Fino a pochi giorni fa erano le regine dei listini. I titoli delle cosiddette società “Faamg” - ovvero Facebook, Apple, Amazon, Microsoft e Google (alias Alphabet) - avevano aggiunto alle loro capitalizzazioni 600 miliardi di dollari. Detto altrimenti, le cinque società da sole avevano prodotto valore per quasi un terzo del Pil nominale italiano. Il tutto in appena sei mesi. Che dire? Chapeau. E fa sorridere andarsi a rileggere i report che in novembre, dopo l’elezione di Trump, avevano pronosticato affanni proprio per i titoli tecnologici (l’intera Silicon Valley, con rare eccezioni, aveva infatti sostenuto la campagna di Hillary). Amazon e Alphabet hanno invece toccato la soglia psicologica dei mille dollari per azione.
Poi, tre giorni fa, è arrivato il venerdì nero: le reginette di Wall Street sono precipitate dal trono, trascinando giù l’indice dei tecnologici, il Nasdaq, perdendo fino al 4,5% (-6,5% per Netflix) con “rossi” superiori al 3% in chiusura. Amazon, per non farsi mancare nulla, è stata vittima pure di un “flash crash” che l’ha portata a sprofondare di oltre l'8%, salvo poi rimbalzare.
LA GIORNATA DEI MERCATI 12 giugno 2017
Paura per Nasdaq contagia l'Europa, Milano perde l'1%, crolla St
Cos’è accaduto? La corsa dei “Faamg” era in effetti eccessiva, ma secondo alcuni analisti il detonatore potrebbe essere stato rappresentato da un paio di sinistri e fin troppo profetici report firmati da grandi banche d’affari americane. In uno Goldman Sachs ha esplicitamente parlato di “air pocket”, bolla d’aria per i titoli tecnologici ricordando come Amazon stia viaggiando a un rapporto prezzo-utili di 89 contro una media di 58 ai tempi dei picchi della bolla tecnologica di fine millennio, con i ritorni sul capitale al 10% contro il 16% del 2000. Valutazioni eccessive, appunto. Il tutto mentre un altro report, stavolta di Bank of America Merrill Lynch, avvertiva di come i grandi fondi d’investimento abbiano raggiunto il record storico di esposizione sui titoli tech, superando i livelli del 2000.
L’HI-TECH A WALL STREET 06 giugno 2017
Google come Amazon supera quota mille in Borsa
I mercati - inquieti per l’indebolimento di Trump e della relativa ambiziosissima agenda ma anche per l’incertezza sulle mosse della Fed - hanno tirato le somme vendendo tech (settore che da inizio anno ha guadagnato circa il 19%) e acquistando energetici (che in sei mesi sono scesi del 20% circa). Ma non è finita: anche oggi le azioni tecnologiche stanno continuando a perdere terreno, speriamo solo per una ampia correzione e non per qualcosa di peggio.
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