Salve a tutti, nella discussione sulla doppia moneta sul nazionale ho notato che il concetto di aggio è abbastanza sconosciuto, pur essendo un concetto fondamentale per comprendere i cambi tra monete. Certamente tutti quelli che sono stati all'estero (soprattutto quando avevamo la lira) si saranno accorti come recandoci nei paesi con una moneta più debole della nostra abbiamo l'impressione che i prezzi locali siano bassi, mentre in paesi con moneta più forte (tipo il Giappone) abbiamo l'impressione che i prezzi siano molto alti e ci chiediamo come facciano i giapponesi a vivere. In realtà i prezzi non sono più alti o bassi (lo è solo in parte, in relazione ai differenti tassi di interesse e quindi ai "valori aggiunti", i quali variano anche all'interno di uno stesso paese quindi sono indipendenti dal cambio di moneta), ma con la nostra moneta al cambio ufficiale acquistiamo a parità di potere d'acquisto più o meno quantità della loro moneta; la differenza si chiama aggio. Questo è anche il motivo per cui troviamo incomprensibile il fatto che in alcuni paesi si viva con 40 euro al mese, mentre crediamo che quelli in cui i redditi medi sono di 2.000 siano paperoni. Tutti quelli che si recavano in Jugoslavia pensavano "beati loro" ad avere dei prezzi così bassi; in realtà non erano i prezzi ad essere bassi (nemmeno in rapporto ai loro salari), ma era che in cambio di 1.000 lire ci venivano date 1.500 lire nella loro moneta. In Giappone invece in cambio di 1.000 lire ci venivano date 700 lire nella loro moneta. Perché in realtà (come ho detto, lo è solo in parte, in relazione ovvero oltre ai differenti tassi di interesse e quindi ai relativi "valori aggiunti"), i 40 e 2.000 euro al mese sono in rapporto al cambio ufficiale con la nostra moneta, ma per loro il potere d'acquisto può essere molto diverso, perché il cambio ufficiale con la nostra moneta non è fissato sull'equivalente potere d'acquisto ma sulla legge domanda-offerta che è determinata anche dalle propensioni secondo le valutazioni sull'affidabilità percepita della moneta in questione, per cui non sarà mai pari, ma in cambio sarà chiesta/accettata una quantità netta minore o maggiore di quella moneta in potere d'acquisto. La differenza si chiama aggio, ed il suo significato è semplice spiegarlo: accetteresti di cambiare i tuoi euro con la moneta di un paese di merda senza industrie col reddito medio di 20 euro al mese che ha avuto 30 colpi di stato negli ultimi 10 anni e la cui moneta ha un inflazione a due cifre, alla pari di potere d'acquisto? Non credo. Per accettarla vorresti in cambio di ogni tuo euro (che ti permette l'acquisto di un chilo di zucchero) con la sua moneta equivalente all'acquisto odierno di 100-1.000-10.000 chili di zucchero. Ecco, quello a cui tu accetti di cambiarlo è il cambio ufficiale (perché così sarebbe per chiunque, e tutti assieme si fa "il mercato"), ma col tuo euro acquisti oggi un chilo di zucchero, con la sua moneta al cambio ufficiale equivalente al tuo euro acquisti oggi 100 chili di zucchero. Non mi pare difficile da capirlo. La quotazione è stabilita dagli scambi sul mercato, e la moneta segue la legge domanda-offerta. Sulla base di cosa la si scambia? Chi la scambia da una valutazione sulla base di qualcosa, della percezione che ne ha, cioè di con quanti beni può cambiare quella moneta. In teoria, se voglio cambiare una quantità di una moneta che permette l'acquisto di 1 kg di zucchero, accetterò di cambiarla con la quantità di un altra moneta che permetta sempre l'acquisto di 1 kg di zucchero; nella pratica accetterò di cambiarla con una quantità di moneta che permetta l'acquisto di 700 grammi di zucchero se so che tra tot tempo la mia moneta equivarrà a meno di 700 grammi di zucchero (cioè la mia moneta è soggetta ad inflazione). Quindi il valore che gli viene dato sottostà alle stesse regole delle option ovvero delle scommesse sportive con relative quotazioni. Un option vale un tot a seconda del momento. I cambi tra monete sottostanno alle stesse prassi sulla percezione delle probabilità, come le scommesse sportive, con le relative conseguenze. Da qui il concetto di moneta forte e moneta debole. Con quella debole compro MENO potere d'acquisto in quella forte, e viceversa. Quella forte *la pago* di più, quella debole *la pago* di meno. La differenza è l'aggio ed equivale concettualmente ad un premio assicurativo. Questo è il motivo per cui la lira era stata sottovalutata nel cambio con l'euro. Praticamente la valutazione si basava sulla prospettiva/probabilità di ottenere 700 grammi futuri con 1.935 lire, quando nel presente (e quindi al momento del cambio, 2002) si otteneva un chilo. Poniamo un caso in cui ci siano marco e lira, dotate di uguale affidabilità percepita sul mantenimento del loro valore e della loro convertibilità da parte del "signore". In una tale situazione con entrambe le equivalenti quantità al cambio ufficiale (che è determinato dal mercato secondo la legge domanda-offerta) si compra un chilo di zucchero. Ma se la lira viene percepita con probabilità statistiche meno affidabile dai punti di vista di mantenimento del valore ed affidabilità, il mercato non accetterà di cambiarle allo stesso valore in zucchero, ma per accettare lire in cambio di marchi esigerà un prezzo (come nelle scommesse sportive e nelle option, un premio come quello assicurativo possiamo paragonarlo) ovvero accetterà la quantità di lire che permette l'acquisto IN QUEL MOMENTO non di un chilo di zucchero, ma di 1,1 chili, in cambio della quantità di marchi che permettono l'acquisto di un chilo esatto. E' lo stesso discorso che accadeva con le monete di occupazione. Chi ha cambiato marchi a fronte di un cambio 1 chilo di zucchero = 1,25 chili ottiene il valore equivalente e quindi 0,25 chili in più, viceversa chi ha cambiato lire ottiene 0,25 chili in meno, e ciò determina matematicamente il raddoppio del prezzo dello zucchero nella moneta unica nel paese lira. Questa è la definizione pratica di moneta forte e moneta debole.




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