Depressione e suicidio, un rischio concreto

L'Italia si colloca tra i Paesi con i più bassi livelli di suicidialità sia a livello mondiale che europeo, ciononostante le morti per suicidio sono circa 4000 in un anno (Dati 2012). La quota maggiore di suicidi si registra tra le persone anziane: circa una persona suicida su 3 ha più di 70 anni, con una proporzione analoga per i due generi.
Nel nostro Paese si tratta della seconda causa di morte più frequente tra gli uomini di 15-29 anni, con un numero di vittime analogo a quello causato dai tumori (13% del totale) e inferiore solo a quello causato dagli incidenti stradali (35% del totale).

Le donne paiono meno estreme, tuttavia anche per loro, nella stessa fascia d'età, la mortalità per suicidio si colloca al terzo posto nelle cause di decesso, con una proporzione analoga a quella delle malattie cardiovascolari (8% del totale) e preceduta soltanto dai decessi per tumori (26%) e per incidenti stradali (24%).

L'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) denuncia che la depressione, che colpisce oltre 300 milioni di persone al mondo, può portare al suicidio: 800.000 persone infatti si suicidano ogni anno (dati 2017).

Anche il Ministero della Salute italiano mette in guardia, sul suo portale, dai pericoli della depressione, definendola: "uno dei più gravi e, al contempo, più comuni disturbi mentali, causa di grande sofferenza umana e di enormi costi per la società".

Si tratta infatti di un problema tutt'altro che raro, la cui incidenza è superiore a quella che si crede.

L'11,2% degli italiani vengono colpiti, nell'arco della vita, da depressione maggiore e distimia (14,9% nelle donne e 7,2% negli uomini). Si tratta di un esercito di quasi 6,8 milioni di persone. Negli over 65, la prevalenza della depressione, cioè la frequenza con cui colpisce in un anno, è del 4,5%, percentuale che sale vertiginosamente tra le persone istituzionalizzate, nelle quale in alcune casistiche arriva fino al 40%.

Si stima che nemmeno i più giovani siano protetti: da numerose indagini epidemiologiche risulta che il 2% dei bambini e il 4% degli adolescenti ha in un anno un episodio di depressione che dura almeno 2 settimane.

I disturbi depressivi non sono ovviamente tutti uguali, includono il disturbo depressivo maggiore (episodio singolo o disturbo depressivo maggiore ricorrente), la distimia e il NAS (disturbo depressivo Non Altrimenti Specificato).

Diversi i possibili fattori scatenanti, da un fatto traumatico, come un lutto improvviso o un rovescio finanziario, a una malattia grave, come quella cardiologica od oncologica, a momenti fisiologici particolari come il periodo post-partum. A volte la depressione si sviluppa anche senza apparente motivo.

Quale che sia la causa, psicosociale, biologica o anche genetica, la conseguenza colpisce in modo importante chi ne soffre, così come i suoi cari.

E' importante che la persona affetta si rivolga tempestivamente a uno psicoterapeuta per avere un consiglio e un supporto, anche farmaceutico quando necessario.

Purtroppo in Italia solo il 29% di chi soffre di depressione maggiore ricorre a un trattamento nello stesso anno in cui insorge. La mancata cura espone a conseguenze anche gravi: isolamento, calo di efficienza lavorativa, abuso di sostanze (alcol o droghe), fino ad arrivare a ricoveri ospedalieri, come anticipato, persino suicidi.

La figura del medico e dello psicoterapeuta nella gestione di tali problematiche è fondamentale.

Il professionista come primo passo, oltre a consigliare un percorso di psicoterapia, consiglierà esami atti a escludere alcune condizioni mediche (per esempio ipotiroidismo, deficit di ferro, anemia, morbo di Parkinson, malattie vascolari cerebrali) e invierà il paziente che lo necessita dallo psichiatra per ulteriori approfondimenti e per la prescrizione del/o dei trattamenti.

Esistono diverse terapie psicologiche e mediche possibili, e numerose classi di antidepressivi che hanno modalità di funzionamento diversi. Nel caso di depressione grave, il farmaco è sempre necessario, ma la psicoterapia può migliorarne l’efficacia.

Le Regioni che chiedono aiuto

Un recente studio pubblicato su Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la Sanità pubblica a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ha evidenziato che circa il 6% delle persone riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di 15 giorni, nel mese precedente il sondaggio. La compromissione della salute non pare solo psicologica ma anche fisica: le persone che soffrono di sintomi depressivi lamentano anche 9 giorni vissuti in cattive condizioni fisiche (media che scende a un solo giorno in chi invece non lamentava disagio emotivo).

A stare peggio i cittadini del Molise, seguiti da quelli di Sardegna, Umbria, Liguria ed Emilia Romagna.

I meno depressi invece paiono coloro che abitano in Basilicata, seguiti da chi vive nella Provincia di Trento, in Puglia, in Provincia di Bolzano, nelle Marche e nel Veneto.

In Abruzzo, dove maggiore è il numero medio di giorni con limitazione delle attività quotidiane paiono invece più restii a chiedere aiuto.

Cosa fare appena ci si sente depressi (Fonte: Ministero della Salute):

Il Ministero della Salute fornisce alcuni consigli pratici utili a chi si sente depresso:

Non isolarsi ma restare in contatto con familiari, amici, colleghi di lavoro ecc.

Non colpevolizzarsi e cercare di comprendere che questo atteggiamento è parte della malattia di cui si soffre

Cercare di fare attività fisica anche moderata ma in maniera regolare

Non prendere decisioni importanti (lasciare il lavoro, cambiare casa, lasciare il partner) durante un episodio di depressione perché la capacità di giudizio non è al suo massimo

Non assumere droghe ed evitare bevande alcoliche (che peggiorano la depressione e possono dare interferenze con i farmaci)

Seguire una dieta sana, cercando di assumere una quantità giusta (né troppo scarsa, né eccessiva) di calorie

Dormire un numero sufficiente di ore ed evitare di perdere il sonno

Porsi piccoli obiettivi di ragionevole riuscita, per evitare di sentirsi frustrati

Parlarne con il medico di famiglia o con un medico specialista della salute mentale, soprattutto se si hanno pensieri di suicidio

Una volta diagnosticato il disturbo depressivo, seguire con regolarità la terapia prescritta, senza scoraggiarsi se non si hanno subito gli effetti positivi.

Bibliografia

Depressione



Depressione



Depressione - Passi



WHO | Depression



WHO | Suicide



Il fenomeno suicidario in Italia