il vizio, la pecca centrale di Nuovo Cinema Paradiso è che se qualcuno facesse una pizza (per forza di cose, solo sonora) delle suonerie di tutti i telefonini, defunti e non, che abbiamo avuto, saremmo commossi come e più del brizzolato Jacques Perrin, di cui aspettiamo la scena madre della commozione quando egli rivede il girato del suo amico proiezionista, con tutti gli scarti dei baci censurati. L'idea alla base del film (la morte del cinema) è carina, ma quella commozione è ottenibile con qualunque effetto personale che si mettesse in sequenza. Perciò è triviale, perciò è insopportabilmente finta, perché non unica, perché nessuno si sognerebbe di dire che i suoi ricordi o effetti personali valgono meno di qualunque audiovisivo anche sapientemente orchestrato, e con eccellenti professionisti a farcelo piacere, meno del cinema nel suo complesso, con la sua storia, le sue divulgazioni, i suoi precetti e i suoi spunti.




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