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    Predefinito Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti
    Non può essere solo fortuna. L’Italia fino ad ora non è stata toccata dalla jihad per una serie di motivi. Molti dei quali NON sono per niente rassicuranti
    di Fulvio Scaglione
    21 Agosto 2017 - 080
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    Avvertenza: questo articolo viene scritto con una mano sola, essendo l’altra impegnata a toccar ferro. Perché il tema mette paura, ed è la convinzione, ormai diffusa nella stampa internazionale dopo la strage di Barcellona, che l’Italia goda di una sorta di immunità rispetto al terrorismo islamista. Che colpisce in tutta Europa (Francia, Regno Unito, Spagna, Germania, Russia, Belgio, Olanda, persino in Finlandia) ma non nel Bel Paese.

    Alcune cose possiamo darle per scontate. Non può essere solo fortuna, per esempio, e nemmeno possiamo credere che l’islamismo radicale si sia scordato dell’esistenza dell’Italia. A questo presunto stato di grazia vengono date risposte diverse. Ma il fatto più curioso è questo: il dibattito infuria all’estero, mentre noi italiani ci limitiamo a godere della relativa quiete e, appunto, a toccar ferro. Immaginiamo che nelle segrete stanze dove si regolano le sorti del Paese se ne discuta. Ma che il dibattito non diventi pubblico perché una franca e aperta discussione magari ci costringerebbe ad ammettere che ci salviamo dal terrorismo islamista più per i nostri “difetti” che per i nostri “pregi”.

    Tanto per cominciare: è diffusa presso molti italiani la convinzione che i massicci flussi migratori degli ultimi anni portino con sé un “rischio terrorismo”. Ma è buffo che a crederlo siamo proprio noi, cittadini di un Paese che da solo accoglie gran parte (il 50% nel 2016, con il 48% della Grecia e gli spiccioli alla Spagna) dei migranti e nello stesso tempo risulta indenne agli attentati. D’altra parte, ed è la tragedia di Barcellona a confermarlo, quasi tutte le uccisioni di stampo islamista sono avvenute per mano di cittadini europei (Parigi, Nizza, Bruxelles, Londra…) o di immigrati regolari, con tanto di permesso di soggiorno e di lavoro. Che c’entrano dunque i barconi?

    Quasi tutte le uccisioni di stampo islamista sono avvenute per mano di cittadini europei (Parigi, Nizza, Bruxelles, Londra…) o di immigrati regolari, con tanto di permesso di soggiorno e di lavoro. Che c’entrano dunque i barconi?
    Un’altra spiegazione, molto sociologica e molto razionale, considera la composizione delle comunità di origine straniera e spiega che in Italia ci sono molti meno immigrati di seconda e terza generazione, quelli che maturano le maggiori aspettative rispetto al Paese che “adottò” i genitori o i nonni e in cui essi stessi sono nati, e che sono quindi a maggior rischio di frustrazione. Potenzialmente, i più sensibili al richiamo della radicalizzazione islamista. È senz’altro possibile che questo fattore abbia una sua importanza. In effetti, due dei Paesi più colpiti dal terrorismo, Francia e Regno Unito, hanno un’alta percentuale di seconda generazione, rispettivamente il 30,7 e il 20,5% del totale degli immigrati. Però l’Italia, ci dice Eurostat (dati 2014), ha più seconda generazione (5,1%) della Spagna ( 3,3%) e del Belgio (4,3%) dove si sono avuti gesti efferati. E poi, siamo onesti: in Italia non vive nemmeno uno squilibrato, un fanatico con un coltello, un matto con la patente? Nemmeno uno?

    Un altro luogo comune di cui dovremmo forse sbarazzarci, proprio considerando lo stellone italico, è che la politica abbia una qualche influenza diretta su questo genere di eventi. L’Italia tuttora regola l’immigrazione (ok, è una battuta) con una legge che prende il nome da Umberto Bossi e Gianfranco Fini. Esponenti forse obsoleti di orientamenti politici che, invece, sono vivi e vegeti e che tuttora indicano nell’islam il padre naturale del terrorismo e lo spettro più inquietante per il nostro futuro. L’Ismu però ci dice che del milione e mezzo di musulmani residenti in Italia nel 2016, circa il 40% è concentrato nelle regioni a guida leghista di Lombardia e Veneto, con un altro 20% complessivo tra Emilia Romagna e Piemonte. L’ideologia, quindi, non conta nulla. Conta il lavoro. Lo ha fatto notare in un recente studio Michele Groppi, specialista dei temi della difesa e del terrorismo, rilevando che tra i musulmani d’Italia il tasso di disoccupazione è all’8%, cioè inferiore alla media nazionale che è dell’11%. Il che fa pensare due cose. La prima è che il lavoro c’è: poco qualificato e mal pagato, come sempre succede agli immigrati in qualunque Paese, ma c’è. Anche nelle regioni dove per ragioni politiche si sostiene il contrario. E che per far star tranquilla la gente (ripetiamolo: nemmeno un matto col coltello) un po’ di sudore e un salario servano più di tanti pipponi sui valori e sull’italianità.

    E poi ci sono gli innominabili. Ovvero quei motivi che non vorremmo ammettere, che ci fanno orrore ma che dovremmo pur considerare, se volessimo davvero discutere del fatto che il terrorismo islamista colpisce ovunque tranne che da noi. Il primo è l’azione delle forze di sicurezza e della magistratura. Un esperto come Edward Luttwak ha spiegato bene la questione. I terroristi, dice, sono per definizione imprevedibili. Non puoi sapere in anticipo cosa faranno o dove attaccheranno. L’unico sistema efficace è seguire i sospetti ventiquattr’ore su 24, sette giorni su 7. Non potendo però seguire centinaia, a volte migliaia di persone, il segreto è sfoltire la lista dei sospetti. Gli italiani ci riescono e Luttwak si è più volte sperticato in elogi per i sistemi da noi impiegati: intercettazioni, quindi controlli sulle persone (quasi 200 mila nei primi sette mesi del 2017) arresti ed espulsioni (67 nel 2017) al minimo pretesto.

    Tra i musulmani d’Italia il tasso di disoccupazione è all’8%, cioè inferiore alla media nazionale che è dell’11%.Forse per far star tranquilla la gente (ripetiamolo: nemmeno un matto col coltello) un po’ di sudore e un salario servano più di tanti pipponi sui valori e sull’italianità
    Il che non è esattamente un trionfo del garantismo. Ed è almeno paradossale, per un Paese che poche settimane fa ha approvato una riforma del processo penale con delega al Governo per la definizione degli aspetti più controversi, uno dei quali è appunto la disciplina delle intercettazioni, di cui peraltro si è discusso per anni e anni. Molto italianamente, la riforma da un lato legittima come strumento d’intercettazione anche i cosiddetti “captatori informatici”, ovvero i virus trojan (pur limitandoli ai soli procedimenti per delitti di criminalità organizzata); dall’altro, consente le intercettazioni, tutte, solo “quando vi sono gravi indizi di reato”. Il che non pare il sistema migliore per sfoltire la famosa lista dei sospetti che secondo Luttwak sta alla base della strategia anti-terrorismo.

    E poi c’è il tabù, affrontato mal volentieri da tutti e rimosso quando qualche voce isolata prova a parlarne. E se dovessimo dir grazie anche alle mafie? Non è un mistero per nessuno che i gruppi della criminalità organizzata esercitano, in diverse regioni soprattutto del Sud, un rigoroso controllo parallelo del territorio parallelo a quello dello Stato. E che ai loro affari non sarebbe di alcun giovamento il trambusto e la mobilitazione (dell’opinione pubblica, della politica e soprattutto dei servizi di sicurezza) che seguirebbero ad attentati o a gesti violenti comunque riconducibili al terrorismo. La tesi di tanto in tanto emerge e non pare così assurda. È il corollario che fa spavento: tutto il mondo ha paura del terrorismo islamista tranne i criminali che abbiamo già in casa.

    Il terrorismo non ha colpito l?Italia? Ringraziamo i nostri difetti - Linkiesta.it

  2. #2
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Credo che la presenza della mafia sia l'unico vero motivo, anche se vorrebbe dire che questi hanno un tale controllo del territorio che non si muove paglia senza il loro consenso. Qualche matto mina vagante che è andato in giro con l'accetta in mano (o era un piccone) ce l'abbiamo avuto anche noi...
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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  3. #3
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    1. SE VI STATE CHIEDENDO PERCHE’ L’ITALIA NON E’ MAI STATA ATTACCATA DAL TERRORISMO ISLAMICO, BUTTATE UN OCCHIO AGLI ACCORDI SEGRETI CHE IN PASSATO CI HANNO “SALVATO”
    2. FU ALDO MORO IL PRIMO GARANTE DI INTESE AMBIGUE COL TERRORISMO ARABO, A COMINCIARE DAI PALESTINESI DELL'OLP FINO A GHEDDAFI, MOLTO AGGRESSIVO CON L'ITALIA
    3. ESISTEVA UN PATTO NON SCRITTO TRA SERVIZI SEGRETI ITALIANI, L'ENI, L'OLP E STATI DEL MONDO ISLAMICO. OVVERO CONCEDERE, NEL NOSTRO PAESE, MANO LIBERA AI TERRORISTI NELLE LORO ATTIVITÀ CONTRO ALTRI PAESI, IN CAMBIO DI 'NON BELLIGERANZA'. E OGGI...

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    Aldo Moro
    ALDO MORO
    Paolo Guzzanti per “il Giornale”

    Tocchiamo ferro: tutto può succedere, ma è un fatto che solo l'Italia finora è stata risparmiata da stragi del terrorismo islamico come quelle che hanno insanguinato Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio e Stati Uniti. Sappiamo dall'intelligence che sono in arrivo tremila terroristi specializzati per l'attaccare l'Europa, e che i servizi segreti sono impegnati in una guerra estrema fatta di tecnologia e intercettazioni.

    GIULIO ANDREOTTI CON IL COPRICAPO ARABO
    GIULIO ANDREOTTI CON IL COPRICAPO ARABO
    É un dato di fatto che l'Italia la sta facendo franca da decenni, rispetto agli altri Stati colpiti dal terrorismo. Fra pochi mesi, nel maggio 2018, saranno trascorsi quarant'anni dall'assassinio del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Fu questo statista il garante di patti segreti e contratti indecenti fra cui quello con il mondo islamico, a cominciare dai palestinesi dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e con Gheddafi, all' epoca molto aggressivo nei confronti dell' Italia che, pure, aveva favorito il colpo di Stato nel 1969.
    CRAXI E ARAFAT
    CRAXI E ARAFAT

    Quella politica di accordi segreti e non sempre decenti col mondo islamico fu poi battezzata con il nome di «lodo Moro» e consisteva in un patto non scritto tra servizi segreti italiani, l' Eni, l' Olp palestinese e Stati del mondo islamico. Rispetto alla Francia e all' Inghilterra, l' Italia aveva il vantaggio di aver perso le colonie e si era risparmiata anche le feroci guerre di decolonizzazione.

    Il «lodo» consisteva nel concedere mano libera ai terroristi islamici in Italia nelle loro attività contro altri Paesi, risparmiando il nostro: occhi chiusi e portafoglio aperto erano gli strumenti di quella politica. In Libano il colonnello Stefano Giovannone del servizio segreto italiano svolgeva il ruolo di abile smistatore di richieste e scambi.
    ARAFAT E ANDREOTTI
    ARAFAT E ANDREOTTI

    Su tutto lo scacchiere mediorientale e dell'Europa dell' Est, l' Eni svolgeva una sua politica energetica totalmente autonoma dal governo, fin dalla sua fondazione quando aveva al comando l' ex partigiano cattolico Enrico Mattei, che per la sua intraprendenza fu fatto precipitare con il suo aereo sabotato, sembra, dai servizi segreti francesi.

    ARAFAT E CRAXI
    ARAFAT E CRAXI
    Questa losca ma operativa «pax islamica» fu interrotta da gravi e sanguinose eccezioni. Nel 1985 un attacco palestinese all' aeroporto di Fiumicino e alla Sinagoga del Ghetto ebraico romano si concluse con una decina di morti. Nello stesso anno i palestinesi di Forza 17 dirottarono la nave italiana Achille Lauro dove trucidarono il cittadino ebreo americano Leon Klinghoffer paralizzato su una sedia a rotelle, delitto che portò ad una tensione altissima durante il governo Craxi, con soldati americani e carabinieri italiani nella base siciliana della Nato a Sigonella. Molti, fra cui chi scrive (come ex presidente della Commissione parlamentare d' inchiesta Mitrokhin) ritengono che la strage di Bologna del 2 agosto 1980 fosse un atto di rappresaglia violazione del «lodo Moro» seguita agli arresti di alcuni membri del gruppo palestinese Fplp di George Abbash.

    GIULIO ANDREOTTI CON IL COPRICAPO ARABO
    GIULIO ANDREOTTI CON IL COPRICAPO ARABO
    Grazie allo stesso patto agiva indisturbato in Italia il terrorista Ilich Ramirez Sànchez, detto «Carlos lo sciacallo» che agiva per conto di molti gruppi terroristici arabi e su direttive della Stasi della Germania orientale attraverso la centrale del Kgb di Budapest. Carlos dall' ergastolo parigino mandò più volte messaggi in chiaro sulle responsabilità della strage di Bologna. A Parigi nel 2005 andai a raccogliere la testimonianza del giudice Jean-Luis Bruguière, il «Falcone francese» che aveva fatto condannare Carlos, il quale rivelò retroscena del tutto ignorati anche sull' attentato al papa Giovanni Paolo Secondo l' undici maggio 1981.

    L' Italia godeva ancora dei privilegi di uno Stato-cerniera fra Ovest ed Est, fino alla fine della guerra fredda nel 1989, che determinò la vendetta americana inglese e francese contro la classe dirigente italiana con un' operazione del Fbi «Clean Hands», poi nota come «Mani Pulite», orchestrata dal FBI con la partecipazione del procuratore Rudolph Giuliani, concedendo di fatto mano libera alla successione dei comunisti di Achille Occhetto la cui ascesa fu bloccata dalla famosa «discesa in campo» di Silvio Berlusconi. Il lato americano dell' operazione «Clean hands» è narrata in ogni dettaglio in «The Italian Guillotine» di Burnett e Mantovani, mai tradotto in italiano.

    berlusconi tajani
    BERLUSCONI TAJANI
    Erano tramontati i tempi del «lodo Moro», ma l' Italia aveva comunque immagazzinato l' esperienza di decenni, poi dispiegata in con una nuova strategia dal governo Berlusconi per fronteggiare attraverso la Libia di Gheddafi l' esodo dall' Africa in Europa. Quella politica che è stata in questi giorni riproposta da Berlusconi e Tajani per una polizia confederata europea che metta insieme tutte le capacità ed esperienze.

    Finora i nostri servizi segreti godono della fama meritata grazie allo scampato pericolo. Secondo il politologo americano Edward Luttwak, l' Italia ha sviluppato una strategia efficace contro il terrorismo islamico e dovrebbe essere presa ad esempio. Sarà il futuro immediato a dire se Luttwak eccede o no nella sua valutazione della capacità italiana di tenersi alla larga dalla furia islamica.

    se vi state chiedendo perche? l?italia non e? mai stata attaccata dal terrorismo islamico, leggete - Cronache

  4. #4
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Citazione Originariamente Scritto da foglia Visualizza Messaggio
    Credo che la presenza della mafia sia l'unico vero motivo, anche se vorrebbe dire che questi hanno un tale controllo del territorio che non si muove paglia senza il loro consenso. Qualche matto mina vagante che è andato in giro con l'accetta in mano (o era un piccone) ce l'abbiamo avuto anche noi...
    È una concezione "idealizzata" di mafia che si avvicina alla verità solo in poche e marginali zone d'Italia, dove la presenza di musulmani è presumibilmente scarsa o nulla.

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  5. #5
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    ringraziamo i servizi segreti migliori al mondo, come ci è stato detto in tivvù

  6. #6
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Io sarò complottista ma secondo me esiste un nuovo "Lodo Moro"

  7. #7
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Citazione Originariamente Scritto da spaghettihouse Visualizza Messaggio
    Io sarò complottista ma secondo me esiste un nuovo "Lodo Moro"
    Se esistesse non ci sarebbero le espulsioni dei sospettati.

  8. #8
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Citazione Originariamente Scritto da spaghettihouse Visualizza Messaggio
    Io sarò complottista ma secondo me esiste un nuovo "Lodo Moro"
    No

  9. #9
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Se esistesse non ci sarebbero le espulsioni dei sospettati.
    Ma infatti ho detto che sono complottista, non avendo prove rimango con il complotto, però è davvero incredibile non aver avuto attentati dal 2014 ad oggi

  10. #10
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    Predefinito Re: Il terrorismo non ha colpito l’Italia? Ringraziamo i nostri difetti

    Ci sarebbe anche il vecchio adagio che l'Italia non conta niente e quindi nessuno avrebbe interesse a 'spaventarla'
    La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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