Damaso Papa”.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “2 juin 575 : élection du Pape Benoît Ier.
    2 juin 657 : décès du Pape Eugène Ier.
    2 juin 1537 : publication de la lettre Veritas Ispa du Pape Paul III adressée au card. Jean de Tavera dans laquelle il condamne l’esclavage.”
    “2 juin : Saint Pothin et ses Compagnons, Martyrs († 177).”
    “Apostolat de la prière : juin 2017
    Pour la propagation de la dévotion au Sacré-Cœur
    http://www.sodalitium.eu/apostolat/A...let.pdf”




    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Martiri Marcellino Prete e Piétro Esorcista, i quali, sotto Diocleziàno, in prigione ammaestrando molti nella fede, dopo crudele prigionia e moltissimi tormenti, dal Giudice Seréno furono decapitati nel luogo, detto Selva Nera, che poi, in onore dei Santi, cambiato nome, fu chiamato Selva Càndida. I loro corpi furono sepolti nelle catacombe, vicino a san Tibùrzio, e il loro sepolcro fu poi adornato con versi da san Dàmaso Papa.
    Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Martiri Marcellino Prete e Piétro Esorcista possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “Il 2 giugno 575 Papa Benedetto I viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    Il 2 giugno 657 muore Sant'Eugenio I, Sommo Pontefice.”
    “2 giugno 2017
    Marcellino e Pietro, santi, martiri di Roma
    , nel 1256 loro resti furono adoperati da papa Alessandro IV per consacrare l’altare maggiore della chiesa a loro dedicata. Sempre loro reliquie non insigni vennero utilizzate per la riconsacrazione dell’altare il 28 aprile 1754 dal cardinale titolare Vincenzo Malvezzi. I due martiri erano venerati dai pellegrini del VII secolo nel cimitero "ad duas lauros", al terzo miglio della Via Labicana; la loro cripta fu scoperta nel 1896 (ingresso in via Casilina, n.641). I resti vennero trafugati nell’827 da quattro monaci francesi per conto di Eginardo e portati prima in Francia, poi in Germania a Seligenstadt. A titolo di riparazione furono donati a S. Pio V i corpi dei martiri Servanzio e Lamberto vescovo. Le reliquie di Marcellino e di Pietro, nella seconda metà del XVIII secolo, risultavano anche in una chiesa a loro intitolata a Cremona.
    M.R.: 2 giugno - A Roma il natale dei santi Martiri Marcellino Prete e Pietro Esorcista, i quali, sotto Diocleziano, ammaestrando in prigione molti nella fede, dopo crudele prigionia e moltissimi tormenti, dal Giudice Sereno furono decapitati nel luogo, detto Selva Nera, che poi, in onore dei Santi, cambiato nome, fu chiamato Selva Candida. I loro corpi furono sepolti nelle catacombe, vicino a san Tiburzio, e il loro sepolcro fu poi adornato con versi da san Damaso Papa.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
    Sant'Erasmo
    Originario di Antiochia, fu costretto durante la persecuzione di Diocleziano a nascondersi sul monte Libano. Arrestato e torturato fu miracolosamente liberato. Si recò in Illiria dove operò numerose conversioni. Nuovamente arrestato su ordine dell'imperatore Massimiano, sarebbe stato ancora liberato dall'arcangelo Michele che lo avrebbe condotto a Formia dove divenne vescovo e dove subì il martirio.”



    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    3 giugno 2017: terzo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, Vigilia della Pentecoste…




    http://www.unavoce-ve.it/pg-pentecoste-vig.htm
    Guéranger, L'anno liturgico - Sabato, Vigilia della Pentecoste
    “SABATO, VIGILIA DELLA PENTECOSTE
    L'ATTESA DELLO SPIRITO SANTO

    Questo giorno viene già illuminato dalla luce splendente della solennità di domani. I fedeli si dispongono a celebrare degnamente questo mistero per mezzo del digiuno; ma, come nella vigilia di Pasqua, la messa dei Neofiti, che anticamente aveva luogo durante la notte, adesso viene anticipata, e fin da prima della metà del giorno, le lodi dello Spirito Santo, la cui effusione è così prossima, hanno risuonato in ogni Chiesa provvista del fonte battesimale. Verso sera, l'Officio dei primi Vespri apre l'augusta solennità. Da oggi, dunque, dalla Liturgia viene proclamato il regno del divino Spirito. Uniamoci quindi ai pensieri ed ai sentimenti degli ospiti del Cenacolo, la cui attesa è prossima ad essere esaudita.
    La Creazione.
    In tutta la serie dei misteri che abbiamo visto fino ad ora svolgersi durante il corso dell'Anno Liturgico, abbiamo spesso presentito l'azione della terza persona della Ss. Trinità. La lettura dei Libri Santi, tanto dell'Antico che del Nuovo Testamento, hanno svegliato più d'una volta la nostra rispettosa attenzione su questo divino Spirito che sembrava circondarsi di mistero, come se il tempo della sua manifestazione non fosse ancora venuto. L'opera di Dio nelle creature procede per gradi, ma arriva infallibilmente nel momento destinato. L'agiografia nel racconto della creazione ci mostra lo Spirito Santo librarsi sulle acque e fecondarle silenziosamente, aspettando la loro separazione dalla terra che inondavano.
    La preparazione dell'Incarnazione.
    Se dunque il regno palese dello Spirito Santo sul mondo è stato differito fino allo stabilirsi dell'Uomo-Dio sul trono eterno, non crediamo che questo divino Spirito sia restato fino allora inattivo. Tutta la Sacra Scrittura, di cui abbiamo trovato tanti frammenti nella Liturgia, cosa è, se non l'opera nascosta di Colui che, come ci dice il Simbolo, "parlò per bocca dei Profeti" [1]? È Lui che ci dette il Verbo, Sapienza di Dio, per mezzo della Scrittura, come più tardi doveva darcelo nella carne dell'umanità.
    Egli non è restato ozioso, neppure per un momento, durante il corso dei secoli. Egli preparava il mondo al regno del Verbo incarnato, riavvicinando e confondendo le razze, producendo quell'attesa universale che si estendeva dai popoli più barbari alle nazioni più avanzate nella civiltà. Egli non aveva ancora svelato il suo nome alla terra; ma si librava con amore sull'umanità, come in principio aveva fatto sulle acque silenziose ed insensibili.
    L'Incarnazione.
    Aspettando la sua venuta, i profeti lo annunciavano negli stessi oracoli nei quali predicevano l'arrivo del Figlio di Dio. Il Signore diceva per mezzo della bocca di Gioele: "Effonderò il mio Spirito sopra tutti gli uomini" (2,29). Ed altrove si annunciava così per mezzo di Ezechiele: "E verserò su di voi acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre brutture e vi rimonderò da tutti i vostri idoli. E vi darò un cuore nuovo, e uno Spirito nuovo infonderò dentro di voi e strapperò dalle vostre fibbre il cuor di sasso e vi darò un cuore di carne. E infonderò in Voi il mio Spirito e farò sì che camminiate nei miei precetti e osserviate i miei statuti e li pratichiate " (36,25-27). Ma prima della sua stessa manifestazione, lo Spirito Santo doveva direttamente intervenire per quella del Verbo Divino. Quando la Potenza creatrice fece sorgere dal nulla il corpo e l'anima della futura madre di Dio, fu Lui che preparò l'abitazione della somma Maestà, santificando Maria fin dal primo istante del suo concepimento, prendendo possesso di Lei, come di un tempio ove il Figlio di Dio si apprestava a discendere. Nel momento dell'annunciazione, l'Arcangelo dichiara alla Vergine che lo Spirito Santo scenderà in Lei e che la virtù dell'Altissimo la coprirà della sua ombra. Appena la Vergine ha pronunciato l'accettazione dell'eterno decreto, l'opera dello Spirito Santo ha prodotto in Lei il più ineffabile dei misteri: "E il Verbo si fece carne e abitò fra noi".
    Su questo fiore uscito dal ramo emanato dal tronco di Jesse, su questa umanità divinamente prodotta in Maria, lo Spirito del Padre e del Figlio si riposa deliziosamente; Egli la colma dei suoi doni e la rende atta al suo fine glorioso ed eterno (Is 9,1-3).
    Egli che aveva dotato la madre di tanti tesori di grazia, per il Figlio sorpassa ancora in maniera incommensurabile la misura che sembrava essere la più vicina all'infinito. E tutte queste meraviglie, come sempre, le compie silenziosamente; poiché non è ancora giunta l'ora in cui dovrà risplendere la sua venuta. La terra non potrà che intravederlo nel giorno in cui, sul letto del Giordano, nelle acque del quale Gesù è disceso, egli stenderà le sue ali e verrà a posarsi sulla testa di quel Piglio amatissimo dal Padre. Giovanni penetra il mistero, come, prima di nascere, aveva sentito nel seno di Maria il frutto benedetto che abitava in Lei. Ma gli uomini non hanno visto che una colomba, e la colomba non ha rivelato i segreti dell'eternità.
    Il regno del Figlio di Dio si erge sulla sua base predestinata. Noi abbiamo visto in lui il nostro fratello, poiché ha preso questa carne, con le sue infermità; abbiamo in lui il nostro dottore, poiché egli è la Sapienza del Padre, e, con le sue lezioni, ci inizia a tutte le verità; abbiamo in lui il nostro medico, poiché egli guarisce tutti i nostri languori e tutte le nostre infermità; abbiamo in lui il nostro mediatore, poiché nella sua umanità santa riconduce al suo autore tutta l'opera creata; abbiamo in lui il nostro riparatore, e, nel suo sangue, il nostro riscatto, poiché il peccato dell'uomo aveva spezzato il vincolo tra Dio e noi, ed avevamo bisogno di un redentore divino; abbiamo in lui un capo che non arrossisce delle sue membra, per umili che esse siano, un re che tuttora noi vedemmo coronato per sempre, un Signore che il Signore ha fatto sedere alla sua destra (Sal 109,1).
    La Chiesa.
    Ma se egli ci governa di continuo, lo fa adesso dall'alto dei Cieli, fino al momento in cui apparirà di nuovo per piegare a terra la testa dei peccatori, quando la voce dell'Angelo griderà: "Il tempo non è più" (Ap 10,6). Nell'attesa, dovranno trascorrere numerosi secoli, e questi sono stati destinati all'impero dello Spirito Santo. Ma lo Spirito non ci poteva essere ancora dato, ci dice san Giovanni, finché Gesù non fosse stato ancora glorificato (7, 39). Il mistero dell'Ascensione segna, dunque, il limite tra i due regni divini quaggiù: il regno visibile del Figlio di Dio e il regno visibile dello Spirito Santo. Per unirli e prepararne la successione, non sono più solamente profeti mortali a parlarne, ma è lo stesso Emmanuele che si fa araldo del prossimo regno dello Spirito, durante la sua vita sulla terra.
    Non abbiamo noi già inteso dire da Lui: "È meglio per voi che io me ne vada; poiché se non me ne vado, il Confortatore non verrà a voi"? (Gv. 16, 7). Il mondo ha dunque un gran bisogno di questo divino ospite, del quale il medesimo Figlio di Dio si è fatto Precursore. E affinché noi possiamo conoscere quale sia la Maestà di questo nuovo Signore che regnerà su noi, Gesù ci dichiara la gravita dei castighi che attireranno su di essi coloro che l'offenderanno. "Chi avrà parlato contro il Figlio dell'Uomo sarà perdonato; ma a chi avrà parlato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, ne in questo mondo, ne nel secolo futuro" (Mt 12,32). Però questo Spirito non prenderà natura umana come fece il Figlio; non dovrà riscattare il mondo come lo riscattò il Figlio; ma verrà a portare un amore immenso che non si potrà disprezzare impunemente. È a Lui che Gesù affiderà la Chiesa, sua Sposa, durante i lunghi secoli che dovrà durare la sua vedovanza; a lui rimetterà l'opera sua, affinché la mantenga e la diriga in tutte le cose.
    Disposizioni per ricevere lo Spirito Santo.
    Noi dunque, chiamati a ricevere fra poche ore l'effusione di questo Spirito d'amore che viene a "rinnovare la faccia della terra" (Sal 103,30), prestiamo la nostra attenzione come la prestammo a Betlemme, nei momenti che precedettero la nascita dell'Emmanuele. Il Verbo e lo Spirito Santo sono uguali nella gloria e nella potenza, e la loro venuta sulla terra procede dal medesimo decreto eterno e pacifico della SS. Trinità, che ha deciso, con questa doppia visita, di "renderci partecipi della natura divina". (2Pt 1,4). Noi, figli del nulla, siamo chiamati a divenire, per opera del Verbo e dello Spirito, figli del Padre Celeste. Ora, se desideriamo sapere in quale modo deve prepararsi l'anima fedele all'arrivo del divino Paraclito, ritorniamo col pensiero al Cenacolo, dove abbiamo lasciato riuniti i Discepoli, perseveranti nella preghiera, secondo l'ordine del Maestro, aspettando che la Virtù dell'alto scenda sopra di essi e venga a ricoprirli come un'armatura per le battaglie che essi dovranno combattere.
    La Madonna nel Cenacolo.
    In quell'asilo di raccoglimento e di pace, il nostro sguardo rispettoso cerca prima di tutto Maria, madre di Gesù, capolavoro dello Spirito Santo, Chiesa del Dio vivente, dalla quale domani nascerà, come dal seno di una madre per mezzo dell'azione dello Spirito, la Chiesa militante che questa nuova Eva rappresenta e contiene ancora in se stessa. Non ha diritto, in tale momento, a tutti i nostri omaggi, la creatura incomparabile che abbiamo visto associata a tutti i misteri del Figlio di Dio, e che, tra poco, diverrà l'oggetto più degno della visita dello Spirito Santo? Noi ti salutiamo, o Maria piena di grazia, noi tutti che siamo ancor racchiusi in Te, e gustiamo l'allegrezza del tuo seno materno. Non è per noi che ha parlato la Chiesa nella Liturgia, quando essa commenta, glorificandoti, il cantico del tuo antenato Davide [2]? La tua umiltà vorrebbe invano sottrarsi agli onori che domani ti attendono. Creatura immacolata, tempio dello Spirito Santo, bisogna ora che questo Spirito ti sia comunicato in una maniera nuova; poiché una nuova opera t'attende e la terra deve ancora possederti.
    Gli Apostoli.
    Intorno a Maria è riunito il collegio Apostolico, che contempla, rapito, colei le cui auguste fattezze gli ricordano il Signore assente. Nei giorni precedenti, un avvenimento grave ha avuto luogo nel Cenacolo, sotto gli occhi della Madre di Dio e degli uomini. Come aveva fatto per fondare il popolo d'Israele, per il quale Dio aveva scelto i dodici figli di Giacobbe come altrettante basi di questo popolo privilegiato, così Gesù aveva eletto dodici uomini nel seno di questo medesimo popolo, per essere le basi dell'edificio della Chiesa Cristiana di cui egli è, e Pietro con Lui ed in Lui, la pietra angolare. La colpa di Giuda aveva ridotto a undici questi eletti divinamente prescelti; il numero sacro non esisteva più, e lo Spirito Santo stava per discendere sul collegio degli Apostoli. Prima di ascendere, al Cielo, Gesù non aveva creduto opportuno di fare, egli stesso, la scelta del successore del discepolo traditore; ma. bisognava che il numero sacro fosse completato prima dell'effusione della Virtù dell'alto. La chiesa non doveva invidiare niente alla sinagoga. Chi dunque poteva rimpiazzare la mansione del Figlio di Dio nel designare un Apostolo? Un tale diritto non poteva appartenere che a Pietro, ci dice san Giovanni Crisostomo; ma nella sua modestia declinò quell'onore, non volendo rammentarsi che dell'umiltà [3]. In seguito ad un discorso di Pietro, si avvenne all'elezione, e Mattia, unito agli altri Apostoli, completò quel numero misterioso, e attese, con essi, la promessa discesa del Consolatore.
    I Discepoli.
    Nel Cenacolo, e sotto gli occhi di Maria, sono riuniti anche i Discepoli che, pur non avendo avuto l'onore di essere eletti Apostoli, sono però stati testimoni delle opere dei misteri dell'Uomo-Dio: scelti e riservati per la predicazione della buona novella. Finalmente Maddalena e le altre pie donne attendono nel raccoglimento, come ha loro prescritto il Maestro, quella visita dall'alto, di cui esse ben presto conosceranno la potenza. Rendiamo i nostri omaggi a questa santa assemblea, ai centoventi Discepoli che ci sono stati dati per modello nell'attuale grande circostanza; poiché lo Spirito divino dovrà scendere prima in loro: essi sono le primizie. Più tardi scenderà anche sopra di noi, ed è per prepararci alla sua venuta, che la santa Chiesa oggi c'impone il digiuno.
    La Liturgia di questo giorno.
    Anticamente, questo giorno rassomigliava a quello della vigilia di Pasqua. Verso sera i fedeli si recavano in Chiesa per prendere parte alla solennità dell'amministrazione del Battesimo. Nella notte che seguiva, il sacramento della rigenerazione veniva conferito ai catecumeni che l'assenza o qualche malattia avevano impedito di unirsi agli altri nella notte di Pasqua. Quelli che non erano stati giudicati sufficientemente provati, o la cui istruzione non era sembrata abbastanza completa, avendo ormai soddisfatto alle giuste esigenze della Chiesa, contribuivano pure a formare il gruppo degli aspiranti alla novella nascita, che si attinge al sacro fonte. Invece delle dodici profezie che si ripetevano nella notte di Pasqua, mentre i Sacerdoti compivano sui catecumeni i riti preparatori del Battesimo, non se ne leggevano ordinariamente che sei; ciò che porta a concludere che il numero dei battezzati nella notte della Pentecoste era meno considerevole.
    Il Cero Pasquale riappariva durante questa notte di grazia, per inculcare alle nuove reclute fatte dalla Chiesa, il rispetto e l'amore verso il Figlio di Dio, che si è fatto uomo per essere "la luce del mondo" (Gv 8,12), Tutti i riti di cui noi abbiamo dato i dettagli ed abbiamo spiegato il Sabato Santo, si compivano anche in questa nuova occasione, in cui riappariva la fecondità della Chiesa; ed il Santo Sacrificio, al quale prendevano parte i neofiti, cominciava poco prima del levar del giorno.
    In seguito, essendo per legge divenuto obbligatorio l'uso di conferire il Battesimo ai bambini subito dopo la loro nascita, la Messa battesimale è stata anticipata al mattino del sabato, vigilia della Pentecoste, come pure è stabilito nella vigilia di Pasqua. Prima della celebrazione del Sacrificio si leggono le sei profezie di cui abbiamo parlato poco fa; dopo di che, ha luogo la solenne benedizione dell'acqua battesimale. Il Cero Pasquale torna ad essere presente a questa funzione, alla quale troppo spesso i fedeli mancano di assistere.
    [1] Qui locutus est per prophetas, Simbolo di Nicea e di Costantinopoli.
    [2] La nostra dimora, di noi tutti che siamo nell'allegrezza, è in Te, o Santa Madre di Dio (Sal 86,7).
    [3] Terza Omelia sugli Atti degli Apostoli.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 254-260.”




    Vigilia della Pentecoste - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/vigilia-della-pentecoste/
    “3 giugno 2017, Vigilia della Pentecoste (digiuno e astienenza).

    Fa, di grazia, o Dio onnipotente, che rifulga su di noi lo splendore del tuo lume, e che il raggio della tua luce mediante l’illuminazione dello Spirito Santo confermi quei che la tua grazia or ora ha rigenerati. Per il Signore nostro.”

    Della festa della Pentecoste - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/della-festa-della-pentecoste/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa della Pentecoste.

    91 D. Qual mistero si onora dalla Chiesa nella solennità di Pentecoste?
    R. Nella solennità di Pentecoste si onora il mistero della venuta dello Spirito Santo.
    92 D. Perché la festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste?
    R. La festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste, vale a dire cinquantesimo giorno, perché la venuta dello Spirito Santo accadde cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù Cristo.
    93 D. La Pentecoste non era anche una festa dell’antica legge?
    R. La Pentecoste era anche una festa solennissima appresso gli ebrei, ed era figura di quella che si celebra dai cristiani.
    94 D. La Pentecoste degli ebrei per qual fine fu istituita?
    R. La Pentecoste degli ebrei fu istituita in memoria della legge data loro da Dio sul monte Sinai fra tuoni e lampi, scritta su due tavole di pietra, cinquanta giorni dopo la prima Pasqua, cioè dopo la loro liberazione dalla schiavitù di Faraone.
    95 D. In qual maniera si è adempiuto nella Pentecoste de’ cristiani ciò che era figurato in quella degli ebrei?
    R. Ciò che era figurato nella Pentecoste degli ebrei si é adempiuto in quella dei cristiani, per questo che lo Spirito Santo discese sopra gli Apostoli e gli altri discepoli di Gesù Cristo, radunati con Maria Vergine in un medesimo luogo, e impresse nei loro cuori la nuova legge per mezzo del suo divino amore.
    96 D. Che cosa avvenne nella discesa dello Spirito Santo?
    R. Nella discesa dello Spirito Santo venne ad un tratto un suono dal cielo, come di vento gagliardo, ed apparvero delle lingue spartite, come di fuoco, e si posarono sopra ciascuno dei congregati.
    97 D. Quali effetti produsse negli Apostoli la discesa dello Spirito Santo?
    R. Lo Spirito Santo, discendendo sopra gli Apostoli, li riempì di sapienza, di forza, di carità e dell’abbondanza di tutti i suoi doni.
    98 D. Che cosa si ebbe ad ammirare negli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo?
    R. Gli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo, d’ignoranti divennero intelligenti de’ più profondi misteri e delle sacre Scritture; di timidi divennero coraggiosi per predicare la Fede di Gesù Cristo; parlarono diversi linguaggi, e operarono grandi miracoli.
    99 D. Qual fu il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo?
    R. Il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo fu la conversione di tremila persone nella predica fatta da S. Pietro nel medesimo giorno della Pentecoste, che fu poi seguita da moltissime altre.
    100 D. Lo Spirito Santo è stato mandato ai soli Apostoli?
    R. Lo Spirito Santo non è stato mandato ai soli Apostoli, ma anche alla Chiesa ed a tutti i fedeli.
    101 D. Che cosa opera la Spirito Santo nella Chiesa?
    R. Lo Spirito Santo vivifica la Chiesa, e con perpetua assistenza la regge; e di qui viene la forza invincibile che ha nelle persecuzioni; là vittoria sui nemici; la purità della dottrina e lo spirito di santità che vi dimora in mezzo alla corruzione del secolo.
    102 D. Quando è che i fedeli ricevono lo Spirito Santo?
    R. I fedeli ricevono lo Spirito Santo in tutti i sacramenti, e specialmente nella Cresima e nell’Ordine Sacro.
    103 D. Che cosa dobbiamo noi fare nella festa della Pentecoste?
    R. Nella festa della Pentecoste dobbiamo fare quattro cose:
    1.adorare lo Spirito Santo;
    2.pregarlo a venire in noi e comunicarci i suoi doni;
    3.accostarci degnamente ai santi Sacramenti;
    4.ringraziare il divin Salvatore di aver mandato lo Spirito Santo, secondo le sue promesse, e di avere così compito tutti i misteri e la grande opera dello stabilimento della Chiesa.”




    Vieni Santo Spirito - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/vieni-santo-spirito/

    “Vieni, Santo Spirito,
    manda a noi dal cielo
    un raggio della tua luce.
    Vieni, padre dei poveri,
    vieni, datore dei doni,
    vieni, luce dei cuori.
    Consolatore perfetto,
    ospite dolce dell’anima,
    dolcissimo sollievo.
    Nella fatica, riposo,
    nella calura, riparo,
    nel pianto, conforto.
    O luce beatissima,
    invadi nell’intimo
    il cuore dei tuoi fedeli.
    Senza la tua forza,
    nulla è nell’uomo,
    nulla senza colpa.
    Lava ciò che è sordido,
    bagna ciò che è arido,
    sana ciò che sanguina.
    Piega ciò che è rigido,
    scalda ciò che è gelido,
    drizza ciò che è sviato.
    Dona ai tuoi fedeli
    che solo in te confidano
    i tuoi santi doni.
    Dona virtù e premio,
    dona morte santa,
    dona gioia eterna. Amen.”

    3° giorno: Cuore d'amore - Cuore egoista - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    “3° giorno: Cuore d’amore – Cuore egoista
    CUORE D’AMORE

    Gesù è Dio. E Dio è Amore.
    Il Cuore di Gesù, quindi, è Cuore tutto d’amore.
    Non può non amare. Non può non donarsi. Niente può fermarlo, eccetto il peccato, che è la negazione dell’amore.
    Il peccato è il suo mortale nemico. Il peccato lo crocifisse sul Calvario. Il peccato continua a crocifiggerlo nei cuori (Eb 6,6).
    «Fornace ardente di carità». La fornace è un’immagine espressiva dell’amore di fuoco che riempie il Cuore di Gesù. Anche altre immagini vengono applicate al Cuore di Gesù: cielo d’amore, oceano di carità, abisso, vulcano,incendio d’amore… Ma sono tutte immagini incomplete e imperfette. Come poter esprimere a parole una realtà d’amore che ha per sorgente Dio stesso, l’Infinito?
    «Oh! se intendessimo – esclamava sant’Alfonso – l’amore che arde per noi nel Cuore di Gesù! Ci ha tanto amati, che se mettessimo insieme tutto l’amore di cui sono capaci gli uomini, i Santi e gli Angeli, non arriveremmo che alla millesima parte dell’amore che Gesù Cristo ci porta».
    Santa Caterina da Siena, nel suo Dialogo, chiese una volta a Gesù: «Dolce Agnello senza macchia, voi eravate morto quando il vostro costato fu aperto; perché dunque avete voluto che il vostro cuore fosse così ferito e aperto?». Gesù rispose: «Per parecchie ragioni di cui ti dirò la principale. Il mio desiderio, riguardo all’umanità, era infinito, ma l’atto presente della sofferenza e dei tormenti era finito. Per mezzo di questa sofferenza io non potevo dunque manifestarvi quanto io vi amavo, poiché il mio amore era infinito. Ecco perché ho voluto rivelarvi il segreto del Cuore facendovelo vedere aperto, affinché voi comprendiate che vi amavo più di quanto avevo potuto provarvi per mezzo di un dolore finito…».
    Anche san Bernardo, già secoli prima, aveva esclamato: «Signore Gesù, il tuo Cuore fu trafitto perché in cotesta piaga visibile ai nostri occhi, possiamo vedere la piaga invisibile del tuo amore!».
    Il Cuore trafitto di Gesù è la sorgente che zampilla amore per la vita eterna.
    CUORE EGOISTA
    Se l’amore «non cerca il proprio interesse» (1Cor 53,1), l’egoismo invece non cerca altro che il proprio tornaconto.
    Il cuore dell’uomo, se non viene purificato e trasfigurato dalla grazia, è un cuore egoista che mira solo alle proprie soddisfazioni. Anche quando crede di amare, non lo fa se non per il proprio piacere o per le cose a cui ci tiene. L’artista o il commerciante, l’operaio o il professionista, quanto è difficile che lavorino per amor di Dio, anziché per il guadagno o il successo personale!
    È stato scritto, giustamente, che i quattro punti cardinali del cuore dell’uomo sono io, io, io, io. Quando, invece, il cuore si riempie d’amore, allora i quattro punti cardinali diventano Dio, Dio, Dio, Dio.
    Ebbene, che cosa dire del nostro cuore? È pieno della carità di Dio, o somiglia piuttosto a un bruco tutto chiuso nel suo bozzolo?
    Dobbiamo operare con energia perché il nostro cuore così gretto e interessato si apra con generosità all’amore di Dio e dei fratelli. Non dobbiamo e non possiamo credere di amare Dio solo perché gli rivolgiamo preghiere e suppliche per ottenere favori nell’ora del bisogno.
    Quante preghiere interessate! E spesso, ottenuto il favore, addio preghiere! Questo è solo un pregare egoista.
    Non serve, certo, né a esprimere né a nutrire l’amore.
    I verbi dell’amore egoista sono: ottenere, avere, ricevere, possedere, godere… I verbi dell’amore puro sono: donare, donarsi, partecipare, sacrificarsi, far contento l’altro…
    Sant’Alfonso de’ Liguori raccomandava di non desiderare il Cielo solo per il gaudio senza fine che si proverà nell’amare Dio, ma per la gioia che proverà Dio ricevendo il nostro amore puro e totale.
    Si può arrivare anche lì dove arrivò san Francesco di Sales durante la prova interiore che lo tormentò a lungo con l’ossessione della propria inevitabile dannazione.
    «Ebbene, o Signore, – arrivò a pregare il Santo – se è proprio vero che io debba restare per sempre lontano da Voi, procurerò almeno di amarvi con tutto il mio cuore in questa vita!».
    Quando san Pio X era vescovo di Mantova, un socialista anticlericale, Alcibiade Moneta, scrisse e diffuse un velenoso libretto anonimo, pieno di calunnie contro il Vescovo.
    Quando l’anonimo venne scoperto, ci fu chi consigliò al Vescovo di denunciare quel vile calunniatore.
    «Ma non vedete – rispose il santo Vescovo – che quell’infelice ha più bisogno di preghiera che di castigo?».
    Qualche tempo dopo, un rovescio di fortuna ridusse quell’infelice alla miseria. Appena il Vescovo lo seppe, fece chiamare una pia signora, e le disse: «Andate dalla moglie di Alcibiade Moneta, e portatele questa offerta; ma non ditele che sono io che vi mando. E se volesse assolutamente saperlo, ditele che vi manda la signora più pietosa che vi sia: la Vergine dell’aiuto».
    Così ragiona e opera chi ha il cuore pieno d’amore «che non cerca il proprio interesse» (1Cor 53,1).
    Gesù voglia immergere il nostro cuore egoista nella «fornace ardente di carità» del suo Cuore.
    Proposito: Procurarsi un’immagine del Sacro Cuore e metterla bene in vista nella casa.”



    Giugno con il Sacro Cuore
    03 giugno






    Santa Messa celebrata da Don Floriano Abrahamowicz stasera alle ore 19.30 a Paese (TV) per il primo Sabato del mese e la Vigilia della Pentecoste:


    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SEGUIRE LA S.MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/se...la-s.messa.php





    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Pàola, Vergine e Martire, la quale, mentre raccoglieva il sangue dei predetti Martiri Lucilliàno e Compagni, fu presa, battuta colle verghe, e gettata nel fuoco; ma, rimasta illesa, finalmente anch’essa fu decapitata nello stesso luogo, dove era stato crocifisso san Lucilliàno. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Pàola, Vergine e Martire, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf




    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “3 juin : Sainte Clotilde, Reine de France (476-545)”
    “Samedi 3 juin 2017 : Vigile de Pentecôte, Jeûne et abstinence.”
    “Apostolat de la prière : juin 2017
    Pour la propagation de la dévotion au Sacré-Cœur
    http://www.sodalitium.eu/apostolat/A...let.pdf”
    “Lettre encyclique de Sa Sainteté le Pape Pie XI
    Sur notre devoir de réparation envers le Sacré-Cœur de Jésus”
    Miserentissimus Redemptor, Lettre encyclique de Sa Sainteté le Pape Pie XI, sur notre devoir de réparation envers le Sacré-Coeur de Jésus




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    4 giugno 2017: giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, Domenica di Pentecoste…




    “IL SANTO GIORNO DELLA PENTECOSTE
    LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Il santo giorno della Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pentecoste.htm





    Santa Messa celebrata da Don Floriano Abrahamowicz stamattina 4 giugno 2017 alle ore 10.30 a Paese (TV) per la Domenica di Pentecoste:



    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SEGUIRE LA S.MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/se...la-s.messa.php





    Della festa della Pentecoste - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/della-festa-della-pentecoste/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa della Pentecoste.”

    “Omelia di Don Francesco Ricossa per la festa di Pentecoste: "L'azione dello Spirito Santo sulle anime".”
    http://www.crisinellachiesa.it/omeli...5/24_05_15.MP3


    San Francesco Caracciolo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-francesco-caracciolo/
    "4 giugno, San Francesco Caracciolo, Confessore (Villa Santa Maria, 13 ottobre 1563 – Agnone, 4 giugno 1608).

    “In Agnone, nell’Abruzzo citeriore, san Francesco, della nobile fa­miglia Napoletana Caracciolo, Confessore, Fondatore della Con­gregazione dei Chierici Regolari Minori, il quale arse di meravi­gliosa carità verso Dio e verso il prossimo, e di ardentissimo zelo nel propagare il culto della sacra Eucaristia, e dal Sommo Pontefice Pio settimo fu ascritto nel catalogo dei Santi. Il suo corpo fu tra­ sferito a Napoli, nella Campania, ed è ivi venerato con somma de­vozione”."




    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Francésco, della nobile famiglia Napoletana Caracciolo, Confessore, Fondatore della Congregazione dei Chierici Regolari Minori, il quale arse di meravigliosa carità verso Dio e verso il prossimo, e di ardentissimo zelo nel propagare il culto della sacra Eucaristia, e dal Sommo Pontefice Pio settimo fu ascritto nel catalogo dei Santi. Il suo corpo fu trasferito a Nàpoli, nella Campània, ed è ivi venerato con somma devozione. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Confessore, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Francesco nobile Caracciolo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “Apostolat de la prière : juin 2017
    Pour la propagation de la dévotion au Sacré-Cœur
    http://www.sodalitium.eu/apostolat/A...let.pdf”
    “Lettre encyclique de Sa Sainteté le Pape Pie XI
    Sur notre devoir de réparation envers le Sacré-Cœur de Jésus”
    Miserentissimus Redemptor, Lettre encyclique de Sa Sainteté le Pape Pie XI, sur notre devoir de réparation envers le Sacré-Coeur de Jésus
    Miserentissimus Redemptor, Lettre encyclique de Sa Sainteté le Pape Pie XI, sur notre devoir de réparation envers le Sacré-Coeur de Jésus
    “Dimanche de Pentecôte.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Dimanche de Pentecôte : les fruits du Saint Esprit (2016).
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_05_15_mai.mp3”





    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “4 giugno 2017: Domenica di Pentecoste.”






    04 giugno
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../04-giugno.htm



    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/4-giorn...e-insensibile/
    “4° giorno: Cuore filiale – Cuore insensibile
    CUORE FILIALE

    Gesù è Figlio di Dio e di Maria. È Dio Figlio, generato dal Padre dall’eternità. È Dio Figlio dell’uomo (Lc 6,22), generato da Maria Vergine nel tempo.
    Il Cuore di Gesù, quindi, è il Cuore perfetto del figlio che ha un Padre e una Madre da amare.
    Chi potrà mai immaginare la tenerezza e la delicatezza, l’immensità e l’intensità dell’amore filiale di Gesù verso il suo Papà, «Abba» (Gal 4,6), e verso la sua Mamma, Maria?
    A dodici anni di età, quando si smarrì e venne ritrovato nel Tempio, Gesù pronunciò le prime parole che i Vangeli ci riportano, dicendo a Maria e a Giuseppe: «Non sapevate che io debbo interessarmi delle cose del Padre mio?» (Lc 2,49).
    Gli interessi primari di Gesù sono quelli del Padre.
    Ogni figlio deve vivere dell’amore del Padre, in circolo vitale perenne, che ha la sua radice nella generazione. Colui che ci trasmette la vita deve avere il primo posto non solo cronologico, ma anche psicologico nella vita dell’uomo.
    Gesù dimostra questa circolazione d’amore con il Padre in modo superlativo. Nei Vangeli parla del Padre più di 150 volte. Lo chiama con dolcezza e dignità «Padre mio» (Gv 8,54), vive e opera per la sua gloria (Gv 8,49), è tutt’uno con Lui: «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30), le ultime parole prima di morire sono rivolte ancora al Padre con il grido finale: «Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito» (Lc 23,46).
    Verso sua Madre, Maria, Gesù non è meno prodigo di amore ineguagliabile. Se ogni figlio vuole bene e vuole il bene della mamma, Gesù ha dimostrato il suo bene alla Madonna in maniera veramente regale e portentosa.
    Gesù ha fatto sua Madre Immacolata, sempre Vergine, Sposa dello Spirito Santo, Mediatrice, Corredentrice, Madre universale, Assunta in corpo e anima al cielo, Regina del cielo e della terra.
    Poteva il Cuore di Gesù fare di più? Potrebbe un figlio amare di più la propria mamma? E se ci ha dato questo esempio, come potrebbe non volere che anche noi amiamo la Madonna con tutte le forze? Non è esagerata santa Margherita Alacoque quando arriva a dire che «nessun atto di culto è più caro a Dio, quanto gli onori resi alla Madre sua». E ancora, ad ogni anima: «Siate in tutto una vera figliola di Maria, e la Vergine vi renderà perfetta discepola del Sacro Cuore». L’amore filiale alla Madonna porta sempre e rapidamente a Gesù.
    Anzi, san Massimiliano M. Kolbe, afferma con decisione: «L’Immacolata è quella scala lungo la quale noi andiamo al Sacratissimo Cuore di Gesù. E colui che rimuove tale scala, non salirà in alto, ma precipiterà per terra».
    CUORE INSENSIBILE
    Anche noi siamo figli di Dio e di Maria. Anche noi abbiamo un cuore di figli. Ma in che modo ci mostriamo figli amorevoli e sensibili verso Dio e verso Maria?
    Nel Vangelo Gesù ha raccontato la sua più splendida parabola sulla figura del «figliuol prodigo» (Lc 15,11-32).
    Questo figlio dal cuore insensibile all’amore paterno, indifferente di fronte alla sofferenza che lacera il cuore del papà; questo figlio che preferisce sbattere la porta di casa e abbandonare la dimora paterna, per degradarsi fra i sozzi piaceri della carne; questo figlio che alla convivenza con chi lo ama, preferisce la compagnia di chi lo sfrutta ignobilmente; questo figlio dal cuore così duro e chiuso all’amore, non sono forse io stesso?
    Che cosa sono stati e che cosa sono i miei peccati se non offese e ferite al Cuore di Dio e della Celeste Madre?
    Anche il nostro comportamento verso i genitori forse lascia a desiderare. Si parla spesso del problema dei rapporti fra genitori e figli. Ma il problema esiste solo quando il cuore è vuoto d’amore.
    In Russia, a Mosca, c’è un monumento eretto al ragazzo Pavlik Morosov, e una via intestata al suo nome.
    Perché?
    Perché il ragazzo ha denunziato ai capi del partito comunista i suoi genitori, i quali erano contrari alla collettivizzazione.
    I genitori vennero arrestati e fucilati. Al ragazzo venne eretto un monumento!
    Quando nel cuore c’é l’egoismo e l’odio, che cosa aspettarsi se non egoismo e odio anche contro i genitori?
    San Tommaso Moro, invece, Gran Cancelliere d’Inghilterra, sia da giovane che da padre di famiglia, prima di uscire di casa, chiedeva sempre la benedizione al suo vecchio papà.
    San Pio X adoperò fino alla morte un vecchio orologio di nichel, ricordo della sua santa mamma. Una volta, un Arcivescovo, vedendo quel povero orologio, offrì al Pontefice un prezioso orologio d’oro, pregandolo di accettarlo in cambio.
    «Oh, no, mai – rispose il Papa –. Questo orologio era della mia povera madre e ha segnato l’ora della sua morte. Io me lo terrò sempre caro».
    L’amore filiale a Dio «Padre nostro» (Mt 6,9), a Maria nostra «Madre» (Gv 19,27), al Vicario di Cristo, ai nostri genitori, ai Sacerdoti che rigenerano le anime con i Sacramenti: in sintesi, l’amore filiale del Cuore di Gesù sia la sorgente del nostro amore filiale.
    Proposito: Pregare per i genitori e trattarli con particolare affetto.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”





    Guéranger, L'anno liturgico - Il santo giorno della Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pentecoste.htm
    “IL SANTO GIORNO DELLA PENTECOSTE
    LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO

    La grande giornata che compie l'opera divina sull'umanità, riluce finalmente sul mondo. "I giorni della Pentecoste, ci dice san Luca, sono compiuti" (At 2,1). Dopo la Pasqua noi abbiamo visto trascorrere sette settimane; ed ecco il giorno che ne segue e porta il numero misterioso di cinquanta. Oggi è la domenica consacrata dai ricordi della creazione della luce e della Risurrezione di Cristo; ora le dovrà essere imposto il suo ultimo carattere e riceverne "la pienezza di Dio".
    La Pentecoste ebraica.
    Già durante il regno delle figure il Signore marcò la gloria futura del cinquantesimo giorno. Israele aveva compiuto, sotto gli auspici dell'Agnello Pasquale, il suo passaggio attraverso le acque del mar Rosso. Sette settimane erano trascorse nel deserto che doveva condurre nella terra promessa, ed il giorno che le seguì, fu quello in cui si suggellò l'alleanza tra Dio e il suo popolo. La Pentecoste (il cinquantesimo giorno) fu segnata dalla promulgazione dei dieci comandamenti della Legge divina, e questo grande ricordo restò in Israele, insieme alla commemorazione annuale di tale avvenimento. Ma, come la Pasqua, la Pentecoste era profetica: vi doveva essere una seconda Pentecoste, per tutti i popoli, come vi fu una seconda Pasqua per il riscatto del genere umano. Al Figlio di Dio, vincitore della morte, la Pasqua con tutti i suoi trionfi; allo Spirito Santo la Pentecoste, che lo vede entrare come legislatore nel mondo, posto ormai sotto la sua legge.
    La Pentecoste cristiana.
    Ma quale differenza tra le due Pentecoste! La prima, sulle rocce selvagge dell'Arabia, in mezzo a fulmini e tuoni, ordinando una legge impressa su tavole di pietra; la seconda, a Gerusalemme, sulla quale la maledizione non è ancora piombata, perché, fino ad allora, ella possiede le primizie del nuovo popolo sul quale dovrà esercitarsi l'impero dello Spirito d'amore. In questa seconda Pentecoste, il Cielo non si oscura, non si ode il fragore del fulmine; i cuori degli uomini non sono agghiacciati dallo spavento, come intorno al Sinai. Ma battono sotto l'impressione del pentimento e della riconoscenza. Un fuoco divino si è impadronito di essi, un fuoco che divamperà su tutta la terra. Gesù aveva detto: "Fuoco sono venuto a gettare sulla terra, e che desidero se non che divampi?" (Lc 12,49). L'ora è venuta, e Colui che, in Dio, è l'Amore, la fiamma eterna ed increata, discende dal Cielo per adempiere gli intenti misericordiosi dell'Emmanuele. In questo momento, in cui il raccoglimento domina il Cenacolo, Gerusalemme è piena di pellegrini, accorsi da tutte le regioni della gentilità, e qualche cosa di segreto si muove in fondo al cuore degli uomini. Sono Ebrei venuti per la festa di Pasqua e della Pentecoste, da tutti i luoghi dove Israele è andato a costruire le sue Sinagoghe. L'Asia, l'Africa, Roma stessa, hanno fornito il loro contingente. Confusi con Ebrei di razza pura, si scorgono anche dei pagani che un movimento di pietà ha portato ad abbracciare le legge di Mosè e le sue pratiche: li chiamano i Proseliti. Questa popolazione mobile, che dovrà disperdersi fra pochi giorni, e che si è riunita a Gerusalemme per il solo desiderio di compiere la legge, rappresenta, per la diversità delle lingue, la confusione di Babele; ma coloro che la compongono sono meno influenzati dall'orgoglio e dai pregiudizi di quanto lo siano gli abitanti della Giudea. Arrivati solamente ieri, essi non hanno conosciuto e ripudiato il Messia, come questi ultimi, né bestemmiato le sue opere che rendevano testimonianza di Lui. Se hanno gridato davanti a Pilato, insieme agli altri Ebrei, per domandare che il Giusto fosse crocifisso, è stato perché essi furono trascinati dall'ascendente dei sacerdoti e dei magistrati di quella Gerusalemme, verso la quale la loro pietà e la loro docilità alla legge li aveva condotti.
    Il soffio dello Spirito Santo.
    Ma è giunta l'ora; l'ora di Terza, l'ora predestinata da tutta l'eternità, ed ecco che si manifesta e si compie quel disegno che le Tre Divine Persone avevano concepito e deciso prima di tutti i tempi. Nello stesso modo che il Padre, sulla mezzanotte, mandò in questo mondo il proprio figlio, eternamente generato, per prendere carne nel seno di Maria, così il Padre e il Figlio, in questa ora di Terza, inviano sulla terra lo Spirito Santo, che procede da tutt'e due, per compiervi, sino alla fine del tempo, la missione di formare la Chiesa, Sposa e impero di Cristo, di assisterla, di mantenerla; di salvare e di santificare le anime.
    Improvvisamente un vento violentissimo che viene dal Cielo, si fa sentire; sibila al di fuori e riempie il Cenacolo col suo soffio potente. All'esterno richiama intorno all'edificio che porta alla montagna di Sion una folla di abitanti di Gerusalemme e di stranieri; dentro, tutto scuote, solleva i centoventi discepoli del Salvatore e mostra che niente gli resiste. Gesù aveva detto di Lui: "Il vento spira dove vuole, e tu ne senti la voce" (Gv 3,8); potenza invisibile, che scava fino negli abissi nel profondo del mare, e lancia le onde fino alle nubi. D'ora in avanti, questo vento percorrerà la terra in tutti i sensi, e nulla potrà arrestarlo nel suo dominio.
    Le lingue di fuoco.
    Intanto la santa assemblea, che era assisa nell'estasi dell'attesa, ha conservato il medesimo atteggiamento. Passiva sotto la forza del divino Inviato, si abbandona a Lui, ma quel soffio non è stato che una preparazione per l'interno del Cenacolo, mentre è un richiamo per il di fuori. Improvvisamente una pioggia silenziosa si spande dentro all'edificio; pioggia di fuoco dice la Santa Chiesa, "che illumina senza bruciare, che splende senza consumare" [1]; delle falde accese, che avevano la forma di lingue, vengono a posarsi sulla testa di ciascuno dei centoventi Discepoli. È lo Spirito Divino che prende possesso dell'assemblea, in ciascuno dei suoi membri. La Chiesa non è più solamente in Maria; è pure nei centoventi Discepoli. Tutti appartengono adesso allo Spirito, che è disceso sopra di essi; il suo regno è cominciato, è dichiarato, e nuove conquiste si preparano.
    Ma ammiriamo il simbolo sotto il quale si opera una tale rivoluzione. Colui che un giorno si mostrò nel Giordano, sotto la graziosa forma di colomba, appare oggi sotto quella del fuoco. Nella divina essenza, egli è amore; ora, l'amore non si trova completamente nella dolcezza e nella tenerezza; esso è ardente come il fuoco. Adesso, dunque, che il mondo è stato affidato allo Spirito Santo, bisogna che bruci; l'incendio non si arresterà più. E perché quella forma di lingue? perché la parola sarà il mezzo col quale si propagherà il divino incendio. I centoventi Discepoli non avranno che da parlare del Figlio di Dio fatto uomo e di tutti Redentore; dello Spirito Santo, che rinnova le anime; del Padre Celeste, che le ama e le adotta: la loro parola verrà accolta da un gran numero di persone. Tutti quelli che l'avranno accettata, saranno uniti in una medesima fede, e l'insieme che essi formeranno verrà chiamato Chiesa Cattolica, Universale, estesa in tutti i tempi ed in tutti i luoghi. Il Signore Gesù aveva detto: "Andate, insegnate a tutte le nazioni". Lo Spirito viene dal Cielo sulla terra, e la lingua farà risuonare questa parola, e l'amor di Dio e degli uomini che la ispirerà. Tale lingua e tale amore si sono arrestati su questi uomini e, coll'aiuto dello Spirito, essi lo trasmetteranno ad altri sino alla fine dei secoli.
    Il dono delle lingue.
    Un ostacolo, nondimeno, sembra elevarsi contro simile missione. Dopo Babele, i linguaggi dell'umanità si sono divisi, e la parola non circola più nello stesso modo tra un popolo e l'altro. Come dunque potrà essa essere lo strumento di conquista per tante nazioni, e riunire in una sola famiglia tante razze che si ignorano? Non temete: vi provvederà il potentissimo Spirito. Nella sacra ebbrezza che egli ispira ai centoventi Discepoli, ha loro conferito il dono di comprendere e di farsi capire essi stessi in tutte le lingue. Nell'istante medesimo, in un sublime trasporto, si provano a parlare tutti gli idiomi della terra, e la loro lingua, come l'orecchio, si presta, non solamente senza sforzo, ma con delizioso piacere, a questa pienezza della parola che ristabilirà la comunione degli uomini tra loro. Lo Spirito d'amore ha fatto cessare "in un momento" la separazione derivata da Babele, e l'iniziale fraternità riappare nell'unità del linguaggio. Come sei bella, o Chiesa Santa di Dio, resa sensibile da questo prodigio dello Spirito Divino, che agisce ormai senza limite! Tu ci riporti al magnifico spettacolo che ci offriva la terra, quando l'umano genere non parlava che una sola lingua. E questa meraviglia non si effettuerà solamente nel giorno della Pentecoste, né durerà soltanto quanto la vita di coloro nei quali essa si manifesta in questo momento. Dopo la predicazione degli Apostoli, la primitiva forma di questo prodigio si cancellerà a poco a poco, perché non sarà più necessaria; ma sino alla fine dei secoli, o Chiesa Santa, tu continuerai a parlare tutte le lingue; poiché non sarai confinata in un solo paese, ma abiterai in tutte le contrade del mondo. Ovunque, si sentirà predicare la medesima fede nella lingua di ogni popolo, e così, il miracolo della Pentecoste rinnovato e trasformato, ti accompagnerà sempre e resterà uno dei tuoi principali caratteri. È ciò che fa dire a sant'Agostino quelle ammirevoli parole mentre parlava ai fedeli: "La Chiesa diffusa tra le nazioni, parla tutte le lingue; che cos'è la Chiesa, se non il corpo del Cristo? In questo corpo, voi siete un membro. Essendo dunque membro d'un corpo che parla tutte le lingue, avete diritto di considerarvi come partecipe del medesimo dono" [2].
    Durante i secoli di fede, la Santa Chiesa, unica sorgente di ogni vero progresso dell'umanità, aveva fatto ancora di più: era riuscita a riunire in una stessa forma di linguaggio i popoli che aveva conquistato. La lingua latina fu molto a lungo il vincolo del mondo civilizzato. Nonostante le distanze, le relazioni di popolo a popolo, le comunicazioni della scienza, gli affari stessi dei privati le erano affidati; l'uomo che parlava quella lingua in nessun luogo era forestiero, né in tutto l'occidente, né al di là di esso. L'eresia del XVI secolo emancipò le nazioni da questo beneficio come da tanti altri, e l'Europa, a lungo scissa, cerca, senza trovarlo, questo centro comune che solo la Chiesa e la sua lingua potevano offrirle. Ma ritorniamo al Cenacolo, le cui porte non si sono ancora aperte, e seguitiamo a contemplarvi le meraviglie del divino Spirito.
    Maria nel cenacolo.
    Per prima cosa i nostri occhi cercano rispettosamente Maria; Maria, più che mai "Piena di Grazia". Poteva sembrare che, dopo i doni immensi che le vennero prodigati nella sua Concezione Immacolata, dopo i tesori di santità che riversò in Lei la presenza del Verbo incarnato durante i nove mesi che ella lo ebbe nel suo seno, dopo gli aiuti speciali ricevuti per agire e soffrire in unione col suo Figliolo nell'opera della Redenzione, dopo i favori di cui Gesù la ricolmò in mezzo agli splendori della Risurrezione, il Cielo avesse esaurito la quantità di doni che aveva da dispensare sopra una semplice creatura, per quanto alta potesse essere nell'eterno disegno. Ma non è così. Una nuova missione s'inizia per Maria: in quest'ora la Santa Chiesa viene da Lei generata; da Maria nasce al mondo la Sposa del suo Figlio e nuovi doveri l'aspettano. Gesù è ormai asceso al Cielo ed ha lasciato Maria sulla terra, affinché prodigasse le sue cure materne a questo tenero frutto. Quanto è commovente, ma quanto anche gloriosa, questa infanzia della nostra amatissima Chiesa, accolta nelle braccia di Maria, nutrita da lei, sostenuta dal suo appoggio fin dai primi passi della sua carriera nel mondo! Occorre, dunque, un aumento della grazia a questa nuova Eva, alla vera "Madre dei viventi", per rispondere ad una tale missione: e per questo ella è il principale oggetto dei favori dello Spirito Santo.
    Un giorno Egli la fecondò per divenire la madre del Figlio di Dio; in questo momento forma in lei la Madre dei Cristiani. "Un fiume con i suoi canali allieta la città di Dio" (Sal 45), come dice Davide; lo Spirito d'amore compie in questo momento l'oracolo del Redentore morente sulla Croce. Egli aveva detto, indicando l'uomo: "Donna, ecco il tuo Figlio"; e adesso l'ora è arrivata, e Maria ha ricevuto con meravigliosa pienezza questa grazia materna, che fin da oggi comincerà ad esercitare e che l'accompagnerà sino al suo trono di Regina, quando la Chiesa, essendo alfine rafforzata sufficientemente, potrà essere lasciata dalla sua celeste nutrice, che, dalla terra salirà al Cielo per cingere il diadema che l'aspetta.
    Contempliamo la nuova bellezza che appare sui tratti di Colei in cui il Signore viene a dichiarare una seconda maternità: tale bellezza, oggi, è il capolavoro dello Spirito Santo. Maria brucia di un fuoco celeste; un amore nuovo si è acceso nel suo cuore; ella si dà tutta a quest'altra missione, per la quale è stata lasciata quaggiù. La grazia apostolica è discesa in Lei. La lingua di fuoco, che ha ricevuto, non parlerà per la pubblica predicazione; ma parlerà agli Apostoli, li dirigerà, li consolerà nella loro opera. Ella si esprimerà con altrettanta dolcezza che forza, all'orecchio dei fedeli che sentiranno l'attrattiva verso Colei nella quale il Signore ha suscitato ogni meraviglia. Quale latte generoso darà ai primi figli della Chiesa il vigore che li farà trionfare dagli assalti dell'inferno; e Stefano, formato da Lei, aprirà il nobile stuolo dei martiri.
    Gli Apostoli.
    Osserviamo adesso il Collegio Apostolico. Questi uomini che quaranta giorni di avvicinamento al Maestro risorto avevano risollevato, e che noi troviamo già così differenti da com'erano prima, cosa sono divenuti ora, dopo che li ha invasi lo Spirito Santo? Non sentite che si sono trasformati, che un ardore divino li trasporta e che tra poco si lanceranno alla conquista del mondo? Tutto ciò che il Maestro aveva annunciato si è adempiuto in essi; ed è veramente la Virtù dell'alto, che è discesa per armarli nella lotta. Dove sono andati quelli che tremavano di fronte ai nemici di Gesù, quelli che dubitavano della sua Risurrezione? La verità, che il Maestro ha loro insegnato, brilla ora agli occhi dell'intelligenza; tutto vedono, e tutto comprendono. Lo Spirito Santo ha loro infuso, in grado sublime, il dono della fede e il loro cuore brucia dal desiderio di diffonderla al più presto in tutto il mondo. Ben lungi, adesso, dall'aver timore, essi non aspirano che ad affrontare tutti i pericoli della predicazione, secondo quanto Gesù ha comandato di annunciare a tutte le nazioni il suo nome e la sua gloria.
    I Discepoli.
    In un piano inferiore ci appaiono i Discepoli, meno favoriti in questa visita che i dodici principi del Collegio Apostolico, ma penetrati dal medesimo fuoco; essi pure andranno alla conquista del mondo e fonderanno numerose Cristianità. Il gruppo delle pie donne non è stato meno sensibile che il resto dell'Assemblea, nella discesa di quel Dio che si è mostrato sotto l'emblema del fuoco. L'amore che le ritenne ai piedi della croce di Gesù e che le condusse, per prime, al Sepolcro nel mattino di Pasqua, si è acceso di nuovo ardore. La lingua di fuoco si è fermata sopra ciascuna ed esse pure saranno eloquenti nel parlare del Maestro agli Ebrei ed ai Gentili.
    Gli Ebrei.
    Intanto la folla degli Ebrei che aveva sentito il frastuono annunciante la venuta dello Spirito Santo, si è ammassata, numerosa, intorno al Cenacolo. Questo stesso Spirito, che ha agito nell'interno dell'edificio con tanta magnificenza, li spinge ad assediare quella casa che contiene tra le sue mura la Chiesa di Cristo, la cui nascita è avvenuta or ora. Risuona il clamore delle voci, e, ben presto, lo zelo apostolico non sopporta più di restare in quello stretto recinto. In un momento l'assemblea, seguendo l'ispirazione, si precipita alle porte del Cenacolo, e si mette in contatto con quella moltitudine avida di conoscere il nuovo prodigio operato, poco fa, dal Dio di Israele.
    Ma, o meraviglia! la folla composta da persone di tutte le nazioni, che si aspettavano di sentir parlare dei Galilei, è presa improvvisamente dallo stupore. Quei Galilei non hanno fatto altro che annunciare l'avvenuto con parole confuse ed inarticolate, eppure ciascuno li ode parlare nella sua propria lingua. Il simbolo dell'unità appare in tutto il suo splendore. La Chiesa Cristiana è mostrata a tutti i popoli rappresentati da questa moltitudine. Essa sarà una; poiché le barriere che Dio, nella sua Giustizia, mise un tempo per isolare la nazioni, sono crollate poc'anzi. Ecco i messaggeri della fede di Cristo; sono pronti, partiranno, e la loro parola farà il giro della terra. Tuttavia, tra la folla, qualche uomo, insensibile al prodigio, si scandalizza dell'ebbrezza divina nella quale vede gli Apostoli: "Questi uomini, dicono, sono pieni di vino". È il linguaggio del razionalismo che vuole spiegare tutto con il linguaggio umano. E, nondimeno, questi Galilei, che ritengono ubriachi, prostreranno ai loro piedi il mondo intero, e comunicheranno l'ebbrezza di quello Spirito che è in loro, a tutte le razze del genere umano. I Santi Apostoli sentono che il momento è venuto; bisogna che la seconda Pentecoste sia proclamata in questo giorno, anniversario della prima. Ma in tale proclamazione della legge di misericordia e d'amore, che viene a rimpiazzare quella della giustizia e del timore, quale sarà il Mosè? L'Emmanuele, prima di salire al Cielo, l'aveva designato: Pietro, il fondamento della Chiesa. È ora che tutto questo popolo lo veda e lo ascolti; il gregge si sta per formare, ed il Pastore bisogna che si mostri. Ascoltiamo lo Spirito Santo che parlerà per mezzo del suo organo principale, in presenza della moltitudine rapita e silenziosa; ogni parola dell'apostolo, che non parla che in una sola lingua, è capita da ciascuno dei suoi ascoltatori, a qualunque paese della terra appartenga, e qualunque idioma esso usi. E basterebbe questo solo discorso a dimostrare la verità e la divinità della nuova legge.
    Il discorso di san Pietro.
    "Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e gli orecchi s'aprano alle mie parole. Costoro non sono già ubriachi, come voi vi pensate; siamo appena alla terza ora del giorno! Questo che avviene è quel che fu predetto dal Profeta Gioele: 'E avverrà, dice il Signore, ch'io negli ultimi giorni spanderò del mio Spirito sopra ogni carne, e i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, e i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi avranno dei sogni. Sì, in quei giorni sui miei servi e sulle mie serve spanderò dello Spirito mio e profeteranno. E farò prodigi su in Cielo, e segni giù in terra, sangue e fuoco, e vapor di fumo. Il sole si cangerà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno grande e glorioso del Signore. E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvo'. Uomini d'Israele, ponete mente a queste parole: Gesù Nazareno, Uomo approvato da Dio con opere potenti e prodigi e segni, che Dio ha fatto per mezzo di Lui tra voi, come voi stessi ben sapete: quest'uomo che, conformemente al determinato consiglio e alla presenza di Dio, vi fu dato nelle mani, Voi l'avete confitto per mani d'iniqui; ma Dio l'ha risuscitato, avendo rotto gli angosciosi legami del sepolcro, perché non era possibile che egli ne fosse ritenuto. Ond'è che Davide dice di Lui: 'Sempre ho avuto il Signore davanti agli occhi; ecco, egli sta alla mia destra, affinché io stia fermo. Perciò il mio cuor si rallegra, e la mia lingua giubila; e anche il mio corpo riposerà sperando, poiché tu non lascerai l'anima mia in inferno, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione! Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi ricolmerai di gioia con la tua presenza! Uomini fratelli si può ben dirvi liberamente che il patriarca David morì e fu sepolto, tanto che la sua tomba è anche al dì d'oggi presso di noi. Ma egli essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che farebbe sedere uno della sua progenie sul suo trono, con tal previsione annunzio la risurrezione di Cristo, dicendo che egli non sarebbe stato lasciato nella morte e che il suo corpo non avrebbe veduto la corruzione. Questo Gesù lo ha risuscitato Iddio, e noi tutti ne siamo testimoni. Esaltato Egli dunque alla destra e ricevuta dal Padre la promessa dello Spirito Santo, ha diffuso quel che voi vedete e udite. Certo David non salì al Cielo; anzi egli dice: 'Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, sino a che io non ponga i tuoi nemici sgabello ai tuoi piedi'. Sappia dunque certissimamente tutta la Casa d'Israele, che Dio ha fatto Signore e Cristo questo Gesù che Voi avete crocifisso" (At 2,14-36).
    Così fu compiuta la promulgazione della nuova legge, per bocca del nuovo Mosè. Come avrebbero potuto gli ascoltatori non accogliere il dono inestimabile di questa seconda Pentecoste, che veniva a dissipare le ombre dell'antica ed a mettere in luce le divine realtà? Dio si rivelava, e, come sempre, lo faceva con dei miracoli. Pietro ricorda i prodigi di Gesù, di cui la Sinagoga non ha voluto tener conto, che rendevano testimonianza per Lui. Egli annuncia la discesa dello Spirito Santo, e quale prova vi unisce l'inaudito prodigio del dono delle lingue conferito ai presenti del Cenacolo e costatato da tutti gli ascoltatori.
    Le prime conversioni.
    Proseguendo la sua opera, lo Spirito Santo, che aleggiava su quella folla, feconda con la sua azione benedetta nei cuori predestinati. La fede nasce e si sviluppa improvvisamente nei Discepolo del Sinai, accorsi da ogni parte del mondo per una Pasqua e una Pentecoste ormai sterili. Pieni di timore e di dolore per aver domandato la morte del Giusto, di cui confessano la Risurrezione e l'Ascensione al Cielo, questi Ebrei di tutte le nazioni gridano a Pietro ed ai suoi compagni: "Fratelli, che dobbiamo fare?". Disposizione ammirevole per ricevere la fede! Il desiderio di credere e il fermo proposito di conformare le azioni alla fede. Pietro riprende il suo discorso: "Pentitevi, e che ciascuno di Voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, e avrete parte anche voi al dono dello Spirito Santo. La promessa è stata fatta per voi, per i vostri figli e per quelli che sono lontano ossia i gentili: in una parola per tutti quelli che chiama il Signore nostro Dio".
    Ad ogni parola del nuovo Mosè, viene cancellata la Pentecoste giudaica, e quella Cristiana risplende di una luce sempre più meravigliosa. Il regno dello Spirito è inaugurato in Gerusalemme, di fronte a quel tempio condannato a crollar su se stesso. Pietro continua a parlare..., ma il libro degli Atti non ha raccolto che queste parole che risuonano come un ultimo richiamo di salvezza: "Salvatevi, figli di Israele, salvatevi da questa generazione perversa".
    E infatti bisognava spezzare i vincoli con i propri cari, meritare, col sacrificio, i favori della nuova Pentecoste, passare dalla Sinagoga alla Chiesa. Molte lotte cominciarono nel cuore di quegli uomini; ma il trionfo dello Spirito Santo, in quel primo giorno, fu completo. Tremila persone si dichiararono discepoli di Gesù e furono, quel dì medesimo, segnate col suggello dell'adozione. O Chiesa del Dio vivente, come sono belli i tuoi progressi sotto il soffio del divino Spirito! In principio tu eri risieduta in Maria, l'Immacolata, piena di grazia e madre di Dio; il tuo secondo passo ti ha dato i centoventi Discepoli del Cenacolo; ed ecco che il terzo ti porta tremila eletti, i nostri antenati, che ben presto lasceranno Gerusalemme e porteranno nei paesi, da dove partirono, le primizie del nuovo popolo. Domani, al tempio, Pietro parlerà, e alla sua voce cinquemila persone si dichiareranno, a loro volta, discepoli di Gesù di Nazaret. Salve, dunque, o Chiesa, nobile ed ultima creazione dello Spirito Santo, società immortale, che militi qui in terra, mentre trionfi nei Cieli.
    O Pentecoste, giorno sacro della nostra Nascita, tu inizi gloriosamente la serie dei secoli che deve percorrere in questo mondo la Sposa dell'Emmanuele. Tu ci doni lo Spirito di Dio che viene a scrivere, non più sulla pietra, ma nei nostri cuori, la legge che governerà i Discepoli di Gesù. O Pentecoste, promulgata in Gerusalemme, ma che devi estendere i tuoi benefici anche a coloro "che sono lontani", ossia ai popoli della gentilità, tu vieni a compiere le speranze che ci fece intravedere il mistero dell'Epifania. I Magi venivano dall'Oriente, noi li seguimmo presso la culla del bambino Gesù, mentre sapevamo che sarebbe venuto il nostro turno. La tua grazia, o Spirito Santo, li aveva segretamente attirati a Betlemme; ma adesso, in questa Pentecoste che dichiara il tuo impero con tanta energia, ci chiami tutti; la stella è trasformata in lingue di fuoco, e la faccia della terra si rinnovella. Possano i nostri cuori conservare i doni che tu ci hai portato, quei doni che ci destinarono il Padre ed il Figlio, che ti inviarono a noi!
    Il mistero della Pentecoste.
    Non dobbiamo meravigliarci che la Chiesa abbia assegnato, nella Liturgia, un posto così privilegiato alla Pentecoste, quanto quello conferito alla stessa Pasqua, essendo l'importanza di questo mistero sì considerevole nell'economia del Cristianesimo. La Pasqua è il riscatto dell'uomo per mezzo della vittoria di Cristo: nella Pentecoste lo Spirito Santo prende possesso dell'uomo redento! L'Ascensione è il mistero intermedio. Da una parte essa dà il completamento alla Pasqua, stabilendo l'Uomo-Dio vincitore della morte e capo dei fedeli, alla destra del Padre; dall'altra, determina la venuta dello Spirito Santo sulla terra.
    Questa discesa non poteva aver luogo prima della glorificazione di Gesù, come ci dice san Giovanni (7, 39), e i Padri ce ne danno numerose ragioni che ci aiutano a comprendere. Bisognava che il Figlio di Dio, che col Padre è il principio della processione dello Spirito Santo nell'essenza divina, inviasse anche personalmente questo Spirito sulla terra. La missione esteriore di una delle divine persone non è che una successione ed una manifestazione della produzione misteriosa ed eterna che ha luogo in seno alla divinità. Così il Padre non è inviato né dal Figlio né dallo Spirito Santo, perché non è da essi prodotto. Il Figlio è stato mandato agli uomini dal Padre, essendo stato generato da Lui eternamente. Lo Spirito è inviato dal Padre e dal Figlio perché procede dall'uno e dall'altro. Ma perché la missione dello Spirito Santo si compisse in modo di dare maggior gloria al Figlio, era giusto che non avesse luogo soltanto dopo l'intronizzazione del Verbo incarnato alla destra del Padre, ed era, per la natura umana, sommamente glorioso che al momento di questa missione essa fosse indissolubilmente unita alla natura divina nella persona del Figlio di Dio, onde con ragione si potesse dire che l'Uomo-Dio ha inviato lo Spirito Santo sulla terra.
    Questa augusta missione non doveva essere data allo Spirito che quando gli uomini avessero perduto la visione dell'umanità di Gesù. Come abbiamo detto, bisognava, d'ora in avanti, che gli occhi e i cuori dei fedeli, s'innalzassero verso il divino assente con un amore più puro e più spirituale. Ora, a chi apparteneva di portare agli uomini questo nuovo amore, se non al potentissimo Spirito che è il vincolo tra il Padre e il Figlio in un amore eterno? Questo Spirito che infiamma ed unisce, viene chiamato nella Sacra Scrittura il "Dono di Dio"; ed è oggi che il Padre e il Figlio ce lo inviano. Ricordiamoci le parole dell'Emmanuele alla donna di Samaria presso l'orlo del pozzo di Sichar: "Se tu conoscessi il dono di Dio" (Gv 4,10). Ma non era sceso ancora! non si manifestava ancora agli uomini che con parziali benefici. A partire da oggi, è un'effusione di fuoco che copre la terra: lo Spirito Santo anima tutto, agisce in ogni luogo. Noi conosciamo il dono di Dio; non abbiamo più che accettarlo, che offrirgli l'ingresso nei nostri cuori, come i tremila fedeli ascoltatori che furono presenti alla parola di Pietro. Ma osservate in quale momento dell'anno lo Spirito Santo viene a prendere possesso del suo dominio. Abbiamo visto il Sole della giustizia elevarsi timidamente in mezzo alle ombre del solstizio d'inverno, e salire con una corsa lenta fino al suo Zenit. In un sublime contrasto, lo Spirito del Padre e del Figlio ha voluto altre armonie. Egli è fuoco, fuoco che consuma! (Dt 4,24). Ed appare sul mondo nel momento in cui il sole brilla in tutto il suo splendore, in cui questo astro contempla la terra coperta di fiori e di frutti nascenti che carezza con i suoi raggi. Accogliamo nello stesso modo il calore vivificante del divino Spirito, e chiediamogli che non diminuisca più in noi. In questo momento dell'Anno Liturgico, per mezzo del Verbo Incarnato, siamo in pieno possesso della verità! Vegliamo a mantenere fedelmente in noi quell'amore che lo Spirito Santo è venuto, a sua volta, a portarci.
    La Liturgia della Pentecoste.
    Fondata su un passato di quattromila anni, durante l'epoca delle figure, la Pentecoste cristiana, la vera quinquagenaria, è nel numero delle feste istituite dagli stessi Apostoli. Abbiamo visto che anticamente essa divise con la Pasqua l'onore di condurre i catecumeni al sacro fonte, riconducendoli poi neofiti e rigenerati. La sua Ottava, come quella di Pasqua, non sorpassa il sabato, per una ragione identica all'altra. Il battesimo si conferiva nella notte tra il sabato e la Domenica, e per i neofiti la solennità della Pentecoste s'iniziava al momento stesso del loro battesimo. Come era avvenuto a Pasqua, essi rivestivano allora la veste bianca, deponendola il sabato seguente che era contato come l'ottavo giorno.
    Il medio evo dette alla festa di Pentecoste il grazioso nome di Pasqua delle rose: noi abbiamo già visto quello della Domenica delle rose imposto nei medesimi secoli di fede alla domenica dopo l'Ascensione. Il colore vermiglio della rosa ed il suo profumo rammentavano ai nostri padri le lingue ardenti che discesero nel Cenacolo su ciascuno dei centoventi discepoli, come fossero stati i petali sfogliati della rosa divina, che spandessero l'amore e la pienezza della grazia sulla Chiesa nascente. La Liturgia è entrata nella stessa idea, scegliendo, per il Santo Sacrificio, il colore rosso durante tutta l'Ottava. Durando di Mende, nel suo Razionale, così prezioso per gli usi liturgici nel medio evo, c'insegna che nel tredicesimo secolo nelle nostre Chiese, alla Messa della Pentecoste, si liberavano alcune colombe che volteggiavano al di sopra dei fedeli, a ricordo della prima manifestazione dello Spirito Santo sul Giordano; e che, dalla volta, si buttavano giù dei battuffoli di stoppa infiammata, e dei fiori, a ricordo della seconda nel Cenacolo.
    A Roma la Stazione si tiene nella Basilica di S. Pietro. Era giusto che si rendesse omaggio in questo giorno al principe degli Apostoli, la cui eloquenza, ispirata dallo Spirito Santo, conquistò alla Chiesa quei tremila Cristiani di cui noi siamo i discendenti.
    [1] Responsorio del giovedì della Pentecoste.
    [2] XXII Trattato su san Giovanni.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 261-273.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    5 giugno 2017: San Bonifacio, vescovo e martire, quinto giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù e Lunedì di Pentecoste…




    “Lunedì di Pentecoste.”
    “San Bonifacio, vescovo e martire, 5 giugno.”
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico


    Guéranger, L'anno liturgico - Il santo giorno della Pentecoste. I doni dello Spirito Santo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pentecoste-doni.htm
    “I DONI DELLO SPIRITO SANTO

    Durante tutta questa settimana dovremo esporre le diverse operazioni dello Spirito Santo nella Chiesa e nelle anime dei fedeli; ma è necessario, fin da oggi, anticipare l'insegnamento che abbiamo a presentare. Ci sono dati sette giorni per conoscere e studiare il Dono supremo che il Padre e il Figlio hanno voluto inviarci, e lo Spirito, che procede dai due, si manifesta in sette modi nelle anime. È dunque giusto che ogni giorno di questa settimana sia consacrato ad onorare ed a raccogliere questo settenario di benefici, per mezzo dei quali dovrà operarsi la nostra salvezza e la nostra santificazione.
    I sette doni dello Spirito Santo sono sette fonti di energia che egli degna deporre nelle nostre anime, quando vi penetra con la grazia santificante. Le grazie attuali mettono in movimento, simultaneamente o separatamente, quelle potenze divinamente infuse in noi, ed il bene soprannaturale e meritorio per la vita eterna si produce col consenso della nostra volontà.
    Il Profeta Isaia, guidato dall'ispirazione divina, ci aveva fatto conoscere questi sette doni, nel brano in cui, descrivendo l'operazione dello Spirito Santo sull'anima del Figlio di Dio fatto uomo, che ci rappresenta come il fiore uscito dal ramo Verginale nato dal tronco di Jesse, ci dice: "Si poserà sopra di lui lo Spirito del Signore, Spirito di saviezza e discernimento, Spirito di consiglio e fortezza, Spirito di conoscenza e di pietà, e nel timore del Signore è la sua ispirazione" (Is 9,2-3). Niente di più misterioso che queste parole; ma si sente che ciò che esse esprimono non è una semplice enumerazione dei caratteri del divino Spirito, ma la descrizione degli effetti che opera nell'anima umana. Così l'ha compresa la tradizione cristiana, ed enunciata negli scritti degli antichi padri, e formulata con la teologia.
    L'umanità sacra del Figlio di Dio incarnato è il tipo soprannaturale della nostra, e ciò che lo Spirito Santo ha operato in lei deve proporzionalmente aver luogo in noi. Egli ha deposto nel Figlio di Maria quelle sette forze che descrive il profeta; i medesimi doni sono stati preparati all'uomo rigenerato. Notiamo la successione che si manifesta nella loro serie. Isaia nomina prima lo Spirito di sapienza e finisce con quello del timor di Dio. La Sapienza è effettivamente, come vedremo, la più elevata delle prerogative alla quale possa giungere l'anima umana, mentre il Timor di Dio, secondo la profonda espressione del Salmista, non è che il principio e l'abbozzo di questa divina qualità. Si capisce facilmente che l'anima di Gesù chiamata a contrarre l'unione personale con il Verbo, sia stata trattata con una dignità particolare, in modo che il dono della Sapienza debba essere stato infuso in essa in una maniera primordiale, mentre il dono del Timor di Dio, qualità necessaria ad una natura creata, sia stata posta in lei soltanto come complemento. Per noi, al contrario, fragili e incostanti come siamo, il Timor di Dio è la base di tutto l'edificio ed è per mezzo suo che ci eleviamo di grado in grado fino a quella Sapienza che ci unisce a Dio. È dunque nell'ordine inverso di quello segnalato da Isaia nei riguardi del Figlio di Dio incarnato, che l'uomo s'innalza alla perfezione, per mezzo dei doni dello Spirito Santo, che gli sono stati conferiti nel Battesimo e che gli vengono resi nel sacramento della riconciliazione, se ha avuto la sventura di perdere la grazia santificante per il peccato mortale.
    Ammiriamo con profondo rispetto l'augusto settenario, di cui troviamo l'impronta in tutta l'opera della nostra salvezza e della nostra santificazione. Sette sono le virtù che rendono l'anima gradita a Dio; per mezzo dei suoi sette Doni, lo Spirito Santo la conduce al suo fine; i sette Sacramenti le comunicano i frutti dell'Incarnazione e della Redenzione di Gesù Cristo; e, finalmente, dopo trascorse sette settimane dalla Pasqua, lo Spirito è mandato sulla terra per stabilirvi e consolidarvi il regno di Dio. Dopo tutto questo, noi non ci meraviglieremo che Satana abbia cercato di fare una parodia sacrilega dell'opera divina, opponendole l'orribile settenario dei sette peccati capitali, per mezzo dei quali egli si sforza di perdere l'uomo che Dio vuole salvare.
    I DONI DEL TIMORE
    L'orgoglio per noi è l'ostacolo al bene. È l'orgoglio che ci porta a resistere a Dio, a mettere il nostro fine in noi stessi; in una parola, a perderci. Solo l'umiltà può salvarci da un sì grande pericolo. Chi ce la darà? Lo Spirito Santo, infondendo in noi il dono del Timor di Dio.
    Questo sentimento riposa sull'idea che la fede ci da della maestà di Dio, in presenza del quale non siamo che un nulla; della sua Santità infinita, davanti alla quale non siamo che indegnità e sozzura; del giudizio sovranamente equo che dovrà esercitare su noi all'uscire da questa vita; e del pericolo di una caduta, sempre possibile, se non corrispondiamo alla grazia che non ci manca mai, ma alla quale possiamo resistere.
    La salvezza dell'uomo si opera, dunque, "con timore e tremore", come c'insegna l'Apostolo (Fil 2,12); ma questo timore, che è un dono dello Spirito Santo, non è un sentimento rudimentale che si limita a gettarci nello spavento al pensiero dei castighi eterni. Esso ci mantiene nella compunzione del cuore, anche quando i nostri peccati fossero da molto tempo perdonati; c'impedisce di dimenticare che siamo peccatori, che dobbiamo tutto alla misericordia divina, e che non siamo ancora salvi che in speranza (Rm 8,24).
    Questo timor di Dio non è dunque un timore servile, ma diviene, al contrario, la fonte dei sentimenti più delicati: può allearsi con l'amore, non essendo più che un sentimento filiale che teme il peccato a causa dell'oltraggio che reca a Dio. Ispirato dal rispetto della maestà divina, dal sentimento della sua santità infinita, colloca la creatura nel vero suo posto, e san Paolo c'insegna che, purificandosi così, ci aiuta, "compiendo l'opera della nostra santificazione" (2Cor 9,27). È per questo che il grande Apostolo, che era stato rapito fino al terzo Cielo, ci confessa che è rigoroso verso se stesso "al fine di non essere condannato" (1Cor 9,27).
    Lo spirito di indipendenza e di falsa libertà che regna oggi, contribuisce a rendere più raro il timor di Dio, ed è questa una delle piaghe del nostro tempo. La familiarità con Dio tiene troppo spesso il posto di questa disposizione fondamentale della vita cristiana, ed è allora che ogni progresso si arresta, l'illusione si introduce nell'anima, ed i sacramenti, che nel momento del ritorno a Dio avevano operato con tanta forza, divengono press'a poco sterili. E ciò accade perché il dono del timore è stato soffocato sotto la vana compiacenza dell'anima in se stessa. L'umiltà si è spenta; un orgoglio, segreto e universale, è venuto a paralizzare i movimenti di quell'anima, che arriva, senza accorgersene, a non conoscere più Iddio, per il fatto stesso che non trema più davanti a Lui.
    Conservaci, dunque, o divino Spirito, il dono del timor di Dio, che hai diffuso in noi nel nostro Battesimo. Questo timore salutare ci assicurerà la perseveranza nel bene, arrestando il progresso dello spirito d'orgoglio. Che esso sia, dunque, come un dardo che attraversi la nostra anima da parte a parte, restandovi fissato sempre a nostra salvaguardia. Che esso abbassi la nostra alterigia, che ci strappi alla mollezza, rivelandoci, senza tregua, lo splendore e la santità di Colui che ci ha creati e che ci deve giudicare.
    Sappiamo, o divino Spirito, che questo beato timore non soffoca l'amore; ma, ben lungi da ciò, toglie, invece, gli ostacoli che impedirebbero il suo sviluppo. Le potenze celesti vedono ed amano ardentemente il Sommo Bene, e se ne sono inebriate per l'eternità; e, nondimeno, tremano di fronte a quella temibile maestà: "tremunt Potestates". E noi, ricoperti dalle cicatrici del peccato, pieni d'imperfezione, esposti a mille insidie, obbligati a lottare contro tanti nemici, non sentiremo, forse, che dobbiamo stimolare con un forte timore filiale, nello stesso tempo, la nostra volontà che si addormenta così facilmente e il nostro spirito assediato da tante tenebre? Veglia sulla tua opera, o divino Spirito! Preserva in noi il dono prezioso che ti sei degnato di farci; insegnaci a conciliare la pace e la gioia del cuore con il timor di Dio, secondo questo avvertimento del Salmista: "Servite a Dio con timore rendetegli omaggio con tremore" (Sal 2,11).
    PREGHIAMO
    O Dio, che oggi hai ammaestrato i cuori dei fedeli con la luce dello Spirito Santo, donaci di gustare nello stesso Spirito la verità e di godere sempre della sua consolazione.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 280-284.”





    Omelia e Santa Messa celebrata da Don Floriano Abrahamowicz il 4 giugno 2017 alle ore 10.30 a Paese (TV) per la Domenica di Pentecoste:



    Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=-XrCtIofOyM
    Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=_1MsXOkB1p4
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815






    San Bonifacio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-bonifacio/
    “5 giugno, San Bonifacio, Vescovo e Martire (680 – 754).

    “Nella Frisia san Bonifacio, Vescovo di Magonza e Martire. Questi, dall’Inghilterra andato a Roma, dal Papa beato Gregorio secondo fu mandato in Germania per predicare la fede di Cristo a quelle genti, e, avendo ivi sottomesso alla religione Cristiana una grandissima moltitudine, specialmente dei Frisoni, meritò di essere chiamato Apostolo dei Germani; alla fine nella Frisia dai pagani infuriati colpito con la spada, compì il martirio insieme ad Eobano Coepiscopo e ad alcuni altri servi di Dio”.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Bonifàcio, Vescovo di Magónza e Martire. Questi, dall’Inghiltérra andato a Roma, dal Papa beato Gregorio secondo fu mandato in Germània per predicare la fede di Cristo a quelle genti, e, avendo ivi sottomesso alla religione Cristiana una grandissima moltitudine, specialmente dei Frisoni, meritò di essere chiamato Apostolo dei Germàni; alla fine nella Frisia dai pagani infuriati colpito con la spada, compì il martirio insieme ad Eóbano Coepiscopo e ad alcuni altri servi di Dio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Bonifàcio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”
    “Oggi ricordiamo anche san Dorotéo Prete (a Tiro, nella Fenicia), il quale soffrì molti tormenti sotto Diocleziàno; e, sopravvivendo fino ai tempi di Giuliano, sotto di lui, all’età di centosette anni, onorò col martirio la sua veneranda vecchiaia. San Dorotéo pregate per noi presso Dio affinché ci ottenga la perseveranza finale.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “5 juin : Saint Boniface, Archevêque de Mayence, Martyr (680-754).”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “5 giugno 2017: Lunedì di Pentecoste.”
    “Il 5 giugno 1305 Papa Clemente V de Got viene esaltato al Sommo Pontificato.”






    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/
    5° giorno: Cuore mite - Cuore duro
    “5° giorno: Cuore mite – Cuore duro
    CUORE MITE

    La mitezza è la virtù dei forti. Soltanto un animo forte può conservarsi mite e mansueto di fronte a offese o maltrattamenti. Ci vuole grande forza d’animo per non reagire contro un provocatore, per non ricambiare con la stessa moneta chi adopera modi odiosi o violenti.
    San Girolamo dice: «È mite l’uomo che non si lascia dominare dal cattivo umore o dalla collera, che accetta con uguaglianza di animo i vari avvenimenti della vita, che non provoca né si mostra provocato».
    La mitezza, poi, è riferita particolarmente al cuore.
    “Ha un cuore mite”, si dice di una persona che ispira benevolenza.
    “È duro di cuore”, si dice di chi mostra durezza nel tratto e nelle parole.
    Il Cuore di Gesù, quanta mitezza rivela! Lui stesso ha potuto dire: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Sempre uguale a se stesso in una calma sovrana, Egli vive povero, incompreso, respinto, perseguitato.
    Compie il bene con le sue mani prodigiose, e viene accusato di avere un demonio (Gv 8,48). Guarisce gli ammalati, converte i peccatori, salva l’adultera dalla lapidazione, consola le sorelle Marta e Maria risuscitando Lazzaro da morte, e i Giudei «cercano di farlo morire» (Gv 11,53).
    Che cosa dire, poi, della mitezza di Gesù durante la sua Passione e Morte? L’immagine più vera e più bella è quella dell’agnello a cui Gesù si è paragonato: «Ero come un agnello mansueto che vien portato al macello» (Ger 11,19).
    L’agnello guarda con occhi miti e dolci anche colui che lo sgozza. Gesù guardò dall’alto della croce noi, suoi crocifissori, e supplicò il Padre, pregando: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).
    CUORE DURO
    Un cuore mite è un cuore d’oro. Chi ha il cuore mite è ben disposto verso tutti e dispone bene anche gli altri.
    La mitezza fu la virtù che san Francesco di Sales volle conquistare con tutte le forze, perché era convinto, a ragione, che si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto.
    Questa è una grande verità che spesso purtroppo noi dimentichiamo a danno nostro e altrui.
    Quando i creditori si presentavano a san Camillo de Lellis, capitava spesso che non ricevessero niente, perché il Santo non aveva niente. Ma san Camillo si scusava di non poterli pagare con tanta mitezza e dolcezza che quelli se ne andavano consolati. Uno di essi una volta disse: «Insomma, io me ne vado consolato senza quattrini…».
    «Beati i miti – ha detto Gesù – perché possederanno la terra» (Mt 5,4). Chi è mansueto di cuore conquista i cuori dei fratelli. La mitezza sgretola l’egoismo, disarma ogni passione aggressiva, smussa le angolosità di temperamento.
    Conquistarla, che grazia e che ricchezza!
    Il cuore dell’uomo, si sa, è egoista, e l’egoismo rende duri e aggressivi di fronte all’ostacolo. Cedere, essere remissivi, preferire ai propri interessi la concordia e la pace, esige il sacrificio dell’egoismo, talvolta esige anche la rinuncia a cose buone.
    Era mite la beata Anna Maria Taigi quando talvolta sapeva rinunciare anche alla Santa Messa e alla Comunione quotidiana, pur di evitare ogni pretesto di disarmonia in famiglia.
    Era mite san Francesco di Sales quando, a chi gli diceva che in giro circolavano voci infamanti sul suo conto, sapeva rispondere con serenità: «Non si dice altro che questo su di me? Vedo bene che non sanno tutto e mi credono migliore di quel che sono».
    Non doveva essere certamente duro il cuore di san Massimiliano M. Kolbe, se i suoi stessi confratelli arrivarono a soprannominarlo fra’ marmellata.
    Nella vita di santa Gertrude si legge che una volta la Santa, pur sentendosi male e debolissima, volle ugualmente recitare la lunga preghiera del Mattutino. Stava già a buon punto, quando le si avvicina un’altra monaca, inferma, e la prega di voler recitare insieme il Mattutino.
    Senza mostrare il minimo segno di fastidio, ma con dolce mitezza, la Santa ricominciò la recita del Mattutino insieme alla consorella. Il giorno dopo, in una visione, il Signore le fece vedere quale tesoro ella avesse guadagnato con quell’atto di carità fatto con tanta mitezza di cuore. Che cosa c’é nel nostro cuore, invece? C’è mitezza, mansuetudine, dolcezza verso tutti, anche verso chi ci maltratta e ci fa soffrire? O abbiamo in noi quella brutta durezza, figlia dell’egoismo, che non ci fa curare degli altri se non per approfittarne, e ci fa essere pronti a scagliarci contro chi ostacola i nostri interessi?
    Guardiamo a Gesù così mite, dolce, mansueto di cuore. Ascoltiamo il suo invito: «Imparate da me…».
    Diamo retta al Profeta che ci ripete: «Se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori» (Sal 94,8). E Dio non permetta mai che ci possa capitare la peggiore delle disgrazie: l’indurimento del cuore. A questo punto, ci troveremmo già legati alla nostra rovina. «L’ho abbandonato alla durezza del suo cuore, che seguisse il proprio capriccio» (Sal 80,13): così dice lo Spirito Santo.
    Supplichiamo Gesù perché voglia tenere il nostro cuore sempre nel suo Cuore tutto mitezza e docilità.
    Proposito: Trattare con particolare mitezza una persona antipatica.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”


    05 giugno





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    6 giugno 2017: San Norberto, Vescovo e Confessore, sesto giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù e Martedì di Pentecoste…




    “Martedì di Pentecoste.”
    “San Norberto, vescovo e confessore, 6 giugno.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm





    San Norberto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-norberto/
    “6 giugno, San Norberto, Vescovo e Confessore (Xanten, 1080 circa – Magdeburgo, 6 giugno 1134), fondatore dell’Ordine Premostratense.

    O Signore, che il tuo beato confessore e vescovo Norberto rendesti banditore esimio della tua parola, e per suo mezzo rendesti feconda la tua Chiesa di una nuova famiglia, deh! fa che per i suoi meriti possiamo praticare col tuo aiuto quando egli ha insegnato con le parole e colle opere.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Artémio, con la sua moglie Càndida e la figlia Paolina. Di essi Artémio, convertitosi a Cristo per la predicazione ed i miracoli di san Piétro Esorcista, e battezzato con tutta la famiglia da san Marcellino Prete, per ordine del Giudice Seréno fu battuto con flagelli piombati e ucciso colla spada; la moglie e la figlia, gettate in una caverna, furono sotterrate con sassi e calcinacci. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi Martiri ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Artémio, Candida e Paolina possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “6 juin 684 : début du pontificat de Saint Benoît II.”
    “6 juin 824 : élection du Pape Eugène II.”
    “6 juin 1830: apparition du Christ à Ste Catherine Labouré en la fête de la Sainte Trinité comme un Roi crucifié, dépouillé de ses ornements.”
    “6 juin : Saint Norbert, Archevêque, Fondateur de l'Ordre des Prémontrés (1080-1134).”




    https://it.wikipedia.org/wiki/Norberto
    "Nome di origine germanica. È composto dalle radici nord (o north, "nord") e beraht (o berth, "brillante", "illustre"); il significato si può quindi interpretare con "splendore del Nord", o "celebre del Nord". Il primo elemento si ritrova anche nel nome Normanno, mentre il secondo, molto comune nei nomi germanici, si riscontra ad esempio in Roberto, Alberto, Dagoberto, Egberto e via dicendo.
    L'onomastico si festeggia il 6 giugno in ricordo di san Norberto di Prémontré, arcivescovo di Magdeburgo e fondatore dei premonstratensi."




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “6 giugno 2017: Martedì di Pentecoste.”






    06 giugno
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../06-giugno.htm
    "GIUGNO: IL MESE DEL SACRO CUORE DI GESU'
    MEDITAZIONI E PREGHIERE
    GIORNO 06
    LA CORONA DI SPINE
    6° GIORNO
    Pater noster.
    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
    Intenzione. - Riparare per i pensieri impuri, di odio e di superbia.

    LA CORONA DI SPINE
    Il Cuore di Gesù è rappresentato con una piccola corona di spine; così fu mostrato a Santa Margherita.
    La coronazione di spine che subì il Redentore nel Pretorio di Pilato, gli produsse tante sofferenze. Quelle acute spine, conficcate senza pietà sul Divin Capo, vi rimasero fino a tanto che Gesù non spirò in Croce. Come dicono pii scrittori, con la corona di spine Gesù intese riparare i peccati che si fanno specialmente con il capo, cioè i peccati di pensiero.
    Volendo rendere omaggio particolare al Sacro Cuore, riflettiamo oggi sui peccati di pensiero, non solo per evitarli, ma anche per ripararli e consolare Gesù.
    Gli uomini vedono le opere; Dio, scrutatore dei cuori, vede i pensieri e ne misura la bontà o la malizia.
    Le anime grossolane nella vita spirituale tengono conto delle azioni e delle parole e danno poca importanza ai pensieri, motivo per cui non ne fanno oggetto di esame e neppure di accusa in confessione. Costoro sono in errore.
    Tante anime pie invece, delicate di coscienza, sogliono dare troppa importanza ai pensieri e, se non sono ben giudicate, possono cadere nella perplessità di coscienza o nello scrupolo, rendendosi pesante la vita spirituale, che di per sé è soave.
    Nella mente hanno sede i pensieri, i quali possono essere indifferenti, buoni o cattivi. La responsabilità di un pensiero davanti a Dio ha luogo soltanto allorché se ne comprende la malizia e poi liberamente si accetta.
    Non sono dunque peccato le immaginazioni ed i pensieri cattivi, quando si tengono in mente distrattamente, senza controllo dell'intelligenza e senza l'atto di volontà.
    Chi volontariamente commette un peccato di pensiero, mette una spina nel Cuore di Gesù.
    Il demonio conosce l'importanza del pensiero e lavora nella mente di ognuno o per disturbare o per fare offendere Dio.
    Alle anime di buona volontà, a chi vuole piacere al Cuore di Gesù, si suggerisce il segreto, non solo di non peccare col pensiero, ma di utilizzare gli stessi assalti del demonio. Eccone la pratica:
    1. - Viene alla mente il ricordo di una offesa ricevuta; l'amor proprio ferito si risveglia. Sorgono allora sentimenti di avversione e di odio. Appena ci si accorge di ciò, si dica: Gesù, come Tu perdoni a me i peccati, così per tuo amore io perdono al prossimo. Benedici chi mi ha offeso! - Fugge allora il demonio e l'anima resta con la pace di Gesù.
    2. - Un pensiero di orgoglio, di superbia o di vanità ingigantisce nella mente. Avvertendolo, si faccia subito un atto di umiltà interna.
    3. - Una tentazione contro la fede dà molestia. Approfittare per fare un atto di fede: Credo, o Dio, quanto hai rivelato e la Santa Chiesa propone a credere!
    4. - Pensieri contro la purezza turbano la serenità della mente. È Satana che presenta immagini di persone, ricordi tristi, occasioni di peccato... Si resti nella calma; non ci si turbi; non si discuta con la tentazione; non si facciano tanti esami di coscienza; serenamente si pensi ad altro, dopo avere recitata qualche giaculatoria.
    Si dà un suggerimento, che diede Gesù a Suor Maria della Trinità: Quando l'immagine di qualche persona attraversa la tua mente, o è naturalmente, oppure per opera di buono o di cattivo spirito, approfitta per pregare per essa. -
    Quanti peccati di pensiero si compiono nel mondo in tutte le ore! Ripariamo il Sacro Cuore dicendo lungo il giorno: O Gesù, per la tua coronazione di spine, perdona i peccati di pensiero!
    Ad ogni invocazione è come se si togliesse qualche spina dal Cuore di Gesù.
    Un ultimo suggerimento. Uno dei tanti disturbi del corpo umano è il mal di testa, che alle volte è un vero martirio o per la intensità o per la durata. Si approfitti per fare degli atti di riparazione al Sacro Cuore, dicendo: « Ti offro, Gesù, questo mal di testa per riparare i miei peccati di pensiero e quelli che si fanno in questo momento nel mondo! ».
    La preghiera unita alla sofferenza dà molta gloria a Dio.
    ESEMPIO
    Guardami, figlia mia!
    Le anime amanti del Sacro Cuore si rendono familiare il pensiero della Passione. Gesù, quando apparve a Paray-Le Monial, mostrando il suo Cuore, mostrò anche gli strumenti della Passione e le Piaghe.
    Chi medita spesso le sofferenze di Gesù, ripara, ama e si santifica.
    Nel palazzo dei Principi di Svezia una ragazzina pensava spesso a Gesù Crocifisso. Si commuoveva al racconto della Passione. La sua piccola mente riandava sovente alle scene più dolorose del Calvario.
    Gesù gradì il devoto ricordo dei suoi dolori e volle premiare la pia ragazzina, che allora contava dieci anni. Le apparve Crocifisso e ricoperto di Sangue. - Guardami, figlia mia! ... Così mi hanno ridotto gl'ingrati, che mi disprezzano e non mi amano! -
    Da quel giorno la piccola Brigida s'innamorò del Crocifisso, ne parlava con altri e voleva soffrire per rendersi simile a Lui. Giovanissima contrasse le nozze e fu modello di sposa, di madre e poi di vedova. Una sua figliuola divenne Santa ed è S. Caterina di Svezia.
    Il pensiero della Passione di Gesù fu per Brigida la vita della sua vita e così ottenne da Dio favori straordinari. Ebbe il dono delle rivelazioni e con abituale frequenza le appariva Gesù ed anche la Madonna. Le celesti rivelazioni fatte a quest'anima formano un prezioso libro ricco di ammaestramenti spirituali.
    Brigida raggiunse le cime della santità e divenne una gloria della Chiesa col meditare con assiduità e frutto la Passione di Gesù.
    Fioretto. Allontanare subito i pensieri d'impurità e di odio.
    Giaculatoria. Gesù, per la tua coronazione di spine perdona i miei peccati di pensiero!
    “(Tratto dal libretto "Il Sacro Cuore - Mese al Sacro Cuore di Gesù -" del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli)”



    http://www.stellamatutina.eu/
    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    6° giorno: Cuore umile - Cuore superbo
    “6° giorno: Cuore umile – Cuore superbo
    CUORE UMILE

    «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29).
    Se l’umiltà può essere più o meno profonda, diciamo subito che la profondità dell’umiltà di Gesù è incommensurabile.
    Fino a che punto Gesù sia stato umile, lo sappiamo dalla Fede che ci assicura l’inesistenza in Lui della personalità umana; lo sappiamo dalla storia, che ci fa vedere Gesù come un agnello immolato sull’infame legno della croce.
    Gesù si è tanto umiliato da toccare il fondo dell’abiezione: «Ho scelto di essere abbietto» (Sal 83,11). E nessuno mai potrà eguagliarlo in questo abbassamento e disprezzo di sé.
    Il cuore umile, però, prima o poi canterà vittoria e verrà esaltato. «L’umiliazione tien dietro al superbo, mentre la gloria andrà incontro all’umile» (Pro 29,23). L’umiltà sospinge verso il Paradiso. L’orgoglio invece precipitò Lucifero e gli angeli ribelli all’inferno.
    San Francesco d’Assisi, a chi gli chiedeva perché Dio avesse dato a Lui tanti doni straordinari, rispondeva che Dio si compiace di colmare di doni soprattutto gli esseri più vili e miserabili. Dio esalta gli umili (Lc 1,52). Per questo san Francesco volle che i suoi frati fossero e si chiamassero «minori»: perché fossero i più vicini a Dio.
    L’orgoglio chiuse le porte del Paradiso. L’umiltà le riapre. Sant’Agostino afferma che «le altre virtù picchiano alla porta del cuore di Dio; l’umiltà lo apre», e aggiunge: «Vuoi giungere all’altezza di Dio? Abbassati prima all’umiltà di Dio… Guarda l’albero: prima va in basso, per innalzarsi poi in alto: getta profonde radici, per lanciare poi al cielo la sua cima».
    Gesù «annientò se stesso» (Fil 2,7) fino alla morte più ignominiosa, e per questo Dio lo esaltò e gli donò «un nome che é al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,7). Se seguiamo Gesù nella sua umiltà di cuore, lo seguiremo anche nella sua gloria senza confronti.
    CUORE SUPERBO
    Il cuore dell’uomo è superbo, segnato dal peccato d’origine, che fu un peccato di pazzo orgoglio. E se è vero che la superbia è «principio di ogni peccato» (Sir 10,13), c’è seriamente da temere che «quando Dio permette al superbo di realizzare i suoi disegni, gli permette di scavarsi la fossa», come dice sant’Agostino.
    Narra san Girolamo che quando sant’Ilarione vedeva molta gente accorrere a lui per la reputazione dei miracoli che operava, si affliggeva profondamente, dicendo: «Temo che Dio mi voglia pagare in questa vita quei pochi servizi che cerco di rendergli».
    Quando san Pio X venne a sapere che si stava progettando di collocare lapidi in suo onore a Venezia, a Riese, a Treviso, si affrettò a esprimere il suo dispiacere e il suo dissenso per tali progetti. Una volta scrisse così ai canonici della Cattedrale di Treviso: «Se i rev.mi canonici della Cattedrale di Treviso vogliono fare un piacere al Santo Padre, si ricordino particolarmente di lui nella Santa Messa, ma dimettano il pensiero di… lapidarlo».
    Con questa facezia della lapidazione, san Pio X esprimeva una grande verità. La superbia è una lapidazione dell’anima: la colpisce, la rovina, l’uccide. La superbia è una peste mortale che distrugge ogni bene. «Essa sola fra tutti i vizi – dice san Bernardo – fa guerra a tutte le virtù, e come veleno universale, le corrompe tutte».
    L’umiltà, al contrario, è la garanzia di tutte le virtù. Il santo Curato d’Ars usava una deliziosa immagine dicendo che «l’umiltà è per le altre virtù quel che è la catenella per i grani della corona. Togliete la catenella, e tutti i grani cadono; togliete l’umiltà, e tutte le virtù spariranno».
    Il cuore dell’uomo se non si libera dell’orgoglio sarà ripieno di ogni miseria, perché «Dio resiste ai superbi, mentre da’ la grazia agli umili» (Gc 4,6). E san Bernardo spiega che «come il vaso non si riempie se non abbassandolo alla fonte, così l’anima non si riempie di Dio se non abbassandosi verso il proprio nulla». San Francesco d’Assisi, ad esempio, si trasfigurò fino a diventare «tutto serafico in ardore», dopo essersi ridotto a un pezzente insensato agli occhi di tutti i suoi concittadini.
    La superbia del cuore è vera insensatezza. San Paolo grida con forza: «Che cosa hai tu uomo, che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto? » (1Cor 4,7).
    Eppure il nostro cuore è così pronto a insuperbirsi di ciò che non è suo! Il cuore superbo è un ladro, e la superbia è un vizio traditore che rovina ogni bene posto da Dio nell’uomo. Basti ricordare Adamo ed Eva così miseramente traditi dal loro superbo voler essere «come Dio» (Gn 3,5).
    Santa Margherita M. Alacoque, invece, divenne la prediletta del Sacro Cuore per la sua consapevole piccolezza e umiltà. Glielo disse Gesù stesso nella prima apparizione: «Io ti ho scelto come un abisso di indegnità e di ignoranza… ». Ed ella era ben contenta quando veniva fatta camminare fra continue umiliazioni.
    Poveri noi, invece, che usiamo ogni arte per evitare anche la più piccola umiliazione! Il Cuore umilissimo di Gesù voglia liberare il nostro cuore da ogni sentimento di orgoglio, e arricchirlo della sua dolce umiltà.
    Proposito: Ripetere spesso l’invocazione «Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo».
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”



    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm



    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  8. #8
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    7 giugno 2017: settimo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, mercoledì delle quattro tempora di Pentecoste…



    http://www.unavoce-ve.it/pentqt-merGv6=44-52.pdf
    “Mercoledì delle Quattro Tempora di Pentecoste

    Sequéntia sancti Evangélii secúndum Joánnem Joann. 6, 44-52 IN ILLO témpore : Dixit Jesus turbis Judæórum : Nemo potest veníre ad me, nisi Pater, qui misit me, tráxerit eum : et ego resuscitábo eum in novíssimo die. Est scriptum in Prophétis : Et erunt omnes docíbiles Dei. Omnis, qui audívit a Patre et dídicit, venit ad me. Non quia Patrem vidit quisquam, nisi is, qui est a Deo, hic vidit Patrem. Amen, amen, dico vobis : qui credit in me, habet vitam ætérnam. Ego sum panis vitæ. Patres vestri manducavérunt manna in desérto, et mórtui sunt. Hic est panis de cælo descéndens : ut, si quis ex ipso manducáverit, non moriátur. Ego sum panis vivus, qui de cælo descéndi. Si quis manducáverit ex hoc sane, vivet in ætérnum : et panis, quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita.
    Dal Vangelo secondo Giovanni Giov. 6, 44-52 IN QUEL tempo, disse Gesù alle turbe dei Giudei: Nessuno può venire a me, se il Padre, che mi ha mandato, non lo attira: ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: saranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque pertanto ha ascoltato il Padre ed ha ricevuto il suo insegnamento viene a me, viene a me. Tuttavia nessuno ha veduto il Padre, se non Colui che è presso Dio; questi ha veduto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha la vita eterna. Sono io il pane di vita. I padri vostri mangiarono nel deserto la manna e morirono. È questo, invece, il pane disceso dal cielo: chi ne mangia non morrà. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Chi mangerà di un tal pane, vivrà in eterno: e il pane che io darò, è la mia carne (sacrificata) per la salute del mondo.”
    Calendario Liturgico Festivo 2016 - 2017
    http://www.unavox.it/Strumenti/Calen...2016-2017.html





    Sant'Antonio Maria Gianelli - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santantonio-maria-gianelli/
    “7 giugno, Sant’Antonio Maria Gianelli, Vescovo e Confessore (Carro, 12.4.1789 – Piacenza, 7.6.1836), fondatore delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto, canonizzato nel 1951 da Papa Pio XII.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Monaci e Martiri Piétro Prete, Vallabónso Diacono, Sabiniàno, Vistremóndo, Abénzio e Geremia, strangolati per Cristo nella persecuzione degli Arabi. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi Monaci e Martiri , ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Piétro Prete, Vallabónso Diacono, Sabiniàno, Vistremóndo, Abénzio e Geremia possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “7 juin 1099 : début du siège de Jérusalem, par les Croisés de la première Croisade.”
    “7 juin 555 : décès du Pape Vigile.”
    “7 juin 1929 : suite aux accords de Latran, le Vatican devient un État souverain.”
    “7 juin 1660 : apparition de Saint Joseph à Cotignac.
    Glorieux Saint Joseph, intercédez pour nous et pour toutes les familles chrétiennes !”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “7 giugno 2017: mercoledì delle quattro tempora di Pentecoste.”






    07 giugno
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../07-giugno.htm
    “GIORNO 07
    LE PIAGHE SANGUINANTI
    7° GIORNO
    Pater noster.
    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
    Intenzione. - Rendere onore al Sangue che Gesù sparse nella Passione.

    LE PIAGHE SANGUINANTI
    Diamo uno sguardo al Sacro Cuore. Vi scorgiamo il Sangue nel Cuore ferito e le Piaghe alle mani ed ai piedi.
    La devozione alle cinque Piaghe e al Preziosissimo Sangue è intimamente unita a quello del Sacro Cuore. Poiché Gesù mostrò a S. Margherita le sue Sacrosante Piaghe, vuol dire che desidera essere onorato come Crocifisso sanguinante.
    Nel 1850 Gesù scelse un'anima, affinché divenisse apostola della sua Passione; fu costei la Serva di Dio Maria Marta Chambon. Le furono rivelati i segreti e la preziosità delle Divine Piaghe. Ecco in succinto il pensiero di Gesù:
    «Mi addolora che certe anime considerino la devozione alle Piaghe come strana. Con le mie Sante Piaghe voi potete compartire alla terra tutte le ricchezze del Cielo. Dovete far fruttare questi tesori. Non dovete restare poveri, mentre il vostro Padre Celeste è così ricco. La vostra ricchezza è la mia Passione...
    «Ti ho scelta per risvegliare la devozione alla mia santa Passione in questi tempi infelici in cui vivi! Ecco le mie Sante Piaghe!
    Non distogliere lo sguardo da questo libro e tu sorpasserai in dottrina i più grandi sapienti.
    « La preghiera alle mie Piaghe comprende tutto. Offrile di continuo per la salvezza del mondo! Ogni volta che voi offrite al mio Padre Celeste i meriti delle mie Divine Piaghe, voi guadagnate ricchezze immense. Offrirgli le mie Piaghe è come offrirgli la sua gloria; è offrire il Cielo al Cielo. Il Padre Celeste, davanti alle mie Piaghe, mette da parte la giustizia ed usa misericordia.
    « Una delle mie creature, Giuda, mi ha tradito ed ha venduto il mio Sangue; ma voi potete così facilmente ricomprarlo. Una sola goccia del mio Sangue è bastevole a purificare tutto il mondo ... e voi non ci pensate ... non ne conoscete il valore!
    « Chi è povero, venga con fede e confidenza e prenda dal tesoro della mia Passione! « La via delle mie Piaghe è così semplice e facile per andare in Paradiso!
    « Le Divine Piaghe convertono i peccatori; sollevano gli ammalati nell'anima e nel corpo; assicurano la buona morte. Non vi sarà morte eterna per l'anima che spirerà nelle mie Piaghe, perché esse danno la vera vita ».
    Poiché Gesù ha fatto conoscere la preziosità delle sue Ferite e del suo Sangue Divino, se vogliamo essere nel numero dei veri amanti del Sacro Cuore, coltiviamo la devozione alle Sante Piaghe ed al Preziosissimo Sangue.
    Nell'antica Liturgia c'era la festa del Divin Sangue e precisamente il primo giorno di luglio. Offriamo questo Sangue del Figlio di Dio al Divin Padre tutti i giorni, e più volte al giorno, specialmente quando il Sacerdote solleva il Calice alla Consacrazione, dicendo: Eterno Padre, io vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in isconto dei miei peccati, in suffragio delle anime sante del Purgatorio e per i bisogni di Santa Chiesa!
    Santa Maria Maddalena De' Pazzi era solita offrire il Divin Sangue cinquanta volte al giorno. Apparendole Gesù le disse: Da che tu fai questa offerta, non puoi immaginare quanti peccatori si siano convertiti e quante anime siano state liberate dal Purgatorio!
    È ormai in circolazione e tanto diffusa la preghiera, che si recita in forma di Rosario, cioè per cinquanta volte: Eterno Padre, io vi offro per il Cuore Immacolato di Maria il Sangue di Gesù Cristo, per la santificazione dei Sacerdoti e la conversione dei peccatori, per i moribondi e le anime del Purgatorio!
    Le Sante Piaghe è tanto facile baciarle, servendosi del piccolo Crocifisso, che si suole portare addosso, o di quello che è attaccato alla corona del Rosario. Dando il bacio, con amore e con dolore dei peccati, è bene dire: O Gesù, per le tue Sante Piaghe, pietà di me e del mondo intero!
    Ci sono anime che non lasciano passare giorno senza rendere qualche ossequio alle Sacrosante Piaghe, con la recita di cinque Pater e con l'offerta di cinque piccoli sacrifici. Oh, come gradisce il Sacro Cuore queste delicatezze d'amore e come ricambia con particolari benedizioni!
    Mentre si presenta l'argomento del Crocifisso, si ricorda ai devoti del Sacro Cuore di avere un pensiero particolare a Gesù ogni venerdì, alle ore tre del pomeriggio, orario in cui il Redentore moriva sulla Croce dissanguato. Si reciti in quel momento qualche preghiera, invitando i familiari a fare altrettanto.
    ESEMPIO
    Dono straordinario
    Un giovane elegante rifiutò l'elemosina ad un poverello, anzi se ne allontanò sdegnato. Ma subito dopo, riflettendo al male fatto, lo richiamò e gli diede una buona offerta. Promise a Dio di non negare mai la carità ad alcun bisognoso.
    Gesù gradi questa buona volontà e trasformò quel cuore mondano in un cuore serafico. Gl'infuse il disprezzo del mondo e della sua gloria, gli diede l'amore alla povertà. Alla scuola del Crocifisso il giovane fece passi da gigante nella via della virtù.
    Gesù lo premiò anche su questa terra ed un giorno, staccando la mano dalla Croce, gli diede un abbraccio.
    Quell'anima generosa ricevette uno dei doni più grandi che Dio possa fare a creatura: l'impressione delle Piaghe di Gesù nel proprio corpo.
    Due anni prima di morire era andato sopra un monte, per cominciare il digiuno di quaranta giorni. Una mattina, mentre pregava, vide scendere dal cielo un Serafino, che aveva sei ali luminose ed infocate e le mani ed i piedi forati dai chiodi, come il Crocifisso.
    Il Serafino gli disse che era stato mandato da Dio per significargli che avrebbe dovuto avere il martirio d'amore, nella forma di Gesù Crocifisso.
    Il santo uomo, ch'era Francesco d'Assisi, si avvide che nel suo corpo erano apparse cinque piaghe: le mani ed i piedi sanguinavano, così anche il costato.
    Fortunati gli stimmatizzati, che portano nel corpo le Piaghe di Gesù Crocifisso!
    Fortunati anche coloro che onorano le Divine Piaghe e ne portano in cuore la memoria!
    Fioretto. Tenere addosso un Crocifisso e baciarne spesso le Piaghe.
    Giaculatoria. O Gesù, per le tue Sante Piaghe, pietà di me e del mondo intero!
    (Tratto dal libretto "Il Sacro Cuore - Mese al Sacro Cuore di Gesù-" del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli).”




    http://www.stellamatutina.eu
    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    7° giorno: Cuore puro ? Cuore impuro
    “7° giorno: Cuore puro – Cuore impuro
    CUORE PURO
    «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8).

    Con la perenne visione beatifica, Gesù vedeva costantemente Dio. Nella sua anima immacolata, la presenza di Dio splendeva radiosa e ardente in unione d’amore infinito: «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30), diceva Gesù stesso.
    Il Cuore di Gesù, formato dalla carne verginale e dal sangue purissimo dell’Immacolata, è la sorgente di ogni verginità, è la radice di ogni candore. Ogni cuore che voglia essere puro deve immergersi in quel Cuore da cui scaturì sul Calvario, per tutti i cuori, il sangue dell’amore e l’acqua della purezza.
    San Gregorio Magno ha detto con ragione: «Il cuore umano non può stare senza godimenti; se non ne trova nella virtù, li cercherà nei piaceri sensuali». Grande verità!
    Se il cuore dell’uomo non si innamora di Gesù, si innamora delle creature che portano con loro «la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita» (1Gv 2,16).
    Il Cuore di Gesù si circondò di innocenza verginale fin dal seno materno e per tutti i trent’anni vissuti a Nazaret con la Madonna e con san Giuseppe, lo sposo verginale di Maria sempre Vergine.
    Ma anche durante la sua vita pubblica, Gesù non nascose mai la preferenza del suo Cuore verso i vergini e i puri di cuore. In una predica, san Giovanni Bosco, parlando una volta delle predilezioni del Cuore di Gesù, faceva appunto queste belle riflessioni: «Quale motivo credete voi che avesse Gesù Cristo di stare tanto e di conversare coi fanciulli, di accarezzarli, se non perché essi non avevano ancora perduto la virtù della purità?
    Il Divin Salvatore risuscitò un fanciullo e una fanciulla: ma perché? I Santi Padri dicono che così fece perché i due non avevano perduto la purità.
    Perché Gesù Cristo dimostrò tanta predilezione per san Giovanni?… Perché san Giovanni aveva un titolo speciale all’affetto di Gesù per la sua verginale purità».
    Se vogliamo essere prediletti dal Cuore di Gesù, dunque, dobbiamo fare del nostro cuore un campo di gigli, perché Egli «pascola fra i gigli» (Ct 2,16).
    Supplichiamo spesso, quindi, ripetendo anche noi con il Profeta: «Crea in me, o Dio, un cuore puro» (Sal 50,11).
    CUORE IMPURO
    Nella vita di santa Veronica Giuliani si legge che una volta Gesù prese il cuore della Santa nelle sua mano, lo strinse e lo spremette, per farle conoscere che cosa contenesse.
    Ebbene, da quel cuore uscì prima del sangue (simbolo dell’amore), e poi del pus (simbolo dell’impurità). Il cuore di una Santa stimmatizzata conteneva ancora del pus!
    Quanta impurità è capace di contenere il cuore dell’uomo?
    Basti pensare a tutte le immondezze e nefandezze che gli uomini compiono nel mondo: culto del sesso, nudismo, lussuria, pornografia, promiscuità, contraccezione, prostituzione, omosessualità, aborto: il cuore immondo vive di queste turpitudini, le brama e se le conquista, magari a prezzo di sangue, pronto anche al delitto.
    È sufficiente leggere la cronaca di qualunque giornale per trovarvi ogni giorno fatti di sangue a causa della passione carnale dell’uomo.
    Il cuore impuro è un cuore ripugnante schifoso: come il pus. Non per niente diversi Santi avvertivano dal fetore nauseabondo la presenza di un peccatore impuro.
    Come potrà mai un cuore impuro vedere e gustare Dio? Sarebbe come voler contemplare uno splendido paesaggio con occhiali coperti di fango e pece. L’uomo carnale non vede altro che carne. San Paolo ha affermato giustamente che agli uomini immondi «non è dato capire le realtà dello Spirito di Dio» (1Cor 2,14), perché «quelli che vivono secondo la carne, hanno in cuore le cose della carne» (Rm 8,5).
    Il cuore puro, invece, rende l’occhio dell’uomo trasparente alle cose invisibili e attento a evitare ogni ombra di immondezza. «Io benedico – scriveva il beato Contardo Ferrini – i momenti in cui ho arrossito davanti a una parola sconveniente, ho tremato dinanzi a un pensiero non illibato. Quei momenti li ritroverò nell’eternità, quando me li ricorderà il Signore».
    Il cuore puro ha orrore delle sconcezze, siano esse della moda nel vestire, del linguaggio lascivo, degli spettacoli osceni in televisione o al cinema, delle stampe e canzoni luride. Il cuore puro cerca «il latte puro» (1Pt 2,2) dell’amore di Dio e del prossimo.
    Pensiamo al cuore puro di santa Maria Goretti, che di fronte all’imposizione violenta del peccato impuro reagisce con orrore, si difende con coraggio intrepido, e si lascia accoltellare piuttosto che macchiare la sua angelica verginità.
    Pensiamo a san Luigi Gonzaga, il Santo della purezza, che visse la sua breve vita nel fervore della lunga preghiera, della generosa penitenza, dell’eroica carità che lo spinse a raccogliere gli appestati per le strade, caricarseli sulle spalle e portarli all’ospedale, senza curarsi del contagio che lo porterà alla tomba come un fiore splendente di purezza e di amore.
    Il Cuore di Gesù voglia purificare anche il nostro cuore tra le fiamme purissime del suo Cuore.
    Proposito: Non permettere ai miei occhi di guardare figure, persone o cose indecenti.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  9. #9
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    8 e 9 giugno 2017...

    8 giugno 2017: ottavo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, giovedì di Pentecoste…




    http://www.stellamatutina.eu
    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    8° giorno: Cuore obbediente - Cuore ribelle
    “8° giorno: Cuore obbediente – Cuore ribelle
    CUORE OBBEDIENTE

    San Francesco d’Assisi insegnava che la carità e l’obbedienza sono virtù sorelle. Amore e sottomissione vanno insieme. Chi ama vuol fare ciò che piace alla persona amata. È verità garantita dalla parola di Gesù: «Faccio sempre quello che piace al Padre mio» (Gv 8,29).
    Chi ama è pronto a eseguire ciò che gli chiede la persona amata, perché ogni atto di dedizione alla persona amata nutre e rafforza l’amore reciproco: «Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato» (Gv 4,34).
    Anche quando le esigenze dell’amore sono forti e dolorose, anzi, tanto più allora, il cuore che ama rivela la ricchezza e la vera generosità del suo amore.
    Il cuore di Gesù, infatti, arrivava a bramare la sua immolazione voluta dal Padre per espiare i peccati dell’umanità: «Devo ricevere un battesimo e quanto mi sento in ansia, finché non sia compiuto!» (Lc 12,50).
    E noi sappiamo che anche nell’orto del Getsemani, pur tra spasimi sanguinosi, Gesù disse col cuore straziato: «Non la mia, ma la tua volontà si compia» (Mt 26,39).
    Orbene, non è forse vero che noi siamo facili a fare l’obbedienza solo quando costa poco o niente? Ma in questa obbedienza non c’é né grande merito né grande dimostrazione di amore. Tutt’altro. Ricordiamoci una volta per sempre che l’obbedienza diventa tanto più preziosa e rivelatrice d’amore, quanto più comporta sacrificio di sé fino all’immolazione per la persona amata.
    E ci basti contemplare il Cuore santissimo di Gesù, obbedientissimo fino a soffrire l’oppressione mortale di tutte le nostre nefandezze per amore verso il Padre e per amore verso di noi.
    Obbedienza incondizionata, «fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,8): così il Cuore di Gesù era disposto a obbedire, così fu pronto a obbedire, così ubbidì.
    E così obbedivano anche i Santi, sempre pronti a qualunque sacrificio di sé, fino all’eroismo.
    Sant’Alfonso Rodriguez, nella sua tarda età, sente dirsi un giorno dal suo Superiore: «Voi siete vecchio e infermo, a carico della comunità. Prendete il vostro mantello e tornate nel mondo».
    Il santo vecchio fa un inchino, prende il mantello e si avvia.
    «Restate – gli dice allora il Superiore – vi faremo l’elemosina d’un pezzo di pane».
    Un altro giorno lo stesso Santo sente dirsi: «Partite per le Indie». Senza neppure prendersi il mantello, il Santo fa per avviarsi verso il porto. Il
    Superiore lo richiama e gli chiede: «Come avreste potuto raggiungere le Indie? Non avete denari».
    «Non fa niente – rispose il Santo – avrei supplicato di essere accettato sulla nave per carità; e se mi avessero rifiutato, avrei camminato sulle onde».
    CUORE RIBELLE
    Il cuore dell’uomo è cuore ribelle. Segnato in profondità dalla prima ribellione dei progenitori, esso tende sempre a far valere la propria brama di indipendenza da Dio e dagli uomini. L’egoismo lo spinge ad amare solo se stesso, e quindi a sottomettersi solo alle voglie e ai gusti dell’io.
    Preferisce sottomettersi al proprio io miserabile anziché a Dio!
    Gesù ha stabilito un criterio infallibile per discernere chi lo ama e chi non lo ama: «Se mi amate, osservate i miei comandamenti» (Gv 14,15).
    Non ci sono scappatoie. Chi obbedisce a costo della morte, ama al limite massimo del possibile. Chi obbedisce a metà o a stento, ama a metà o a stento. La misura dell’amore è quella dell’obbedienza.
    Bisogna obbedire in tutto, eccetto nel peccato. Non si può sbagliare.
    Se a questo punto vogliamo esaminare la nostra obbedienza, forse scopriremo che tante volte anche noi cerchiamo di arrangiarci con le mezze misure per accontentare in parte Gesù e in parte il nostro io; e tante altre volte, forse, anche noi ci illudiamo di far contento Gesù, preferendo le nostre scelte di cose più elevate rispetto agli ordini dei superiori. Inganno e presunzione! Non ci può essere nulla al di sopra della Volontà di Dio, e il Signore sa cavare prodigi anche da ordini di nessun conto.
    Quando santa Margherita M. Alacoque cominciò a rivelare il suo straordinario fervore nella contemplazione, la Superiora temette che potesse trattarsi più che altro di debolezza mentale. Perciò decise di impedirle le lunghe concentrazioni nella preghiera, e spesso, quando era l’ora di andare in coro, la mandava invece nell’orto a zappare o a sorvegliare gli asinelli… La Santa obbediva puntualmente e senza rammarico agli ordini della Superiora; ma fu proprio in quel periodo di prove che il Sacro Cuore di Gesù cominciò ad apparirle!
    Al contrario, quella volta che santa Margherita aveva avuto il permesso di fare solo mezz’ora di flagellazione ed ella credette bene di raddoppiarla a testa sua per fare più penitenza, Gesù le apparve e le disse che la prima mezz’ora di flagellazione l’aveva fatta per lui, la seconda per il demonio.
    Il cuore che ama obbedisce senza discutere, come Gesù: «Ecco, io vengo, Padre, per fare la tua volontà» (Eb 10,9).
    Il Cuore di Gesù voglia renderci obbedienti e docili.
    Proposito: Esercitarsi nell’obbedienza pronta e generosa.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”


    08 giugno
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../08-giugno.htm
    “LA CROCE
    8° GIORNO
    Pater noster.
    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
    Intenzione. - Riparare per coloro che si ribellano alla volontà di Dio nelle sofferenze.
    LA CROCE

    Gesù ci presenta il suo Divin Cuore sormontato da una piccola Croce. Il segno della Croce, distintivo di ogni cristianó, sia particolarmente il distintivo dei devoti del Sacro Cuore.
    Croce significa sofferenza, rinuncia, dedizione. Gesù per la nostra redenzione, per dimostrarci l'infinito suo amore, si sottopose ad ogni genere di dolore, sino a dare la vita, umiliato come un malfattore con la condanna a morte.
    Gesù abbracciò la Croce, la portò sulle sue spalle e vi morì inchiodato. Il Divin Maestro ripete a noi le parole che disse durante la sua vita terrena: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! (S. Matteo, XVI-24).
    I mondani non intendono il linguaggio di Gesù; per loro la vita è unicamente piacere e la loro preoccupazione è tenere lontano tutto ciò che richiede sacrificio.
    Le anime che aspirano al Cielo devono considerare la vita come tempo di combattimento, come periodo di prova per dimostrare a Dio il loro amore, come preparazione alla felicità eterna. Per seguire gl'insegnamenti del Vangelo, devono tenere a freno le passioni, andare contro lo spirito del mondo e resistere alle insidie di Satana. Tutto ciò richiede sacrificio e costituisce la croce quotidiana.
    Altre croci presenta la vita, più o meno pesanti: povertà, contrasti, umiliazioni, incomprensioni, malattie, lutti, disillusioni ...
    Le anime piccine nella vita spirituale, quando godono e tutto va secondo i loro gusti, piene d'amor di Dio, (come credono loro!), esclamano: Signore, come siete buono! Vi amo e vi benedico! Quanto amore mi portate! - Quando invece sono sotto il peso della tribolazione, non avendo il vero amor di Dio, giungono a dire: Signore, perché mi trattate male? ... Vi siete dimenticato di me? ... È questa la ricompensa delle preghiere che faccio? ...
    Povere anime! Non comprendono che dove c'è la Croce, c'è Gesù; e dove c'è Gesù, c'è anche la Croce! Non pensano che il Signore dimostra il suo amore a noi, mandandoci più croci che consolazioni.
    Certi Santi, qualche giorno in cui non avevano alcun che da soffrire, si lamentavano con Gesù: Oggi, o Signore, pare che vi siate dimenticato di me! Nessuna sofferenza mi avete donata!
    La sofferenza, quantunque ripugnante alla natura umana, è preziosa e bisogna apprezzarla: distacca dalle cose del mondo e fa aspirare al Cielo, purifica l'anima, facendo riparare i peccati commessi; aumenta il grado di gloria in Paradiso; è moneta per salvare altre anime e per liberare quelle del Purgatorio; è fonte di gioia spirituale; è consolazione grande per il Cuore di Gesù, che attende l'offerta delle sofferenze come riparazione dell'amore divino offeso.
    Come comportarsi nella sofferenza? Prima di tutto si preghi, ricorrendo al Sacro Cuore. Nessuno può comprenderci meglio di Gesù, il quale dice: O voi tutti, che vi affaticate e siete sotto il peso della tribolazione, venite a me ed io vi ristorerò! (Matteo 11-28).
    Quando abbiamo pregato, lasciamo fare a Gesù; Egli sa quando liberarci dalla tribolazione; se ci libera subito, ringraziamolo; se ritarda ad esaudirci, ringraziamolo ugualmente, uniformandoci pienamente alla sua volontà, che agisce sempre per il nostro maggior bene spirituale. Quando si prega con fede, l'anima si rafforza e si risolleva.
    Una delle Promesse fatte dal Sacro Cuore ai suoi devoti è proprio questa: Li consolerò nelle loro afflizioni. - Gesù non mentisce; perciò si abbia fiducia in Lui.
    Si fa un appello ai devoti del Divin Cuore: Non sprecare le sofferenze, neppure le piccole, ed offrirle tutte, sempre con amore a Gesù, affinché Egli le utilizzi per le anime e per consolare il suo Cuore.
    ESEMPIO
    Sono vostro figlio!
    In una nobilissima famiglia romana si era svolta una festa solenne. Il figlio Alessio aveva contratto matrimonio.
    Nel fiore degli anni, con una nobile sposa, padrone d'immense ricchezze ... la vita gli si presentava come un giardino in fiore.
    Lo stesso giorno delle nozze gli apparve Gesù: Lascia, figlio mio, le delizie del mondo! Segui la via della Croce e avrai un tesoro in Cielo! –
    Ardente d'amore per Gesù, senza dire nulla ad alcuno, la prima notte del matrimonio il giovane abbandonò la sposa e la casa e si mise in viaggio, col proposito di visitare le principali Chiese del mondo. Diciassette anni durò la pellegrinazione, seminando al suo passaggio la devozione a Gesù ed a Maria Santissima. Ma quanti sacrifici, privazioni ed umiliazioni! Trascorso questo tempo, Alessio ritornò a Roma e si presentò alla casa paterna senza essere riconosciuto, domandando al padre suo l'elemosina e supplicandolo che lo accettasse in qualità dell'ultimo servo. Fu ammesso al servizio.
    Stare nella propria casa e vivere da estraneo; avere il diritto di comandare e stare soggetto; potere essere onorato e ricevere umiliazioni; essere ricco ed essere considerato povero e vivere da tale; e tutto ciò per ben diciassette anni; quanto eroismo in un vero amante di Gesù! Alessio aveva compresa la preziosità della Croce ed era felice di offrire ogni giorno a Dio il tesoro della sofferenza. Gesù lo sosteneva e lo confortava.
    Prima di morire lasciò uno scritto: « Sono Alessio, vostro figlio, colui che il primo giorno delle nozze abbandonò la sposa ».
    Al momento della morte, Gesù glorificò colui che tanto lo aveva amato. Appena spirata l'anima, in tante Chiese di Roma, mentre i fedeli si erano raccolti, si udì una voce misteriosa: Alessio è morto da Santo! ...
    Il Papa Innocenzo Primo, conosciuto il fatto, ordinò che il corpo di Alessio fosse portato con sommo onore nella Chiesa di San Bonifacio.
    Innumerevoli miracoli Dio operò al suo sepolcro.
    Com'è generoso Gesù con le anime che sono generose nella sofferenza!
    Fioretto. Non sprecare le sofferenze, specialmente le piccole, che sono le più frequenti e le più facili a sopportarsi; offrirle con amore al Cuore di Gesù per i peccatori.
    Giaculatoria. Dio sia benedetto!
    (Tratto dal libretto "Il Sacro Cuore - Mese al Sacro Cuore di Gesù-" del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli).”





    San Massimino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-massimino/
    “8 giugno, san Massimino, Vescovo e Confessore.

    “Ad Aix, in Francia, san Massimino, che fu il primo Vescovo di quella città, e dicono che sia stato discepolo del Signore”.”


    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Calliopa Martire, la quale, per la fede di Cristo, essendole state tagliate le mammelle ed abbruciate le carni, voltolata sopra cocci, finalmente, decapitata, ricevette la palma del martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Calliopa possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “8 juin : Saint Médard, Évêque de Noyon (457-545).”
    “Quatre-Temps de Pentecôte (été)
    Vendredi 9 et samedi 10 juin : jeûne et abstinence.”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “8 giugno 2017: giovedì di Pentecoste.”




    Luca, Sursum Corda!








    9 giugno 2017: nono giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, venerdì delle quattro tempora di Pentecoste…



    http://www.stellamatutina.eu
    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    9° giorno: Cuore fedele - Cuore infedele
    “9° giorno: Cuore fedele – Cuore infedele
    CUORE FEDELE
    «Ti ho amato di amore immutabile» (Ger 31,3).

    Questo è l’amore del Cuore di Gesù. Da Betlemme al Calvario, dalla Cena Eucaristica alla Cena eterna, il Cuore di Gesù è tutto, è sempre «per noi e per la nostra salvezza». Fedeltà santa, perenne, incondizionata: «Sarò con voi fino alla fine dei secoli» (Mt 28,20). Fedeltà per la nostra salvezza: «Di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli» (Sal 32,11).
    Eppure, quante volte Gesù avrebbe tutti i motivi e tutto il diritto di allontanarsi e di allontanarci! Invece, Egli continua ad amarci, nonostante le nostre più inique infedeltà. Egli continua a scendere sugli altari nonostante i tradimenti dei suoi ministri; continua a restare nei Tabernacoli, nonostante la solitudine e l’abbandono desolante in cui viene lasciato dai fedeli; continua a donarsi a tutti nella Santa Comunione, nonostante la freddezza e l’indifferenza con cui parecchi lo ricevono. E quanti oggi, scelleratamente, vanno a ricevere la Comunione addirittura in peccato mortale, senza prima confessarsi? Eppure dovrebbero sapere che l’assoluzione sacramentale è assolutamente necessaria prima della Comunione, altri menti si commette un orribile sacrilegio, perché si «mangia e beve la propria condanna» (1Cor 11,29).
    Gesù continua a stare in mezzo a noi, anche quando non ci curiamo di Lui, lo mettiamo al secondo e magari all’ultimo posto, pronti persino a barattarlo con una miserabile cupidigia di carne, di denaro o di ambizione.
    Povero Cuore di Gesù! Aveva proprio ragione Egli di dire a santa Margherita M. Alacoque: «Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e consumarsi per manifestare loro il suo amore; eppure in ricambio, io non ricevo, dalla maggior parte, che ingratitudini con irriverenze e sacrilegi…».
    Possibile che non accogliamo questi divini lamenti del Cuore di Gesù?
    Un giorno santa Teresa d’Avila, in estasi durante l’Adorazione eucaristica, contemplò Gesù che le disse con dolcezza: «Teresa, voglio farti vedere la tua vita».
    Apparve subito un bellissimo grappolo d’uva, con gli acini succosi e splendenti, che simboleggiavano le preghiere, le azioni e i sacrifici della Santa.
    Ma ecco partire dal Tabernacolo un raggio di luce sfolgorante che investì quel grappolo e vi fece apparire cose ben diverse: alcuni acini erano rosi dai vermi, altri erano vuoti e secchi, altri acidi e rotti…
    Santa Teresa comprese il linguaggio di quegli acini, che le svelavano tante piccole infedeltà. Tutta confusa, si gettò ai piedi di Gesù, gli chiese perdono e gli promise di impegnarsi con tutte le forze a correggersi. Fu fedele, e divenne una serafina d’amore per il Cuore di Gesù.
    CUORE INFEDELE
    «L’amore delle creature è fallace e instabile; l’amore di Gesù è fedele e costante», dice l’Imitazione di Cristo (II, 7,1).
    Il cuore dell’uomo è infedele. Dal cuore dell’uomo vengono gli adulteri. Nel cuore dell’uomo si consumano le infedeltà, i tradimenti, gli abbandoni dell’amico, del coniuge, del compagno di lavoro, del socio di affari…, e persino di Dio.
    Nella seconda lettera a Timoteo, san Paolo comunica al suo discepolo una brutta notizia: «Demade mi ha lasciato per amore di questo secolo» (Tm 4,9). Con quanta amarezza san Paolo scrive queste parole!
    Ma se è già riprovevole l’infedeltà a una creatura, che cosa sarà l’infedeltà a Dio? Parrebbe un assurdo dover ammettere l’infedeltà a Dio. E invece è una realtà posta sotto gli occhi di tutti: quanti cristiani battezzati, cresimati, nutriti dall’Eucaristia, hanno poi abbandonato il Signore sedotti dalla carne e dal mondo o dal denaro? Che dire poi se si tratta di persone consacrate? «Non conosco sacrilegio più orribile – scrive san Bernardo – che quello di riprendere un cuore già dato a Dio». Il Sacro Cuore di Gesù disse una volta a santa Margherita M. Alacoque: «Quel che più mi è penoso è di vedermi trattato così da cuori a me consacrati»: e disse queste parole – ci riferisce la Santa – con accento di dolore così lacerante da straziare.
    Come dimenticare che Gesù ci ha amati per primo, continua ad amarci e ci amerà fino alla fine dei tempi?
    Egli è l’unico, il supremo Cuore fedele; e non può abbandonarci, perché noi gli siamo costati tutto il suo Sangue. Con che coraggio il nostro cuore gli può preferire qualunque altra creatura o cosa?
    Nelle Cronache francescane si legge che un maestro di Parigi aveva preso l’abito di san Francesco, ma la mamma, povera, non si rassegnò a perdere il figlio e andò a scongiurarlo con lacrime e gemiti di ritornare a lei.
    Il figlio, col cuore straziato, cedette e promise di tornare a casa l’indomani. Intanto, si prostrò dinanzi al Crocifisso e pregò così, con i singhiozzi:
    «Signore, non voglio lasciarti; voglio soltanto assistere mia madre nella sua estrema necessità…».
    Il Crocifisso, versando sangue vivo dalle piaghe, gli rispose: «Sei costato più a me che a tua madre, poiché per te io ho versato tutto il mio sangue. Dovrei esserti più caro di tua madre…».
    Il buon frate restò in convento, fedele fino alla morte.
    Cuore di Gesù, rendi anche il cuor nostro fedele a te fino alla morte.
    Proposito: Fare una visita al Sacro Cuore in chiesa o dinanzi a una sua immagine.
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”



    09 giugno
    “I PRIMI VENERDI'
    9° GIORNO
    Pater noster.
    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
    Intenzione. - Pregare per gl'iscritti alla Massoneria.
    I PRIMI VENERDI'

    Abbiamo considerato il significato degli emblemi del Sacro Cuore. Conviene ora esporre le varie pratiche, che riguardano la devozione al Cuore di Gesù, cominciando dal Primo Venerdì del mese.
    Ripetiamo le parole che Gesù rivolse a Santa Margherita:
    « Nell'eccesso della misericordia del mio amore infinito, accorderò a tutti coloro che si comunicano nel Primo Venerdì d'ogni mese, per nove mesi consecutivi, la grazia del pentimento finale, onde essi non morranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Santi Sacramenti, ed il mio Cuore in quell'ora estrema sarà il loro rifugio più sicuro ».
    Queste solenni parole di Gesù sono rimaste scolpite nella storia della Chiesa e sono sinonimo di Grande Promessa.
    Ed invero, quale promessa maggiore della sicurezza eterna? Giustamente la pratica dei nove Primi Venerdì è chiamata la « Tessera del Paradiso ».
    Perché Gesù ha chiesto, fra le opere buone, la Santa Comunione? Perché questa gli rende una grande riparazione e tutti, volendo, possono comunicarsi.
    Ha scelto il venerdì, affinché le anime gli rendano il delicato atto di riparazione nel giorno in cui si ricorda la sua morte in Croce.
    Perché si meriti la Grande Promessa, devono attuarsi le condizioni volute dal Sacro Cuore:
    1° Comunicarsi al Primo Venerdì del mese. Non soddisfa a questa condizione chi, per dimenticanza o per impossibilità, volesse supplire in altro giorno, per esempio la domenica.
    2° Comunicarsi per nove mesi consecutivi, cioè senza interruzione alcuna, volontaria o no.
    3° La terza condizione, che non è detta espressamente, ma che si riduce logicamente, è: che la Santa Comunione si riceva bene.
    Questa condizione abbisogna di delucidazione, perchè importantissima e perchè da tanti è poco tenuta in conto.
    Comunicarsi bene significa essere in grazia di Dio, quando si riceve Gesù. D'ordinario tanti, prima di comunicarsi, ricorrono al Sacramento della Confessione, per ricevere l'assoluzione delle colpe mortali. Se non ci si confessa come si deve, non si ottiene il perdono dei peccati; la Confessione resta nulla o sacrilega e la Comunione del Venerdì non ottiene il suo effetto, perché è fatta male.
    Chi sa quante persone credono di meritare la Grande Promessa e di fatto non la conseguiranno, proprio per la Confessione mal fatta!
    Si confessa male chi, consapevole di grave peccato, volontariamente lo tace o nasconde in Confessione, per vergogna o per altro motivo; chi ha la volontà di ritornare a commettere un peccato mortale, quale sarebbe ad esempio, il proposito di non accettare i figliuoli che Dio volesse mandare nella vita matrimoniale.
    Si confessa male, e quindi non merita la Grande Promessa, chi non ha la volontà di fuggire le occasioni prossime gravi di peccato; in tale pericolo sono coloro che, pur facendo la pratica dei nove Primi Venerdì, non vogliono troncare un'amicizia veramente pericolosa, non vogliono rinunziare agli spettacoli immorali, a certi balli moderni scandalosi o a letture pornografiche.
    Quanti purtroppo si confessano male, servendosi del Sacramento della Penitenza come di solo scarico momentaneo dei peccati, senza vera emendazione!
    Si raccomanda ai devoti del Sacro Cuore di fare bene le Comunioni dei Primi Venerdì, anzi di ripetere la pratica, cioè, finita una serie, cominciarne un'altra; s'interessino affinchè tutti i membri della famiglia, almeno una volta in vita, facciano i nove Venerdì e si preghi che li facciano come si deve.
    Si diffonda questa devozione, esortando a compierla vicini e lontani, a voce e per iscritto, distribuendo pagelline della Grande Promessa.
    Il Sacro Cuore benedice e predilige coloro che si rendono apostoli dei nove Primi Venerdì.
    ESEMPIO
    Bontà di Gesù
    Era sul letto di morte un professore, già da tempo iscritto alla Massoneria. Né la moglie né altri osavano dirgli di ricevere i Santi Sacramenti, conoscendo la sua ostilità alla Religione. Intanto era gravissimo; stava con la bombola dell'ossigeno per respirare ed il medico aveva detto: Probabilmente domani morrà.
    La cognata, devota del Sacro Cuore, assidua alla pratica dei Primi Venerdì, ebbe un'ispirazione: mettere un'immagine di Gesù di fronte al moribondo, attaccata al grande specchio dell'armadio. L'immagine era graziosa ed arricchita di una benedizione particolare. Ciò che avvenne fu narrato più volte dal professore:
    - Quella notte stavo assai male; pensavo già alla mia fine. Il mio sguardo andò a posarsi sull'immagine di Gesù, che mi stava dinnanzi. Quel bel volto si animò; gli occhi di Gesù mi fissarono. Che sguardo!... Poi mi rivolse la parola: Sei ancora in tempo. Scegli: o vita o morte! - Ero confuso e risposi: Non saprei scegliere!, - Gesù continuò: Allora scelgo io: Vita! - L'immagine ritornò allo stato normale. - Fin qui il professore.
    L'indomani mattina volle il Confessore e ricevette i Santi Sacramenti. Non morì. Dopo altri due anni di vita, Gesù chiamò a sè l'ex-massone.
    Il fatto fu narrato allo scrivente dalla stessa cognata.
    Fioretto. Recitare un Santo Rosario per la conversione degli iscritti alla Massoneria.
    Giaculatoria. Cuore di Gesù, fornace ardente di carità, abbi pietà di noi!
    (Tratto dal libretto "Il Sacro Cuore - Mese al Sacro Cuore di Gesù-" del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli).”





    Santi Primo e Feliciano - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-primo-feliciano/
    “9 giugno, Santi Primo e Feliciano Martiri (+303 circa).

    “A Nomento, in Sabina, il natale dei santi Martiri Primo e Felicino fratelli, sotto Dioclezino e Massimino Imperatori. Questi gloriosi martiri, avendo condotto nel Signore una lunga vita, ed avendo sofferto tormenti, ora eguali insieme, ora diversi e spietati separatamente, alla fine ambedue percossi con la spada da Promto, Preside di Nomento, compirono il corso del felice combattimento. I loro corpi poi trasportati a Roma, furono con onore sepolti nella chiesa di santo Stefano Protomartire, sul monte Celio”.”


    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Vincénzo, Levita e Martire, il quale, per la fede di Cristo, fu acerbissimamente flagellato e decapitato. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Levita e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Vincénzo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “9 juin : Saint Prime et Saint Félicien, Frères, Martyrs.”
    “Vendredi 9 et samedi 10 juin : jeûne et abstinence.”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “9 giugno 2017: Primo e Feliciano, santi martiri, la loro traslazione, effettuata da papa Teodoro I (642-649)
    , dal XV miglio della via Nomentana a S. Stefano Rotondo, è tra le primissime operate in Roma. I corpi vennero trovati in un sarcofago l’8 gennaio 1625. Il papa allora fece erigere sul nuovo sepolcro un altare ornato da un paliotto d’argento. Nel 1736, con la costruzione di una nuova ara, opera di Filippo Barigoni, i resti, fino allora situati dinanzi l’altare, furono deposti all’interno di esso.
    M.R.: 9 giugno - A Nomentano, in Sabina, il natale dei santi Martiri Primo e Feliciano fratelli, sotto Diocleziano e Massimiano Imperatori. Questi gloriosi martiri, avendo condotto nel Signore una lunga vita, ed avendo sofferto tormenti, ora eguali insieme, ora diversi e spietati separatamente, alla fine ambedue percossi con la spada da Promoto, Preside di Momento, compirono il corso del felice combattimento. I loro corpi poi, trasportati a Roma, furono con onore sepolti nella chiesa di santo Stefano Protomartire, sul monte Celio.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
    “9 giugno 2017: venerdì delle quattro tempora di Pentecoste.”



    “Venerdì della Pentecoste.”
    “Santi Primo e Feliciano, martiri, 9 giugno.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  10. #10
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,038
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Sacro Cuore di Gesù

    10 giugno 2017: decimo giorno del Mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, sabato delle quattro tempora di Pentecoste…



    Home - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu
    10° giorno: Cuore coraggioso - Cuore vigliacco
    “10° giorno: Cuore coraggioso – Cuore vigliacco
    CUORE CORAGGIOSO.

    A proposito del coraggio, san Cipriano scriveva: «Lottando contro l’avversità si mostra il vero coraggio in tutta la sua luce».
    Un cuore coraggioso è un cuore lottatore. Soltanto chi affronta la lotta, chi mette a rischio se stesso, chi non teme di soccombere, dimostra il coraggio intrepido dell’eroe.
    Così Gesù ci ha dimostrato di avere un Cuore coraggioso fino all’eroismo.
    Egli sapeva bene quale sorte lo aspettava sulla terra, eppure disse al Padre senza esitazione: «Ecco, io vengo» (Eb 10,9).
    Egli sapeva bene che gli sarebbe toccato soffrire dalla culla alla tomba, perché la sofferenza è il prezzo dell’espiazione del peccato. Eppure egli accettò, anzi volle questo cammino di sofferenze per amore del Padre e per amor nostro.
    Egli sapeva bene di quale morte ignominiosa gli uomini l’avrebbero fatto morire, straziandolo e dissanguandolo in maniera disumana. Eppure accettò con cuore intrepido ogni abominio, perché «senza effusione di sangue non c’è redenzione» (Eb 9,22).
    Egli sapeva bene che restando fra noi nel Santissimo Sacramento dell’altare avrebbe patito tanti maltrattamenti, disprezzi, abbandoni, sacrilegi. Eppure non ha indietreggiato, ma ha tenuto fede coraggiosamente alla sua parola di fedeltà immutabile a noi suoi redenti.
    Il coraggio intrepido del Cuore di Gesù! È il coraggio di chi ama fino in fondo, senza riserve, rischiando e perdendo tutto per colui che ama.
    Pensiamo al cuore coraggioso dei Santi, fedeli seguaci di Gesù: gli Apostoli, i Martiri, i Missionari, i Confessori, le Vergini…; cuori pieni di amore ardente e audace, coraggioso e forte. Negli Atti degli Apostoli è scritto che i primi Apostoli, lungi dal temere le persecuzioni e le sofferenze, «andavano gioiosi di essere oltraggiati per il nome di Gesù» (At 5,41). Ognuno di essi poteva ripetere con il Salmista: «Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non trema» (Sal 26,3).
    Il beato Piergiorgio Frassati era un giovane ardimentoso nelle scalate spirituali e materiali. Gli piaceva molto la montagna; si appassionava a scalare le vette alpine.
    Una volta venne fotografato mentre si arrampicava coraggiosamente su una cima rocciosa. Appena vide questa sua fotografia, egli vi scrisse sotto: «Excelsior! Più in alto! Le aspirazioni più alte del cuore vanno ben oltre le vette dei monti».
    CUORE VIGLIACCO
    «Non essere pusillanime nel tuo cuore» (Sir 7,9).
    Per capire subito quanto il nostro cuore sia poco coraggioso, anzi quanto sia meschino e vigliacco, è sufficiente guardare a coloro che hanno saputo offrire a Dio non solo alcuni atti di coraggio, ma l’atto di supremo coraggio: il martirio di sé.
    Pensiamo a san Tommaso Moro, Gran Cancelliere d’Inghilterra, uomo coltissimo e saggio, che si rifiutò coraggiosamente di prestare un’obbedienza che riconoscesse il Re Enrico VIII capo della Chiesa Anglicana.
    Per questo, perdette il posto e fu ridotto in miseria con la famiglia; poi fu anche imprigionato nel carcere della Torre di Londra.
    Visitato dai familiari e dagli amici, veniva da essi esortato, veniva scongiurato di sottomettersi al Re, dal momento che anche i Vescovi, quasi tutti, si erano già sottomessi.
    «Il fatto che tutti i Vescovi si siano sottomessi ai voleri del Re – rispose coraggiosamente il martire – non svincola la mia coscienza dal condannare il male fatto dal Re».
    Il suo cuore non tremò dinanzi alla minaccia del patibolo.
    Anzi lo affrontò con fierezza e nobiltà ammirabili.
    Pensiamo anche a quegli eroici ragazzi dell’Armenia che nell’ultima persecuzione dei Turchi contro i cristiani, seppero resistere coraggiosamente a torture e flagelli.
    Quando il Vicario Apostolico andò a trovarli, essi dicevano: «Monsignore, vedete: non abbiamo più naso, orecchie, mani; ma non abbiamo rinnegato Gesù Cristo!».
    Questi sono i cuori coraggiosi!
    I nostri cuori, invece?… Non è forse vero che siamo sempre pronti a tremare al solo sentir parlare di sacrifici e sofferenze? Con quanta industria sappiamo fuggire o cercare ogni mezzo per risparmiarci noie e fastidi sia per il Signore che per i fratelli! E non è forse vero che il rispetto umano a volte ci fa arrivare a essere talmente vigliacchi da vergognarci della nostra Fede? Se siamo onesti, non è difficile dover ammettere che spesso noi abbiamo un cuore di coniglio, anziché un cuore di cristiano…
    Eppure è certo che un cristiano non può essere di Cristo se non affronta coraggiosamente il sacrificio di sé per Lui e per i fratelli, come hanno fatto i Santi.
    «Che ci vuole per diventare santi?», venne chiesto una volta al santo Curato d’Ars. E il Santo rispose con due sole sublimi parole: «La grazia e la croce».
    Il Sacro Cuore di Gesù, sostegno di tutti i martiri, ci rafforzi nel suo amore, ci doni il suo amore forte e intrepido anche di fronte alla morte.
    Proposito: Compiere senza rispetto umano gli atti di religione in pubblico: un segno di croce, la preghiera a tavola…
    FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”


    10 giugno
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../10-giugno.htm
    “I QUINDICI VENERDI' DEL SACRO CUORE
    10° GIORNO
    Pater noster.
    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
    Intenzione. - Pregare per quelli che aspettano grazie dal Sacro Cuore.

    I QUINDICI VENERDI' DEL SACRO CUORE
    Maria Santissima è onorata dai fedeli, non solo con la pratica dei primi cinque Sabati del mese, ma anche con i Quindici Sabati consecutivi, che si compiono due volte all'anno, chiudendosi il primo turno l'otto maggio, festa di S. Michele Arcangelo, ed il secondo turno il sette ottobre, festa della Madonna del Rosario.
    La pietà dei fedeli ha fatto sì che si rendesse un simile omaggio al Sacro Cuore di Gesù, onorandolo, non solo con i nove primi Venerdì, ma anche con i Quindici Venerdì consecutivi.”





    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...e-di-gesu.html
    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Astério Vescovo, il quale, per la fede cattolica, fu molto maltrattato dagli Ariani e confinato nell’Africa dall’imperatore Costanzo, e finalmente, rimandato nella sua chiesa, morì Confessore glorioso. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Confessore, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Astério possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


    Santa Margherita di Scozia - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-margherita-scozia/
    “10 giugno, Santa Margherita, Vedova (Mecseknádasd, 1045 – Edimburgo, 16 novembre 1093), Regina di Scozia.

    Preghiamo Santa Margherita per la conversione della Scozia alla fede cattolica, nazione dove la maggioranza della popolazione aderisce all’eresia presbiteriana.”


    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “10 juin : Sainte Marguerite, Reine d'Écosse (1046-1093).”
    “Samedi 10 juin : jeûne et abstinence.”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “10 giugno 2017: sabato delle quattro tempora di Pentecoste.”
    “10 giugno 2017: Santa Margherita di Scozia, vedova.

    Ungheria, circa 1046 - Edimburgo, Scozia, 16 novembre 1093
    Figlia di Edoardo, re inglese in esilio per sfuggire all'usurpatore Canuto, Margherita nacque in Ungheria intorno al 1046. Sua madre, Agata, discendeva dal santo re magiaro Stefano. Quando aveva nove anni suo padre potè tornare sul trono; ma presto dovette fuggire ancora, questa volta in Scozia. E qui Margherita a 24 anni fu sposa del re Malcom III, da cui ebbe sei figli maschi e due femmine. Il Messale romano la descrive come «modello di madre e di regina per bontà e saggezza». Si racconta che il re non sapesse leggere e avesse un grande rispetto per questa moglie istruita: baciava i libri di preghiera che la vedeva leggere con devozione. Caritatevole verso i poveri, gli orfani, i malati, li assisteva personalmente e invitava Malcom III a fare altrettanto. Già gravemente ammalata ricevette la notizia dell'uccisione del marito e del figlio maggiore nella battaglia di Alnwick: disse di offrire questa sofferenza come riparazione dei propri peccati. Morì a Edimburgo il 16 novembre 1093.”




    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “Santa Margherita, regina, 10 giugno.”
    “Sabato della Pentecoste.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Correlati:

Discussioni Simili

  1. Sacro Cuore di Gesù
    Di Augustinus nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 91
    Ultimo Messaggio: Ieri, 23:12
  2. Il sacro Cuore di Gesù
    Di Colombo da Priverno nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 57
    Ultimo Messaggio: Ieri, 22:44
  3. Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 22-08-16, 20:37
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-06-06, 12:56
  5. Guardia d'onore al Sacro Cuore di Gesù
    Di vandeano2005 nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-05-06, 16:11

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
Clicca per votare
Single Sign On provided by vBSSO

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225