Sondaggi SWG: lo sguardo a sprechi alimentari, responsabili e conseguenze
Nell’ultimo dossier settimanale di SWG si parla di sprechi alimentari. Tema già analizzato in altre occasioni dall’istituto demoscopico, SWG elabora un rapporto sulla percezione degli italiani circa i responsabili degli sprechi, i loro effetti e l’effettiva coerenza degli intervistati. Il tema, per quanto non sia al centro della scena pubblica, rimane tra i grandi lemmi dell’Occidente. Il tema degli sprechi alimentari si ricollega facilmente alla distribuzione asimmetrica delle risorse; allo sviluppo sostenibile; all’ecologismo e alla critica al consumismo. Pur essendo, quindi, un tema di rilevanza marginale in termini politici, lo è nella prospettiva sociale. Andiamo con ordine, partendo dalla percezione dei settori in cui si spreca di più.
Sondaggi SWG: gli sprechi mggiori tra commercio e servizi pubblici

Stando all’opinione degli intervistati, il commercio è, di gran lunga, il primo responsabile degli sprechi alimentari. Rientrano, tra questi, i centri commerciali e le grandi catene di distribuzione. La risposta viene marcata dal 42% del campione. Seguono, decisamente staccati e quasi appaiati, i servizi pubblici (26%) e le famiglie (24%). Per quanto riguarda i primi, si suppone che la maggioranza si riferisca allo spreco nelle mense. Chiudono la classifica dei settori (o categorie) che sprecano di più, l’industria (6%) e l’agricoltura. In quest’ultimo caso, appena il 2% ritiene che il settore primario sia lo stesso responsabile dei maggiori sprechi alimentari.

Sondaggi SWG: la ridistribuzione mette tutti d’accordo

Alla domanda;
Quali sono secondo lei i principali effetti dello spreco alimentare?
Prevale una risposta con una frequenza particolarmente alta. 6 intervistati su 10 concordano che l’eccedente invenduto “potrebbe essere distribuito a chi non può permetterselo”. Segue, decisamente staccata, la preoccupazione sullo spreco di denaro per le famiglie (29%). Quasi appaiata la risposta che, invece, identifica lo spreco di risorse vitali come problema maggioritario. In pochi ritengono importante l’impatto diseducativo sui giovani (12%) e il possibile aumento del prezzo degli alimenti (9%).

Sondaggi SWG: italiani attenti agli sprechi, ma oltre un quarto è incoerente

Rielaborando i dati relativi agli atteggiamenti degli italiani rispetto allo spreco alimentare, SWG suddivide il campione in due categorie. Una, l’area degli sprechi. L’altra, quella degli attenti. È quest’ultima a prevalere. Si evince che un buon 22% viene considerato virtuoso per le pratiche. Un 28% è generalmente attento e un 7% lo è per pura necessità. Nel complesso, l’area attenta agli sprechi è maggioritaria e include il 57% del campione.

Dall’altro lato – in cui è presente il 43% del campione – risalta il dato degli incoerenti. Ovvero: persone che assicurano di tenere a cuore il problema degli sprechi ma che, nella pratica quotidiana, non fanno nulla per evitarli. Il 27% del campione rientra tra gli incoerenti. Poi, un 12% viene considerato sprecone. Per ultimo, un 4% è totalmente incurante.

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Scritto da: Alessandro Faggiano
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