Campo Progressista : Pisapia e le “Officine” al lavoro per il programma
Il morettiano “dire una cosa di Sinistra” è stato per anni lo spauracchio di tutta la classe dirigente del progressismo italiano; per l’ex Sindaco di Milano Giuliano Pisapia la parola d’ordine è ora più che mai agire. “Basta dire cose di sinistra; bisogna fare cose di sinistra”. Ha ammonito il principale ispiratore di Campo Progressista chiudendo la giornata delle “Officine a confronto”. L’incontro si è tenuto al Teatro Franco Parenti di Milano sabato 16 settembre. Quasi in contemporanea, la kermesse civatiana “Manifesto per un’Italia Possibile”.
Campo progressista: molti attivisti

La giornata ha coinvolto oltre 500 attivisti provenienti da tutta Italia in qualità di animatori delle “Officine”, braccio operativo e pensante del movimento pisapiano. I lavori si sono articolati su sette tavoli tematici: Ambiente; Lavoro e Welfare; Sud ed Europa; Diritti e Migrazioni; Democrazia e Partecipazione; Scuola-Università-Lavoro. Il laboratorio open space si è articolato in altrettanti capitoli di proposte programmatiche da formalizzare nel corso delle prossime settimane.
L’elaborazione del programma, in vista delle Politiche 2018, è l’esigenza prioritaria del nucleo di Campo Progressista. E’ coinvolto nelle ultime settimane in non poche querelle (poi ridimensionate) sulla questione alleanze; su tutte quella con Movimento Democratico e Progressista di dalemiani e bersaniani. “Non siamo chiusi in logiche di tatticismo politico-elettorali, noi siamo aperti alla società civile. Poi all’associazionismo e non lo siamo solo con dichiarazioni di facciata”, ha precisato l’attuale deputato di Centro Democratico Mario Catania. Il presidente della Commissione parlamentare anti-contraffazione è tra i primi convinti sostenitori del “Campo”. “In questi giorni stiamo portando avanti un importante lavoro di redazione delle proposte programmatiche. Anche attraverso il confronto con esperti di settore, associazioni e con le numerose Officine italiane che stanno lavorando sui territori”.
Campo progressista: parla Capelli

“Vogliamo provare a cambiare il modo di far politica per poter cambiare davvero le politiche pubbliche”, ha aggiunto il coordinatore nazionale delle Officine Alessandro Capelli, “Questo per noi significa discontinuità. Cambiare la politica significa trovare la chiave per connettere l’attivismo politico e il civismo, la partecipazione, i territori; a partire dalle idee e dai contenuti. Campo progressista non è nato per diventare un partitino ma per generare un processo politico capace di dare risposte concrete a un’Italia sempre più impaurita e diseguale”.“Una bellissima esperienza” l’ha definita anche Patrick Paris, tra i coordinatori dell’Officina Roma Pantheon. Tra le più attive dell’intera rete nazionale. “Campo Progressista è riuscita ad attrarre un gran numero di giovani e meno giovani che mai si erano avvicinati alla politica prima d’ora. Facendolo proprio mettendo al centro del progetto le Officine delle idee”.
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Campo progressista: partito prematuro?

La giornata milanese delle officine verrà seguita da altri incontri ed eventi; il primo in programma a Roma il 7 ottobre presso il Mercato Centrale della Stazione Termini. Durante il quale saranno presentate le idee delle Officine sull’ecologia già discusse al Teatro Parenti. Al di là del programma, va sciolto però il nodo strutturale di Campo Progressista; anche alla luce dell’annuncio di Pisapia di presentare liste autonome alle prossime legislative. Questo nonostante le sirene pro-Listone provenienti dagli ambienti PD; Matteo Orfini e Andrea Orlando in primis. Inoltre, dalla sinistra radicale di MdP, Possibile e Sinistra Italiana, che nel frattempo lavora ad un soggetto unitario. CP punta infatti a dotarsi di un’architettura autonoma sul territorio nazionale; ufficialmente per continuare a lavorare sulla ricomposizione del centrosinistra. Tuttavia, per chiamarlo “partito” i tempi non sono ancora maturi.


Scritto da: Niccolò Inches
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