TAGLIO MEDIO | di Giusi Marcante - BOLOGNA
BOLOGNA
Guazzaloca apre al Pd. Che ci fa un pensierino
Rispunta Giorgio Guazzaloca nel dibattito sul candidato del centrosinistra alle prossime amministrative bolognesi. L'ex sindaco civico che espugnò con un risultato storico le due torri nel 1999 in un'intervista apparsa sul Corriere di Bologna invita il Pd ad aprirsi e a superare gli steccati. «Sono pronto a parlare con chi vuole davvero andare a cercare soluzioni per la mia città». Non è un mistero peraltro che Guazzaloca sia un interlocutore a cui guarda Duccio Campagnoli, l'ex assessore regionale alle attività produttive (e ancor prima segretario della Cgil bolognese) che è subito sceso in campo per future primarie dopo le dimissioni di Flavio Delbono a febbraio. Campagnoli è stato il più audace in questi mesi a dire chiaramente che il partito deve guardare attorno a sé non tanto alla sua sinistra ma in direzione opposta, prima all'Udc e adesso al cosiddetto terzo polo.
Che Guazzaloca sia nella testa dei dirigenti democratici lo conferma anche un video di Corriere.tv che ha immortalato la conversazione tra il segretario provinciale del Pd Raffaele Donini e quello nazionale Pierluigi Bersani durante il corteo del 2 agosto. Si sente Donini che rassicura Bersani sul fatto che l'ex sindaco non andrà mai «di là», ovvero con il Pdl e la Lega. E il segretario regionale Stefano Bonaccini suggella questo ragionamento: «Ci confrontiamo con ogni realtà politica e civica che non accetta questa destra populista». Come osserva un esponente del partito che conosce bene la città, Guazzaloca è una personalità politica fortemente «invisa» all'elettorato democratico in città. Meglio quindi lasciar correre quello che sta scritto sui giornali e far passare il mese di agosto. Meglio stare a guardare e aver occhi e orecchie aperte sullo scenario nazionale per vedere cosa accadrà in caso si vada ad elezioni politiche, quali saranno le alleanze che sperimenterà il Pd.
Oltre la cronaca, quello che sembra emergere è ancora una certa confusione nel partito della città commissariata dove da mesi è in corso il balletto dei nomi come quello del percorso che porterà all'individuazione del candidato. Ci saranno le primarie? È quello che pubblicamente ha sempre detto il neo segretario provinciale ma non è mai stata esclusa (anche se improbabile) l'ipotesi del nome che metta d'accordo tutti. Uno di quelli che le primarie le potrebbe vincere davvero, Maurizio Cevenini, soprannominato mister preferenze dal numero dei voti che ha ricevuto in consiglio regionale, non piace a molti dirigenti Pd e il dato è venuto fuori anche dal video in cui il segretario provinciale dice a Bersani: «Stefanini (il presidente di Unipol, ndr) teme che Cevenini non possa governare».
IL MANIFESTO




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