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Discussione: Un Diverso Approccio

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    Predefinito Un Diverso Approccio

    La Lega si lascia definire dal PD quale “reazionaria” rispetto ad un presunto magnifico corso. Appare un partito xenofobo, che sfrutta paure irrazionali, estremista, marginale ecc. per carenze comunicative proprie e superiori capacità del PD.

    Di seguito e limitatamente all'immigrazione, un esempio (imperfetto, certo) di diverso approccio.

    Citazione Originariamente Scritto da ras74 Visualizza Messaggio
    Verso Una Nuova "Stategia della Tensione"?
    Con l'espressione “Strategia della Tensione” ci si riferisce alla consapevole acutizzazione delle tensioni e allo sfruttamento di opposti estremismi da parte dello Stato (fazioni politiche interne) negli anni '70. L'intento era destabilizzare per stabilizzare. Uccidere, gambizzare, far saltare in aria cittadini per fomentare paura, discordia e sospetto. Sostanzialmente per tenere fuori dal governo il PCI per impedire il rinnovamento della classe politica.

    Da anni sappiamo oltre ogni dubbio, con documenti alla mano, del precoce, ampio grado di infiltrazione delle organizzazioni terroristiche da parte degli apparati di sicurezza. Sappiamo che a Via Fani a sparare alla scorta di Aldo Moro c'erano un manipolo di balordi con la testa piena di stronzate su “capitale”, "antifascismo" e “proletariato”, e un solo professionista che sparò i colpi a segno sulla scorta. Ci sono i riscontri balistici. Sappiamo che nel complesso dove fu tenuto c'erano diversi appartamenti dei “servizi”. Sappiamo di infiltrati che indipendentemente relazionavano diverse forze di polizia e di almeno uno che al mattino lottava "per il proletariato" e al pomeriggio complottava con i “fascisti” (il tanto deprecato doppio lavoro degli statali ). Per es. leggere De Lutiis.


    Ebbene negli ultimi anni si assiste in Italia all'imposizione della stessa società multietnica che ha portato tensioni e lutti in tutta Europa. Mentre però quell'immigrazione si è sviluppata gradualmente e in conseguenza dei rapporti coloniali con i territori d'origine, o comunque in fasi di benessere economico, quella italiana è diversa; ha una qualità artificiosa.

    Cresce a dismisura dal 2011 con la caduta della Libia (quella fu voluta dalla Francia), coincide con una profonda crisi economica che non ha precedenti nella storia italiana. Li andiamo a prendere direttamente all'estero, pur non essendo in grado neanche di gestirli. Li accogliamo pur non avendo da offrirgli alcuna prospettiva economica, sapendo che saranno costretti alla miseria o al crimine. Nelle periferie di tutt'Italia si costringono i cittadini a subirne criminalità, lesioni dei diritti, comportamenti contrari alla convivenza civile, che lo Stato non contrasta, mentre allo stesso tempo censurano, castigano, bollano di “razzismo” e "fascismo", le proteste. Si fanno sfilare gli idioti dell'antifascismo-antirazzismo militante di regime. Si manda in onda il Papa a fare l'elogio della miseria, a dire quanto è bello essere tutti ugualmente pezzenti e prostrarsi. Si esibiscono in tivvù negli esercizi di demagogia: “i bambini... i diritti...”, con maestria evitano le domande difficili.

    All'indomani delle elezioni locali che hanno visto il manifestarsi di un diffuso sentimento contrario e la bocciatura della sindaca pro immigrazione di Lampedusa da parte del 75% degli elettori, il regime accelera e mira a rendere irreversibile il processo.

    C'è una foga, una intenzionalità, una fretta, una cieca determinazione che non può non sottindere un disegno!

    Questo regime prepara un destino di rivolte sociali, di povertà, di tensioni.
    Vogliono riprodurre i ghetti, le moschee, il retroterra culturale e sociale per le stragi.
    Vogliono alimentare una nuova contrapposizione interna alla società.


    La prima “Strategia della Tensione” fece cinquecento morti. I mandanti politici non furono mai individuati.
    Stiamo contando quanti ne sta facendo la seconda. Ma questa volta sappiamo chi sono i responsabili.



    Il Senato blindato, la piazza antistante inaccessibile, chiuso a votare lo “Ius Soli”.
    Fuori, la manifestazione, autorizzata, repressa dalla Polizia.
    Sui cartelloni le foto dei ragazzi, cittadini europei, autori delle stragi.




    In relazione a quanto sopra.
    Primo. E' debole contrapporre un ideale di spirito o di comunità (tipico della destra) o di sdegno per un episodio o comunque stare sulla difensiva. Bisognerebbe piuttosto avanzare una visione in positivo e fiera, di una società più coesa, più sicura, più forte, più ricca, più evoluta, senza milioni di stranieri poveri e musulmani. Supportarla con argomentazioni di più stretta razionalità. Dare un fondamento più analitico e razionale creando nuove basi argomentative. Non è che siano inferiori, è che l'immigrazione presenta rischi e costi nelle attuali circostanze. Colpire il loro modello sollevando la questione dei motivi sottostanti. Esplicitarne meglio i pericoli. Attaccare il fondamento ideologico dell'accoglienza, la Chiesa. Tirare fuori precedenti storici, dati e fatti. Produrre ricerche. Così cambiare il modo in cui la Lega viene percepita, accrescendone spessore e credibilità.

    Secondo. E' evidente che l'immigrazione porta e porterà un peggioramento delle condizioni di vita, incremento dei reati comuni, come anche atti terroristici. Ad un certo punto saranno i numeri stessi a sopraffare le capacità degli apparati di sicurezza. Gli attentati che verranno faranno più vittime che altrove viste le deficienze organizzative. L'impatto emotivo sarà maggiore a causa dell'inettitudine dei nostri media.
    Si potrebbe pensare che questi eventi favoriranno la lega, ma non è così! Il PD accuserà gli “xenofobi” e lo faranno bene, riusciranno loro ad apparire rassicuranti, sfilerà il musulmano buono che condannerà l'atto, seguirà l'appello a dimostrarci “più forti del terrore” che in pratica è la versione guerriera del “porgere l'altra guancia” ovvero ignorare il problema e subire di più.
    Nonostante quegli argomenti non reggano, sono superficialmente forti. Dovrebbero essere smontati preventivamente. Le basi per accusarli vanno poste fin da ora affinché sia evidente che si tratterà delle naturali conseguenze delle loro politiche.

    Terzo. Le contrapposizioni: fascismo – antifascismo, razzismo – antirazzismo, come anche padani – terroni, sono prive di fondamento reale o inattuali o comunque deleterie, nelle circostanze reali. Passare dalla logica “Noi” contro “Loro” ad una “Problema – Soluzione”.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Un Diverso Approccio

    Molto buono e condivisibile il virgolettato sugli anni di piombo.....confusionario il commento dei tre punti...e quindi?
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  3. #3
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    Predefinito Re: Un Diverso Approccio

    OK Ci riprovo.
    Il virgolettato naturalmente vuole essere un atto d'accusa forte. Lo ribadisco motivandolo nei primi tre paragrafi. Nel quarto indico un mutamento necessario. Nel quinto parlo della Chiesa. Dal sesto in poi dico che la Lega può puntare più in alto.

    Nella prima strategia della tensione le forze di Governo (fazioni all'interno) crearono ed usarono la violenza politica degli opposti estremismi per ottenere l'obiettivo politico di tenere fuori dal governo l'unica vera opposizione (il PCI) che cresceva e stava diventando credibile. Imposero ad arte un clima sociale di scontro. Alimentarono paura e sospetto. Raggiunsero così l'obiettivo di mantenersi al potere presentandosi come forza politica moderata, unica in grado di navigare il paese. Impedirono così anche un rinnovamento della classe dirigente che sarebbe potuto essere benefico.

    Adesso, sotto la copertura di un umanitarismo cieco e dell'ideologia cattolica, contro ogni logica apparente o minimo buon senso, PD e Chiesa si sono adoperati per ricreare a tappe forzate, senza che ve ne fossero i fondamenti, lo stesso modello di società che ha generato divisioni e violenze in tutta Europa (e altrove), sapendo benissimo che nel contesto nazionale non c'è per gli immigrati (in prevalenza musulmani) altra prospettiva che miseria, rabbia, crimine, radicalizzazione. Hanno abbandonato i cittadini ai soprusi, ne hanno svilito le istanze. All'indomani del palesarsi di un sentimento popolare contrario all'immigrazione questi accelerano e mirano a rendere il processo irreversibile con lo Ius Soli.

    Nel contesto economico-sociale, e sotto la spinta del radicalismo islamico, il dilagare della violenza è inevitabile perché se anche non dovesse succedere spontaneamente, qualcuno l'innescherà, per interesse loro. Le basi sono state poste. Anche i ruoli sono definiti. Quando le danze inizieranno, PD e Chiesa proveranno ad ergersi a baluardo di “responsabilità”, rassicureranno i cittadini, condanneranno gli opposti estremismi, appariranno come i soli in grado di navigare la tempesta. Negli effetti sarà una nuova strategia della tensione con le violenze comuni o a matrice religiosa, degli immigrati, e la violenza di reazione di italiani, al posto di “Rossi” e “Neri”. La Lega nel ruolo del PCI. Quindi c'é l'opportunità e la necessità di agire fin da subito in via preventiva e in maniera continuativa dopo, per stabilire la responsabilità di PD e Chiesa, e smontarne le risposte.

    Nella stessa ottica, spostare le argomentazioni anti immigrazione dal piano emotivo, ad uno di assoluta razionalità. Problema (rischi, effetti, costi, responsabilità, il mito della società multietnica, assenza delle condizioni, non integrabilità dell'Islam...) – Soluzione (non principi ma buon senso, chiusura dei confini, espulsioni selettive seguito valutazione rischi, legalità e effettività della legge). Sempre serenamente e pacatamente, senza cadere nelle provocazioni. Stile forza di Governo, diciamo. Dopo ogni attentato, stessa cosa, Problema – Soluzione. Accuse più forti e circostanziate di quelle in uso ma modalità più moderate. Essenzialmente pugno di ferro in guanto di velluto.


    In Italia si è affermata una linea di pensiero, vera ideologia, antitetica alla modernità che investe piani economico e sociale. La forza motrice di questo pensiero è la Chiesa cattolica. In maniera subdola, con quell'aria bonaria, con argomenti all'apparenza nobili, dall'alto di una autorità morale di cui si ammanta pur non avendo e che nessuna nazione al di fuori dell'Italia gli riconosce, la Chiesa avanza la sua visione utopica radicalmente opposta agli ideali di libertà, agli interessi e alla stessa razionalità.
    Quando papa Bergoglio parla all'ILVA: “Non reddito ma lavoro per tutti” e “Chi licenzia non è bravo imprenditore; è un commerciante” proclama l'inopportunità del benessere materiale e ne scoraggia il perseguimento, tradisce un concetto del lavoro fine a se stesso (strumento di ammansimento verrebbe da pensare) invece che di miglioramento pratico della propria condizione e fonte di gratificazione, emana giudizi morali e al contempo svilisce imprenditori e commercianti. Questo è inaccettabile.
    Sfruttando un risalto mediatico e una considerazione ufficiale inimmaginabile nel mondo libero, avanza la sostituzione, nella sola Italia, ovviamente, del modello economico sociale competitivo con uno assistito tutto volto ad appiattire le disuguaglianze; un tozzo di pane a tutti invece della crescita e del progresso, produce una folla di poveri piegati a servire altri poveri.

    Politicamente, la Lega deve prendere l'iniziativa. Devi scrollarti di dosso le definizioni che altri ti hanno assegnato, e anche i tuoi bagagli. Invece di gongolarti perché stai al 14% nei sondaggi senza fare niente rifletti sulle altr e forze politiche nazionali, guarda gli spostamenti elettorali in Francia e UK. La situazione in Italia è anche più fluida. Ci sono praterie a destra. La Lega può correre da sola con una forte iniziativa di modernizzazione e rilancio economico. Tanto, solo se la Lega riesce a governare (effettivamente) si potranno attuare tutte le riforme necessarie e recuperare il divario di PIL pro capite rispetto alla Germania (30% circa). In caso contrario avrà vinto Papa 'Badoglio' e sarà il saccheggio. Così è, e così va illustrato.

    La Lega è per rimuovere la cappa di buonismo, quindi una società libera di esprimersi. Libera dalle paure. Per il diritto alla sicurezza, per il diritto a perseguire obiettivi di benessere senza sentirsi colpevolizzati e sviliti. Non devi usare “liberismo” perché contaminato da Berlusconi, non puoi usare “capitalismo” perché compromesso dalla sinistra. Devi parlare di “Liberare le energie creative e imprenditoriali dei giovani”. Non puoi uscire dall'UE perché quei cani hanno fiutato il profitto e non molleranno la presa. Le risorse vanno sottratte dalle voci improduttive e deleterie del Bilancio. Far crescere il PIL deve essere la priorità ed è l'unico modo per evitare il fallimento e la depredazione da parte di Germania e Francia sotto la copertura del FMI, come in Grecia.

    L'insoddisfazione per lo stato delle cose, tra cui l'apprensione per l'immigrazione, è maggioritaria dovunque. Devi solo apparire alternativo, credibile e nazionale. Alla tua destra non hai niente da temere. Sventola il disastro economico del PD. Adotta lo slogan “Fare la Grana. Per Salvare l'Italia”. “La Grana” la capiscono dovunque. “Farla” implica una gioiosa rivoluzione in cui si abbattono tutti gli impedimenti (fiscali-amministrativi) alla produzione e al commercio. Poi vediamo in cabina elettorale cosa sceglie l'italiano. “I preti” o “La grana”? “Le paghette e i lavoretti sociali” o “La grana”? “Il musulmano” o “La grana”? “La solidarietà” o “La grana”? Chissà!

 

 

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