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    Predefinito Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale, inflazione

    Com’è cambiata l’economia britannica un anno dopo il sì a Brexit - Il Sole 24 ORE

    Com’è cambiata l’economia britannica un anno dopo il sì a Brexit
    –di Riccardo Sorrentino 22 giugno 2017

    Prima del voto sul Brexit, le previsioni erano terrificanti. Anche quelle della Bank of England. In molti hanno pensato che fossero strumentali, e puntassero a far vincere il remain. Non potevano invece che essere previsioni – o meglio scenari – di lungo periodo: le “vere” conseguenze non potranno che manifestarsi quando la Gran Bretagna sarà davvero uscita dall’Unione europea, e saranno applicate nuove regole sul commercio internazionale, sulla finanza, sulla libera circolazione dei lavoratori (soprattutto – vista la natura dell'economia britannica e di Londra in particolare - di quelli con elevate competenze). Anche adesso però, a distanza di un anno dal voto, qualche conseguenza si avverte, e non è piccola.

    Lo stato della valuta

    IL CALO DELLA STERLINA
    Il cambio effettivo della sterlina. Dati gennaio 2005 = 100
    Cambio effettivo

    La sterlina è calata, rapidamente. Il cambio effettivo, già in tendenza ribassista, ha perso il 6,8% il 24 giugno 2016, la seduta successiva al referendum. Un crollo colossale, se confrontato con la storia della valuta negli anni precedenti: la volatilità quotidiana (misurata dalla deviazione standard) era dello 0,5%. Non solo: la valuta da allora si è mossa lungo un valore medio strutturalmente più basso. Da quota 87,9 del 23 giugno, l’indice – una media del valore della sterlina verso le valute dei principali partner – è calato fino a un minimo di 73,8, con una flessione del 16% ma ha poi recuperato. Il 19 giugno era a quota 77,6, non lontana dalla media del periodo post-referendum.

    Il deficit commerciale

    CAMBIO ED EXPORT

    I sostenitori del Brexit hanno salutato la flessione della sterlina – che riflette conti con l'estero in deficit - perché avrebbe reso le esportazioni più competitive. Non si può negare che un effetto ci sia stato: da giugno 2016 a maggio 2017 le vendite all'estero sono aumentate del 7 per cento.

    CAMBIO E IMPORT

    Il rialzo non è stato però sufficiente a ridurre il deficit commerciale. Le importazioni sono infatti aumentate dell'8%, e quindi non sono calate in termini reali, e i conti con l'estero non sono quindi migliorati. La Gran Bretagna è un importatore netto dalla fine del secolo scorso, un fatto probabilmente strutturale, vista la tenuta degli acquisti dall'estero in una fase di debolezza del cambio.

    L’accelerazione dei prezzi

    INFLAZIONE E CAMBIO


    L’aumento dei prezzi delle importazioni si è direttamente manifestato nell'andamento dell'inflazione. A giugno 2016 la Gran Bretagna era ancora in piena lowflation: l'indice segnava un incremento annuo del solo 0,8%, che pure rappresentava una discreta accelerazione dei prezzi rispetto allo 0,3% di un anno prima. Oggi l’inflazione britannica è al 2,7%, ben al di sopra dell'obiettivo della Bank of England, pari al 2%: la correlazione tra inflazione e cambio è piuttosto elevata (e ovviamente negativa). La Banca centrale, un anno fa, ha però deciso che i rischi sulla crescita fossero più rilevanti e ha tenuto tassi molti bassi: il costo ufficiale del credito è oggi allo 0,25% e l’orientamento della politica monetaria rischia di essere, semplicemente, sbagliato.

    Stipendi e consumi in calo

    SALARI REALI E VENDITE AL DETTAGLIO
    Variazione annua
    Vendite al dettaglio (media mobile trimestrale)
    Salari reali (media mobile trimestrale)

    Il rialzo dell'inflazione ha determinato un forte rallentamento, e poi una flessione, dei salari reali. Si è così ridotto il potere di acquisto dei britannici. La flessione si è avvertita con un po' di ritardo, ma a gennaio 2017 le retribuzioni reali erano solo lo 0,6% (in termini di media mobile trimestrale) più alte rispetto a un anno prima (si era partiti, a giugno 2016, da un +1,8%). A febbraio l'incremento era ormai zero, ad aprile la flessione aveva raggiunto lo 0,6%. Non è una sorpresa, allora, trovare gli effetti di questa compressione dei redditi sulle vendite al dettaglio che – con molti “ma” – possono essere considerate una misura provvisoria dei consumi: tra gennaio e marzo c'è stata una contrazione, seguita da un modesto rimbalzo. Anche la più precisa, ma lenta, contabilità del pil mostra un rallentamento degli acquisti delle famiglie: +0,5% trimestrale a primavera e nell'estate 2016, +0,4% nell'autunno (ottobre-dicembre) e un deludente +0,2% tra gennaio e marzo. L’intero pil, nel primo trimestre di quest’anno è aumentato del solo 0,2%. È giusto chiedersi, a questo proposito, se l'aumento delle esportazioni registrato può giustificare il prezzo pagato in termini di minore potere d'acquisto delle famiglie: l'inflazione colpisce di più i meno abbienti…

    La frenata dell’immobiliare

    PREZZI DELLE CASE A LONDRA

    La flessione della sterlina non ha certamente penalizzato la Borsa di Londra, ricca di aziende multinazionali che vedono i loro profitti all'estero in crescita per il solo deprezzamento del cambio. Dall'esito del referendum – che nell'immediato causò una flessione – l'indice FTse ha guadagnato il 22%. Non si può dire la stessa cosa per i prezzi delle case, anche se il settore trova continuamente impulso da tassi d'interesse piuttosto bassi. A giugno 2016 i prezzi crescevano dell'8,2%, ad aprile 2017 avevano rallentato al 5,6%. Non è questa, però, una frenata da sopravvalutare: appare in linea con l'andamento ciclico degli ultimi tre-quattro anni. Più impressionante è la flessione a Londra, che dopo l'uscita effettiva della Gran Bretagna dalla Ue potrebbe essere colpita da una “fuga” all'estero di lavoratori e di aziende.


    IN DUBBIO LA VISITA DI TRUMP 21 giugno 2017
    Brexit, Regina: priorità è trovare il miglior accordo possibile con l’Ue
    Dal +10% annuo registrato a giugno 2016, i prezzi medi hanno rallentato fino 2,6%: un ritmo così basso non si registrava dal 2012. Si tratta di una media: a Westminster, per esempio, i prezzi sono in accelerazione da inizio anno, mentre nella City l'andamento appare piuttosto altalenante. Nelle altre zone nella capitale, il trend in frenata è più evidente. A livello nazionale, anche le costruzioni di nuove case private hanno rallentato, dopo un 2016 molto brillante (+13,2% l'incremento rispetto al 2015). Al di là del calo invernale, a marzo l'attività è aumentata del 7,4% annuo, ad aprile è calata dell'1,4%, la prima flessione dal 2013.

  2. #2
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Anche la disoccupazione, che era calata ai minimi degli ultimi 42 anni, è in ripresa

    Regno Unito: frena l'economia e sale la disoccupazione. Iniziano i dolori economici della Brexit

    Regno Unito: frena l'economia e sale la disoccupazione. Iniziano i dolori economici della Brexit
    di Marta Panicucci @martapanicucci m.panicucci@ibtimes.com 16.05.2017 10:00 CEST
    1
    Brexit
    Due attivisti contro la Brexit si baciano. REUTERS/Hannibal Hanschke
    La Brexit non sta certamente dando i risultati sperati da coloro che l’hanno votata. A poco meno di un anno dal referendum che ha decretato l’uscita del Regno Unito dell’UE il Paese è sempre più in alto mare.

    I negoziati appena iniziati stanno già mostrando notevoli criticità: le distanze tra Regno Unito e negoziatori UE sono abissali ed è sempre più alto il rischio che qualcuno lasci il tavolo delle trattative imboccando la strada dall’Hard Brexit. Tra meno di due anni scadrà il termine per i negoziati e senza un accordo che regoli i nuovi rapporti tra UE e UK il Paese sarà fuori dall’Unione e dal mercato unico europeo.

    Dal punto di vista economico, l’incertezza generata dalla Brexit sta iniziando a farsi sentire in termini di aumento della disoccupazione, calo del potere d’acquisto delle famiglie, rallentamento dell’economia e stallo dei salari. A questo si aggiunge il cosiddetto Brexit Bill, cioè il conto che il Regno Unito dovrà pagare prima di varcare la soglia dell’UE.

    I famosi risparmi e la spinta all’economia di cui parlava la campagna elettorale a favore della Brexit, almeno per il momento, hanno lasciato il posto all’incertezza e ai danni economici. Il sogno della Brexit rischia sempre più di trasformarsi in un incubo per i britannici che si sono fatti convincere da una propaganda che parlava alla pancia dei cittadini, ma che non si basava su scenari attendibili.

    La vicenda inglese potrebbe essere un bel deterrente per tutti coloro che negli altri Paesi europei invocano l’uscita dall’Unione o dall’euro promettendo occupazione e ripresa facile. Andando avanti di questo passo anziché il primo passo verso la disintegrazione dell’Unione, la Brexit potrebbe rivelarsi un punto di partenza per il consolidamento dell’UE. Purtroppo a spese del Regno Unito.

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    Brexit: aumento disoccupazione, calo dei salari

    Secondo un rapporto economico ripreso dal The Guardian i britannici devono prepararsi ad un aumento della disoccupazione e alla riduzione della retribuzione reale. Secondo il gruppo EY Item, le incertezze della Brexit iniziano a farsi sentire concretamente segnando la fine della rapida crescita dell’occupazione che ha segnato l’economia inglese negli ultimi anni. Il tasso di disoccupazione aumenterà dal 4,7% del 2017 al 5,4% nel 2018 e al 5,8% nel 2019.

    Non soltanto ci sarà meno lavoro, ma sarà anche meno pagato. Le imprese infatti prevedono di dare ai propri dipendenti un aumento salariale dell’1% nei prossimi 12 mesi, a fronte di un tasso di inflazione pari al 2,3%.

    In termini di potere d’acquisto reale quindi i lavoratori britannici saranno più poveri e si potrebbero avere conseguenze negative sui consumi e di conseguenza sull’intera economia. E’ una catena criticità che si auto-alimentano.

    Dal 23 giugno scorso, giorno del referendum per la Brexit, l’inflazione è in costante aumento: il valore della sterlina cala rendendo più costosi i beni che il Regno Unito importa dall’estero e alla fine dei conti questi rincari si fanno sentire sul prezzo finale al consumatore.

    La frenata dell’economia è stata di recente confermata anche dal governatore della Banca d’Inghilterra, il canadese Mark Carney. Ora che l’incremento dell’inflazione ha iniziato a colpire il potere d’acquisto della popolazione il rallentamento dei consumi è sempre più evidente e tutti i timori sulla tenuta dell’economia, sbocciati all’indomani dal referendum stanno diventando realtà.

    In sostanza quindi le incertezze generate dalla Brexit stanno avendo un effetto a catena su tutta l’economia britannica comportando il blocco dei salari, il calo del potere d’acquisto dei cittadini e l’aumento della disoccupazione. Secondo gli esperti, almeno nel breve-medio periodo, l’impatto della Brexit sull’economia del Regno Unito sarà soltanto dannosa provocando tutto il contrario di quanto promesso dai fautori del divorzio dall’UE.

    Brexit: i negoziati partono in salita

    I negoziati per la Brexit sono appena iniziati: le tappe sono tante e parecchio in salita. Come abbiamo già spiegato, i negoziatori UE e del Regno Unito non sono d’accordo nemmeno sulle regole del gioco e su molti temi cruciali dei trattati europei le parti sono su posizioni inconciliabili.

    Tra gli argomenti più scottanti c’è il conto che il Regno Unito dovrà pagare per uscire dall’UE. Nei giorni scorsi un’intervista del ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, ha alzato un polverone sul Brexit Bill e aumentato le tensioni tra le parti in causa.

    Secondo i calcoli fatti dal quotidiano inglese Financial Times, il Regno Unito dovrà pagare qualcosa come 100 miliardi di euro per uscire dalla porta principale dell’UE. Johnson ha subito parlato di cifre “assurde” minacciando di lasciare il tavolo delle trattative senza pagare niente. In quel caso il Regno Unito uscirebbe dall’UE passando per la porta di servizio senza aver firmato alcun accordo in grado di regolare i nuovi rapporti con gli altri Paesi dell’Unione e senza un posto nel mercato unico europeo.

    Come in tutti i divorzi che si rispettino il tema economico è sempre quello più spinoso. Bruxelles pretende che il Regno Unito onori gli impegni economici presi nei confronti dell’UE partecipando al bilancio europeo, mentre il governo britannico sostiene di non dover pagare niente. Anzi Johnson, uno dei principali artefici della campagna pro-Brexit, ha rincarato la dose sostenendo che alla fine è l'UE che rischia di dover aprire il portafoglio e pagare il Regno Unito.

    Insomma i negoziati sembrano già essere finiti in un vicolo cieco, mentre l’economia inglese inizia a dare i primi segnali di sofferenza a causa della Brexit. Criticità che dovrebbero arrivare forti e chiare alle orecchie di coloro che promettono miracoli economici con l'uscita dall'Unione o dall'euro.

  3. #3
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Ma nooo impossibile la brexit avrebbe portato benefici 😂😂😂😂

  4. #4
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Intanto, però, un sacco di Italiani molla panche e burattini qua e va a metter su casa e lavoro a Londra.
    E non solo dal Meridione.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  5. #5
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Intanto, però, un sacco di Italiani molla panche e burattini qua e va a metter su casa e lavoro a Londra.
    E non solo dal Meridione.
    Hanno cominciato con la Brexit

  6. #6
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Intanto, però, un sacco di Italiani molla panche e burattini qua e va a metter su casa e lavoro a Londra.
    E non solo dal Meridione.
    Posso altresì assicurarti che centinaia di cittadini EU che hanno una forte professionalità (inclusi molti italiani) stanno optando per rientrare con le proprie famiglie in EU e che l'immigrazione da parte della bassa manovalanza invece continua al contrario di quella più qualificata che si ferma prima di aver attraversato la manica.

    Praticamente ad oggi stanno ottenendo il risultato contrario a quello che si auspicavano

  7. #7
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Citazione Originariamente Scritto da Frankie D. Visualizza Messaggio
    Posso altresì assicurarti che centinaia di cittadini EU che hanno una forte professionalità (inclusi molti italiani) stanno optando per rientrare con le proprie famiglie in EU e che l'immigrazione da parte della bassa manovalanza invece continua al contrario di quella più qualificata che si ferma prima di aver attraversato la manica.

    Praticamente ad oggi stanno ottenendo il risultato contrario a quello che si auspicavano
    Cosa intendi per "bassa manovalanza" ?
    Il lavoro da operaio, praticamente, in UK non esiste più. Per lo meno per gli stranieri.
    Tolto il catering, lavoro molto precario, gli impieghi che tirano molto là sono nella finanza e nel commercio on line.
    Io ho la figlia che lavora lassù. Si sposa tra un mese.
    Loro vorrebbero anche venire a stare in Italia, per il clima non per altro, ma sono atterriti dallo spettro di una disoccupazione con poche chances.
    Comunque tra un mese ci saranno una cinquantina di invitati da lassù, tra colleghi e amici e parenti.
    Voglio proprio chiedere di persona come stanno andando le cose là un anno dopo.
    La figlia ed il marito mi hanno detto che attualmente il grosso problema a Londra sono gli islamici, che la maggior parte della gente vede come il fumo negli occhi, contrariamente a quanto vorrebbero far credere qua sulla società multiculturale.
    Al punto che a Londra gli appartamenti in quartieri a bassa presenza islamica valgono molto di più di analoghi in quartieri ad alta concentrazione (800.000 pound un bicamere in semi-detached in leadehold per 120 anni).
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  8. #8
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Cosa intendi per "bassa manovalanza" ?
    Il lavoro da operaio, praticamente, in UK non esiste più. Per lo meno per gli stranieri.
    Tolto il catering, lavoro molto precario, gli impieghi che tirano molto là sono nella finanza e nel commercio on line.
    Io ho la figlia che lavora lassù. Si sposa tra un mese.
    Loro vorrebbero anche venire a stare in Italia, per il clima non per altro, ma sono atterriti dallo spettro di una disoccupazione con poche chances.
    Comunque tra un mese ci saranno una cinquantina di invitati da lassù, tra colleghi e amici e parenti.
    Voglio proprio chiedere di persona come stanno andando le cose là un anno dopo.
    La figlia ed il marito mi hanno detto che attualmente il grosso problema a Londra sono gli islamici, che la maggior parte della gente vede come il fumo negli occhi, contrariamente a quanto vorrebbero far credere qua sulla società multiculturale.
    Al punto che a Londra gli appartamenti in quartieri a bassa presenza islamica valgono molto di più di analoghi in quartieri ad alta concentrazione (800.000 pound un bicamere in semi-detached in leadehold per 120 anni).
    In realtà il lavoro da operaio esiste ancora ma sicuramente non come negli anni 70. Poi io definisco "bassa manovalanza", e specifico che il mio non è un giudizio di valore, chi lavora in posti che richiedono bassa specializzazione di accesso come appunto il catering, il lavoro in un negozio, le pulizie, lavorare nei terreni agricoli o guidare gli autobus. Praticamente quelli che, a detta degli Inglesi favorevoli alla Brexit, ruberebbero il posto ai nativi e peserebbero sul welfare.

    Poi la questione dei quartieri che costano più o meno non dipende dal fatto che vi vivano musulmani, ma piuttosto dal fatto che gli immigrati che vengono da zone del mondo più povere sono meno "skilled" (e hanno più difficoltà a parlare inglese) e pertanto si ritrovano a lavorare in lavori con salari talmente bassi che possono permettersi un appartamenti solo in certi quartieri già storicamente malandati. E quindi la presenza di classi sociali basse diffuse porta ad un ulteriore svalutazione del quartiere. Tanto per dire, anche in altre città britanniche dove la presenza di "islamici" è estremamente più bassa esistono quartieri cari e quartieri meno cari, gli ultimi popolati da persone britanniche a basso redditto di cui una parte è dedita alla micro criminalità.

    P.s. Ad eccezione dell'Italia e della Grecia, coloro che hanno anni di lavoro alle spalle e competenze non hanno grosse difficoltà a trovare un altro lavoro in EU (se conoscono la lingua del posto di intende).

  9. #9
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    ...e questa è solo la pre-Brexit... bisognerà aspettare ancora due anni... anzi diciamo minimo tre... per vedere se la brexit era un affare
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  10. #10
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    Predefinito Re: Effetto Brexit. In UK tutti i dati sono peggiorati: PIL, bilancia commerciale ecc

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Intanto, però, un sacco di Italiani molla panche e burattini qua e va a metter su casa e lavoro a Londra.
    E non solo dal Meridione.
    Brexit e terrorismo non hanno spaventato gli italiani d'Inghilterra

    da 60 persone al giorno il numero di persone che si trasferisce in uk è calato a 6-7 persone al giorno
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

 

 
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