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    Predefinito Crisi di Governo, pausa estiva.

    Con il voto odierno sulla sfiducia a Caliendo, la Camera ha sospeso le attività sino all’8 settembre. Il Parlamento va in vacanza. La politica no. Mai come quest’anno l’estate sta riservando notevoli sorprese sul futuro del nostro sistema politico. Appare infatti certa la nascita di un terzo polo in contrapposizione con l’asse Pdl-Lega e con il CentroSinistra. I finiani, ora riuniti nel gruppo “Futuro e Libertà per l’Italia” dichiarano fedeltà al centrodestra ma sembrano già iniziate le manovre che porteranno alla crisi di governo. L’unica incognita è l’occasione utile per la caduta dell’esecutivo. La causa della rottura definitiva sarà importante poi anche in vista della possibile campagna elettorale futura, ma di questo non è dato saperne e quindi è inutile parlarne.

    Vorrei invece soffermarmi sugli scenari possibili successivi all’apertura della crisi. Mettiamo il caso che Berlusconi cada nei prossimi mesi. Cosa potrebbe accadere?

    Le principali opzioni sono tre.

    * Governo tecnico per approvare la finanziaria ed una nuova legge elettorale, salvo poi tornare al voto
    * Governo delle “larghe intese“, della durata di almeno due anni, che veda quindi la presenza di forze dell’attuale governo e di parte dell’opposizione impegnate in un esecutivo pronto a fare le “grandi riforme che il paese aspetta da anni” (tanto per citare una frase che si sente spesso)
    * Elezioni anticipate con la legge elettorale vigente.

    Ora veniamo ai numeri presenti in Parlamento, visto che ogni esecutivo futuro dovrà comunque passare per la fiducia:

    Questi gli schieramenti della XVI Legislatura:

    Camera

    * CentroDestra “berlusconiano”: 296
    * Terzo Polo (Fini, Casini, Rutelli, Lombardo): 86
    * Partito Democratico: 206
    * Italia dei valori: 24
    * Altri 18

    Senato:

    * CentroDestra “berlusconiano”: 160
    * Terzo Polo (Fini, Casini, Rutelli, Lombardo): 30
    * Partito Democratico: 113
    * Italia dei valori: 12
    * Altri 18

    Visti i numeri, analizziamo le posizioni dei singoli partiti:

    PDL: per il partito di Berlusconi, l’unica strada possibile sono le elezioni anticipate, da cavalcare attaccando a testa bassa tutte le opposizioni e soprattutto il traditore Fini. Un governo di transizione potrebbe operare modifiche alla legge elettorale tali da “disinnescare” il potere berlusconiano. Una legge totalmente proporzionale impedirebbere una maggioranza parlamentare per l’asse Berlusconi-Lega e quindi qualsiasi futuro governo potrebbe nascere solo previo accordo con altre forze politiche. In stile prima Repubblica.

    Lega Nord: anche i leghisti sarebbero per le elezioni anticipate seppur meno enfaticamente del Cavaliere. Per la Lega è importante l’approvazione del Federalismo, riforma da rimandare a data destinarsi in caso di crollo dell’esecutivo nei prossimi mesi. Se la crisi si aprirà prima della approvazione finale del federalismo fiscale, il movimento di Bossi potrebbe mettere sul piatto proprio tale provvedimento in cambio di un appoggio ad un esecutivo di larghe intese. Ipotesi remota, ma possibile.

    Partito Democratico: Bersani lo ha detto piu volte, il Pd sarebbe favorevole ad un governo tecnico, di transizione, che possa prendere provvedimenti a sostegno di lavoro, economia e famiglie, fermo restando la modifica alla legge elettorale vigente. In verità i democratici non vogliono andare alle elezioni perche totalmente impreparati. Al momento Bersani non ha ne un programma ne una coalizione che possa riscuotere un minimo di fiducia da parte degli elettori non ideologizzati. A dir la verità non si sa neanche con quale alleato correre assieme. Vendola sembra essere pericoloso in chiave primarie di coalizione. Una eventuale sfida Bersani-Vendola potrebbe riservare amare sorprese al Pd che di certo vincerebbe la partita ma rischierebbe di perdere una grossa fetta di elettori in migrazione verso il leader di Sinistra, Ecologia e Libertà. D’altro canto Di Pietro, che continua giorno dopo giorno la polemica con i democratici, non puo non essere calcolato come alleato. Eppure il vicesegretario Letta ha preso le distanze da una alleanza con SeL ed Idv definendola un “suicidio” e puntando invece ad un patto Pd-terzo polo. Confusione totale quindi, come al solito.

    Italia dei Valori: Di Pietro non ha scelta. Deve spingere verso le elezioni anticipate senza passare per alcun governo. Lo deve fare per due ragioni. La prima è capitalizzare al massimo il momento consentendo all’Idv, nei sondaggi data attorno all’8%, di raddoppiare i propri parlamentari, dall’altra per evitare che il nuovo Movimento di Grillo eroda consensi al suo partito, qualora l’Idv appoggiasse un eventuale esecutivo tecnico. Come potrete ben capire per il Tonino nazioanle non ci sono altre opzioni in caso di caduta di Berlusconi. Elezioni subito. L’unica variante potrebbe essere rappresentata da una aventuale rottura con il Partito Democratico. In caso di rottura infatti, qualora il Pd corra da solo o alleato con il solo Vendola, il voto utile derivante da questa legge elettorale (che premia i due blocchi principali) unito alla presenza del Movimento a 5 Stelle, porrebbe in sera difficoltà il partito dell’ex PM.

    Terzo Polo: Chiamo cosi l’area che unisce il movimento di Fini con l’Udc di Casini, l’Api di Rutelli e l’Mpa del governatore sicilia Lombardo. La nuova “area centrista” non avrebbe alcun interesse a tornare al voto con questa legge elettorale. Il voto utile infatti spingerebbe una parte dei simpatizzanti di Rutelli e di Fini a scegliere rispettivamente Pd e Pdl, in quanto possibili beneficiari del premio di maggioranza. In caso di un proporzionale puro invece il terzo polo molto probabilmente avrebbe le chiavi di ogni futuro esecutivo. Un pò come la Dc degli anni 50-60 ed il Psi degli anni 80. Prima repubblica quindi. Quella dei governi che durano lo spazio di uno sbadiglio.

    Dopo aver visionato le opzioni sul campo dei vari partiti presenti in parlamento, cerchiamo di fare delle ipotesi nel caso in cui i finiani escano definitivamente dal centrodestra causando la crisi di governo:

    Governo Tecnico aperto a tutte le forze “antiberlusconiane”

    L’unica possibilità per la realizzazione di un esecutivo con una maggioranza “alternativa” a quello odierno è che vi prendano parte tutte le forze politiche tranne il Pdl e la Lega. In questo caso avremo: 316 voti alla Camera (piu almeno un’altra decina in arrivo dal gruppo misto) e 155 al senato (che potrebbero superare i 160 del centrodestra grazie all’appoggio di alcuni membri del gruppo misto e dei senatori a vita, già determinanti ai tempi del governo Prodi).

    Capite bene quindi che un governo “antiberlusconiano” con dentro Pd, Udc, Fini, Idv ed altri singoli sarebbe fragilissimo numericamente. Senza contare le proteste di piazza inscenate da Berlusconi e da Bossi, complice le tv ed i media vicini al Premier e pronti a delegittimare ogni tentativo volto a detronizzare il “leader minimo”

    C’è chi dice che un eventuale crisi di governo potrebbe spingere altri membri Pdl (vedi Pisanu ad esempio) a prendere definitivamente le distanze dal Premier. In questo caso, qualora si aggiungano altri esponenti della maggioranza in ordine sparso un futuro esecutivo tecnico-istituzionale potrebbe reggere il tempo necessario per riformare la legge elettorale e liberare il paese dal giogo Berlusconi-Lega.

    Tutto ciò appare comunque improbabile soprattutto perche le ipotesi di appoggio Idv sono vicine allo zero. Di Pietro vuole le elezioni anticipate e difficilmente potrebbe appoggiare altre ipotesi.

    Governo Tecnico senza Idv

    Poniamo il caso che Di Pietro, coerente con ciò che ha detto sino ad oggi, non entri in un governo tecnico appoggiato da Pd-Udc-Finiani ed altri singoli parlamentari centristi. Poniamo anche il caso che l’Idv non partecipi alle votazioni o si astenga alla Camera uscendo in Senato (dove l’astensione equivale al voto contrario). Quali numeri avrebbe un siffatto governo:

    Alla Camera, sulla carta, avrebbe l’appoggio di 292 parlamentari ed il voto contrario di 296 berlusconiani. Calcolando il voto a favore di una parte del gruppo misto e di qualche defezione nella Idv o nel Pdl, anche se con molta difficoltà potrebbe esserci una maggioranza, seppur fragilissima, a Montecitorio. A Palazzo Madama invece le cose andrebbero decisamente peggio. Si 143, no 160. Anche con l’uscita della Idv, per poter nascere, il nuovo governo dovrebbe poter contare sull’appoggio di tutti e 18 i senatori “non schierati” tra i quali vi sono una piccola pattuglia di senatori a vita.

    In caso di mancato sostegno di Di Pietro quindi, un governo alternativo alla attuale maggioranza non potrebbe avere vita se non tramite la defezione di qualche dipietrista o pdellino. Cosa possibile ma non probabile, non nei numeri che servirebbero in questa situazione.

    Conclusioni finali:

    Tirando le somme, visti i numeri, gli schieramenti e gli scenari possibili, mi sento di affermare che l’ipotesi piu probabile, in caso di caduta di Berlusconi, sarebbero le elezioni anticipate, da tenere con questa legge elettorale che premia i due schieramenti piu grandi e penalizza, tramite il voto utile, i movimenti piu piccoli.

    Tale prospettiva potrebbe garantire a Berlusconi una nuova vittoria ed una nuova maggioranza in tutti e due i rami del parlamento. I sondaggi danno l’alleanza Pdl-Lega abbonamentemente sopra il 40%. Pd-Idv e SeL assieme potrebbero raccogliere al massimo il 35-38%. Il terzo polo, in una situazione di questo tipo, non andrebbe oltre il 10%. L’incognita piu grande comunque è rappresentata dal movimento di Beppe Grillo. La Lista 5 Stelle infatti potrebbe risultare determinante per l’ottenimento della maggioranza parlamentare alla coalizione di Berlusconi. Se alla Camera il Premier non avrebbe problemi a vincere il premio di maggioranza, al Senato, dove il premio è regionale, i numeri potrebbero tradirlo consegnando al paese un parlamento senza maggioranza assoluta. Ma… c’è un ma “importante” ed è appunto rappresentato dal comico genovese. Come abbiamo visto nelle scorse regionali, la lista 5 stelle erode consensi al Centrosinistra, maggiormente a Di Pietro e quindi potrebbe risultare determinante per far calare il totale dei voti presi dalla coalizione progressista facendo “vincere” le regioni al centrodestra e garantendo una, minima, ma possibile maggioranza parlamentare anche al Senato.

    Naturalmente tante variabili potrebbero cambiare il copione politico e strategico dei prossimi mesi. Inchieste, arresti, corruzione, scelte politiche inaspettate, strategie nuove, fatti gravi che spingano il paese all’unità nazionale… come sappiamo quel che si dice oggi è gia cosa vecchia domani. Staremo a vedere consapevoli però che il Cavaliere parte in pole position per vincere le prossime elezioni e candidarsi seriamente alla poltrona piu ambita, quella del Quirinale dove ora però siede Napolitano, il quale non ha mai nascosto la sua avversione verso l’attuale legge elettorale. Se e quando il pallino passerà nelle sue mani, sono sicuro che farà del tutto per evitare nuove elezioni con la “porcellum”.

    Stay tuned….
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Errata corrige:
    Al senato il Misto senza centristi conta di 7 senatori:

    la frase successiva cambia quindi in :
    Anche con "l'uscita" della Idv, per poter nascere, al nuovo governo non basterebbe l'appoggio di tutti i senatori "non schierati" tra i quali vi sono una piccola pattuglia di senatori a vita, dovrebbe pescare anche all'interno del Pdl e della Lega.
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Anche io credo che non ci siano alternative alle elezioni anticipate se cade il governo, quindi spero che ciò accada il più avanti possibile.

    Ma non sarei così sicuro che PDL+Lega avrebbero la maggioranza assoluta al senato. Passi la camera dove questa ridicola legge consegna la maggioranza alla coalizione più grande anche se prende il 20%, il nodo sarebbe il senato dove la porcheria elettorale di Calderoli potrebbe riservare brutte sorprese a Berlusconi.

    Se il terzo polo così come viene presentato va da solo beh, è tutto da vedere. Nel Lazio e in Liguria probabilmente il centrodestra perderebbe la maggioranza conquistata nel 2008, come pure in Sardegna dove i disastri di Cappellacci ormai sono evidenti a tutti, e forse pure in Puglia grazie a Vendola.

    Con le defezioni dei finiani (per quanto poco potenti al nord) potrebbero anche perdersi alcuni extraseggi in Lombardia e Veneto e, in caso di superamento dello sbarramento, potrebbero portar via al centrodestra alcuni senatori nelle regioni rosse come l'Emilia e le Marche.

    La situazione sarebbe molto intricata... tutto da valutare invece l'impatto del M5S di Grillo, che senza possibilità di vittoria potrebbe soffrire come non potrebbe del cosiddetto voto utile in favore del centrosinistra.
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

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  4. #4
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Se il terzo polo così come viene presentato va da solo beh, è tutto da vedere. Nel Lazio e in Liguria probabilmente il centrodestra perderebbe la maggioranza conquistata nel 2008, come pure in Sardegna dove i disastri di Cappellacci ormai sono evidenti a tutti, e forse pure in Puglia grazie a Vendola.
    non dimenticare l'abruzzo
    qui tra asessori arrestati,indagini su Chiodi e manganellate agli aquilani non è più tutto rose e fiori per il cdx,peggio ancora se ci si mettono i Finiani (qui AN era fortissima).

    Comunque rimane il fatto che se il centrosinistra si trova oggi cosi,come ha detto Rosy Bindi ad AffariItaliani è colpa di Veltroni,con l'idea dell'autosufficienza del PD ha distrutto il centrosinistra come coalizione e oggi il primo Enrico Letta che passa può distruggere una alleanza indispensabile come quella con IDV (ha l'8%,dove andiamo senza ?) e una fruttuosa (a sinistra) con Vendola,non c'è più il senso del centrosinistra e della coalizione e Bersani è segretario da troppo poco tempo ed ha esordito con delle regionali deludenti (ovviamente non sono errori suoi ma eredità del passato ma politicamente l'hanno condizionato).

    Io sono il primo a dire che bisogna allearsi con l'UDC,ma se nemmeno nelle Marche (dove hanno segato tutta la sinistra radicale) hanno segato l'IDV un motivo ci sarà no ?
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Ma in termini di seggi al Senato come cambierebbe la situazione se il CSX vincesse, a differenza del 2008, anche in Liguria-Lazio-Sardegna-Abruzzo?
    Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la Morte

  6. #6
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    beh Lazio la vedo dura.

    Liguria,Sardegna,Abruzzo non saprei,le basi affinchè il centrodestra non sia primo schieramento ci sono,ma tecnicamente non so quanti senatori in meno ci sarebbero per il PDL

    comunque ora è presto per parlarne,ma ricordiamoci che l'MPA è in rotta di collisione con il governo,c'è la questione della spaccatura regionale del PDL in Sicilia e Lombardo partner di Fini,Rutelli e Casini
    se l'Udc (attualmente all'opposizione di Lombardo) sull'Isola fa campagna con MPA e PDL Sicilia (praticamente Futuro e Libertà+Miccichè) il PDL perde il suo primato siciliano,e li sono PARECCHI senatori

    che però andrebbero ad ingrassare il terzo polo sia chiaro,mica il PD
    alle amministrative in Sicilia abbiamo vinto solo laddove eravamo con l'MPA
    Ultima modifica di SteCompagno; 05-08-10 alle 14:49
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    beh Lazio la vedo dura.

    Liguria,Sardegna,Abruzzo non saprei,le basi affinchè il centrodestra non sia primo schieramento ci sono,ma tecnicamente non so quanti senatori in meno ci sarebbero per il PDL

    comunque ora è presto per parlarne,ma ricordiamoci che l'MPA è in rotta di collisione con il governo,c'è la questione della spaccatura regionale del PDL in Sicilia e Lombardo partner di Fini,Rutelli e Casini
    se l'Udc (attualmente all'opposizione di Lombardo) sull'Isola fa campagna con MPA e PDL Sicilia (praticamente Futuro e Libertà+Miccichè) il PDL perde il suo primato siciliano,e li sono PARECCHI senatori

    che però andrebbero ad ingrassare il terzo polo sia chiaro,mica il PD
    alle amministrative in Sicilia abbiamo vinto solo laddove eravamo con l'MPA
    Beh ma l'obiettivo di certo per il centrosinistra non deve essere vincere, dato che non vince, ma semplicemente impedire a Berlusconi di avere i numeri per governare da solo senza Finiani.

    Sui numeri:

    Il ribaltone in Liguria farebbe perdere al cdx 2 senatori, nel Lazio e in Puglia 3, in Abruzzo e Sardegna 1. Senza contare gli extraseggi (4 in Lombardia e 1 in Veneto e Campania se non erro), uno dei seggi del Trentino e quello della Valle d'Aosta che potrebbero ridimensionarsi o saltare. Con questa porcheria di legge elettorale non si può mai sapere, basta un voto in più in alcune di queste regioni per togliere la maggioranza assoluta a chiunque.
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Se si candida Beppe Grillo e l'intenzione è quella di vincere le elezionie e mandare a casa Berlusconi una volta per tutte la procedura è semplice: basta allearsi con Fini e Casini: PD =30% + Centro = 15% fa 45%, basta e avanza. Al primo punto del programma salvare l'Italia dalla bancarotta e la soluzione finale del conflitto di interessi. Va trovato un candidato premier di prestigio esterno ai partiti, tipo Monti.

    Dico PD 30% perchè il voto utile con la certezza di mandare a casa Berlusconi eroderebbe i voti di Di Pietro e della sinistra.

    Se no con Grillo in campo la vedo dura vincere.
    Ultima modifica di brunik; 07-08-10 alle 17:19
    lo rimpiangerete, Renzi, KOGLIONI

  9. #9
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Se si candida Beppe Grillo e l'intenzione è quella di vincere le elezionie e mandare a casa Berlusconi una volta per tutte la procedura è semplice: basta allearsi con Fini e Casini: PD =30% + Centro = 15% fa 45%, basta e avanza. Al primo punto del programma salvare l'Italia dalla bancarotta e la soluzione finale del conflitto di interessi. Va trovato un candidato premier di prestigio esterno ai partiti, tipo Monti.

    Dico PD 30% perchè il voto utile con la certezza di mandare a casa Berlusconi eroderebbe i voti di Di Pietro e della sinistra.

    Se no con Grillo in campo la vedo dura vincere.
    Il PD ha dimostrato piu volte di inciuciare con Berlusconi, non di volerlo eliminare politicamente. Se ci aggiungi alla coalizione Fini e Casini, che sino a ieri erano lingua in bocca con Silvio, quale credibilità anti-berlusconiana potrebbe avere una siffatta coalizione. Per giunta a presiederla un liberista come Mario Monti.

    Con una alleanza del genere perdi almeno il 5-6% a Sinistra. (tra i quali anche io, che restituirei subito la tessera PD in caso di alleanza con Casini senza allargare a Vendola e Di Pietro).

    L'unica strada percorribile è una coalizione tipo Ulivo. Pd-SeL-Idv e Radicalsocialisti sperando che il terzo polo Fini-Casini-Rutelli tolga voti a Pdl-Lega anche se a noi i voti li toglierebbe Grillo.
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Crisi di Governo, pausa estiva.

    brunik PD 30% e Terzo Polo 15% secondo me è un pò campato in aria.

    l'unica via è non far saldare troppo i centristi e Fini
    ma al contrario fare una grande alleanza dall'Udc a Vendola con accordo elettorale con i Comunisti (che però non entrano al governo)
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