un contributo che preferisco mettere qui, dove le polemiche sono quasi a zero e si puo' parlare normalmente di ogni cosa.
Le società organiche
Dal libro: La Rivoluzione Ecologica "Il pensiero libertario di Murray Bookchin" (S. Varengo) cit., p. 64, 65, 66, 67, 68 [Capitolo 2.4.1, "Dalle società organiche alle società gerarchiche"].
Conoscere il presente e costruire i1 futuro comporta una comprensione attenta e coerente del passato, un passato che ci condiziona in vario grado ed influenza profondamente le nostre idee dell'umanità e della natura [76].
Per Bookchin l'idea che il destino dell'essere umano sia quello di dominare la natura non è sempre esistita, essa infatti "è completamente estranea alla concezione del mondo propria alle comunità cosiddette primitive o preletterate" ed è emersa "molto gradualmente in seno ad una più vasta trasformazione sociale: il progressivo dominio dell'uomo sull'uomo" [77].
Nella sua prima opera, Our Synthetic Environment, Bookchin sottolinea come l'essere umano, che in origine aveva esercitato una piccola influenza sull'ambiente, abbia incominciato ad alterare drasticamente il suolo naturale allorché da raccoglitore e cacciatore è divenuto coltivatore [78]. Nelle opere successive Bookchin attribuisce il sorgere di una mentalità sfruttatrice nei confronti dell'ambiente alla generale trasformazione delle società antiche che, nella loro evoluzione, hanno via via perso la loro capacità di rapportarsi equamente con la natura. Questo cambiamento è, come si è già detto, strettamente collegato al sorgere della gerarchia all'interno delle società umane e allo sviluppo del dominio dell'uomo sull'uomo.
Risulta da ciò evidente l'importanza attribuita da Bookchin alla conoscenza e alla comprensione delle società preletterate: tali società, caratterizzate dall'assenza di gerarchie e da un rapporto armonioso tra mondo umano e mondo naturale, costituiscono un modello di riferimento imprescindibile per la costituzione della futura società razionale ed ecologica.
2.4.1 Le società organiche
Bookchin dedica grande attenzione alle società preletterate che definisce come società organiche, intendendo con ciò società in cui i membri sono legati da legami di sangue e da interessi comuni ed in cui non esistono istituzioni gerarchiche o rapporti di sfruttamento; esse sono cioè:
Forme di organizzazione nelle quali gli individui della comunità sono uniti da legami di parentela e da interessi comuni per quel che riguarda la ricerca dei mezzi di sostentamento. Le società organiche non sono ancora divise in classi e non hanno burocrazie basate sullo sfruttamento come si può rivelare invece esaminando le società gerarchiche [79].
In particolare con il termine organico Bookchin non si riferisce ad una concezione organicista per la quale la società umana è un organismo analogo a quello degli esseri viventi, ma al contrario egli con tale termine intende sottolineare la spontaneità, la non coercizione e l'egualitarismo [80] propri delle società preletterate:
Nel timore che la rilevanza da me data all'integrazione ed alla comunità nelle "società organiche" possa essere fraintesa, vorrei qui chiarire che con il termine "società organica" non intendo una società concepita come un organismo - una concezione che a mio parere rimanda a concetti corporativi e totalitari della vita sociale. Per lo più utilizzo questo termine per denotare una società formatasi spontaneamente, non coercitiva ed egualitaria- una società "naturale" nel senso specifico che emerge dall'innato bisogno umano d'associazione, d'interdipendenza e di mutuo appoggio [81].
La caratteristica fondamentale delle società organiche primitive è, secondo Bookchin, la loro concezione della vita che rimane "fondamentalmente esente da schemi gerarchici" [82]: esse hanno infatti una visione del mondo fondamentalmente egualitaria che riflette il carattere egualitario della comunità. A partire da tali considerazioni Bookchin sceglie di definire tale concezione come nettamente ecologica dal momento che nelle società organiche "il loro alto senso di unità interna e la loro prospettiva egualitaria non riguarda solo i rapporti tra gli esseri umani ma anche il loro rapporto con la natura" [83].
Le società preletterate differiscono dunque dalle società attuali non per una minore capacità logica, come hanno invece ipotizzato alcuni antropologi che hanno definito tali società come prelogiche, ma per una diversa concezione degli individui, della società, della natura e delle relazioni:
Ciò che è significativo nelle differenze di prospettiva tra noi ed i popoli preletterati è che, mentre questi ultimi pensano come noi in senso strutturale, il loro pensiero si forma in un contesto culturale fondamentalmente diverso dal nostro. Anche se le loro operazioni logiche possono essere formalmente identiche alle nostre, i loro valori differiscono qualitativamente dai nostri. Quanto più procediamo a ritroso verso le comunità senza classi economiche e senza Stato politico - comunità che possono ben essere definite 'società organiche' per la forte solidarietà interna e con il mondo naturale - tanto maggiori prove troviamo di una visione della vita che si rappresenta le persone, le cose e le relazioni in termini di unicità anziché in base ad una loro "superiorità" o "inferiorità". Per queste comunità gli individui e le cose non erano necessariamente migliori o peggiori, ma semplicemente dissimili. Ognuno veniva valutato per se stesso, per le sue caratteristiche 'uniche' [84].
Le società organiche sono caratterizzate, secondo Bookchin, da "assenza di valori coercitivi e tirannici" [85], "senso di dipendenza dell'umanità dal mondo naturale" [86] e "senso di simbiosi, di interdipendenza reciproca e di cooperazione" [87] sia tra gli individui della società che, in una prospettiva più ampia, tra mondo naturale e mondo sociale. [88] La dominazione è quindi praticamente assente in tali società [89], "non soltanto per quanto riguarda l'assetto istituzionale, ma mene nel linguaggio" [90] e, in conseguenza di ciò, la diversità viene considerata non in termini gerarchici ma come complementarietà e ricchezza.
Risulta dunque evidente che le società organiche, così come Bookchin le presenta, si fondano su valori talmente diversi da quelli contemporanei tanto da risultare di difficile comprensione per la mentalità moderna:
Ci risulta difficile capire come le società precapitaliste abbiano potuto fondarsi su di una concezione dei valori umani nettamente opposta. È difficile per la mentalità moderna comprendere come le società precapitaliste identificassero l'optimum sociale con la cooperazione piuttosto che con la competizione, con la distribuzione piuttosto che con l'accumumazione, con l'interesse pubblico piuttosto che con il vantaggio privato; con l'offerta di doni piuttosto che con la vendita di merci; con aiuto reciproco piuttosto che con il profitto e la rivalità [91].
Bookchin è consapevole di essersi esposto, con tale descrizione nella società organica, alla facile accusa di un "uso ideologico" della senza e di un utilizzo selettivo dei dati [92], ma nonostante ciò egli rivendica l'esattezza della sua interpretazione ed in L'ecologia della libertà scrive:
La deontologia antropologica esige che ogni tanto spruzzi le mie considerazioni con i consueti ammonimenti sul mio uso “selettivo” dei dati, sulla mia propensione alla “speculazione sfrenata” e sulla mia “interpretazione normativa” di materiale di ricerca opinabile. Il elttore dovrebbe con ciò rendersi conto che interpretando in maniera diversa lo stesso materiale si potrebbedimostrare che la società organica era egoista, competitiva, aggressiva, gerarchica e assediata da tutte le inquietudini che affliggono l'umanità “civilizzata”. Essendomi inchinato alle convenzioni, permettetemi ora di sostenere il contrario [93].
76. M. BOOKCHIN, Per una società ecologica, cit., p. 42.
77. ID., L'ecología della libertà, cit., p. 80.
78. Cfr. ID., Our Synthetic Environment, cit., p. 10.
79. ID., Post-Scarcity Anarchism, cit., p. 20 nota 1.
80. Bookchin sottolinea come l'eguaglianza presente nelle società organiche non sia
di tipo formale, come quella attuale "secondo cui siamo tutti ugualmente liberi di morire di fame o di abbandono", ma sia di tipo sostanziale "secondo cui anche coloro che erano meno capaci di una completa attitudine produttiva venivano forniti in misura ragionevole del necessario a vivere" (M. BOOKCHIN, Per una società ecologica, cit., p. 47).
81. M. BOOKCHIN, L'ecologia della libertà, cit., p. 27, nota 6.
82. M. BOOKCHIN, Spontaneità e organizzazione, cit., p. 25.
83.1D., L'ecologia della libertà, cit., p. 27.
84. ID., L'ecologia della libertà, cit., p. 82.
85. Ivi, p. 83.
86. Ivi, p. 85.
87. Ibidem.
88. Una delle più importanti caratteristiche delle società organiche individuate da Bookchin è l'adozione della pratica dell'usufrutto "cioè la libertà per ogni individuo della comunità di appropriarsi delle risorse in virtù del semplice fatto di usarle. Queste risorse appartengono a chi le utilizza fin tanto che le utilizza. La funzione sostituisce il nostro sacro concetto di possesso" (M. BOOKCHIN, L'ecologia della libertà, cit., p. 91). Accanto al principio dell'usufrutto ed al principio di complementarietà Bookchin rileva il principio del minimo irriducibile, riprendendo la definizione dell'antropologo Paul Radon ed intendendo con esso "il "diritto inalienabile" d'oggi individuo della comunità ad avere "cibo, riparo ed abiti" senza tener conto della quantità di lavoro con cui individuo ha contribuito al procacciamento dei mezzi di vita" (ivi, p. 100).
89. Tale descrizione della società organica si applica solo alla vita interna della comunit. tribale e non alle relazioni tra le diverse società in cui frequenti erano le guerre intertribali. Cfr. J. BIEHL, The Murray Bookchin Reader, cit., p. 59.
90. M. BOOKCHIN, Per una società ecologica, cit., p. 46.
91 Ivi, pp. 45-46.
92 Tra coloro che sottolineano l'utilizzo ideologico della scienza da parte di Bookchin
F. LIVORSI, op. cit., pp. 246-247. Questa consapevolezza di Bookchin di aver compiuto
una scelta selettiva dei dati può ricordare Kropotkin che, in The Mutual Aid, precisa di essere pienamente consapevole del fatto che la legge del mutuo appoggio non rappresenta l'unico fattore dell'evoluzione, in quanto anche gli istinti antisociali ed individualisti svolgono in essa un ruolo molto importante, ma nonostante ciò rivendica l'importanza e la necessità di soffermarmi ampiamente su tale legge.
93. M. BOOKCHIN, L'ecologia della libertà, cit., p. 99.
Crossover: Le società organiche




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