User Tag List

Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 30
Like Tree25Likes

Discussione: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    16,083
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    http://www.maurizioblondet.it/pd-chiamo-soros-italia-soros-rispose/


    PD CHIAMO’ SOROS IN ITALIA. E SOROS RISPOSE.

    Maurizio Blondet
    12 agosto 2017


    Daniel Wedi Korbaria

    Colour revolution in Italia (riuscita)

    A questo punto della storia la domanda sorge spontanea: ma come ha fatto Soros ad arrivare fin nel cuore del Mediterraneo? Chi ce l’ha portato da oltreoceano?Il primo tentativo, di una serie di riverenti salamelecchi per ridursi a zerbini, è stato quello di Francesco Rutelli accompagnato da Lapo Pistelli e da una delegazione della Margherita.

    Nell’ufficio al 33° piano di un grattacielo che si affaccia su Central Park, per la prima volta, Rutelli incontra Soros al quale consegna una lettera di presentazione scritta dall’amico Carlo De Benedetti che lo raccomandava come “un giovane politico di sicuro avvenire”. Era il luglio del 2005.

    Scrive l’inviato di la Repubblica Umberto Rosso: “E tutti rimasti piuttosto affascinati dal personaggio, «certamente stimolante», tanto che questo è stato solo il primo di una serie di incontri, il rapporto certamente andrà avanti”. L’incontro aveva prodotto una prima iniziativa concreta: una convention su Democrazia e Islam da farsi a Venezia a fine settembre organizzata dal Partito democratico europeo.

    “Rutelli ha gettato le basi per un rapporto duraturo con la Open society, la più famosa delle fondazioni create dal finanziere. A tavola c’era anche il presidente della struttura Aryeh Neier.” scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera.

    “By 2010 we played a role in every region of the world. Entro il 2010 saremo protagonisti in ogni regione del mondo” Open Society Foundations.

    Primo flashback: il 5 novembre del 1993 la lira perse il 30% del suo valore per una speculazione mirata a far crollare lira e sterlina, una notte brava in cui Soros guadagnò 10 miliardi di dollari. Come scrive Antonella Randazzo nel suo articolo intitolato Come è stata svenduta l’Italia: “Soros ebbe l’incarico, da parte dei banchieri anglo-americani, di attuare una serie di speculazioni, efficaci grazie alle informazioni che egli riceveva dall’élite finanziaria.

    Egli fece attacchi speculativi degli hedge funds per far crollare la lira.” La sua speculazione costrinse la Banca d’Italia a bruciare circa 40 mila miliardi di lire in riserve valutarie. Quasi tre anni dopo, il 30 ottobre 1995, Romano Prodi offrì a Soros la laurea honoris causa in economia.

    Marco Marozzi scrive su la Repubblica: “Ieri a Bologna, nella più antica università del mondo, gli hanno dato la laurea honoris causa. In economia. Festa di professori, banchieri, industriali. Ma anche un abbozzo di contestazione”. Lo stesso Prodi si incarica di presentare l’ultimo libro di Soros: “Le contestazioni sono incoerenti. Fanno ridere. Non hanno letto il libro” replica.

    “Tutti a riconoscere l’importanza della Open Society Fund creata da Soros per allargare nel mondo il concetto di democrazia economica e politica” scrive il giornalista de la Repubblica. Nel dicembre 2005, al rientro dalla sua visita a New York, Carlo De Benedetti organizza una conferenza nazionale sul futuro del Partito Democratico (PD) dove promuove Rutelli e il sindaco di Roma Walter Veltroni a candidati alla guida del partito.

    Così, il 14 ottobre 2007, dalla fusione dei due partiti La Margherita e i DS nasceva il PD. Sei mesi dopo, nell’aprile del 2008 nella capitale italiana c’era già fermento sulla voce che vedeva Soros interessato alla compravendita della squadra calcistica AS Roma.

    Questi i commenti di allora: Rutelli (laziale) “L’interesse di Soros è serio”, Veltroni (juventino) “La politica non si metta in mezzo”, Massimo D’Alema (romanista) “È un uomo di grande valore, un intellettuale impegnato in grandi azioni umanitarie”. Come dire: “Quando un uomo mette sulla stessa linea un juventino, un laziale e un romanista!”

    Ma perché il centro-sinistra ha viaggiato fino a New York per chiamare Soros in Italia?

    Vista l’esperienza americana del 2003 in cui Soros investì 15 milioni di dollari per sconfiggere il presidente Bush nelle elezioni del novembre 2004, che a suo dire era diventata “una questione di vita o di morte”, qualcuno in Italia ha pensato bene di approfittare del filantropo per sconfiggere il presidente Berlusconi. Il 2011 è l’anno delle primavere arabe, la nuova versione delle rivoluzioni colorate per i paesi del Maghreb.

    Quello che era successo precedentemente in Serbia, Georgia, Tunisia ed Egitto sarebbe successo anche in Italia all’insaputa degli italiani. E fu per attuare questo progetto “non violento” che Soros sbarcò in Italia. Doveva battere “democraticamente” il Cavaliere organizzandogli una bella rivoluzione colorata, una di quelle che sapeva fare benissimo e, visto che i colori li aveva quasi finiti, scelse per l’Italia l’ultimo rimasto nella sua scatola Giotto, il colore viola.

    Così nacque il Popolo viola. E, il 5 dicembre 2009, la piazza San Giovanni a Roma si riempì di centinaia di migliaia di persone del popolo viola organizzate su Facebook per chiedere al governo le dimissioni. Quel giorno venne chiamato il No B. Day.

    Ovviamente, Berlusconi non si dimise e il movimento “spontaneo” perse il suo slancio innovativo per il cambiamento e andò scemando. A questo punto serviva un altro sistema efficace per dimissionare Silvio Berlusconi. E qual è il miglior sistema per un Grande Speculatore come Soros, che già nel 1993 aveva fatto svalutare la lira italiana del 30%, se non un altro attacco economico?

    Infatti, ad un anno dal No B. Day, gli italiani dovettero imparare una nuova parola straniera: lo spread fra Bund tedeschi e i Btp italiani. Il “4 gennaio 2011 lo spread è a 173 punti. Il 30 dicembre arriverà a quota 528, con un incremento di 355 punti” scrive Michela Scacchioli su la Repubblica e aggiunge: “Il 9 novembre Napolitano nomina Monti senatore a vita (…) Tre giorni dopo Silvio Berlusconi sale al Colle per dimettersi (…) Il 16 novembre il presidente della Repubblica dà a Monti l’incarico di formare un governo tecnico.”

    Così, finalmente, a colpi di spread, Soros archiviò il ventennio di Berlusconi. Un regime-change economico, un silenzioso Colour revolution. Il centro-sinistra è entrato finalmente a Palazzo Chigi senza alcun bisogno di andare alle elezioni.

    Una nota complottistica: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, George Soros, Mario Monti, e il suo successore a Palazzo Chigi Enrico Letta fanno tutti parte del gruppo Bilderberg, un’organizzazione internazionale massonica.

    Gli Smart Dissidents

    A sorpresa, il 17 febbraio 2014 sbuca dal nulla Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, che riceve dal presidente Napolitano l’incarico di formare un nuovo Governo. Una carriera fulminea quella di Matteo Renzi che diventa il 63° Presidente del Consiglio scalzando il Governo Letta dopo averlo prima rincuorato con un “Enrico stai sereno!”

    Ma come è potuto accadere?

    Secondo flashback: un giorno, chissà perché a Renzi venne in mente di regalare a Soros Le Murate, l’ex carcere nel centro di Firenze. E, George, sebbene non fosse il suo compleanno, accettò di buon grado l’omaggio del Sindaco di Firenze.

    E non ci mise molto ad avere l’idea di trasformare quel mostruoso edificio, all’interno del quale nel medioevo si torturavano e si uccidevano le persone, in uno spazio pieno di vita, un’isola felice in cui far regnare i diritti umani per esportarli dappertutto.

    Così, per la ristrutturazione, ha incaricato il famoso architetto Renzo Piano che, senza badare a spese, è riuscito a trasformare l’ex carcere in un albergo di lusso per ospitare attivisti e bloggers dei diritti umani provenienti da tutto il mondo. Il vecchio carcere divenne così il Centro per gli Smart Dissidents.

    Il 17 maggio 2013, giorno dell’inaugurazione, assieme all’Ambasciatore americano c’era anche Kerry, la figlia di Robert Kennedy. Al taglio del nastro il Centro fu battezzato: Robert Kennedy Center for Justice and Human Rights di cui Kerry divenne la presidente. Era il 2010.

    “Can Smart Dissident Create Change?” era la scritta che campeggiava nel Centro: Può un blogger provocare una rivoluzione? Cioè si può fare rivoluzione usando il computer chiusi in una stanza ben arredata? L’idea di Soros era quella di ospitare a tempo indeterminato, come fosse un rifugio, tutti quei bloggers perseguitati nei loro paesi di origine che volevano fare regime-change stile OTPOR nel proprio paese e, ovviamente, questi rivoluzionari della tastiera dovevano provenire da quei paesi cosiddetti “chiusi” come la Cina, la Russia, l’Afghanistan e l’Iran.

    Il centro iniziò il suo percorso rivoluzionario e nel tempo furono invitati esperti della color-revolution e attivisti della primavera araba come Dalia Ziada (Egitto), Kerim Bouzouita (Tunisia) per offrire corsi di specializzazione su “Human Rights and Social Media” ad esperti di diritto internazionale, nonché ad esperti di comunicazione, professionisti, giornalisti del web, docenti, dottorandi e studenti di corsi post-universitari.

    Così, grazie al Sindaco di Firenze, la città che ha dato i natali a Dante Alighieri, Sandro Botticelli, Filippo Brunelleschi, Benvenuto Cellini, Donatello, Giotto, Cimabue, Nicolò Macchiavelli, Lorenzo il Magnifico e Amerigo Vespucci, da questa città ogni giorno nascono idee rivoluzionarie atte a destabilizzare il mondo.

    Marzio Fatucchi definisce “una vera e propria casa l’International house of human rights del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights (…) Messico, Pakistan, Myanmar, Sri Lanka, Filippine, Zimbabwe, Uganda, da lì viene questo primo gruppo di dissidenti che questa settimana sta partecipando all’Empowerment laboratory organizzato

    dal RFK Training Institute. (…) hanno avuto la possibilità di confrontarsi con alcuni dei più autorevoli esperti di nuove tecnologie applicate alla difesa dei diritti umani al mondo, come Tactical Technology Collective (TTC); Global Voices Online (GVO), OneWorld Digital Security Exchange (ODSE); Witness.org; Electronic Freedom Frontier (EFF), e Human Rights Watch (HRW).”

    “Con questo corso vogliamo creare uno spazio in cui i dissidenti digitali possano conoscersi e lavorare insieme per promuovere democrazia e pace nei propri paesi” spiega Federico Moro, responsabile del Robert F. Kennedy Center.

    Do Ut Des

    Nessuno fa nulla per nulla, men che meno Soros il filantropo. Bisognerà pur dargli qualcosa in cambio. Si chiama Do ut des, ed è una filosofia di vita inventata dai Romani. A quei tempi funzionava non solo con gli esseri umani ma anche con le divinità.

    I Romani chiedevano alla Divinità di turno una grazia e in cambio gli promettevano la costruzione di un Tempio, una specie di fioretto che veniva onorato solo nel caso in cui la grazia fosse stata soddisfatta altrimenti la promessa era da non ritenersi valida.

    Do ut des appunto, io ti do una cosa così che tu me ne dai un’altra. Sono passati migliaia di anni da allora ma i discendenti di quella civiltà, ossia gli italiani di oggi, non hanno mai smesso di applicarla ogniqualvolta se ne sia presentata l’occasione. In Italia funziona tutto così, Tangentopoli docet. Ma a quanto pare anche i “filantropi” d’oltreoceano non disdegnano questa tradizione italica.

    Il do ut des alla Soros recita pressappoco così: “Io ti metto a capo di un Governo ma tu fai quello che ti dico di fare. Intanto come antipasto voglio iniziare con qualche piccolo business, giusto per rientrare di qualche spesuccia”.

    Sarà pure una coincidenza ma appena Renzi diviene il nuovo Presidente del Consiglio ecco che viene registrata la compravendita del 5% della COOP, 20 milioni investiti nell’IDG. Altre voci lo vedrebbero in lizza per l’acquisto di caserme e immobili statali per un valore che sarebbe attorno agli 800 milioni di euro.

    Poi, nel febbraio 2016 il Soros Fund Management ha invece acquisito lo 0,45% di Ferrari, pari a un pacchetto di 850 mila azioni. Ma forse è troppo riduttivo confinare Soros ad un discorso meramente economico, forse c’è dell’altro. Tipo una qualche riforma “progressista”.

    In tutti i parlamenti che hanno discusso ed approvato le “Unioni Civili” è passato l’uragano Soros e la sua rivoluzione colorata. Lui usa come carota le unioni civili mentre il bastone cade come un macigno sull’economia di quello stesso paese per schiacciarlo.

    Le Unioni Civili sono delle riforme che distraggono l’opinione pubblica mentre si privatizza l’economia e ci si indebita. Con tutti i problemi economici che ha avuto la Grecia, vendita del suo patrimonio e austerity, il presidente eletto Tsipras che fretta aveva di far approvare in parlamento le unioni civili?

    Con tutti i problemi politici e militari che aveva l’Ucraina, Poroshenko aveva forse fretta di far approvare quella legge? Con tutti i problemi economici e di disoccupazione dell’Italia, Renzi aveva forse bisogno di occupare il parlamento per discutere di Unioni civili?

    Secondo il segretario del Partito Comunista Rizzo le unioni civili sono dei falsi bisogni creati appositamente per distogliere le attenzioni del popolo dai problemi reali che lo affliggono (i salari, il lavoro, le pensioni).

    Sono: “un’arma di distrazione di massa” dice in un’intervista rilasciata a Federico Cenci: “L’esempio concreto è la Grecia di Tsipras, dove vengono tagliate le pensioni, viene ridimensionata l’assistenza sanitaria, aumentano i meccanismi di sfruttamento, si cancella lo stato sociale (…)

    La sinistra è oggi una costola del capitalismo, che crea false esigenze e contrapposizioni ingannevoli: il problema non è tra omosessuale ed eterosessuale, bensì tra gay povero e gay ricco.”

    Per esempio, uno degli attivisti delle Unioni Civili in Italia è stato il giornalista Vittorio Longhi che ha promosso una petizione sulla sua piattaforma Progressi.org, figlia della sorosiana MoveOn.org, dal titolo: Approviamo subito il testo sulle unioni civili. Il giornalista Longhi rappresenta quella categoria di giornalisti riverenti, impiegatucci e affascinati dal suo potere che ha ritenuto “non appropriata” una petizione che voleva cacciare Soros e la sua organizzazione fuori dall’Italia quando invece nella sua piattaforma promuove petizioni assurde contro Trump.

    Ma torniamo a “Lui”. Ora per Soros è più interessante l’immigrazione del semplice business o delle Unioni Civili.

    Lo si deduce dalla lettera aperta scritta a Renzi con un tono pretenzioso da Costanza Hermanin, (senior policy officer presso l’Open Society Foundations) a due settimane dal suo insediamento a Palazzo Chigi intitolata: “Caro Matteo, adesso dammi una ragione per non dover più lavorare sui diritti umani in Italia.”

    Nel primo paragrafo la Hermanin dice: “Adesso che il governo è pronto a mettersi al lavoro è giunto il momento di domandarti d’includere l’immigrazione, la parità e i diritti fondamentali nell’agenda delle riforme, politiche ma soprattutto istituzionali.”

    Difatti, erano già cinque anni che la Open Society Foundations si occupava di “diritti umani” in Italia.

    “Open Society Foundations, per quelli di voi che non la conoscono- dice Hermanin ad una presentazione -è una fondazione internazionale che ha la sede principale a New York e il cui fondatore è il filantropo e finanziatore George Soros. (…)

    Ciò detto, dal 2009 lavoriamo in Italia e sosteniamo studi e ricerche ma anche campagne. La nostra è una fondazione un po’ politicamente scorretta, ossia ci interessiamo a temi complessi: dalla prostituzione, all’abuso di droghe, ai temi di immigrazione, e lo facciamo non solo con i finanziamenti, ma anche cercando di affiancare il nostro peso nell’advocacy su questi fenomeni.”

    Una delle sue prime creazioni della OSF in materia dei diritti umani che serviva come una piattaforma di lancio, una base per quel che sarebbe arrivato dopo, fu chiamata CILD, la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, un’associazione che raggruppa varie Onlus di diversa natura e provenienza politica. Per esempio A Buon Diritto del senatore PD Luigi Manconi, Associazione Luca Coscioni dei Radicali, ecc.

    Nella seconda edizione il suo “Premio Cild per le Libertà Civili” è stato assegnato quest’anno al cronista Valerio Cataldi (TG2) e Diego Bianchi detto Zoro (Gazebo). “Ecco chi sono i nostri eroi dei diritti umani” scrive CILD annunciando il suo evento della premiazione del 16 dicembre 2016.

    Ovviamente il giornalista Cataldi che si appresta a vincere il premio made by Soros aveva già scritto vari articoli sull’Eritrea e aveva partecipato a tante iniziative della OSF come moderatore ed è anche membro fondatore del Comitato 3Ottobre. Della serie “se la suonano e se la cantano da soli”!

    Le iniziative della sorosiana CILD si moltiplicano ogni mese. Le sue ultime due creature legate al giornalismo-online sono 19 Million Project struttura battezzata a Roma dove vi lavora il fior fiore di esperti del web e della migrazione, il loro slogan recita: “Siamo una coalizione di giornalisti, programmatori, progettisti, strateghi digitali e cittadini del mondo che si uniscono per affrontare la crisi migratoria nel Mediterraneo”.

    La seconda è nata ad un mese di distanza e si chiama: OpenMigration e offre suggerimenti agli addetti ai lavori (dell’immigrazione) basandosi su cifre, numeri, statistiche, ossia, in una sola parola, Datagiornalismo, un sistema politically correct di raccontare ai cittadini europei il #RefugeeCrisis o #MigrationCrisis e convincerli a non aver paura dei migranti.

    Il Manifesto ha accolto la nascita di CILD con toni molto entusiastici: “Eppure, ricorda Aryeh Neier, ex direttore dell’American Civil Liberties Union e co-fondatore di Human Rights Watch e presidente della Open Society Foundations, in tutto il mondo si sta ancora aspettando quell’età d’oro per i diritti civili che ci si aspettava si sarebbe “aperta dopo la caduta del muro” (…)

    “Nel creare questa coalizione in Italia – conclude Neier – non solo riuscirete a rafforzare la lotta nazionale ma in sinergia con altre organizzazioni europee porterete questa battaglia a un livello superiore”.

    Ma il 27 settembre 2015 succede un imprevisto, cinematograficamente si chiama colpo di scena.

    Al Clinton Global Initiative di New York, inaspettatamente, Matteo Renzi smentisce Soros che aveva appena finito di dire che la minaccia dell’Europa è la Russia di Putin: “I think it could be a tragic mistake consider identity of Europe against Russia”, (Penso che potrebbe essere un tragico errore riconoscere l’identità dell’Europa solo in contrapposizione alla Russia).

    Per Renzi la vera minaccia non è la Russia bensì l’Ungheria che continua a costruire muri contro i rifugiati. George Soros col suo sorriso sprezzante incassò il colpo non aspettandosi quelle dichiarazione da una “sua creatura” e meditò vendetta.

    Dopo varie peripezie e un fallimento referendario sul suo operato, il 5 dicembre 2016 Matteo Renzi ammette la sconfitta al referendum costituzionale e si dimette da presidente del Consiglio. Il 12 dicembre Paolo Gentiloni viene eletto nuovo Presidente del Consiglio.


    Anche l’ex ministro degli esteri Gentiloni non è nuovo ad iniziative della Open Society Foundations come per esempio: 10 novembre 2014 si è tenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri l’incontro di alto livello “Verso un quadro coerente sui diritti fondamentali in UE e un’istituzione indipendente per i diritti umani in Italia”, organizzato dal CIDU,

    dall’Associazione Parsec e da Open Society Foundations, in collaborazione con il Dipartimento Politiche Europee. Presentata dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni”.

    (Segue:

    La OSF entra nel cuore del Parlamento italiano)
    Felipe K., Ivan and Sparviero like this.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Località
    San Gottardo
    Messaggi
    30,585
    Inserzioni Blog
    3
    Mentioned
    279 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    ¨Non ci voleva Blondet a svelare i legami tra casta PDiota ed il criminale.
    Interessante invece e' la storia del putto di Firenze che regalando il carcere alla be$tia ha difatto consentito e favorito che a Firenze, culla della civita' risorgimentale, si facesse largo il think that dei sinceramente DEM_enti pronti a rompere la fava a tutti nel mondo...ognuno pero' ogni tanta ci lascia il tucül
    vedesi quello eliminato in egitto, la stordita investita due giorni fa a Richmond etc....
    ricordatevi di Pietro Miccia, lo spaghetto fatelo lungo se no puo' scoppiarvi in mano ah ah ah ah
    gianlo likes this.
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    07 Aug 2016
    Messaggi
    11,903
    Inserzioni Blog
    1
    Mentioned
    73 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    qualcuno pagherà

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    48,456
    Inserzioni Blog
    4
    Mentioned
    160 Post(s)
    Tagged
    11 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    Citazione Originariamente Scritto da Vorenus Visualizza Messaggio
    qualcuno pagherà
    aspetta e spera. farai i capelli bianchi.
    gianlo and Ada De Santis like this.

  5. #5
    Super Troll
    Data Registrazione
    22 Sep 2009
    Località
    scomparsa
    Messaggi
    92,219
    Inserzioni Blog
    5
    Mentioned
    453 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    Dal XVI al XIX secolo la tratta degli schiavi africani passava per l'Atlantico. Oggi per il Mediterraneo.

    Ad organizzarla erano anzitutto spagnoli e portoghesi. Oggi sono delle ONG occidentali globali. Ad aiutare gli schiavisti erano allora regni locali che rapivano i nativi per barattarli con i negrieri europei. Oggi non è molto diverso: gli intermediari sono potenti bande autoctone (aiutate dai corrotti e regimi locali) passate dal traffico di droga al più lucroso commercio di esseri umani.

    In lingua swahili la tratta degli schiavi era maafa («disastro»). Oggi, per la neolingua imperiale tutto ciò si chiama «accoglienza».

    E la chiesa? I ministri di Dio parlano sempre lo stesso idioma. Se allora benediva spudoratamente i Re cattolici negrieri e giustificava la schiavizzazione dei "pagani e dei nemici della vera fede" e dei "negri privi di anima" (vedi la famigerata bolla Dum Diversas del 16 giugno 1452 che Papa Niccolò V inviò al Re del Portogallo Alfonso V), oggi consacra lo stesso commercio in nome della cristiana caritas e dell'avvento della civitas maxima.

    Ma se la giustizia divina assolve, quella umana, spesso, no.

    Ha fatto scalpore il sequestro ordinato dalla Procura di Trapani della Iuventa (proprietà della ONG Jugend Rettet), ex peschereccio ristrutturato (coi soldi di Soros, altro che crowdfunding di caritatevoli studenti tedeschi, ma a questo ci arriviamo poi) in mezzo di trasporto — per la neo-lingua "salvataggio" — dei nuovi schiavi.

    Accurate indagini durate quasi un anno hanno mostrato che il raggio d'azione della Iuventa insistesse sempre nello stretto tratto di costa libica fra Zabrata e Zuara, che sempre Iuventa interveniva senza che esistesse alcun pericolo per gli imbarcati, che quindi c'era connivenza e complicità tra gli amorevoli studenti tedeschi e gli scafisti.

    Dov'è la novità? Già nel dicembre 2016 FRONTEX aveva ufficialmente denunciato Medici senza frontiere di intelligenza e collusione con gli scafisti libici. E poi venne anche la Procura di Catania — silenziata presto dal governo, che ora invece ha trovato necessario (elezioni alle porte) dare semaforo verde a quella di Trapani.



    Gli inquirenti sospettano infine che oltre ai contatti illeciti coi mercanti libici (di qui il reato di favorire l'immigrazione clandestina) possa esserci un ritorno economico.

    Noi siamo dell'opinione che quest'ultimo sospetto sia infondato.
    Questi altruisti studenti tedeschi non hanno bisogno, per svolgere la loro missione, di staccare il pizzo ai negrieri, per la semplice ragione che essi sono sul libro paga del miliardario G. Soros.

    Attraverso la Open Society Foundations, la European Council on Foreign Relations (ECFR), quindi la Migrant Offshore Aid Station (quest'ultima con base a Malta) Soros e altri paperoni filantropi finanziano infatti, a suon di milioni di dollari, svariate ONG quali: Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat.

    Nella lista non poteva mancare (appunto!) l'incriminata Jugend Rettet.

    Davanti all'evidenza che le ONG fanno un vero e proprio servizio taxi organizzato in combutta coi negrieri libici (che quindi queste ONG non sono meno "trafficanti" di quelli che gli consegnano la merce), è davvero stucchevole la maniera con cui la stampa di regime, che negli anni ha tessuto le lodi se non veri e propri peana verso l'attività di queste ONG sorosiane. LA STAMPA di oggi, ad esempio, con un editoraie del poveretto Francesco La Licata, prova a smontare l'iniziativa della Procura di Trapani, sostenendo che l'inchiesta non deve... «compromettere la sana gestione dell'azione umanitaria condotta da tanti volontari che rischiano la vita per salvare quei popoli in fuga». Per l'autore del paludato libello la Procura di Trapani interviene ... «su comportamenti "abnormi" di qualche componente dell'equipaggio dell'imbarcazione riconducibile alla ONG Jugend Rettet».
    gianlo likes this.
    Nessuna lealtà è dovuta ad un traditore

  6. #6
    Super Troll
    Data Registrazione
    22 Sep 2009
    Località
    scomparsa
    Messaggi
    92,219
    Inserzioni Blog
    5
    Mentioned
    453 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    Complotto Soros migranti, Fusaro: "E' deportazione ed estinzione di europei. Chi è il nemico" - Intelligo News ? notizie, ultima ora e gossip

    L'elite finanziaria, la destra del denaro, ha bisogno dei migranti come manodopera a basso costo da sfruttare illimitatamente. Siamo in presenza del nuovo esercito industriale di riserva tematizzato da Marx che serve alla destra del denaro per avere manodopera a basso costo da utilizzare per concorrenza al ribasso sui lavoratori, con i diritti sociali ancora italiani e francesi, e per imporre il nuovo profilo del migrante. La sinistra del costume dal canto suo giustifica tutto questo, anziché opporsi all'immigrazione e difendere i diritti dei lavoratori siano essi italiani o stranieri. Sono le due ali del potere, destra del denaro e sinistra del costume, che io descrivo nel mio libro "Pensare Altrimenti" edito da Einaudi".
    Complotto Soros migranti, Fusaro: 'E' deportazione ed estinzione di europei. Chi è il nemico'

    In altri tempi azioni del genere avrebbero scatenato allarmi preoccupanti nelle nazioni. In questo caso, la galassia delle Ong è riconducibile a Soros. Un finanziere può agire in questo modo destabilizzando l'Europa senza che nessuno alzi la voce?

    "Il signor Soros, qualora si accertino i fatti, si confermerebbe essere ciò che sappiamo da sempre. Ogni volta che si manifestano rivoluzioni arancioni, rivoluzioni arcobaleno, diritti colorati o deportazioni di massa chiamate immigrazioni, c'è sempre la sua longa manus. E' uno degli alfieri principali delle elite finanziaria sradicata, sradicante e delocalizzante che sta distruggendo i diritti sociali e le sovranità nazionali. Si distruggono le sovranità nazionali per poter poi distruggere i diritti sociali. Soros così come appare è un nemico delle sovranità nazionali e quindi dei diritti".
    gianlo likes this.
    Nessuna lealtà è dovuta ad un traditore

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,553
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    ma Blondet ancora scrive?
    E soprattutto qualcuno ancora lo legge?
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  8. #8
    Populista Illiberale ☠
    Data Registrazione
    05 Sep 2015
    Messaggi
    15,672
    Mentioned
    51 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    ma Blondet ancora scrive?
    E soprattutto qualcuno ancora lo legge?
    ha piu seguito di rifondazione, il tema della discussione comunque è l'ebreo internazionale soros combina guai ed i suoi schiavetti pd
    Sparviero and Ada De Santis like this.

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    07 Aug 2016
    Messaggi
    11,903
    Inserzioni Blog
    1
    Mentioned
    73 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Soros, il più pericoloso criminale dei nostri tempi, è la riprova che lo zio Adolfo aveva ragione.
    aveva torto, visto che ha fatto ammazzare (in puro stile azteco) milioni di innocenti che non avevano nulla a che fare con i topi di fogna del tipo soros

    ha mancato completamente il bersaglio, zio adolfo

  10. #10
    .
    Data Registrazione
    02 Mar 2004
    Messaggi
    64,519
    Mentioned
    492 Post(s)
    Tagged
    39 Thread(s)

    Predefinito Re: Pd chiamo’ soros in italia. E soros rispose.

    >CUT <

    interessante che il più grosso e pericoloso criminale dei nostri tempi sia stato da voi bellamente ignorato per quasi un ventennio per poi essere rilanciato come grande vecchio, pericolo pubblico numero uno quando l'amichetto ungherese ha cominciato a metterlo nel mirino.

    gli spin doctor e gli influencer destrorsi hanno cominciato a parlare di soros e adesso tutti contro soros.

    le marionette
    Ultima modifica di King Z.; 19-08-17 alle 04:20
    Conte Oliver likes this.
    Continuare a scrivere su TP e' collaborazionismo

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. George Soros e la sua Color Revolution in Italia
    Di dedelind nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-08-17, 10:03
  2. L'ingerenza di Soros: il suo programma per l'Italia
    Di carter nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 20-07-17, 23:48
  3. L'italia riceve soros a palazzo chigi
    Di Eridano nel forum Padania!
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 04-05-17, 21:54
  4. forza Soros! io sto con Soros
    Di l'inquirente nel forum Fondoscala
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 14-11-16, 23:50
  5. Soros nel calcio o Soros a calci?
    Di leibniz76 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-05-08, 13:06

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226