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    Predefinito Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    di A. Signore

    Da oggi si fa sul serio. Al punto che nei due vertici pomeridiani di Palazzo Grazioli Berlusconi riesce quasi a non pronunciare affatto le due paroline magiche ripetute per giorni come un mantra: «Elezioni anticipate».
    Anzi, arriva perfino a spargere ottimismo e la speranza che alla fine non si tornerà a votare.
    La butta lì, perché sa bene che l’umore di riunioni del genere finisce poi su agenzie di stampa, quotidiani e tv.
    E visto che la crisi di governo gli appare ormai inevitabile, ora che la mozione di sfiducia a Caliendo è archiviata è bene dare una decisa sterzata.
    Insomma, basta alzare i toni sulle elezioni.
    Altrimenti, è il senso del ragionamento del premier, passa l’idea che sia io a volerle a tutti i costi mentre la responsabilità di quanto sta accadendo è solo di Fini.
    Verso il quale nelle ultime ore - tra conversazioni private e riunioni a porte chiuse - Berlusconi ha toni durissimi: è nervoso perché sa che uscirà altra roba e che alla fine sarà costretto a dimettersi.
    Cosa che, avrebbe detto il premier, già doveva aver fatto seguendo l’esempio di Scajola.

    Lo scontro finale, insomma, è ormai alle porte e l’unica vera incognita è sui tempi. Con le ostilità sospese per necessità almeno fino a l’8 settembre, quando riaprirà la Camera.
    Ed è per questo che il Cavaliere ha deciso di dedicare la pausa estiva alla riorganizzazione del partito, tanto da congedare i presenti con un «ci vediamo dopo Ferragosto».

    Un lavoro complesso, se già ieri s’è registrata più di una tensione quando il premier ha messo sul tavolo l’ipotesi di un cambio dei tre coordinatori con il ticket Alfano-Gelmini-Meloni.
    Un cambio che Berlusconi era più che deciso a fare perché è ormai da tempo che è scontento della gestione del partito e pure gli ultimi sondaggi gli hanno confermato che i tre non sarebbero amatissimi dall’elettorato di centrodestra.
    Apriti cielo, perché tanto ha urlato La Russa che alla fine il premier avrebbe provato a ripiegare: lasciamo Ignazio e sostituiamo gli altri.

    A quel punto è stato Verdini a farsi sentire e così Berlusconi ha deciso di aggiornare la pratica.
    Compresa quella del cambio Lupi-Cicchitto al vertice del gruppo della Camera. Anche se non ha mancato di chiedere ad alcuni dei presenti più disponibilità verso i colleghi di partito: anche io lascio inevase 50 telefonate al giorno, ma a sera prima di andare a letto richiamo tutti e sento cosa avevano da dirmi.

    Nel dettaglio di come si dovrà articolare il Pdl sul territorio si discute invece nella seconda riunione, presenti tra gli altri Verdini, Meloni, Brambilla, Valducci, Lorenzin, Mantovani, Napoli, Lollobrigida e Rossi. L’idea è quella di un partito all’americana sul modello di Obama con un comitato elettorale in tutte le 60mila sezioni elettorali del Paese.
    Ognuno composto da tre persone - per un totale di 180mila - che avranno il compito di fare da interfaccia tra partito e territorio.
    Presente anche la new entry Francesco Polidori, meglio noto come Mr. Cepu, che ha portato al premier uno studio statistico su come il partito dovrebbe organizzarsi sul territorio e impiegare le sue sezioni e che dice di essere pronto a mettere a disposizione del Pdl le 120 sedi Cepu sparse in Italia.

    Il Cavaliere, dunque, è pronto alla svolta movimentista.
    Nella convinzione che la campagna elettorale sia ormai alle porte.
    Non è un caso, infatti, la presenza a via del Plebiscito del senatore Mantovani, responsabile dei 120mila «difensori del voto» che hanno il compito di presidiare i seggi per scongiurare brogli.

    Su come si arriverà alla crisi, invece, scenari ancora aperti.
    Durante il primo vertice si sono studiati attentamente i provvedimenti in discussione e il programma di governo visto che i finiani continuano a ripetere che voteranno con la maggioranza tutti gli impegni presi con gli elettori.
    E nel programma di legislatura c’è pure il processo breve, peraltro già approvato al Senato con i voti dei finiani, e in arrivo alla Camera. Possibile che sia proprio quello il banco di prova per vedere - avrebbe detto il Cavaliere - se Fini ha davvero le palle.

    dalla pg. 5 de ilgiornale.it 06 08 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Le sedi Cepu mi sembrano la sede adatta per il PdL, destino beffardo.

    Comunque è meglio La Russa della Gelmini, anche come sex appeal :-)
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Al Senato il Cav. teme la "sindrome Prodi".

    Senato, sollievo e incubo per Berlusconi.
    Già, perché se palazzo Madama è l’arma fondamentale per far abortire qualsiasi governo-pastrocchio, lo stesso potrebbe rivelarsi una vera e propria «mina» in caso di elezioni.
    Colpa della legge elettorale che, con quel premio di maggioranza distribuito a livello regionale, toglie il sonno al Cavaliere.
    La sindrome di Prodi.
    Ma andiamo con ordine.

    Con la diaspora dei 34 finiani, la maggioranza traballa alla Camera.
    Il Pdl (237), più la Lega (59), più i minori del gruppo misto (10), garantiscono a Berlusconi una forza di 306 deputati.
    In termini assoluti, sotto la maggioranza necessaria che è di 315 deputati. Pertanto, a Montecitorio, i numeri per far nascere un governo tecnico o del presidente, o delle larghissime intese, ci sarebbero.
    Tenendo dentro tutti, attuale opposizione, più finiani e gruppo misto ostile, si avrebbe una maggioranza di 324 deputati.

    Ma al Senato il discorso cambia.
    Questi gli attuali rapporti di forza: il Pdl oggi può contare su 135 senatori, avendo perso i 10 finiani.
    Numeri che potrebbero subire variazioni, visto che i frondisti assicurano il trasloco di Pisanu e altri due o tre senatori.
    Ipotesi pessimista per Berlusconi: Pdl a 132, finiani a 13.
    D’altra parte si mormora invece che sia pronto a dare sostegno al Pdl il senatore del gruppo misto Riccardo Villari e persino l’udiccina Dorina Bianchi.
    E forse altri.
    Fotografando l’attuale situazione, Pdl (135 senatori) più Lega (26) più Union Valdotaine (1) raggiungono una forza di 162 unità.
    Numeri, questi, che renderebbe molto complicato il parto di un esecutivo tecnico o balneare.
    Un eventuale governo-pastrocchio sarebbe retto da un’ammucchiata composta da Pd (113 senatori), Idv (12), Fli (10), Mpa di Lombardo (3), Api di Rutelli (4), Udc (3), Svp (3), Io Sud di Poli Bortone (1), Repubblicani europei di Luciana Sbarbati (1).
    Totale: 149.
    Certo, ci sono i sette senatori a vita: Scalfaro, Cossiga, Andreotti, Ciampi, Colombo, Montalcini, Pininfarina.
    Anche se, per assurdo, si conteggiassero tutti a favore di un governo istituzionale, si arriverebbe a un totale di 156.
    Ricapitolando: palazzo Madama conta 315 senatori più sette senatori a vita, uguale 322. La maggioranza è di 161 e questa cifra, oggi, non c’è per portare a compimento alcun ribaltone.

    Molti accusano Berlusconi di brandire un’arma spuntata quando minaccia le urne. Ma la critica non regge: al Senato non ci sono spazi di manovra per un altro governo.
    E questo lo sanno Berlusconi, Fini, Casini e anche il capo dello Stato.

    Palazzo Madama per adesso garantisce che non si mescolino le carte e, in caso di crisi di governo, il capo dello Stato probabilmente sarà obbligato a sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni.
    Ma l’incubo, per Berlusconi, potrebbe arrivare subito dopo.
    Sempre il Senato il nodo centrale.
    Ipotizzando una coalizione tra centristi, il cosiddetto terzo polo tra rutelliani, udiccini, finiani, autonomisti di Lombardo, sudisti della Poli Bortone, Berlusconi andrebbe alle urne alleato soltanto con la Lega di Bossi.
    La quale presumibilmente farà sfracelli al Nord. Ma altrove?

    Al centro e al Sud il Pdl sarebbe costretto a vincere da solo per poter ottenere il premio di maggioranza, distribuito a livello regionale.
    Ma Berlusconi in solitaria riuscirebbe a vincere in Lazio, Campania (qui sono forti i finiani), Puglia (qui la Poli Bortone ha un bacino di voti solido), Sicilia (dove Lombardo ha consensi e potere) e Sardegna (qui Pisanu potrebbe organizzarsi)?
    E se la campagna elettorale si giocasse tutta contro il federalismo di Bossi, nemico del Sud?
    Un Berlusconi vittorioso in termini assoluti potrebbe paradossalmente avere la maggioranza alla Camera, dove adesso scricchiola.
    Ma averla risicata se non addirittura non averla affatto al Senato, dove oggi è forte.

    Risultato: fare la fine dell’ultimo governo Prodi, costretto a stare in piedi grazie alla stampella di un senatore a vita.
    Roba da far tremare i polsi.

    Francesco Cramer pg. 5 de ilgiornale.it 06 08 2010

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di A. Signore

    Da oggi si fa sul serio. Al punto che nei due vertici pomeridiani di Palazzo Grazioli Berlusconi riesce quasi a non pronunciare affatto le due paroline magiche ripetute per giorni come un mantra: «Elezioni anticipate».
    Anzi, arriva perfino a spargere ottimismo e la speranza che alla fine non si tornerà a votare.
    La butta lì, perché sa bene che l’umore di riunioni del genere finisce poi su agenzie di stampa, quotidiani e tv.
    E visto che la crisi di governo gli appare ormai inevitabile, ora che la mozione di sfiducia a Caliendo è archiviata è bene dare una decisa sterzata.
    Insomma, basta alzare i toni sulle elezioni.
    Altrimenti, è il senso del ragionamento del premier, passa l’idea che sia io a volerle a tutti i costi mentre la responsabilità di quanto sta accadendo è solo di Fini.
    Verso il quale nelle ultime ore - tra conversazioni private e riunioni a porte chiuse - Berlusconi ha toni durissimi: è nervoso perché sa che uscirà altra roba e che alla fine sarà costretto a dimettersi.
    Cosa che, avrebbe detto il premier, già doveva aver fatto seguendo l’esempio di Scajola.

    Lo scontro finale, insomma, è ormai alle porte e l’unica vera incognita è sui tempi. Con le ostilità sospese per necessità almeno fino a l’8 settembre, quando riaprirà la Camera.
    Ed è per questo che il Cavaliere ha deciso di dedicare la pausa estiva alla riorganizzazione del partito, tanto da congedare i presenti con un «ci vediamo dopo Ferragosto».

    Un lavoro complesso, se già ieri s’è registrata più di una tensione quando il premier ha messo sul tavolo l’ipotesi di un cambio dei tre coordinatori con il ticket Alfano-Gelmini-Meloni.
    Un cambio che Berlusconi era più che deciso a fare perché è ormai da tempo che è scontento della gestione del partito e pure gli ultimi sondaggi gli hanno confermato che i tre non sarebbero amatissimi dall’elettorato di centrodestra.
    Apriti cielo, perché tanto ha urlato La Russa che alla fine il premier avrebbe provato a ripiegare: lasciamo Ignazio e sostituiamo gli altri.

    A quel punto è stato Verdini a farsi sentire e così Berlusconi ha deciso di aggiornare la pratica.
    Compresa quella del cambio Lupi-Cicchitto al vertice del gruppo della Camera. Anche se non ha mancato di chiedere ad alcuni dei presenti più disponibilità verso i colleghi di partito: anche io lascio inevase 50 telefonate al giorno, ma a sera prima di andare a letto richiamo tutti e sento cosa avevano da dirmi.

    Nel dettaglio di come si dovrà articolare il Pdl sul territorio si discute invece nella seconda riunione, presenti tra gli altri Verdini, Meloni, Brambilla, Valducci, Lorenzin, Mantovani, Napoli, Lollobrigida e Rossi. L’idea è quella di un partito all’americana sul modello di Obama con un comitato elettorale in tutte le 60mila sezioni elettorali del Paese.
    Ognuno composto da tre persone - per un totale di 180mila - che avranno il compito di fare da interfaccia tra partito e territorio.
    Presente anche la new entry Francesco Polidori, meglio noto come Mr. Cepu, che ha portato al premier uno studio statistico su come il partito dovrebbe organizzarsi sul territorio e impiegare le sue sezioni e che dice di essere pronto a mettere a disposizione del Pdl le 120 sedi Cepu sparse in Italia.

    Il Cavaliere, dunque, è pronto alla svolta movimentista.
    Nella convinzione che la campagna elettorale sia ormai alle porte.
    Non è un caso, infatti, la presenza a via del Plebiscito del senatore Mantovani, responsabile dei 120mila «difensori del voto» che hanno il compito di presidiare i seggi per scongiurare brogli.

    Su come si arriverà alla crisi, invece, scenari ancora aperti.
    Durante il primo vertice si sono studiati attentamente i provvedimenti in discussione e il programma di governo visto che i finiani continuano a ripetere che voteranno con la maggioranza tutti gli impegni presi con gli elettori.
    E nel programma di legislatura c’è pure il processo breve, peraltro già approvato al Senato con i voti dei finiani, e in arrivo alla Camera. Possibile che sia proprio quello il banco di prova per vedere - avrebbe detto il Cavaliere - se Fini ha davvero le palle.

    dalla pg. 5 de ilgiornale.it 06 08 2010

    saluti
    «Elezioni anticipate».
    Anzi, arriva perfino a spargere ottimismo e la speranza che alla fine non si tornerà a votare.
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    Nella convinzione che la campagna elettorale sia ormai alle porte.
    Non è un caso, infatti, la presenza a via del Plebiscito del senatore Mantovani, responsabile dei 120mila «difensori del voto» che hanno il compito di presidiare i seggi per scongiurare brogli.

    Su come si arriverà alla crisi, invece, scenari ancora aperti.
    questo Signore è come la Sibilla Cumana , o no?
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Per rivoluzionare il PDL dovrebbe uscire lui!!
    http://http://www.youtube.com/watch?v=YnbXkI2K8U8Verrà un giorno in cui tutti verremo giudicati

  6. #6
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Citazione Originariamente Scritto da il giustiziere Visualizza Messaggio
    Per rivoluzionare il PDL dovrebbe uscire lui!!
    basta invertire le lettere dell'acronimo

    LdP ---> Lancio di Pomodori
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  7. #7
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    basta invertire le lettere dell'acronimo

    LdP ---> Lancio di Pomodori
    Che bambini discoli ! lasciamoli far casino , tanto fra 5 minuti suonerà la campanella.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Che bambini discoli ! lasciamoli far casino , tanto fra 5 minuti suonerà la campanella.
    sei del '22 o avevi 22 anni quando ti sei iscritto al forum
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  9. #9
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    Predefinito Rif: Ora Berlusconi vuol rivoluzionare il Pdl!

    A mio parere la logica del comitato elettorale è destinata al fallimento.

 

 

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