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  1. #1
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    Predefinito un ottimo articolo di MDL

    come al solito Marco della luna fa una analisi intelligente .. il paese arretra e ormai la faglia nord -sud ,con le solite " colle " , non tiene

    ma ovviamente delle due soluzioni prospettate da MDL la seconda e' puramente teorica ..
    il sistema globale spingera' per la prima anche se distruggera' le ultime risorse del paese ...ma alla " grande finanza" che gliene frega del' italia e ancor meno dell a padania ?... siamo solo una delle tante mucche .. ci abbatteranno solo quando non renderemo piu'
    ergo....
    "moriremo terroni " :234:

    - Marco Della Luna

    IL PROBLEMA DEL REFERENTE
    Un sistema finanziario globalizzato e strettamente interdipendente come quello odierno esige che in ogni paese economicamente rilevante un governo stabile che assicuri il mantenimento degli impegni internazionali – impegni di equilibrio dei conti pubblici, di imposizione di tasse, di privatizzazioni di beni e servizi pubblici come l’acqua e la sanità (WTO), di tagli del welfare, di pagamento degli interessi sul debito sovrano, di ottemperanza alle condizionalità imposte in cambio di un decente rating del suo debito sovrano e, all’occorrenza, degli “aiuti”. Insomma, abbisogna di un’affidabile cinghia di trasmissione che garantisca di fare accettare al popolo di quel paese le sue impopolari, antisociali e alle volte autodistruttive prescrizioni, come avvenne in Argentina, in Messico e in altri paesi in crisi finanziaria. Per legittimamente eseguire ciò, ossia perché il popolo non possa dire che quel governo non è legittimato ad imporgli misure impopolari in quanto non l’ha nominato il popolo, un tale governo deve avere legittimazione popolare, cioè essere uscito dalle urne elettorali, laddove queste siano, dalla mentalità prevalente, ritenute idonee a legittimare il potere. E in Italia, fino a nuove elezioni, ovviamente, solo il governo in carica ha una tale legittimazione . Questo principio il ministro Tremonti ha dovuto ultimamente ricordarlo a chi invocava la sostituzione dell’attuale maggioranza con una “di larghe intese”.

    Ma questa maggioranza uscita dalle urne perde pezzi e prestigio per l’effetto della sua incapacità a fare le riforme senza cui il sistema-paese decade, nonché per effetto di indagini giudiziarie che portano alla luce affarismi e corruzione peraltro connaturate a tutta la politica italiana, nonché di divisioni interne rispondenti al fatto che nel Pdl vi sono rappresentanti di interessi oggettivi tra loro irriducibilmente contrapposti, come spiegato nel mio precedente articolo Nord-Sud: il bipartitismo della realtà. Peraltro, anche il fronte opposto si sgretola per effetto del medesimo fattore: i due veri interessi contrapposti oggi in Italia sono palesi. Uno è quello del Nord, a trattenere il frutto del suo lavoro e a non farsi governare da Roma né meridionalizzare dalla penetrazione delle varie mafie meridionali, coi loro affiliati nella burocrazia. Il Sud e Roma hanno il contrapposto interesse a continuare a togliere al Nord quei soldi e a legarlo a sé anche con la suddetta penetrazione. I due partiti nazionali si bloccano e si sfaldano perché non possono contenere al proprio interno questi contrapposti interessi. La Lega Nord è pure in crisi, sia pur molto meno per ora, siccome non è del tutto chiaro alla base quanto i titolari della Lega vogliano fare gli interessi del Nord e quanto i propri, nel compromesso con Roma. Molti sono usciti dalla Lega spinti dalla forza di questi dubbi.

    Ma se, a causa di tutte le suddescruitte ragioni, nessun partito politico è in grado di assumere stabilmente e con mandato popolare il potere nel paese, a quale referente alternativo, a quale altro potere politico può guardare l’ordinamento finanziario internazionale come garante dell’esecuzione degli impegni verso di esso? E’ una domanda che dovrebbe interessare un po’ tutti, perché se non trova un garante valido, una valida cinghia di trasmissione, può abbassare il rating dei titoli del tesoro o addirittura dichiararli non più cambiabili contro valuta legale – e ciò manderebbe all’aria la finanza pubblica.

    Se non funziona la politica ufficiale, quale altro potere politico costituito, di fatto se non di diritto, può fare da referente e cinghia di trasmissione?

    Una soluzione potrebbe essere il potere giudiziario, la magistratura, o meglio i capi di questa, della sua corporazione, l’ANM. La magistratura è nominata per concorso, non è eletta, non dipende dal mutevole consenso del popolo, ha un fortissimo potere di interdizione, è praticamente irresponsabile, gode di un certo prestigio, se non altro perché offre scandali e colpevoli all’opinione pubblica, e, se compatta e ben guidata, può coprire tutti gli abusi dei propri membri che stanno al gioco. Ovviamente, la magistratura non potrebbe assumere in proprio il governo del paese, non avendo mandato popolare, verrebbe percepita come usurpatrice. Potrebbe però decidere chi può far politica ricoprendo cariche istituzionali, e chi no; chi può fare certi affari, e chi no. Potrebbe, cioè, in persona dei suoi capi e in cambio del rafforzamento dei suoi già cospicui privilegi economici e non, procurare la stabilità a una data maggioranza di governo, funzionale a certi interessi, consentendo ad essa di praticare, sia pur con discrezione, l’affarismo illecito di cui la politica si nutre di guadagni e supporti; al contempo potrebbe difendere la sua posizione attaccando sistematicamente i politici più capaci dell’opposizione per screditarla, decapitarla e impedirle di “nutrirsi”, fintantoché essa non si piegherà di svolgere un ruolo di spalla della maggioranza. Da tempo certi magistrati o ex magistrati suggeriscono cose di questo genere, e certi recenti governi del Centrosinistra erano tentativi in tal senso, ma sono falliti perché quei governanti risultavano incompetenti, avidi, divisi ed espressione della parte meno produttiva o parassitaria del paese. Per riuscire a governare un paese critico come l’Italia non basta disporre di magistrati-cecchini che abbattono tutti i competitors pericolosi.

    Soluzioni di questo tipo trovano inoltre ostacoli nel fatto che da ricerche, libri, indagini giudiziarie sulla realtà della casta giudiziaria sta continuamente emergendo che questa casta non è sostanzialmente diversa per mire, metodi e cultura di potere e amore della legalità dalla casta politica e da quella burocratica, che essa dovrebbe controllare e disciplinare. Ciò che popolarmente si chiama corruzione, ossia l’abuso interessato della propria posizione, non è altro che lo scopo per cui, a livello di organizzazione, si esercita il potere e il mezzo con cui lo si mantiene – il potere di ogni tipo, anche giudiziario. Il che è del resto logico: la cultura di potere è la medesima in tutti i poteri, sia istituzionali che non. Ne consegue che è illusorio pensare che più potere ai magistrati possa portare a più legalità nelle istituzioni. Quindi la magistratura rimane fattore importante per la soluzione del problema del referente politico in Italia, ma non è sufficiente.

    Quali altri poteri rimangono, come possibili candidati? La Chiesa sicuramente no, o non più: pur detenendo ed esercitando molto potere economico e politico, soprattutto interdittivo, essa ha perso buona parte della sua credibilità morale e spirituale; ha troppe cose da nascondere, e troppe altre che non riesce a nascondere, a cominciare dall’ingente mole delle transazioni finanziarie non traccibili (per legge) che compie la sua famosa banca, lo Ior, per conto anche soggetti non vaticani.

    I sindacati sono troppi e troppo divisi e particolaristi. I più grandi sono sostanzialmente sindacati di pensionati. Le loro colpe nel dissesto del sistema-paese sono gravi e palesi.

    Le forze armate sono fuori discussione: un golpe militare è impensabile e inaccettabile alla popolazione.

    Come potere costituto, stabilissimo, forte, presente e condizionante nelle istituzioni, rimane la mafia. Già durante la II Guerra Mondiale e il governo USA si rendeva conto che la mafia era un potere reale ed efficace in Italia, Perciò tratto, attraverso Lucky Luciano, con la mafia siciliana per sbarcare e prendere l’isola senza quasi colpo ferire. In cambio dell’alleanza politico-militare, aiutò la mafia a prendere un potere condizionante nelle istituzioni romane e nei partiti nazionali. E ad assicurarsi un’ampia fetta di spesa pubblica attraverso appalti, sussidi e altro. Oltre a una certa tolleranza istituzionali verso i suoi enormi traffici di droga.

    Considerato quanto sopra, e aggiungendo che la situazione socio-economica italiana si appesantirà notevolmente nel prossimo autunno, e imporrà ulteriori e impopolari manovre, mi figuro due possibili assetti che risponderebbero all’esigenza indicata in apertura.

    Primo assetto: maggioranza di governo formata da forze politiche esponenziali degli interessi del polo meridionale e della burocrazia garantita che si avvantaggiano direttamente dei trasferimenti da Nord a Sud, da settori della finanza, dell’industria, del sindacato. Questo assetto avrebbe bisogno del sostegno attivo sia di parte della magistratura, in funzione interdittiva di copertura , come si diceva prima; sia delle mafie, anche per avere la maggioranza in parlamento e in molti enti locali. Questo assetto potrebbe funzionare e reggere per un periodo da uno a tre anni, bruciando ulteriormente le residue risorse del sistema-paese.

    Secondo assetto: attuazione del federalismo fiscale, destabilizzazione sociopolitica Sud abituato a dipendere dallo spreco di risorse prodotte al Nord, urgenza concreta per il Sud di uscire dall’Euro per recuperare competitività e sviluppare un’economia non parassitaria; indipendenza della Padania; quindi sciuoglimento dell’unità nazionale che non c’è mai stata, costituzione di uno Stato meridionale e di uno Padano, eventualmente anche di uno centrale. Ciascuno con un sistema politico proprio, derivante dalle strutture di potere reali e autoctone della sua società, quindi stabile e affidabile internazionalmente e per le esigenze della globalizzazione finanziaria.

    26.07.10
    vulgus vult decipi

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  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio



    Primo assetto: maggioranza di governo formata da forze politiche esponenziali degli interessi del polo meridionale e della burocrazia garantita che si avvantaggiano direttamente dei trasferimenti da Nord a Sud, da settori della finanza, dell’industria, del sindacato. Questo assetto avrebbe bisogno del sostegno attivo sia di parte della magistratura, in funzione interdittiva di copertura , come si diceva prima; sia delle mafie, anche per avere la maggioranza in parlamento e in molti enti locali. Questo assetto potrebbe funzionare e reggere per un periodo da uno a tre anni, bruciando ulteriormente le residue risorse del sistema-paese.

    Secondo assetto: attuazione del federalismo fiscale, destabilizzazione sociopolitica Sud abituato a dipendere dallo spreco di risorse prodotte al Nord, urgenza concreta per il Sud di uscire dall’Euro per recuperare competitività e sviluppare un’economia non parassitaria; indipendenza della Padania; quindi sciuoglimento dell’unità nazionale che non c’è mai stata, costituzione di uno Stato meridionale e di uno Padano, eventualmente anche di uno centrale. Ciascuno con un sistema politico proprio, derivante dalle strutture di potere reali e autoctone della sua società, quindi stabile e affidabile internazionalmente e per le esigenze della globalizzazione finanziaria.

    26.07.10[/I]
    Riconoscimento: o si taglia o arriveremo a momenti terribili.

    Non è certamente la lega, riempendosi la bocca di federalismo per continuare la sua opera di imbambolamento, che riuscirà a mantenere lo stato italiano unito.

    I debiti corrono, la disoccupazione anche, l'invasione è esagerata e senza controllo, la delinquenza domina .
    Ultima modifica di jotsecondo; 08-08-10 alle 09:40
    O si taglia o il caos

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    Un sistema finanziario globalizzato e strettamente interdipendente come quello odierno esige che in ogni paese economicamente rilevante un governo stabile che assicuri il mantenimento degli impegni internazionali – impegni di equilibrio dei conti pubblici, di imposizione di tasse, di privatizzazioni di beni e servizi pubblici come l’acqua e la sanità (WTO), di tagli del welfare, di pagamento degli interessi sul debito sovrano, di ottemperanza alle condizionalità imposte in cambio di un decente rating del suo debito sovrano e, all’occorrenza, degli “aiuti”.

    Secondo assetto: attuazione del federalismo fiscale, destabilizzazione sociopolitica Sud abituato a dipendere dallo spreco di risorse prodotte al Nord, urgenza concreta per il Sud di uscire dall’Euro per recuperare competitività e sviluppare un’economia non parassitaria; indipendenza della Padania; quindi sciuoglimento dell’unità nazionale che non c’è mai stata, costituzione di uno Stato meridionale e di uno Padano, eventualmente anche di uno centrale. Ciascuno con un sistema politico proprio, derivante dalle strutture di potere reali e autoctone della sua società, quindi stabile e affidabile internazionalmente e per le esigenze della globalizzazione finanziaria.

    26.07.10[/I]
    Certo che viene da vomitare pensando alla prima soluzione, ma anche alla seconda come semplicemente funzionale alle esigenze della globalizzazione finanziaria, con lo stato padano che nasce non per assecondare la voglia di libertà della gente, ma per operare tagli e privatizzazioni indiscriminati.
    Con una Padania del genere, che a esempio come dice l'autore dell'articolo dovesse privatizzare addirittura la sanità per eseguire gli ordini dei padroni del pianeta, non vorrei averci niente a che fare.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    I due partiti nazionali si bloccano e si sfaldano perché non possono contenere al proprio interno questi contrapposti interessi. La Lega Nord è pure in crisi, sia pur molto meno per ora, siccome non è del tutto chiaro alla base quanto i titolari della Lega vogliano fare gli interessi del Nord e quanto i propri, nel compromesso con Roma. Molti sono usciti dalla Lega spinti dalla forza di questi dubbi.

    Se non funziona la politica ufficiale, quale altro potere politico costituito, di fatto se non di diritto, può fare da referente e cinghia di trasmissione?

    Una soluzione potrebbe essere il potere giudiziario, la magistratura, o meglio i capi di questa, della sua corporazione, l’ANM. La magistratura è nominata per concorso, non è eletta, non dipende dal mutevole consenso del popolo, ha un fortissimo potere di interdizione, è praticamente irresponsabile, gode di un certo prestigio, se non altro perché offre scandali e colpevoli all’opinione pubblica, e, se compatta e ben guidata, può coprire tutti gli abusi dei propri membri che stanno al gioco. Ovviamente, la magistratura non potrebbe assumere in proprio il governo del paese, non avendo mandato popolare, verrebbe percepita come usurpatrice. Potrebbe però decidere chi può far politica ricoprendo cariche istituzionali, e chi no; chi può fare certi affari, e chi no. Potrebbe, cioè, in persona dei suoi capi e in cambio del rafforzamento dei suoi già cospicui privilegi economici e non, procurare la stabilità a una data maggioranza di governo, funzionale a certi interessi, consentendo ad essa di praticare, sia pur con discrezione, l’affarismo illecito di cui la politica si nutre di guadagni e supporti; al contempo potrebbe difendere la sua posizione attaccando sistematicamente i politici più capaci dell’opposizione per screditarla, decapitarla e impedirle di “nutrirsi”, fintantoché essa non si piegherà di svolgere un ruolo di spalla della maggioranza. Da tempo certi magistrati o ex magistrati suggeriscono cose di questo genere, e certi recenti governi del Centrosinistra erano tentativi in tal senso, ma sono falliti perché quei governanti risultavano incompetenti, avidi, divisi ed espressione della parte meno produttiva o parassitaria del paese. Per riuscire a governare un paese critico come l’Italia non basta disporre di magistrati-cecchini che abbattono tutti i competitors pericolosi.

    Soluzioni di questo tipo trovano inoltre ostacoli nel fatto che da ricerche, libri, indagini giudiziarie sulla realtà della casta giudiziaria sta continuamente emergendo che questa casta non è sostanzialmente diversa per mire, metodi e cultura di potere e amore della legalità dalla casta politica e da quella burocratica, che essa dovrebbe controllare e disciplinare. Ciò che popolarmente si chiama corruzione, ossia l’abuso interessato della propria posizione, non è altro che lo scopo per cui, a livello di organizzazione, si esercita il potere e il mezzo con cui lo si mantiene – il potere di ogni tipo, anche giudiziario. Il che è del resto logico: la cultura di potere è la medesima in tutti i poteri, sia istituzionali che non. Ne consegue che è illusorio pensare che più potere ai magistrati possa portare a più legalità nelle istituzioni. Quindi la magistratura rimane fattore importante per la soluzione del problema del referente politico in Italia, ma non è sufficiente.

    Quali altri poteri rimangono, come possibili candidati? La Chiesa sicuramente no, o non più: pur detenendo ed esercitando molto potere economico e politico, soprattutto interdittivo, essa ha perso buona parte della sua credibilità morale e spirituale; ha troppe cose da nascondere, e troppe altre che non riesce a nascondere, a cominciare dall’ingente mole delle transazioni finanziarie non traccibili (per legge) che compie la sua famosa banca, lo Ior, per conto anche soggetti non vaticani.

    I sindacati sono troppi e troppo divisi e particolaristi. I più grandi sono sostanzialmente sindacati di pensionati. Le loro colpe nel dissesto del sistema-paese sono gravi e palesi.

    Le forze armate sono fuori discussione: un golpe militare è impensabile e inaccettabile alla popolazione.

    Come potere costituto, stabilissimo, forte, presente e condizionante nelle istituzioni, rimane la mafia. Già durante la II Guerra Mondiale e il governo USA si rendeva conto che la mafia era un potere reale ed efficace in Italia, Perciò tratto, attraverso Lucky Luciano, con la mafia siciliana per sbarcare e prendere l’isola senza quasi colpo ferire. In cambio dell’alleanza politico-militare, aiutò la mafia a prendere un potere condizionante nelle istituzioni romane e nei partiti nazionali. E ad assicurarsi un’ampia fetta di spesa pubblica attraverso appalti, sussidi e altro. Oltre a una certa tolleranza istituzionali verso i suoi enormi traffici di droga.
    Ci sarebbe un'altro modo, il più normale in democrazia, fondare nuovi partiti che facciano una politica diversa...
    Apparentemente il sistema politico italiano è stato completamente rinnovato dopo la crisi di mani 'pulite', o meglio, i nomi dei partiti sono completamente cambiati,
    con nuovi nomi sono tornati al governo i fascisti, i comunisti hanno conservato l'egemonia sulla sinistra italiana, mentre sono spariti i socialisti, caso unico al mondo, il muro da noi è rimasto,
    mentre forza italia era il partito di tutti gli inquisiti a dispetto di 'mani pulite'.
    si trattò di un cambiamento in quanto regressione.
    Unico partito nuovo, la lega dopo il boom iniziale si è stabilizzata come grosso ma non egemone partito del nord, getta il peso del perdurante immobilismo sulle altre forze politiche, certo se avesse la maggioranza al nord le cose sarebbero diverse, ma sono immobili anche le sue fortune elettorali
    Il mutamento quindi è stato all'indietro, il nuovo c'è ma rimane circoscritto, come se non ci fosse realmente bisogno di cambiamenti.
    C'è da vedere se questa sia una sfortunata circostanza, o l'impossibilità in italia di fondare partiti che corrispondano alle necessità del paese.


    Primo assetto: maggioranza di governo formata da forze politiche esponenziali degli interessi del polo meridionale e della burocrazia garantita che si avvantaggiano direttamente dei trasferimenti da Nord a Sud, da settori della finanza, dell’industria, del sindacato. Questo assetto avrebbe bisogno del sostegno attivo sia di parte della magistratura, in funzione interdittiva di copertura , come si diceva prima; sia delle mafie, anche per avere la maggioranza in parlamento e in molti enti locali. Questo assetto potrebbe funzionare e reggere per un periodo da uno a tre anni, bruciando ulteriormente le residue risorse del sistema-paese.

    Secondo assetto: attuazione del federalismo fiscale, destabilizzazione sociopolitica Sud abituato a dipendere dallo spreco di risorse prodotte al Nord, urgenza concreta per il Sud di uscire dall’Euro per recuperare competitività e sviluppare un’economia non parassitaria; indipendenza della Padania; quindi sciuoglimento dell’unità nazionale che non c’è mai stata, costituzione di uno Stato meridionale e di uno Padano, eventualmente anche di uno centrale. Ciascuno con un sistema politico proprio, derivante dalle strutture di potere reali e autoctone della sua società, quindi stabile e affidabile internazionalmente e per le esigenze della globalizzazione finanziaria.
    26.07.10[/I]
    Terzo assetto: occupazione militare dell'italia da parte degli altri paesi europei,
    commissariamento del paese diviso in zone di occupazione,
    indipendenza o annessione delle minoranze periferiche(Sud Tirolo, Trieste-Friuli, Val d'Aosta, Sardegna).
    Occupazione a spese degli occupanti, eversione della criminalità organizzata,
    riduzione dell'italia a distretto periferico a bassi salari fino a che maturino le condizioni per una nuova indipendenza. iaociao:
    Ultima modifica di agaragar; 08-08-10 alle 11:23

  6. #6
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    Il secondo assetto soffre di una debolezza, non possiede alcuna forza politica che lo rappresenti.

    il primo è il programma di tutte le forze politiche o quasi,

    il Terzo ha la forza di tutta l'Europa.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    Ci sarebbe un'altro modo, il più normale in democrazia, fondare nuovi partiti che facciano una politica diversa...
    Santo cielo ma ci credi veramente? da quanto vivi in questo paese?

    Può nascere al sud un partito che chiede al sud di rinunciare al posto di lavoro pubblico?chi lo voterebbe?

    Al nord era nato un movimento che faceva politica diversa,prima è stato picchiato,deriso e infangato su tutti, e sottolineo tutti i media nazionali,poi quando si è inquadrato lo hanno lasciato esistere.

    Quello che mi da fastidio è che a parte un articolo della "Stampa" tutti i giornali e le televisioni facciano finta che questa crisi (e le altre) siano normali crisi politiche come quelle che avvengono in altri paesi europei,mentre è palese che queste crisi avvengono per il semplice motivo che l'italia e formata come minimo da due paesi con interessi incompatibili.

    Quindi mettiti in testa che questo paese non verrà mai riformato perchè il sud non vuole in quanto campare con i soldi degli altri è il sogno di gran parte dell'umanità,mentre il nord è troppo vigliacco e intontito per farlo.

    Il problema è che i nodi arrivano sempre al pettine e le riforme le farà la storia,perchè il nord non è in grado di tenere in piedi un meccanismo parassitario cosi imponente,alla fine il paese andrà in rovina,nonostante i trimestri positivi che ci salutano dai telegiornali.



  8. #8
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    l'unica possibilità credibile di risolvere il problema italiano x me ci sara quando il nord non riuscira più a mantenere il sud...allora ci si dara da fare x trovre una soluzione... fino ad allora bisogna mettersi il cuore in pace...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Santo cielo ma ci credi veramente? da quanto vivi in questo paese?
    E dove ho detto che ci credo?

    Può nascere al sud un partito che chiede al sud di rinunciare al posto di lavoro pubblico?chi lo voterebbe?

    Al nord era nato un movimento che faceva politica diversa,prima è stato picchiato,deriso e infangato su tutti, e sottolineo tutti i media nazionali,poi quando si è inquadrato lo hanno lasciato esistere.

    Quello che mi da fastidio è che a parte un articolo della "Stampa" tutti i giornali e le televisioni facciano finta che questa crisi (e le altre) siano normali crisi politiche come quelle che avvengono in altri paesi europei,mentre è palese che queste crisi avvengono per il semplice motivo che l'italia e formata come minimo da due paesi con interessi incompatibili.

    Quindi mettiti in testa che questo paese non verrà mai riformato perchè il sud non vuole in quanto campare con i soldi degli altri è il sogno di gran parte dell'umanità,mentre il nord è troppo vigliacco e intontito per farlo.
    Il Nord spende, ma il sud non guadagna, i trasferimenti costituiscono per le popolazioni del sud solo un basso reddito, e non tutti sono dipendenti pubblici, nè mafiosi.
    inoltre politica diversa vorrebbe dire investire al sud ma con lo sviluppo stavolta.
    Diciamo che sarebbe normale il sorgere di partiti diversi dappertutto, e non è detto regionali,
    ma c'è qualcosa che lo impedisce, e non è la volontà della gente.

  10. #10
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    Predefinito Rif: un ottimo articolo di MDL

    Non vedo l'ora. Altri partiti costituiti finalmente da politici di nobile schiatta, probi, onesti e incorruttibili nel DNA. Chebellochebello! Che dall'alto ammanniscono la libertà, il progresso e lo sviluppo a noi plebaglia cogliona e imbelle. Ecco un'idea davvero nuova e rivoluzionaria. Cinque secoli e mezzo di stato moderno non ci hanno insegnato un cazzo, e ce la tiriamo pure da intellettuali.
    Ultima modifica di semipadano; 08-08-10 alle 14:37
    L'occasione fa l'uomo italiano

 

 
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