Ci sono molti modi di chiamarlo: reddito di base, reddito di sussistenza, reddito d'inclusione o reddito di cittadinanza. Si tratta di un'erogazione monetaria, in un intervallo di tempo regolare, distribuita in varie fasce della popolazione cittadine e residenti in un determinato Stato, che garantirebbe a queste un minimo livello di vita dignitoso, cumulabile con altri redditi, dipendendo poi dall'attività lavorativa praticata o dalla disoccupazione vera e propria.
Da sempre, il Movimento 5 Stelle ha come portabandiera del suo programma politico proprio il reddito di cittadinanza. In maggio, durante la "marcia contro la povertà", l'esponente Alessandro Di Battista sottolineò come si trovasse la liquidità per pagare i debiti bancari, ma non per un reddito minimo universale, indicando, inoltre, una copertura di 20 miliardi, non soffermandosi sulla differenza tra il fatto che i fondi per le banche sono una tantum e hanno impatto sul solo debito pubblico, e l'introduzione di un sussidio universale, che inciderebbe sul deficit statale.
I 5 Stelle hanno sempre sostenuto che il reddito di cittadinanza non sarebbe una misura assistenziale, ma condizionale. Vale a dire che comporterebbe precisi obblighi per il destinatario, come l'obbligo di iscriversi ai centri per l'impiego e offrire un contributo minimo settimanale di 8 ore al proprio Comune di residenza in lavori socialmente utili. I controlli sarebbero gestiti dall'Agenzia delle Entrate, dai centri per l'impiego e dai ministeri stessi.
Il M5S tiene a precisare che il suo progetto è ben diverso dalla recente approvazione del reddito d'inclusione sociale (REL) del governo Gentiloni, additato come una "elargizione assistenziale", che scatterà il 1° gennaio 2018 e consiste in assegni mensili tra i 190 e 485 euro per un massimo di 18 mesi per le persone con ISEE inferiore ai 6.000 euro e un valore immobiliare patrimoniale non superiore ai 20.000.
Su 1,8 milioni di famiglie povere, il REL coinvolgerà circa 660mila nuclei familiari, di cui almeno 500mila hanno figli a carico. Verranno avvantaggiati i nuclei con figli minorenni, con disabilità (anche se maggiorenni), con donne in gravidanza o con persone oltre i 55 anni disoccupate.
Siete favorevoli al reddito di cittadinanza M5S che sarebbe molto più duraturo ed estensivo del REL appena approvato?




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