di Salvatore Impusino via Falcodestro.it
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Eccomi a parlarvi della fine di un sogno, iniziato due anni fa (nel 2008) con la nascita di un progetto unitario di libertà e terminato questo luglio, nel peggiore dei modi, con un atto di inaudita tracotanza e illiberalità.
Mi riferisco, lo avrete capito, alle vicende interne al PDL e alla “cacciata” dal partito di Gianfranco Fini, reo niente pò pò di meno che di aver osato contraddire il “presidentissimo” Silvio Berlusconi, colui che non intende ascoltare risposta diversa dal “SI”.
Il primo, proprio come il suo mentore, Giorgio Almirante, ha la dote, innata, di immaginare e precorrere il futuro; il secondo ha la stringente necessità di badare al presente (il proprio presente), nel timore di un domani dai presagi poco rassicuranti.
Lo scontro esplode nei giorni più torridi di Luglio e mette di fronte profeti di filosofie politiche che, negli anni, sono divenute inconciliabili: da un lato il Presidente della Camera e la prospettiva di un centrodestra europeo, moderno, sensibile ai bisogni della gente, scevro da rigide ideologie e pertanto capace di parlare, senza pregiudizi, ad ogni cittadino. Dall’altro il pensiero forte del premier, icona di un centrodestra improvvisato che vive giorno per giorno, incapace di darsi degli obiettivi e sordo rispetto ad ogni richiesta di organizzazione e strutturazione. Un mix di autoritarismo e populismo, mero riflesso del “Berlusconi pensiero”, che si regge in piedi – badate al paradosso – grazie al lavoro di gerarchi solitamente dediti alla genuflessione e in molti casi propensi al malcostume.
La battaglia, durissima, per mesi si gioca sul piano dei valori, dentro le mura del PDL: al centro l’idea di un Paese coeso e più solidale, i temi della giustizia, del lavoro e della libertà individuale. Un esempio lampante e ammirevole di dialettica interna che riesce a rianimare un partito “nato offeso” e fa riflettere sulla necessità di una svolta democratica e veramente liberale.
Ciò sino a quel maledetto 30 Luglio, il giorno della vergogna, dell’epurazione ma anche del risveglio delle coscienze.
Inizia a scriversi in quel momento la nostra nuova storia, ed il giorno dopo siamo già in viaggio verso l’avvenire. Destinazione futuro, destinazione libertà, ed il bene comune come unica meta.
N.B. Articolo pubblicato sul sito di Generazione Italia : Destinazione futuro, destinazione libertà | Generazione Italia




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