Re: Ci sono sempre due modi
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standing bull
era Roosevelt
Ho confuso il bimbominkia con il paralitico
Re: Ci sono sempre due modi
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Maxadhego
mi pare che a distanza di un paio di decenni,
dalle scelte operate dalle elites della finanza usuraia apolide,
(non dai popoli), sulla moneta unica, export di democrazia,
cancellazione di fatto della sovranità nazionale,
invasione del terzo e quarto mondo, competizione feroce al ribasso
tra disperati autoctoni e immigrati, insomma
di tutto l'armamentario ideologico del capitalismo terminale,
è possibile una opportuna e puntuale valutazione di ciò che viviamo
ora, e ciò che abbiamo sperimentato negli anni, meglio secoli, precedenti alla
follia della attuale globalizzazione.
cambiare si può e si deve, facendo tesoro delle passate
e odierne esperienze.
Guardare indietro per andare avanti, non ci sarebbe ricetta più efficace. No, non voglio avere nulla a che fare col mondo patinato degli smartphone, dei viaggi in America e dei negri e non vedo per quale legge superiore dovrei convivere con certi dettami.
Re: Ci sono sempre due modi
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molly
ho confuso il bimbominkia con il paralitico
:d
Re: Ci sono sempre due modi
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Mastro
In realtà penso che gli eventi geopolitici influiscano sulla nostra vita assai marginalmente.
Sono molto più determinanti le piccole decisioni e gli atteggiamenti di ogni giorno nella ristretta cerchia di chi ci circonda.
Le prime sono più spesso il capro espiatorio dei fallimenti nelle seconde.
Dipende dagli eventi.
La guerra del Kippur provocò come reazione al suo esito il blocco petrolifero, scatenando la Crisi Petrolifera del 1973 e costringendo molte famiglie ad adeguare il proprio stile di vita alla nuova situazione, mentre molti stati cercavano fonti alternative o inizavano nuove politiche di approvvigionamento. Vedi il caso della Norvegia che intensificò le ricerche nel Mare del Nord, scoprendo quelle riserve di idrocarburi che permisero alla sua economia di volare.
Ogni evento sulla Terra agisce come un sasso lanciato in uno stagno, spargendo onde di conseguenze attorno a se, conseguenze che possono metterne in moto altre, dipende solo dalle condizioni del momento e dal tipo di evento.
Re: Ci sono sempre due modi
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Originariamente Scritto da
standing bull
Il secondo modo di affrontare un periodo di difficoltà o di crisi si basa su un presupposto molto semplice e, come il primo modo, atavico. Il presupposto è : non è tutto oro quello che luccica(va).
Come diceva il poeta i tempi passati hanno il profumo del ricordo che cambia in meglio, ma tanto meglio forse non erano. E forse sono stati proprio gli errori commessi in quel passato, e non le circostanze di oggi, il pil, la moneta o l’immigrazione, ad originare la crisi e le difficoltà di questo momento.
Che quindi non possono trovare soluzione attraverso il ritorno a quella improbabile civiltà agricola ingentilita dalla cultura del dono agognata da Latouche e dai suoi seguaci, o a vecchie divise e politiche monetarie, o alle frontiere blindate e ai dazi doganali.
La crisi può essere superata attraverso la gestione e non il rifiuto dei cambiamenti che sono avvenuti nel mondo. Il nostro mondo è fatto di smartphone, di viaggi in America e di negri, ed è con questo che bisogna imparare a vivere, anche se non tutto l’esistente ci fa piacere.
È un modo diverso di affrontare le cose, evidentemente più impegnativo, che comporta un atteggiamento ottimistico verso il futuro, sicuramente difficile da mantenere in un momento in cui le condizioni di vita sembrano peggiorare di anno in anno.
“L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa” diceva un presidente americano in uno dei momenti più bui del secolo scorso.
Il problema di un approccio di questo genere è che non esiste niente di predefinto per risolvere i problemi che dobbiamo affrontare; non c’è nessun manuale delle giovani marmotte dotato di risposte a tutte le domande che ci frullano nella mente. Filosofi, scienziati ed economisti non sono dotati né di bacchette magiche né di checklist da spuntare, anche se ogni tanto qualcuno di loro si presenta travestito da Harry Potter o da Mago Merlino.
E quindi il secondo modo di affrontare i problemi di oggi si caratterizza più nell’atteggiamento che nella capacità di fornire ricette: partire dalla realtà esistente per riuscire a gestirla. E le ricette ….. se fosse facile, qualcuno le avrebbe già trovate.
Fine supercazzola.
Ma Matteo Renzi proprio non c’entra niente.
Considerando comunque che per ogni individuo gli anni della propia gioventù sono, a suo parere, sempre i migliori di tutti i tempi, i più belli e degni di nostalgia.
Ovviamente è la gioventù stessa che rende tutto magnifico e la vecchiaia che avanza ci rende nostalgici.
Mio nonno che passò buona parte dei suoi anni migliori sotto le armi nella seconda guerra mondiale li ricordava come il periodo più bello della sua vita nonostante privazioni e pericoli..
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