Rinnovo contratto statali: aumento stipendio, Legge di Bilancio decisiva.
Il rinnovo contratto statali verte principalmente su due temi caldi. Il riconoscimento sociale e la parte economica. La prima è toccata dalla normativa disciplinare che toccherà la Pubblica Amministrazione. La seconda, ben più discussa, riguarderà l’aumento degli stipendi. Dovranno concretizzarsi le promesse fatte dal governo il novembre scorso. Gli aumenti medi di 85 euro lordi non accontentano tutti – per alcuni è solo un ritocchino – ma è già qualcosa dopo 8 anni di blocco. Pesa anche il bonus 80 euro, il cui sacrificio annullerebbe di fatto l’incremento salariale. Sotto questo aspetto, sarà importante definire quante e quali risorse saranno stanziate sul tema. E di qui, la prossima Legge di Bilancio sarà a dir poco decisiva.
Rinnovo contratto statali: nodo aumenti, ancora nessuno lo scioglie

Le trattative sul rinnovo contratto statali entrano nel vivo. Giunti ormai a metà mese, manca davvero poco tempo per definire tutti gli aspetti che riguarda il rinnovo di un contratto bloccato da più di 8 anni. La notizia che tiene maggiormente sulle spine i sindacati e i lavoratori del pubblico impiego riguarda l’aumento degli stipendi. Si profila sempre più lo schema della piramide rovesciata. Questo si traduce in un meccanismo alla Robin Hood. Chi prende tanto, avrà un aumento esiguo. Chi guadagna poco, vanterà un incremento salariale più consistente.
Tuttavia c’è ancora il nodo risorse da sciogliere. Attualmente i soldi per il rinnovo del contratto non sono ancora pienamente sufficienti. Mancherebbero tra gli 1,5 e gli 1,6 miliardi di euro. Questi dovranno essere scovati e definiti dalla prossima Legge di Stabilità. Attualmente, infatti, le risorse consentono un aumento di appena 36 euro mensili. Ovvero, meno della metà di quanto promesso – che per molti è già poco.
Rinnovo contratto statali: Legge di Bilancio, quali priorità?

Ovviamente c’è da risolvere anche un altro problema. Quello del bonus Renzi da 80 euro. Un aumento stipendiale, congiunto al bonus Renzi, significherebbe per più di 300 mila dipendenti pubblici lo scavalcamento del tetto massimo che annullerebbe il bonus 80 euro. Ciò significa che i tanto attesi aumenti sarebbero vanificati dal sacrificio del bonus. Il Governo sta lavorando a diverse soluzioni per scongiurare questa eventualità. Tra queste si annovera la possibile defiscalizzazione del bonus 80 euro. Ancora non c’è niente di sicuro e, anche per questo, dovremo attendere notizie da fonti ufficiali.
Oltre alla Legge di Bilancio. Che per molti avrà altre priorità rispetto a quelle pensate dai sindacati. Tra tutte, i giovani e l’occupazione, qualche possibile intervento sulle pensioni e gli investimenti nel piano Industria 2.0. Naturalmente, continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi del rinnovo contratto statali.
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Scritto da: Daniele Sforza
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