Tensione in Catalogna, la polizia impedisce il voto
Stamane sono iniziate le operazioni di voto in Catalogna, ma non ovunque: la polizia nazionale ha fatto irruzione in alcuni seggi sequestrando le urne. Tre feriti negli scontri
La polizia anti-sommossa spagnola è per esempio penetrata nel seggio elettorale dove era previsto votasse il presidente catalano Carles Puigdemont a Girona, sfondando le porte che erano state chiuse dai cittadini presenti. Gli agenti hanno fatto irruzione all'interno accolti dal grido "Voterem" degli elettori, che hanno poi iniziato a cantare Els Segadors, l'inno nazionale catalano. Le urne e le schede sono state portate via dai volontari catalani .
Le urne sono invece state sequestrate nel seggio di Ramon Llul a Barcellona, dove erano già iniziate le operazioni di voto. Gli agenti spagnoli, alcuni dei quali imbracciavano fucili lancia granate, sono usciti portando le urne in mezzo a una folla di elettori che gridavano "voterem!".
Il delegato del governo (prefetto) di Madrid in Catalogna Enric Millo ha giustificato l'intervento della polizia spagnola nei seggi perché, ha affermato, quella catalana "ha anteposto criteri politici a quelli professionali". "Siamo stati costretti a fare quello che non volevamo fare" ha detto.
Tre feriti nei tafferugli tra polizia e votanti
I tafferugli e gli spintoni con la polizia che si sono verificati davanti ad alcuni seggi, in particolare quando gli elettori si sono rifiutati di far entrare gli uomini della Guardia Civil nei seggi, hanno fatto registrare anche alcuni feriti. Stando alle prime informazioni emerse, sarebbero almeno tre, tra cui una signora anziana nel quartiere di Roquetes a Barcellona.
Alcune persone, a Girona e a Barcellona, si sono messe davanti agli ingressi oppure si sono sdraiate a terra opponendo resistenza passiva, ma sono state spostate con la forza.