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  1. #1
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    Predefinito Classi miste – classi pure

    Classi miste – classi pure

    Nella penisola italica i cantoni padani e del centro (Nordovest , Lombardia-Emilia , Tre Venezie , Etruria , Romania) stanno sempre più differenziandosi da quelli del Sud (Ausonia e Sicilia)

    E sapete qual è la “cifra” di questa differenziazione ? La presenza degli stranieri

    Gli stranieri arrivano , sbarcano al Sud ma poi , appena possono scappano al Nord . Il motivo ? Troppa delinquenza !!

    Al nord vi sono classi piene di stranieri . Al sud le classi sono soltanto di italiani (salvo rarissime eccezioni) .

    Domanda . Quali classi fanno più paura ? Dove si rischia la morte per uno sguardo ?

    Basta un'occhiata e scatta la rissa - LASTAMPA.it

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Classi miste – classi pure

    Citazione Originariamente Scritto da cantone Nordovest Visualizza Messaggio
    Classi miste – classi pure

    Nella penisola italica i cantoni padani e del centro (Nordovest , Lombardia-Emilia , Tre Venezie , Etruria , Romania) stanno sempre più differenziandosi da quelli del Sud (Ausonia e Sicilia)

    E sapete qual è la “cifra” di questa differenziazione ? La presenza degli stranieri

    Gli stranieri arrivano , sbarcano al Sud ma poi , appena possono scappano al Nord . Il motivo ? Troppa delinquenza !!

    Al nord vi sono classi piene di stranieri . Al sud le classi sono soltanto di italiani (salvo rarissime eccezioni) .

    Domanda . Quali classi fanno più paura ? Dove si rischia la morte per uno sguardo ?

    Basta un'occhiata e scatta la rissa - LASTAMPA.it
    Infatti se tu noti la tensione si trova più al Nord.

    Forse sarà l’aria che si respira.

    Sabato davanti a Mirafiori, oggi con gli studenti.
    In Torino è vero che i Padani ( quelli rimasti) dormono meglio e più profondo che in altri luoghi, però in fondo sono consapevoli.

    Esempio.
    L’esempio che qualcosa bolle si ha che 10.000 operai, con tanto di bandiere regolamentari sindacali, hanno assistito fermi alla defenestrazione da una tribuna di un loro capo.

    Al Nord incominciano anche a fregarsene dei capi.
    Non si muovono, ma chissà certe volte, non muovendosi, dimostrano forse che il loro immaginario è consenziente.

    Approfittando dell’opera calmieratrice della lega il sistema ha esagerato con le scuole e in mille altri posti.

    Speriamo che non arrivi il cerino giusto.
    Vi è della miccia secca che corre lungo tutti i grandi quartieri cittadini del Nord.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Classi miste – classi pure

    "La Speranza divampa"
    Gandalf, Il Signore degli Anelli.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Classi miste – classi pure

    Nelle scuole italiane l'aula
    è sempre più multicolore


    In dieci anni gli alunni stranieri sono passati dall'1,1% al 6,4% della popolazione scolastica


    Nelle scuole italiane l'aula  è sempre più multicolore - LASTAMPA.it

    ROMA - Aula sempre più multicolore nelle scuole italiane. Hanno infatti raggiunto quota 575mila gli alunni stranieri che lo scorso anno hanno frequentato le scuole italiane. La loro incidenza, in dieci anni, dall’anno scolastico 1998-1999 al 2007-2008, è infatti passata dall’1,1% al 6,4%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione condotta dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che evidenzia anche la significativa presenza tra di loro di quasi 200mila ragazzi nati in Italia, le cosiddette “seconde generazioni”, che rappresentano più di un terzo della popolazione scolastica straniera.

    Al contrario il numero di allievi stranieri di recentissima immigrazione, in quanto entrati nel sistema scolastico italiano nell’ultimo anno scolastico è di circa 46mila, il 10% del totale degli alunni stranieri del primo e secondo ciclo di istruzione. Sono questi ultimi, evidenzia il repporto del Miur, a rappresentare l’area critica della presenza straniera nella scuola, una presenza che reclama una priorità di misure di accompagnamento per una integrazione rapida ed efficace.

    Sono le regioni del Centro e del Nord del paese, in particolare del Nord-Est a detenere il «primato» della presenza di cittadini non italiani tra i banchi di scuola, così come sono le strutture statali ad ospitarne il maggior numero. Infatti, rileva il Miur, a fronte di un valore percentuale di popolazione scolastica presente nelle scuole non statali pari a 13,7 (ogni 100 scolarizzati circa 14 si trovani nelle non statali), per quanto riguarda la popolazione scolastica straniera il valore scende a 10,3.

    È poi la scuola primaria ad avere la maggiore incidenza di alunni stranieri con il 7,7% di studenti con cittadinanza non italiana all’interno della popolazione scolastica presente. Nel settore statale si registra in assoluto la media nazionale di incidenza più elevata (8,1%), cioè ben un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente. Con una incidenza di poco inferiore seguono le scuole statali secondaria di I grado (7,6%) e dell’infanzia (7,2%).

    Nella scuola dell’infanzia, invece, la differenza tra scuola statali e non è più contenuta. Le prime ospitano, infatti, il 7,2% contro il 6,1% delle non statali. E sono sempre le scuole dell’infanzia, insieme alla primaria, a raccogliere la maggioranza degli alunni. In questi due ordini di scuola si concentra, infatti, il 57,2% della popolazione straniera, contro il 50,1% della popolazione scolastica complessiva.

    Tra le varie tipologie della scuole superiori, sono, invece gli istituti professionali, con una incidenza doppia di popolazione scolastica straniera (40,7%) rispetto a quella complessiva (20%), a raccogliere il maggior numero di preferenza.

    E, se cresce il numero degli studenti non italiani presenti nelle aule, cresca anche il numero dei ragazzi di «seconda generazione». Sono quasi 200mila, infatti, gli alunni stranieri, cioè oltre un terzo, ad essere nati in Italia. La percentuale massima, con il 71,2% si registra nelle scuole dell’infanzia mentre nella scuola secondaria di II grado, con il 6,8%, il valore minimo.

    «Dai dati - si legge nel volume pubblicato dal Miur - emerge una prospettiva di abbattimento progressivo delle problematiche legate alla non conoscenza della lingua, essendo la scolarizzazione degli stranieri molto elevata e vicina a quella degli italiani. Ciò, accompagnato dalla crescita continua delle seconde e in un prossimo futuro delle terze generazioni, , comporterà che all’inizio del primo ciclo arriveranno progressivamente bambini già scolarizzati e con adeguate competenze linguistiche».

    La stabilità familiare e lavorativa, evidenzia ancora il rapporto, che ha determinato una accentuata presenza di stranieri nelle aree settentrionali e in alcune zone dell’Italia centrale, trova un riscontro anche nelle nasciate «italiane» che raggiungono i valori più elevati in Lombardia (40,6%), Marche (37,5%), Veneto (37,1%) ed Emilia Romagna (37%). Molise, Basilicata e Calabria presentano, invece, i valori meno elevati: rispettivamente 13,3%, 15,2% e 16,8%. In assoluto, i valori massimi appartengono alle scuole dell’infanzia delle Marche e dell’Umbria con il 78,1%. All’opposto i valori minimi sono delle scuole di secondo grado del Trentino Alto Adige con il 2,4% e del Molise con il 2,9%.

    Se le seconde generazioni rappresentano la stragrande maggioranza degli alunni non italiani non mancano i nuovi ingressi. Nell’anno scolastico 2007-2008, sono stati circa 46mila, pari al 10% delle presenze straniere del primo e del secondo ciclo di istruzione, ad aver frequentato per la prima volta la scuola italiana.

    Contrariamente al quadro generale il fenomeno riguarda a livello di incidenze percentuali di presenza maggiormente le regioni meridionali e insulari. Ciò probabilmente indica sia che queste aree sono la prima meta in cui si insediano i nuclei familiari di più recente immigrazione sia che presumibilmente sta cominciando una nuova fase in cui, a seguito delle variazioni nella composizione dei flussi migratori, stanno cambiando le destinazioni sul nostro territorio.

    Ovviamente, dal punto di vista quantitativo, la Lombardia (9.487) e il Veneto (5.331), oltre al Lazio (6.195), grazie al determinante contributo della provincia di Roma, riportano i valori assoluti più alti.

    I ragazzi stranieri sono un po’ meno bravi, soprattutto, nei primi anni di scuola, rispetto ai coetanei italiani. L’incidenza dei ripetenti stranieri è, infatti, costantemente più elevata in ogni settore scolastico, ma dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado lo scarto tende a diminuire, anche se, ovviamente, i valori assoluti aumentano in modo considerevole al crescere dei livelli di scolarizzazione.

    Nelle primarie la percentuale di stranieri è più che quadrupla (0,9% contro 0.2) dei ripetenti italiani, nel primo grado è poco più che doppia (6,3% contro il 2,7%), nel secondo grado è sempre superiore ma in modo più contenuto (9,3% contro 6,9%). Questi valori nel complesso portano ad una incidenza di ripetenti stranieri del 4,5%, mentre quella degli italiani si assesta al 3,4%. Particolare è il dato riferito alle Isole che è quasi identico per i due aggregati di alunni ripetenti (5,1% stranieri contro 5% italiani.

    Tale situazione è determinata soprattutto dalla diversa distribuzione del numero dei ripetenti fra il primo ciclo (che ha valori molto contenuti) e il secondo ciclo di studi, che ha invece valori notevolmente più elevati. Nelle isole i ripetenti stranieri nel primo ciclo sono oltre la metà del complesso dei ripetenti stranieri della stessa area, mentre i corrispondenti ripetenti italiani, sempre nel primo ciclo, sono circa un quarto dei ripetenti italiani. Questo fa sì che complessivamente, i due valori si equivalgano.

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Scuole multietniche, italiani in fuga

    Troppi immigrati nelle classi, gli
    italiani portano i figli in altre scuole


    Scuole multietniche, italiani in fuga - LASTAMPA.it

    TORINO - Troppe famiglie italiane disertano la scuola di San Salvario, l’istituto comprensivo «Manzoni», l’elementare di zona. Vanno dove non c’è una concentrazione di bambini stranieri altrettanto alta. Alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico, nell’antica scuola rimessa a nuovo, abitata da personale accogliente, la preside Marisa Deangelis racconta: «Le prime sono tre e grazie a un gruppo di famiglie italiane “illuminate”, di solida cultura, che ha scelto di restare. Ma nel quartiere i bambini in età di obbligo sarebbero 158. Avremmo potuto fare sei classi».

    L’approdo degli altri scolari, la «Manzoni» lo conosce: i genitori devono comunicare la rinuncia all’iscrizione. «Qualcuno va nelle statali più vicine, ma soprattutto scelgono le paritarie: Scuola Ebraica, San Giuseppe, le scuole cattoliche della Gran Madre, Buonconsiglio, Suore Tedesche. Sanno che siamo arrivati al 50% e la paura del diverso c’è, c’è il timore di un contesto difficile, di un’istruzione insufficiente». Il problema della fuga riguarda varie realtà. Da Barriera di Milano, ma anche da Vanchiglia ci si sposta verso le scuole statali del centro, da Borgo Vittoria si emigra a Madonna di Campagna. Ovunque, per non lasciare allontanarsi dal quartiere, si opta per le paritarie cattoliche.

    «Noi abbiamo un nucleo storico di insegnanti appassionate, motivate - dice la dirigente -, ma la fatica c’è perché per non avere disagio in classe con bambini che arrivano non parlanti o che hanno difficoltà linguistiche di vario livello, occorrono risorse e stabilità. Invece, su 50 maestre quest’anno 11 sono nuove, 8 delle quali precarie. Chiaro che il turn-over va a discapito di tutti». Una situazione che non è certo esclusiva di San Salvario. Qui e nelle scuole più multietniche, però, si soffre di più. «Nessun docente di ruolo ha scelto di trasferirsi da noi. E tra i neoassunti a tempo indeterminato solo 5 hanno accettato. I posti vacanti erano il doppio». Non importa se la scuola è vicino a Porta Nuova. «Qui si devono affrontare più problemi».

    E’ per questi problemi «in più» che all’inizio del fenomeno migratorio a San Salvario, l’istituto di corso Marconi contava su 3 insegnanti «distaccate», che si occupavano cioè dell’irrobustimento linguistico degli ultimi arrivati. «Adesso che siamo al 50% ne è rimasta una. Noi e le altre 5-6 scuole torinesi nella nostra situazione facciamo i conti con l’assenza di una programmazione che parta dal ragionamento sulle difficoltà reali. Perché nessuno - si interroga Deangelis - mette i dirigenti intorno a un tavolo e li ascolta? Solo il Comune lo ha fatto una volta. In quell’occasione avevamo segnalato la necessità di mantenere l’organico stabile per un po’ di anni. Se ci dessero qualche insegnante in più, non starebbe con le mani in mano. Invece l’organico per il ministero è questione di numeri». Con esiti incerti.

    «Lo scorso anno avevamo tre prime, ma nel corso dei mesi sono arrivati nuovi bimbi. Tanti che quest’anno ci hanno dato una seconda in più. Così, disagio doppio: classi superaffollate prima, smembrate poi. Non sarebbe meglio tener conto che gli arrivi qui sono continui?». La preside Deangelis non vorrebbe più sentir parlare di «progetti». «Ne facciamo di continuo per racimolare fondi. Al posto, vorremmo un sistema funzionante. Sugli stranieri stiamo accumulando errori. Andando avanti così il rischio è che le nostre scuole diventino ghetti».

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Classi miste – classi pure

    Preciso il mio pensiero : in questo contesto voglio dire che il presente governo sta ENFATIZZANDO la paura degli stranieri per coprire livelli di criminalità organizzata e delinquenza individuale , diciamo AUTOCTONA , che possono portare ad una spaccatura del sistema-Italia

    Il governo sta tentando (legittimamente dal suo punto di vista) di tenere unito il Paese additando un BERSAGLIO esterno , estraneo … straniero .

    Gli stranieri sono il paravento ideale ... sono deboli e quale problema c’è ad apparire FORTI coi deboli ?

    In realtà la violenza al SUD spaventa e sconcerta gli stessi stranieri . I piccoli Rom zingari sanno che laggiù , se rubano un’arancia , rischiano di essere presi e dati in pasto ai maiali !

    Per questo vengono al Nord

    La Lega naturalmente è in prima fila per MONTARE la paura e tenere unito il sistema-Italia .

 

 

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