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Discussione: Maestri e Tradizione

  1. #1
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    Predefinito Maestri e Tradizione

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Già..una domanda senza polemica..
    Il Buddha aveva una forma tradizionale o si poneva oltre tutte le tradizioni..?
    Rispettava le regole dei bramini oppure diceva cose diverse?..
    Capisco che una domanda banale..a posteriori..in quanto i Maestri sono venuti per completare e non per distruggere...ma siamo sicuri che al loro tempo venissero considerati continuatori e non semplici furfanti..dagli esponenti della tradizione di provenienza..?
    Si certo che la domanda è lecita. Ed è una domanda di non di facile soluzione. Hai perfettamente ragione nel sollevare il problema.

    Tento un'esitante e timida risposta.

    Sai, dire Buddha non basta; bisognerebbe precisare troppe cose. Bisognerebbe precisare se si intende parlare dei Pratyekabuddha o si intende il Buddha Shakyamuni, oppure precisare se si tratta dei Buddha precedenti a Shakyamuni o quelli del futuro, senza contare il Buddha primordiale e i cinque Jina Buddha e potrei continuare con il Buddha della medicina o i 35 Buddha che vengono spessissimo rappresentati nei monasteri, e potrei continuare. Una complicazione nella complicazione.

    Ma permettimi di usare un esempio tratto dall'Islam, che per molti versi è più comprensibile, e semplifica il problema.

    Vi sono tre termini:
    Rasul - Inviato da Dio;
    Nabi - Profeta;
    Wali - possiamo tradurlo con i maestri o amici di Dio.

    Semplificando, sappiamo che un Rasul è anche Nabi e Wali mentre un Wali non può che essere Wali. Un Rasul non ha una "tradizione di provenienza" ma ne è l'iniziatore. Un Wali si realizza solamente all'interno di una tradizione vivente.


    Il resto lo dice la storia sacra.

    Noi poveri esseri umani siamo veramente dei poveri ignoranti che brancolano nel buio, e l'unica luce la riceviamo dalla tradizione.

    Altro non so.
    Ultima modifica di Dorjiev; 09-01-10 alle 17:47

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev Visualizza Messaggio

    Noi poveri esseri umani siamo veramente dei poveri ignoranti che brancolano nel buio, e l'unica luce la riceviamo dalla tradizione.

    Altro non so.
    E appunto per questo tutto ciò che è fuori dalla tradizione ..intesa come antichità di una forma..lo reputiamo falso..new age..roba da poveri illusi..
    Questa teoria..che poi è una percezione..un'intuizione..si origina dal fatto che l'elemento exoterico in noi è dominante rispetto alla dimensione esoterica..interiore..e non intendo sentimentale..
    In epoche normali l'elemento esoterico si innesta in quello exoterico..e fuori ci sta solo l'errore..la deviazione..ma ai nostri tempi..quando le forme ormai sono quasi tutte dei vuoti simulacri ..simboli mal compresi..
    gusci vuoti ..l'esoterismo si afferma al di fuori di forme che non lo potrebbero più contenere..perchè ormai troppo degenerate..
    Il collegamento iniziatico allora cessa di essere una condizione obbligatoria per l'iniziazione ..e lo Spirito cerca nuove forme dove incarnarsi..e ciò sarebbe la discesa del Principio nel mondo..cosa che necessariamente avviene quando la religione non è più il centro dell'uomo ma solo un'appartenenza che solletica l'orgoglio identitario..
    Allora la Tradizione appare nella sua purezza..e ristabisce l'Ordine..e l'Ordine è l'Ortodossia..l'identità Atman Brahman..il Principio che appare nel mondo pur rimanendo Principio..e come dice Giovanni..La Luce cammina nelle tenebre..ma le tenebre non l'hanno riconosciuta..o pochi lo hanno fatto..
    Riconoscere la Luce..è un atto interiore..esoterico..il Guru interiore che riconosce il Guru esteriore..e dal momento che il Guru è solo un tramite..è possibile che aiuti l'iniziando anche se il Maestro non è illuminato..a condizione però che esprima la dottrina in modo ortodosso..cioè vero..e che poi infonda fiducia..
    La storiella zen del Maestro che si sfracella mentre il discepolo vola rende l'idea..
    Così per chi ha ricevuto la Luce..poco importa se il Maestro sia un furfante o un grande saggio...o un Avatara..il Maestro ha ammorbidito la mente e qualcosa di superiore....il proprio centro..è apparso..e il Viaggio è cominciato..
    Ecco..la Tradizione è questa percezione interiore....che poi si identifica con l'esoterismo..e l'exoterismo sono le tecniche che strutturano praticamente il lavoro interiore..per cui non esiste esoterismo senza exoterismo..almeno sul piano della manifestazione che poi è il nostro..
    Cosa c'entra ciò col buddismo..o il Buddha..?
    C'entra nella misura in cui il Buddha è la Verità..e la Verità brilla in chiunque la sappia percepire..ed ha lo stesso sapore in chiunque la possieda a prescindere poi dal corpo che la sostiene nel mondo..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Così per chi ha ricevuto la Luce..poco importa se il Maestro sia un furfante o un grande saggio...o un Avatara..il Maestro ha ammorbidito
    la mente e qualcosa di superiore....il proprio centro..è apparso..e il Viaggio è cominciato..
    Ecco..la Tradizione è questa percezione interiore....
    Strepitoso...

    I veri maestri hanno sempre stravolto la Tradizione "corrente", e quando si leggono queste frasi io sento che questa semplificazione è in atto.
    Ogni Vero Maestro ha semplificato sempre di più l'accesso alla Conoscenza e nel fare questo ha lasciato per strada pezzi di umanità che non ha accettato la semplificazione ed è per questo che i Maestri non vengono riconosciuti.
    Quando si tolgono le impalcature, i riti, le infrastrutture, l'uomo rimane senza appigli. Questa è la dimostrazione non solo che c'è ancora qualcosa dentro di lui di complicato che lo condiziona, ma che questa sua esperienza che lui pensa sia un'esperienza spirituale non è basata sulla Verità ( semplice per sua natura ), ma su una Tradizione.
    La Vera Tradizione è questa percezione interiore.
    Qualsiasi religione, come può essere il Buddhismo, può avere tutti gli attributi che vogliamo affibiargli perchè la base delle religioni è che ci sia una relazione,... o che non ci sia una relazione (ateo), tra il credente e la sua divinità , ma in tutti i due casi stiamo parlando di una relazione, quindi di una SEPARAZIONE.
    Se le religioni sono fonte di separazione quale possibilità di salvezza hanno gli uomini che si affidano ad esse...mah?
    L' unica nostra possibilità é l'Unione: essere un tutt'uno con la Verità che è l'essenza del nostro Sè,...e queste sono solo parole.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Già..una domanda senza polemica..
    Il Buddha aveva una forma tradizionale o si poneva oltre tutte le tradizioni..?
    Rispettava le regole dei bramini oppure diceva cose diverse?..
    Capisco che una domanda banale..a posteriori..in quanto i Maestri sono venuti per completare e non per distruggere...ma siamo sicuri che al loro tempo venissero considerati continuatori e non semplici furfanti..dagli esponenti della tradizione di provenienza..?
    "...non essendo condizionato dal tempo egli è il Maestro persino degli antichi"

    la tradizione è ciò che è...è il Dharma e non ce ne sono due
    il problema è che non è trasmissibile a parole

    in uno dei suoi discorsi il Buddha aveva calcato la mano contro coloro che si oppongono ai sutra non ancora uditi

    mi azzardo a fare un commento....e non essendo un buddha potete ovviamente criticarmi

    se il sutra non è stato mai pronunciato prima occorre quella che io definisco intuizione per comprendere che il livello dell'enunciazione è quello di un sutra ....ovvero di un filo ovvero parte di una rete universale altrimenti detta dharma
    quindi chi ha orecchie intende....e le orecchie per intendere un buddha sono quelle dei bodhisattva o giù di li
    agli esseri comuni occorre una certificazione esteriore, qualcuno la chiama tradizione, ma secondo me è un errore usare questo termine in questo contesto riduttivo
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    [I]".......e le orecchie per intendere un buddha sono quelle dei bodhisattva o giù di li
    agli esseri comuni occorre una certificazione esteriore, qualcuno la chiama tradizione, ma secondo me è un errore usare questo termine in questo contesto riduttivo
    Quale certificazione esteriore più autorevole dell'ex presidente del nasdaq Madorf ..? Poi sappiamo come è finita..
    Anche chi seguì Osho in USA poi si trovò a piedi.. ..si immaginavano tutti un futuro radioso..e si ritrovarono con le pezze al culo..e..tra l'altro...è proprio in queste cose che si riconosce il Maestro..si riconosce se il Maestro ha mantenuto la parola di toglierti tutto..e lo ha fatto..!..
    Il Maestro vero ti toglie tutto..anche la fiducia nelle certificazioni esteriori..
    rimane solo la certificazione interiore..o la pazzia....ma non è detto che il viaggio interiore è rischioso..? ..Chi ha fiducia però teme solo le false certezze..dolci all'inizio e amare alla fine..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Strepitoso...
    Più che altro sono cose ovvie..almeno per chi ha masticato qualcosa che proveniva da quel centro esoterico del mondo a cui attingono i Maestri veri che se ne ridono di tutte le teologie e religioni dell'Universo..e che giocano con i sassi colorati sulla spiaggia.....ma vallo a far capire..!..
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    La cosiddetta "Tradizione" è la scia sulla quale s'innestano via via i passi dei maestri: e poco importa che l'ambiente in cui si manifestano li accolga, li riconosca o no....e poco importa se le connotazioni esteriori siano dissimili tra loro: quel che conta è il cuore del messaggio.

    Occorre avere il coraggio di ammettere che non tutti coloro che si raccolgono intorno ad un maestro resteranno con lui, fedeli al suo insegnamento: di due che saranno stati ai suoi piedi ad ascoltare uno andrà per altre strade...e molti con lui. Resterà solo chi era già "suo" da "prima".

    Nessuna "certificazione" garantisce alcunchè all'interiorità di colui che alla fine si allontanerà...e nemmeno a colui che resterà fedele.

    E' il mistero di ciò che dev'essere e che non ci è dato conoscere.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum
    Occorre avere il coraggio di ammettere che non tutti coloro che si raccolgono intorno ad un maestro resteranno con lui, fedeli al suo insegnamento: di due che saranno stati ai suoi piedi ad ascoltare uno andrà per altre strade...e molti con lui. Resterà solo chi era già "suo" da "prima".
    Nessuna "certificazione" garantisce alcunchè all'interiorità di colui che alla fine si allontanerà...e nemmeno a colui che resterà fedele.
    E' il mistero di ciò che dev'essere e che non ci è dato conoscere.
    Quello che dici è vero se i discepoli non si facessero più sentire, ma visto che si muovono, allora viene alla luce qual'è stato il loro rapporto con il Maestro.

    L'insegnamento di un vero Maestro è , come dice testadiprazzo , di ripulirti da tutta l'immondizia che ti porti appresso.
    Con immondizia intendo tutto quello che la nostra mente ha creduto di sapere sulla Vita: i concetti, i giudizi, i pre-giudizi.

    Se un discepolo ha la fortuna di risvegliarsi da quella che era la sua "vecchia" vita possono avvenire diverse cose:

    un discepolo ama il suo Maestro e ne ha bisogno per tutta la vita perchè E' il Maestro che "neutralizza" la sua mente, il discepolo non ha questa capacità, sebbene conosca bene come neutralizzarla ( glielo insegna il Maestro).
    Se muore il Maestro mentre il discepolo è in vita il discepolo si trova nella situazione di conoscere perfettamente l'insegnamento teorico del Maestro, ma non riesce a metterlo in pratica,..e qui nascono le Religioni.
    Se muore fra le braccia del Maestro potrebbe morire anche da illuminato.
    ...
    un discepolo riesce a realizzare l'insegnamento del Maestro, e comprende che quel Maestro che era in carne ed ossa davanti a lui è anche dentro se stesso, ma in generale ha realizzato come riconoscere la Verità perchè il Maestro gli ha insegnato ha essere un tutt'uno con quell'Essenza.

    Ora, questo discepolo iluminato, potrebbe dire che è lui un nuovo Maestro ???

    Potrebbe farlo, ma nel momento che lo fa perde la sua illuminazione, perchè da spazio ha quella "vocina" che i Maestri stessi hanno dovuto combattere e può accadere che possa usare la sua Conoscenza per farsi strada nel mondo. E' un grande potere...come si dice...vendere l'anima al diavolo.

    I discepoli che hanno veramente realizzato gli insegnamenti del Maestro sono liberi da tutto,.. anche dal Maestro, (infatti se un discepolo ha ancora bisogno del Maestro che liberazione è ? ), questa è la Vera liberazione.
    Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire :...ma la devozione... la riconoscenza dove vanno a finire ?
    I veri Maestri desiderano che voi siate devoti a una cosa sola: la Verità.
    Ce l'hanno comunicata... ce l'hanno insegnata ...ce l'hanno fatta amare,...e abbiamo pianto quando quella Verità ci ha trapassato il cuore, ma se pensiamo solo per un attimo che la Verità possa uscire da una bocca sola, allora siamo di nuovo da capo.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 10-01-10 alle 03:32

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Più che altro sono cose ovvie..almeno per chi ha masticato qualcosa che proveniva da quel centro esoterico del mondo a cui attingono i Maestri veri che se ne ridono di tutte le teologie e religioni dell'Universo..e che giocano con i sassi colorati sulla spiaggia.....ma vallo a far capire..!..
    <<...supponendo di incontrare un Vero Maestro, da che cosa lo riconosceresti?

    Un vero Maestro è un anima umana (qualunque siano le sue sembianze terrestri – sesso, colore, civiltà…) che ha realizzato tutte le promesse di perfezione dell’uomo, dopo sforzi ininterrotti, perseguiti nella stessa direzione durante numerose incarnazioni successive.
    Un Anima così eccezionale è chiamata nella Bhagavad Gita, un Mahatma. Un vero Maestro ha percorso tutte le tappe consigliate dall’oracolo di Delfi.
    Per tentare di raffigurare lo stato di perfezione, di conoscenza e di potere raggiunto da un Mahatma, bisogna correggere la propria ottica su diversi punti fondamentali...


    Quei Maestri sono venuti come Riformatori, e non come Fondatori di religioni.

    Ma lo Spirito della Religione – il carattere universale dell’insegnamento di ogni Maestro – è stato presto perduto sotto la lettera morta dei commentari e dei dogmi, e il Maestro stesso è stato a volte considerato come il rappresentante unico di Dio, inviato come salvatore di un “popolo eletto” particolare.

    Possa la Luce dei Maestri risplendere sempre sul nostro Sentiero...

    Il Maestro non impone nulla al discepolo: egli raddrizza la sua traiettoria spirituale. In qualche modo, il Maestro aiuta il discepolo a partorirsi da sé - facendo nascere in lui "l'Uomo Nuovo", mentre muore il "vecchio uomo". >>



    Questi sono stralci di un insegnamento di un certo Giuseppe Bufalo, sono istruttivi, infatti continua (e ora si dipana l'origine di dette teorie):


    << L’esistenza di una Fraternità attiva di Maestri di Saggezza attraverso il mondo intero è una delle idee chiave della Teosofia...

    La Teosofia invita a decifrare le parole dei Grandi Maestri conosciuti, come Krishna, Buddha e Gesù (in ordine cronologica), con uno spirito di apertura, allo scopo di distinguere non solo le convergenze evidenti dei loro insegnamenti, ma anche l’identità profonda del loro messaggio su tutti i punti essenziali concernenti l’uomo, il suo divenire e la vera religione...

    Il vero aspetto di questi Maestri rimane sconosciuto al pubblico...

    La Scuola dei maestri di cui ha parlato H.P.Blavatsky è quella dei Grandi Salvatori che il Buddhismo chiama i Bodhisattva.

    I Maestri sono i più Grandi Iniziati della Terra; Guardiani dei segreti dell'Iniziazione, Essi sono sempre pronti ad accogliere il discepolo che si è veramente qualificato per entrare nella loro cerchia. Madame Blavatsky ha rivelato al mondo che la Porta è aperta per quelli che desiderano entrarci e aderiscono a tutti i sacrifici richiesti.

    Madame Blavatsky ed i suoi discepoli hanno dispiegato grandi sforzi per provare l'esistenza dei Maestri, uomini viventi, in carne ed ossa.>>


    Fonte:Corso di Teosofia



    Ecco cosa mi fa venire in mente questo continuo parlare di Maestri, il mio pensiero corre verso la "Società Teosofica" fondata dalla Blavatsky. Il mio pensiero corre alle teorie della Società Teosofica, verso le teorie del Logos Solare con la sua trinità, i sette raggi, per poi arrivare a Sanat Kumara e i tre Kumara chiamati Manu, Bodhisattva e Mahachohan, per approdare infine alla Loggia dei Maestri. Insomma questi vantati Maestri sono figli di queste teorie, sarebbe corretto e onesto affermarlo, invece di nascondere il tutto, sotto un velame di allusioni. Salvo non saperlo e quindi ritrovarsi divulgatori di teorie di cui non si conoscono l'origine.

    Esprimo infine un mio parere, che può essere tranquillamente contestato. Insomma preferisco percorrere i passi difficili ma sicuri, indicatomi da una "religione" (exoterismo/esoterismo) o una "tradizione", invece di avventurarmi in dubbiosi sentieri di una "pseudo-religione" (così Guénon definisce la Società Teosofica) o seguire liberi ricercatori e Maestri (Maestri che attingono "da quel centro esoterico". O forse si intende la Grande Loggia Bianca?), che alla fin fine, se si guarda bene, devono tutto alla Società Teosofica.

    Libero chiunque voglia fare il contrario o credere il contrario. Ma non spacciamole per cose "ovvie", perché ovvie non sono.
    Ultima modifica di Dorjiev; 10-01-10 alle 12:42

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il Buddhismo è ateo?

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev Visualizza Messaggio
    <<...supponendo di incontrare un Vero Maestro, da che cosa lo riconosceresti?

    Un vero Maestro è un anima umana (qualunque siano le sue sembianze terrestri – sesso, colore, civiltà…) che ha realizzato tutte le promesse di perfezione dell’uomo, dopo sforzi ininterrotti, perseguiti nella stessa direzione durante numerose incarnazioni successive.
    Un Anima così eccezionale è chiamata nella Bhagavad Gita, un Mahatma. Un vero Maestro ha percorso tutte le tappe consigliate dall’oracolo di Delfi.
    Per tentare di raffigurare lo stato di perfezione, di conoscenza e di potere raggiunto da un Mahatma, bisogna correggere la propria ottica su diversi punti fondamentali...


    Quei Maestri sono venuti come Riformatori, e non come Fondatori di religioni.

    Ma lo Spirito della Religione – il carattere universale dell’insegnamento di ogni Maestro – è stato presto perduto sotto la lettera morta dei commentari e dei dogmi, e il Maestro stesso è stato a volte considerato come il rappresentante unico di Dio, inviato come salvatore di un “popolo eletto” particolare.

    Possa la Luce dei Maestri risplendere sempre sul nostro Sentiero...

    Il Maestro non impone nulla al discepolo: egli raddrizza la sua traiettoria spirituale. In qualche modo, il Maestro aiuta il discepolo a partorirsi da sé - facendo nascere in lui "l'Uomo Nuovo", mentre muore il "vecchio uomo". >>



    Questi sono stralci di un insegnamento di un certo Giuseppe Bufalo, sono istruttivi, infatti continua (e ora si dipana l'origine di dette teorie):


    << L’esistenza di una Fraternità attiva di Maestri di Saggezza attraverso il mondo intero è una delle idee chiave della Teosofia...

    La Teosofia invita a decifrare le parole dei Grandi Maestri conosciuti, come Krishna, Buddha e Gesù (in ordine cronologica), con uno spirito di apertura, allo scopo di distinguere non solo le convergenze evidenti dei loro insegnamenti, ma anche l’identità profonda del loro messaggio su tutti i punti essenziali concernenti l’uomo, il suo divenire e la vera religione...

    Il vero aspetto di questi Maestri rimane sconosciuto al pubblico...

    La Scuola dei maestri di cui ha parlato H.P.Blavatsky è quella dei Grandi Salvatori che il Buddhismo chiama i Bodhisattva.

    I Maestri sono i più Grandi Iniziati della Terra; Guardiani dei segreti dell'Iniziazione, Essi sono sempre pronti ad accogliere il discepolo che si è veramente qualificato per entrare nella loro cerchia. Madame Blavatsky ha rivelato al mondo che la Porta è aperta per quelli che desiderano entrarci e aderiscono a tutti i sacrifici richiesti.

    Madame Blavatsky ed i suoi discepoli hanno dispiegato grandi sforzi per provare l'esistenza dei Maestri, uomini viventi, in carne ed ossa.>>


    Fonte:Corso di Teosofia



    Ecco cosa mi fa venire in mente questo continuo parlare di Maestri, il mio pensiero corre verso la "Società Teosofica" fondata dalla Blavatsky. Il mio pensiero corre alle teorie della Società Teosofica, verso le teorie del Logos Solare con la sua trinità, i sette raggi, per poi arrivare a Sanat Kumara e i tre Kumara chiamati Manu, Bodhisattva e Mahachohan, per approdare infine alla Loggia dei Maestri. Insomma questi vantati Maestri sono figli di queste teorie, sarebbe corretto e onesto affermarlo, invece di nascondere il tutto, sotto un velame di allusioni. Salvo non saperlo e quindi ritrovarsi divulgatori di teorie di cui non si conoscono l'origine.

    Esprimo infine un mio parere, che può essere tranquillamente contestato. Insomma preferisco percorrere i passi difficili ma sicuri, indicatomi da una "religione" (exoterismo/esoterismo) o una "tradizione", invece di avventurarmi in dubbiosi sentieri di una "pseudo-religione" (così Guénon definisce la Società Teosofica) o seguire liberi ricercatori e Maestri (Maestri che attingono "da quel centro esoterico". O forse si intende la Grande Loggia Bianca?), che alla fin fine, se si guarda bene, devono tutto alla Società Teosofica.

    Libero chiunque voglia fare il contrario o credere il contrario. Ma non spacciamole per cose "ovvie", perché ovvie non sono.
    Sulla Teosofia abbiamo lo stesso giudizio..e come potrebbe essere altrimenti..?
    La paccottaglia spiritualista non ha nulla a che vedere con i Maestri autentici..e intendo Ramana Maharshi..Gurdjjieff..Osho..Krishnamurti..etc..
    Siamo a un livello superiore...all'esoterismo vero ..alla trasmissione di quella Influenza Spirituale che non abbisogna di logge o fantasie varie..e infatti questi Maestri si rifanno alla purezza delle tecniche originarie di meditazione..e non all'emotività sconclusionata..
    Tra l'altro io non ho nulla contro le forme tradizionali....lamento solo che l'aspetto esteriore ed exoterico..cerimoniale e non rituale diventa dominante rispetto all'Essenza esoterica..quella appunto che è principale nei Maestri che ho citato..
    Spiace solo che si confondino le due cose..e che si sommi un Maestro..e dico Osho..con le scemenze new age..quando Lui è è nemico delle vie facili alla spiritualità..rendendo attuali tecniche antichissime come per esempio il vijnana bhairava tantra ..e accessibili a chi in Occidente sarebbe condannato a un perpetuo oblio di questa Conoscenza ammorbata dall'aspetto emotivo e sentimentalistico che da noi ha preso piede nella religione..
    Questo per dire che un Osho e un Guenon dicono le stesse cose rispetto alla dottrina..e ciò che muta è solo la funzione delle parole nei due..
    In Osho la parola serve a portare oltre le mente..in Guenon la parola serve a perfezionare la mente per renderla pronta al grande balzo..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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