L’Europa, però, è solo uno dei teatri di azione. “La partita fondamentale – ha dichiarato Minniti – si gioca in Libia”, “paese di transito” da cui è arrivato “
nei primi cinque mesi di quest’anno il 97 per cento dei migranti”. Lì serve “un governo stabile e stiamo lavorando per farlo”. L’idea di un sostegno finanziario più cospicuo per il controllo delle coste va in questa direzione. E sull’emergenza migranti Minniti terrà un’informativa alla Camera mercoledì.
Nel frattempo a parlare è la Libia che se la prende di nuovo con quelle che chiama le “cosiddette ong”. “Oltre ad accusare ripetutamente e ingiustificatamente la Guardia costiera e gli apparati per la lotta alla migrazione illegale libici – dice all’AdnKronos il portavoce della Marina di Tripoli, Ayyoub Qasem – ostacolano qualsiasi accordo con la parte europea che aiuti la parte libica nel far fronte al fenomeno”.
Qasem accusa le ong di “
incoraggiare i migranti illegali, che affluiscono in Libia da oltre 30 Paesi africani e non” e di “
non curarsi minimamente della sovranità della Libia sul proprio territorio e sulle sue acque territoriali”. Secondo il portavoce della Marina della Libia “i numeri non sono diminuiti: al contrario
i migranti sono in considerevole aumento, oltre il 20 per cento in più rispetto all’anno scorso, un numero record da quando ha avuto inizio il fenomeno”. Secondo il portavoce, “questo è un chiaro indizio del fatto che le misure adottate per fermare o ridurre il fenomeno sono in parte sbagliate, anzi incrementano il numero dei migranti e dei trafficanti”.