

Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


Non esattamente. I problemi sono varii:
Alcune zone della Scozia (vedi Edinburgh) hanno un'alta presenza di Inglesi residenti. Ed è ovvio che gli Inglesi (o la maggioranza di essi) non hanno alcuna intenzione di ritrovarsi a vivere in uno stato non loro (sebbene sarebbero comunque considerati scozzesi a livello di nazionalità).
C'è l'enorme problema della questione "petrolifera". La Scozia è una nazione che è energeticamente indipendente e si basa perlopiù su energie rinnovabili, pertanto le sue politiche vanno contro gli interessi dell'industria petrolifera che però nella zona di Aberdeen da storicamente lavoro a migliaia di persone. Questo gruppo di persone (e le aziende interessate) chiaramente preferirebbero rimanere sotto il controllo dell'UK che "necessità" del loro petrolio.
Parte degli Scozzesi è, da un lato giustamente, spaventato dalla questione "moneta". Il Pound scozzese è un'emanazione del Pound Inglese e non ha alcun valore legale a livello internazionale. Pertanto si dovrebbe creare una moneta da zero (o adottare l'Euro, cosa che non è facile da digerire per gli indipendentisti duri e puri) e non è certo una cosa facile e priva di rischi.
Poi nel precedente referendum gli unionisti hanno giocato molto sul fatto che la Scozia non sarebbe stata accettate in EU (ovviamente il resto dell'UK sarebbe stato contrario) e per cui vi era il rischio di ritrovarsi totalmente isolati e con tutti i tratati commerciale da risiglare. Ad oggi, come affermato da te, la situazione invece è capovolta. Nonostante ciò non si può negare che la Scozia commercia molto più con il resto dell'UK che con l'EU. Anche se è altresì vero che la Scozia commercia molto anche con paesi extra EU, per cui ha molti vantaggi nel fare parte dell'EU per via dei trattati commerciali in auge.






Attualmente i catalani si sentono ( a torto o a ragione) oppressi da Madrid , ma non è scritto da nessuna parte che le stesse istituzioni ingiuste che hanno portato a questa situazione debbano essere replicate a Bruxelles.
Bruxelles non riscuote le tasse dei Catalani per poi redistribuirle ne' mai lo farà, è Madrid che lo fa; non decide le leggi cui debbono essere soggetti i catalani, è Madrid che lo fa, ecc...
È ovvio che i catalani vogliono decidere delle proprie leggi autonomamente, pur restando all'interno di una cornice europea; oggi come oggi i soggetti che hanno di gran lunga il potere più ampio di incidere sulla vita delle persone sono ancora gli stati nazionali, non certo l'Unione europea , ecco quel potere i catalani lo rivendicano per se stessi, non certo per Bruxelles, e non si vede perché non potrebbero esercitarlo molto meglio di quanto non faccia la Spagna.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


Ma uscire dalla ue è un effetto collaterale, non una volontà. Questo è il problema: la ue voleva chiudere le porte alla Scozia che era filoeuropea perché stava sulle scatole all'Inghilterra che invece non ha mai dimostrato molta lealtà alla ue ed è uscita subito dopo.


E il buonoscuola? Ne vogliamo parlare?





