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  1. #1
    Blut und Boden
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    Predefinito L'Etnonazionalismo avanza

    «Gli immigrati sono prepotenti, guardano male le nostre donne. Ci hanno invasi»
    Un cittadino: «Qui prima o poi finisce come a Parigi. Ma saremo noi locali ad appiccare le fiamme»

    BRESCIA - Chi si addentra tra le viuzze del Carmine, se vi fosse calato dall’alto, penserebbe di trovarsi a Jabal Lhamar, nel cuore di Tunisi. Invece per accedere al quartiere che sorge a ridosso della Loggia, il palazzo del Comune, bisogna imboccare un corso dal nome di un eroe italiano: Garibaldi. E allora diventa chiaro che non di Tunisi si tratta bensì della bella e ricca Brescia. Questo cuore antico della città era già tratteggiato nell’Ottocento come «Suburra in cui si cela e braveggia il malfattore, il barattiere, la meretrice vagante delle specie più abbiette, il limo inferiore della popolazione». Oggi dopo più di un secolo le meretrici chiamate confidenzialmente «zie» ci sono ancora. Appostate sotto i palazzi con la proprie sedie, le lucciole si sono addirittura riunite in un comitato per la difesa dei loro diritti contro le politiche anti-prostituzione del ministro Carfagna. Una volta la prostituzione, senza sfruttatori, era integrata al «sistema» e le donne in attesa di cliente facevano da babysitter, sorvegliando a turno i bambini delle mamme che avevano trovato lavoro. Il barattiere invece ha lasciato posto a una miriade di phone-center e di negozi arabi e africani. Infine i malfattori. Anche quelli non mancano all’appello e per qualcuno hanno solo cambiato il colore della pelle: «Rubano, sporcano, sputano per terra. Si comportano male». Le parole di una signora che tiene stretta la sua borsa della spesa escono da una bocca arrabbiata. E sono tante le donne che abbiamo sentito inveire contro la presenza degli immigrati nel quartiere. Tutte insieme sembrano un coro: «La vita qui è diventata impossibile». «Gli extracomunitari sono troppi». Questo perché i bresciani al Carmine si sentono la minoranza: «Su dieci persone che si vedono per strada sei sono neri», ci dice un pensionato. «Dicono che siamo razzisti ma come si fa a non esserlo? Visto quanti sono?». Ma non esiste una statistica ben precisa. La si evince così ad occhio e croce.

    I DATI - Al Carmine si mescolano 62 etnie ma gli extracomunitari, che si nascondono dietro la facciata di edifici fatiscenti o dentro vere e proprie baracche, non si sa con esattezza quanti siano. «Questo è il regno degli irregolari», afferma un commerciante. Il Centro Interuniversitario di ricerca sulle migrazioni di Brescia nel suo rapporto sull’immigrazione afferma che la provincia di Brescia nel 2005 si è confermata la seconda provincia dopo Milano per quanto riguarda la densità della presenza di stranieri: 130.600 presenze, rispetto al totale regionale di presenze stimato in 794.200 unità, con una crescita del 27% rispetto a dodici mesi prima e addirittura del 77% rispetto al 2003. L’incidenza sulla popolazione residente complessiva era dell’11.1%, praticamente raddoppiata rispetto al 2001. Per lo più si tratta di soggetti residenti (107.300), mentre 10.600 risultano regolari ma non residenti, mentre 12.700 sono irregolari. Ma questi dati non tengono conto dell’ondata migratoria degli ultimi 4 anni.

    LA PROTESTA – Così si spiega la protesta. Già nel 2002 gli abitanti sfidarono gli spacciatori: «Chiuderemo case e negozi e ci faremo giustizia da soli». Un gruppetto di cittadini si era illuso di poter ripulire da spacciatori e delinquenti il quartiere-casbah. Erano anche arrivati al punto di diffondere volantini con i numeri di telefono degli spacciatori di droga. La vendetta arrivò dopo pochi giorni: una miriade di gomme delle auto dei residenti sventrate. Alla fine il Comitato per il risanamento del Carmine si è dovuto arrendere. In tanti, cittadini e commercianti, hanno deciso di andarsene. Il dialetto bresciano in questi vicoli ormai è divenuto merce rara. Adesso grazie al piano anticrimine varato dalla Prefettura al Carmine esiste un sistema di videosorveglianza. Poi c’è la sede del commissariato della polizia di Stato e accanto anche la seconda postazione dei vigili urbani anzi della pulizia municipale. Si è cercato anche di risolvere i problemi del quartiere con un piano di recupero urbano: ad esempio sono stati ristrutturati immobili e si è cercato di far tornare i vecchi mestieri artigianali. Un tempo vi erano concerie, filatoi, osterie, bordelli e ospizi. Oggi vi sono rimaste le chiese e la sera sui gradini di alcune di queste, su vecchi materassi, vi dorme qualche extracomunitario. Ma i carmelitani doc hanno nostalgia del passato, si sentono espropriati e il presente non gli piace affatto. «Qui prima o poi finisce come a Parigi. Ma saremo noi locali ad appiccare le fiamme. Gli immigrati sono prepotenti, guardano male le nostre donne. Ci hanno invasi».

    L’ATTENTATO DI MUMBAI - «Un pachistano a Brescia complice dei terroristi di Mumbai». Così titolo il Corriere della Sera il 24 febbraio scorso: «Portano a Brescia le tracce lasciate dai terroristi entrati in azione a Mumbai il 26 novembre. Indizi concreti che servono a delineare la rete logistica attivata per pianificare gli attacchi simultanei che sconvolsero la città indiana provocando 138 rivelarono che proprio da una filiale di corso Garibaldi, nel quartiere Carmine, è partito l'accredito per attivare le schede telefoniche poi consegnate ai dieci fondamentalisti entrati in azione negli alberghi e negli altri luoghi frequentati dagli occidentali. Questo basta per mettere altra carne sul fuoco. Nella casbah di oggi convivono l’immigrato buono e quello cattivo, quello che si alza alle tre di notte per andare a lavorare e quello che spaccia giù per strada, il fiancheggiatore del terrorismo e quello che chiede di votare in Italia dopo dieci anni di lavoro. insomma l' onesto e il disonesto, miscelati insieme.

    «NON SONO RAZZISTA PERO’» - Nel territorio c’è chi agisce per smussare i problemi della convivenza e creare occasioni d’integrazione e di scambio. Nell’oratorio di San Giovanni, ad esempio, ci sono settanta bambini, divisi al 50 per cento tra italiani e stranieri. «Questi bambini sono in buona parte cristiani ma nel progetto educativo dell’oratorio ci sono anche musulmani o sik». Andrea Franchini è l’educatore che coordina un patto educativo che coinvolge persone di 24 nazionalità diverse. Anche lei è tra quelli che dice la frase che abbiamo sentito cento volte al Carmine: «Io non sono razzista però...». «Guardi esistono italiani e stranieri con difficoltà a relazionarsi, italiani e stranieri che delinquono. E per tutti, italiani e stranieri, bisogna applicare la legge. Ma mediare per favorire l’integrazione tra le culture è l’unica soluzione al problema».

    Nino Luca
    15 maggio 2009

    Viaggio nella xenofobia, dentro le paure del quartiere Carmine a Brescia - Corriere della Sera
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    se si soffia sul fuoco prima o poi ci si brucia

    non si può continuare a spingere sul razzismo e sulla tensione sociale in maniera irresponsabile senza patire le conseguenze.

    spero proprio che scoppi qualcosa prima o poi

  3. #3
    Blut und Boden
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    se si soffia sul fuoco prima o poi ci si brucia

    non si può continuare a spingere sul razzismo e sulla tensione sociale in maniera irresponsabile senza patire le conseguenze.

    spero proprio che scoppi qualcosa prima o poi
    A soffiare sul fuoco non sono gli identitari, ma i loro nemici.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    se scoppia qualcosa tra cittadini italiani ed alloggeni, vorrei vedere chi andra' prima all'ospedale..

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da hidetoshi777 Visualizza Messaggio
    se scoppia qualcosa tra cittadini italiani ed alloggeni, vorrei vedere chi andra' prima all'ospedale..
    A Torino, qualche tempo fa, alcuni magrebini sono finiti al pronto soccorso con il cranio impallinato; provenienza San Salvario. Il tutto è stato messo a tacere nel giro di una settimana.
    Occhio...
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    A Torino, qualche tempo fa, alcuni magrebini sono finiti al pronto soccorso con il cranio impallinato; provenienza San Salvario. Il tutto è stato messo a tacere nel giro di una settimana.
    Occhio...
    Mah nelle piccole citta' posso ancora crederci... Ma in un quartiere "nero" di una grande citta'... Ah ah ah

    Per me ci saranno bollettini di guerra :sofico::sofico:

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    A tutti quelli che parlano di "pericolo xenofobo" e di "soffiare sul fuoco" basta che facciano un giro in una qualsiasi città o cittadina lombarda.
    Certo se la presenza degli immigrati avesse i numeri riscontrati in Basilicata o in Sardegna nessuno se ne curerebbe, ma qua si parla di percentuali da disastro sociale.

    Prima o poi veramente scoppierà qualcosa.

  8. #8
    Blut und Boden
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    Citazione Originariamente Scritto da hidetoshi777 Visualizza Messaggio
    Mah nelle piccole citta' posso ancora crederci... Ma in un quartiere "nero" di una grande citta'... Ah ah ah

    Per me ci saranno bollettini di guerra :sofico::sofico:
    È un caso finito sui quotidiani. E poi, di punto in bianco, sparito, dal momento che neppure la demonizzazione più spinta riusciva a fermare la reazione positiva della gente.
    Esattamente come poi accaduto, sempre a Torino, con la reazione popolare locale contro il "tossic park".
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Imperium Visualizza Messaggio
    A tutti quelli che parlano di "pericolo xenofobo" e di "soffiare sul fuoco" basta che facciano un giro in una qualsiasi città o cittadina lombarda.
    Certo se la presenza degli immigrati avesse i numeri riscontrati in Basilicata o in Sardegna nessuno se ne curerebbe, ma qua si parla di percentuali da disastro sociale.

    Prima o poi veramente scoppierà qualcosa.
    E' evidente che l'invasione allogena sia una "bomba a tempo", destinata prima o poi a scoppiare. La xenofilia dei politicanti italiani è divenuta ormai rindondante e gli autoctoni cominciano a porsi alcune domande del tipo " Perchè agli immigrati è tutto concesso?" o "Perchè gli immigrati hanno solo diritti e noi solo doveri?". Io penso, anzi sono sicuro, che già siano scoppiati contrasti etnici messi sotto silenzio dalla stampa ...ma fino a quanto potranno farlo?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  10. #10
    bronsa querta
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    Predefinito Riferimento: L'Etnonazionalismo avanza

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    È un caso finito sui quotidiani. E poi, di punto in bianco, sparito, dal momento che neppure la demonizzazione più spinta riusciva a fermare la reazione positiva della gente.
    Esattamente come poi accaduto, sempre a Torino, con la reazione popolare locale contro il "tossic park".
    Ma smettila...quale etnonazionalismo.
    E' semplicemente una fase transitoria.
    Cose simili avvengono sempre quando un paese diventa meta di attrazione per i migranti.
    Successe in Francia e Germania così come in UK.
    Eppure oggi sono serenamente multiculturali.
    Giusto uno come te può vederci la "rimonta dell'etnazionalismo".
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

 

 
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