Sulle pagelle e sui diplomi
la Repubblica Italiana non c'è più
La Provincia cancella la «Repubblica italiana» dalle pagelle di tutte le scuole altoatesine e dai diplomi di maturità. Via il logo e via la dicitura Repubblica italiana, d’ora in poi ci sarà solo l’aquila e la scritta (bilingue) «Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige». I nuovi modelli sono stati presentati in questi gioni ed è scoppiata la rivolta dei presidi delle scuole italiane, che chiedono di ripristinare il logo «statale». Tommasini ha votato la delibera, ma furioso ammette: «Ho sbagliato, mi sono fidato di Vidoni».
di Francesca Gonzato
La Provincia ha comunicato alle scuole la delibera, approvata a metà aprile, che introduce i nuovi modelli dei diplomi e delle pagelle.
E’ bastato dare un’occhiata a quei fogli, per provocare la ribellione dei presidi. Ne hanno discusso nell’ultima riunione della Risaa, la rete degli istituti scolastici dell’Alto Adige, e all’unanimità è stato deciso di scrivere all’assessore alla scuola italiana Christian Tommasini e al Sovrintendente sostituto Claudio Vidoni di rinviare al prossimo anno scolastico l’adozione dei nuovi modelli, che tengono conto delle novità nella valutazione legate alla riforma Gelmini. Ma soprattutto è stato chiesto di ripristinare il logo «Repubblica italiana».
Non è possibile, spiegano i presidi, che un documento fondamentale come il diploma di maturità (ma anche le pagelle e il diploma di terza media) sia privo di ogni riferimento al carattere statale dell’istruzione.
Vidoni precisa che la nuova versione non perde alcun valore ai fini della validità nazionale del titolo di studio. A piè di pagina viene infatti conservata l’avvertenza che le «scuole di istruzione elementare e secondaria della Provincia di Bolzano hanno carattere statale. I titoli di studio conseguiti presso tali scuole sono valide a tutti gli effetti».
Fanno clamore i piccoli Comuni che cancellano «Alto Adige» dalla carta intestata, figurarsi la Provincia che cancella ogni riferimento «italiano» dai diplomi con cui gli studenti altoatesini possono iscriversi in qualsiasi università del mondo.
Ecco come sono andate le cose. La delibera è stata approvata in giunta il 14 aprile. C’era anche Tommasini, che ammette l’errore personale del voto: «Mi fossi reso conto della portata, avrei bloccato la delibera. Mi muoverò adesso, a cose fatte e sono veramente infastidito. Pensavo, sbagliando, di potermi fidare della proposta firmata dal capo ripartizione Vidoni, insieme agli altri intendenti. E’ stata fatta passare come una modifica formale, non mi sono accorto che venisse tolto il simbolo della Repubblica, altrimenti mi sarei opposto. La cosa inaccettabile è che una commissione delle tre intendenze ci abbia lavorato per ben un anno e nessuno si è degnato di avvisarmi del problema. E’ l’ennesima dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la scuola italiana ha bisogno del nuovo sovrintendente e di un ricambio della struttura, ponendo fine a una situazione inaccettabile».
Una sconfessione di Vidoni messa nera su bianco. Vidoni conferma il gruppo di lavoro: «E’ stato istituito dopo una direttiva generale a uniformare tutti gli atti ufficiali, compresi i diplomi e le pagelle, al corporate design dell’amministrazione provinciale». E’ stato chiesto un parere al ministero? «Non ce n’è bisogno».
(19 maggio 2009)




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