
Originariamente Scritto da
montearcosu
La falsa privatizzazione di Tirrenia - Regione Autonoma della Sardegna
L'UNIONE SARDA - Trasporti e infrastrutture: La falsa privatizzazione di Tirrenia 29.06.2010
La Regione Sicilia ha il 37% dell'unica cordata rimasta in gara
La società è la Mediterranea holding che comprerà il gruppo per 10 milioni e assicura il mantenimento dei livelli occupazionali, con 211 esuberi. Tirrenia nelle mani della Regione Sicilia. La resa dei conti sulla privatizzazione della compagnia pubblica è arrivata ieri, ultimo giorno in cui le aziende interessate potevano presentare le offerte di acquisto vincolanti. E l'offerta è arrivata, ma solo dalla Mediterranea Holding: l'unica delle 16 società (e fondi) ad aver confermato la proposta presentata a febbraio. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli conferma: «La proposta è arrivata, la gara si farà». Fintecna, invece, la finanziaria che possiede il 100% del gruppo, non parla. «Un silenzio inspiegabile» anche per il segretario della Uilt Giuseppe Caronia , visto che si tratta di atti ufficiali. Fuori il fondo britannico Cinven, rimasto in forse sino all'ultimo. LA PROPOSTA Sembra che la Mediterranea, costituta appositamente per l'operazione dalla Regione Sicilia (che detiene il 37% delle azioni) insieme all'armatore greco Alexandros Tomasos (30,5%), al Gruppo Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia con il 3% e la famiglia Busi (3%) comprerebbe il gruppo per soli 10 milioni di euro. La società però, si accollerebbe i debiti di Tirrenia, con un saldo positivo di circa 100 milioni. LE REAZIONI Tutti d'accordo i sindacati per la conferma della gara. «Se non fosse arrivata alcuna offerta sarebbe stato un disastro», dice Beniamino Leone della Fit Cisl. Più critico Giuseppe Caronia: «Rimane il giudizio negativo su come è stata impostata la vendita, sull'unica procedura, sul fatto che sia stata accorpata la Siremar. Ma di certo sarebbe stato peggio se la gara fosse andata deserta». In questo caso era stata ipotizzata la liquidazione della società anche se qualche dubbio era stato avanzato anche sulla validità della gara con un unico acquirente. «La vendita resta in piedi a meno che non sia stata prevista una specifica clausola nel bando», aggiunge Massimo Deiana , ordinario di diritto dei Trasporti all'Università di Cagliari. Per il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso , «occorre convocare subito un tavolo di concertazione per uscire dalla confusione che ha caratterizzato la vicenda». Sulla stessa linea il segretario nazionale dell'Ugl Trasporti, Roberto Panella . «La Tirrenia tornerà in Sicilia dopo 100 anni», precisa il presidente della Regione Raffaele Lombardo . «Non si tratta di salvare un rottame ma di rilanciare un soggetto che potrà contribuire allo sviluppo della Sicilia confermando quel naturale ruolo che le appartiene di epicentro dei traffici marittimi sul Mediterraneo». LE TAPPE Se l'offerta sarà comunque ritenuta valida la commissione aggiudicherà la gara e si passerà all'esame della proposta economica. Nel caso non fosse ritenuta soddisfacente dall'attuale azionista, invece, si potrebbe aprire una contrattazione essendo Mediterranea holding l'unico rimasto in corsa. «Finalmente potremo entrare nel merito della vicenda», aggiunge Leone. Anche perché soltanto adesso saranno messi a disposizione della società tutti i documenti, «compresi quelli sensibili, come ad esempio eventuali accordi commerciali», precisa Caronia, «che consentono di fare richieste più precise». Solo qualche giorno fa la società aveva annunciato che in caso di acquisto avrebbe mantenuto i livelli occupazionali previsti dal piano di Tirrenia con 211 esuberi: 196 della capogruppo e 15 di Siremar. RASSICURAZIONI Tirrenia sarà venduta, quindi, ma a preoccupare è il passaggio a un'altra amministrazione pubblica, la Regione Sicilia. «È un fatto che preoccupa ma aspettiamo il piano prima di esprimere un giudizio compiuto», dice il segretario regionale di Adiconsum, Giorgio Vargiu . «Ma a prescindere da chi vincerà, l'importante è che la situazione dell'acquirente sia vagliata, in modo da garantire qualità e affidabilità del servizio». Garanzia che arriva dallo stesso ministro Matteoli: «Tutte le regioni saranno garantite, compresa la Sardegna». SCIOPERO Ma i dubbi dei sindacati riguardano anche la vendita della controllata sarda, Saremar. «Non abbiamo avuto le garanzie richieste», sottolinea il segretario della Uilt sarda, Pierfranco Meloni . «Finora sono state disattese le promesse di stabilizzazione dei precari». È stato dunque indetto uno sciopero per i lavoratori Saremar (il 6 e 7 luglio). Stop anche per i dipendenti di Tirrenia dal pomeriggio del 6. ANNALISA BERNARDINI
peggio di così?