Vi ricordate la miserabile campagna terroristica messo in atto dal governo, dalla Confindustria (che addirittura aveva tirato fuori un vero e proprio studio che posto sotto) e giornaloni fiancheggiatori secondo cui con la bocciatura del referendum costituzionale sarebbe crollato il Pil dell'Italia? Mi sono perso qualcosa?
Referendum, Confindustria a giugno: "Se vince il No Pil cala dello 0,7 nel 2017". Ma oggi ha alzato la stima a +0,8Scenari catastrofici, Pil in picchiata, reazione "violenta" degli investitori, una "nuova recessione inevitabile" e una "grave emergenza economica per l'Italia". A metterlo per iscritto non sono stati i partiti politici che hanno difeso fino all'ultimo giorno utile la riforma costituzionale, poi bocciata dai cittadini il 4 dicembre. Ma il Centro Studi di Confindustria in versione Cassandra: negli "Scenari economici" pubblicati a giugno il Csc preconizzava un quadro macroeconomico funesto nel caso in cui al referendum avesse vinto il No.
Secondo il Csc ne sarebbero scaturiti cinque eventi che proviamo a sintetizzare:
1: Aumento del rendimento che l'Italia "deve pagare per piazzare sul mercato i titoli del debito pubblico".
2: "Serie difficoltà" per effettuare le aste per i titoli di Stato del Tesoro e di conseguenza una riduzione di investimenti e spesa pubblici.
3: una fuga di capitali dall'Italia, sia esteri che italiani e inasprimento del credit crunch. Non solo: si sarebbero registrati anche "effetti negativi sulla ricchezza delle famiglie e sui consumi".
4: Crolla la fiducia di imprese e famiglie.
5: "Il cambio dell'euro potrebbe svalutarsi".
Sulla base di questi eventi e di queste ipotesi il Csc delineò quindi gli effetti del No, senza lesinare allarmi e preoccupazione: "La reazione degli investitori sarebbe violenta perché il No verrebbe correttamente interpretato come incapacità dell'Italia di modernizzarsi e darsi una governance più chiara e foriera di stabilità".
Gli economisti di Confindustria danno i loro numeri: "L'effetto complessivo del No è stato quantificato per il triennio 2017-2019: il PIL cala dello 0,7% nel 2017 e dell'1,2% nel 2018, salendo dello 0,2% nel 2019. In totale si riduce dell'1,7%, mentre nello scenario di base sarebbe salito del 2,3%".
In sintesi a Viale dell'Astronomia non hanno dubbi: "In conclusione, con la vittoria del "No" sarebbe inevitabile una nuova recessione per l'economia italiana" e "il Paese, già estremamente provato, dovrebbe fronteggiare una nuova grave emergenza economica, con inevitabili spinte verso soluzioni populistiche".





Rispondi Citando
