E’ di moda spiegare che gli immigrati potranno servire a ripopolare i paesi di montagna ormai spopolati, o anche dire che pagheranno i nostri contributi futuri, per ultimo che servono a compensare i pochi figlia che i nostri giovani mettono al mondo.
1) Stiamo parlando di paesi dove per 4 mesi all’anno si scende sotto zero e per 5 mesi c’è la neve, per ripopolarli i nostri intelligentoni pensano di prendere persone che vivono in zone equatoriali o sub sahariane abituate e fisicamente strutturate (naso camuso, pelle scura, capelli crespi che favoriscono la sudorazione, respirazione profonda ecc.) per sopportare temperature sopra i 40° C.
2) Per pagare i contributi, i nostri ingegnosi politicanti, dovrebbero sapere che non basta fare i vu cuprà, chiedere l’elemosina fronte supermercati, spacciare, o rubare, ma è necessario avere stipendi più che decorosi. Se pensiamo che 2/3 dei nostri giovani (disoccupati o con stipendi da fame), non pagano contributi, forse sarebbe meglio dare prima a loro la possibilità di pagarli
3) Per il fatto che in Italia si fanno pochi figli, forse sarebbe meglio analizzarne le cause prevalentemente economiche, prima fra tutte il costo di alimenti, abbigliamento e servizi, poi la mancanza di stipendi che permettono l’indipendenza economica, o raggiungimento degli stessi ad età molto avanzate. Ad esempio in pochi anni il pulmino scolastico è passato da 60 € a 100 €. La Tari è sempre più legata al numero dei figli, i costi dei nidi/ scuole materne vengono scaricati sempre più sull’utente… Parlano di adeguamenti tariffari, e non aumenti di tasse. Chiamali come vuoi, ma sicuramente scoraggiano chi vorrebbe pensare ad una prole.




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