Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    acquenere
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    Predefinito Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Ad agosto e' stato inviato al Papa il seguente documento:

    http://www.correctiofilialis.org/wp-...s_Italiano.pdf

    Sintesi:
    http://www.correctiofilialis.org/it/

    Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni[..] La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.

  2. #2
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Se parlava ex cathedra mi sa che gli eretici sono loro

  3. #3
    acquenere
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    Se parlava ex cathedra mi sa che gli eretici sono loro
    Non parlava ex-cathedra nell'introduzione della lettera i firmatari lo sottolineano.

  4. #4
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

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  5. #5
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    E' un gesuita e sostiene le posizioni storiche dei gesuiti

    i gesuiti sono un ordine nato in tempi moderni

    O volete che la chiesa faccia la fine di storace???????????
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  6. #6
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Citazione Originariamente Scritto da giacomo Visualizza Messaggio
    Ad agosto e' stato inviato al Papa il seguente documento:

    http://www.correctiofilialis.org/wp-...s_Italiano.pdf

    Sintesi:
    http://www.correctiofilialis.org/it/

    Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni[..] La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.
    Molto bene, ma ora devono muoversi anche i cardinali restanti dei "dubia" (Burke in testa).
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  7. #7
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    Lightbulb Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Teologi integralmente cattolici dovrebbero chiaramente e pubblicamente constatare che un “papa” (virgolette d’obbligo) che diffonde errori ed eresie su questioni di dottrina, nel suo “magistero” ufficiale (mica chiacchiere da bar o discorsi detti a pochi intimi in privato!!), NON è un vero e legittimo Papa e quindi dichiarare (nel senso di riconoscere) la SEDE VACANTE…
    L’assurdità è continuare a credere che un preteso papa possa tranquillamente ed impunemente insegnare eresie senza che ciò comporti l’ovvia constatazione della perdita della sua autorità, ammesso e non concesso che l’abbia mai realmente avuta…
    L’unica posizione teologica seria e davvero cattolica – di fronte a “papi”, “cardinali” e “vescovi” che da oltre 50 anni divulgano ed insegnano le eresie del CV2 con l’aggravante di spacciarle per “ortodosse” e frutto di una “nuova pentecoste”, loro che dovrebbero essere “chiesa docente”!! - è quella del “sedevacantismo simpliciter” al quale aderisce Don Floriano Abrahamowicz od in alternativa della “Tesi di Cassiciacum” seguita dai sacerdoti dell’IMBC…
    Gli unici sacerdoti cattolici intransigenti che hanno il coraggio di dire fino in fondo la verità, anche se è scomoda, anche se fa soffrire, anche se li rende degli isolati e degli appestati da evitare additati dalla setta vaticano-secondista come “scismatici” (sic!!); proprio loro, che celebrano la Santa Messa amata dai Santi e difendono la dottrina di sempre ed il dogma dell’infallibilità papale senza compromessi!!
    Le altre posizioni – quella della FSSPX e simili in primis - sono pseudoteologia dettata da una errata e stramba concezione di “prudenza”, come se fosse “prudente” (e non temerario, come invece è) presupporre che dei Vicari di NSGC possano traviare miliardi di persone per svariati decenni (non qualche volta, per sbaglio) indirizzandole verso un vicolo cieco che conduce al burrone allontanandole dalla via che conduce alla Salvezza eterna!!
    Se non possiamo fidarci nemmeno del Papa e di ciò che insegna, di chi dovremmo fidarci?!
    SE per assurdo il Papa mi potesse abitualmente ingannare e traviare allora il Papato non servirebbe a nulla, anzi sarebbe persino dannoso (avrebbero ragione i protestanti ed i vari non-cattolici!!) e quindi NSGC in persona avrebbe “mentito” e “sbagliato” (sic!!) ad affidare le chiavi della somma autorità a San Pietro!!
    Questo è ciò che di fatto pensano e sostengono, speriamo senza rendersene conto, molti “cattolici tradizionalisti” odierni…
    Credere ciò è terrificante, diciamo pure blasfemo…
    Credere ciò significa oggettivamente aver già perso, od essere in procinto di perdere, la fede cattolica nel Papato e nella Chiesa…
    Un vero Papa NON può essere un falso pastore che diffonde falsità spacciandole per verità!!
    Se uno si rivela come falso pastore – in base a ciò che insegna - NON può essere un vero Papa!!
    Una vera “Vostra Santità” (come definiscono l’occupante illegittimo, il sommo usurpatore…) NON può “propagare eresie per mezzo e mediante altre parole, atti e omissioni” (sempre parole loro…), NON ha alcun bisogno di “correzione” da parte di chicchessia; ritenere di dover “correggere il Papa che sbaglia” è grottesco e pazzesco, suvvia…
    Un po’ come se fosse il popolo a dover correggere il Re insegnandogli come si governa uno stato od un bambino a dover correggere il genitore adulto insegnandogli l’educazione, oppure un contadino semi-analfabeta a dover correggere gli errori di lettura e scrittura di un professore universitario…Siamo alla completa inversione dei ruoli…Giacobinismo teologico in salsa tradizionalista…
    Si sta a cavillare per stabilire se il “papa” parla “ex-cathedra” o se aveva intenzione di “impegnare l’infallibilità” oppure no, come se un documento di magistero anche solo ordinario (o presunto tale!!) potesse comunque contenere vistose eresie e come se potesse essere considerato dai fedeli carta straccia!!
    Ripeto e sottolineo: NON stiamo parlando di discorsi da osteria di un tizio qualunque, magari pronunciati da ubriaco, ma di documenti ufficiali diffusi da uno che si presenta come “papa” (quindi l’autorità massima della Chiesa…) in tutto il mondo in forma scritta e riportati sul sito ufficiale del Vaticano!!
    «Verba volant, scripta manent», si diceva in latino…Traduco per i non-latinisti: «le parole volano, gli scritti rimangono» (vabbè, ormai la conoscono quasi tutti perché è di uso corrente, non occorre aver fatto studi speciali…)…
    Se uno è Papa NON può non conoscere l’ABC della dottrina cattolica (se è consapevole di insegnare eresie è un eretico formale, sennò è comunque colpevolissimo perché un’ignoranza di tale gravità NON è ammissibile, peggio per lui in ogni caso), punto e basta; tutto il resto sono spregevoli sofismi…
    Purtroppo questi “teologi” si ostinano a considerare “papa” chi Papa NON può essere e cercano tanti ridicoli pretesti per poterlo comunque “salvare” (a che scopo non si sa); la solita favoletta e lo slogan ripetuto fino alla nausea del “cattivo papa ma pur sempre papa” per mascherare l’impostura di un falso pastore!!
    Aggiungiamo il fatto che questi “teologi” criticano l’esortazione “apostolica” (virgolette d’obbligo) “Amoris Laetitia”, tacendo sulle decine se non centinaia di documenti “magisteriali” (virgolette d’obbligo, anche qui) prodotti dal CV2 in poi che contengono forse eresie ancora peggiori; di quelle non si sono manco accorti!!
    Da Roncalli, o almeno da Montini, fino a Bergoglio abbiamo avuto una serie di oggettivi diffusori di eresie dottrinarie!!
    Lasciamo a Dio il giudizio sul loro foro interno, a noi non interessa giudicare le persone e non è compito nostro, è sufficiente constatare (basandosi sulla dottrina della Chiesa e non sulle opinioni soggettive di qualcuno) che i loro pubblici insegnamenti sono in netto contrasto con quelli precedenti per cui NON si tratta di autorità legittime…
    Si tratta di neo-modernisti eletti da altri neo-modernisti che predicano tutti insieme neo-dottrine paurosamente eterodosse già condannate ripetutamente dalla Chiesa e dai Papi precedenti…Perché lo notano in pochi?!
    Eppure basterebbe aver letto anche di sfuggita il Catechismo tridentino o quello di San Pio X, confrontando gli insegnamenti dal CV2 in poi con quanto insegnato per secoli dai Papi precedenti fino a Pio XII e notando non solo la differenza, ma la contraddizione evidente…
    Per rendersene conto NON occorre una laurea in teologia; basta essere cattolici, conoscere un minimo di dottrina, avere un’infarinatura da catechismo per bambini e la capacità di ragionare…
    Lo dico senza voler peccare di superbia, capisco che sia difficile dire in pubblico che il presunto papa non è papa, ma tocca a loro!!
    SE lo dico io, che sono un laico privo di autorità, è un giudizio privato senza valore e nessuno è tenuto a credermi, anche se è vero…
    La dichiarazione ufficiale spetta a membri della Chiesa docente, o presunti tali, e basta rifarsi alla Bolla di Paolo IV (valida in perpetuo) o al Codice di Diritto Canonico, anzi anche semplicemente all’anatema evangelico…è un insegnamento di sempre della Chiesa e dei Papi che chi diffonde eresie non può essere autorità legittima…
    Ovviamente NON si tratta di “giudicare e deporre il papa”, bensì di giudicare e deporre uno pseudo-papa che millanta autorità senza averla ricevuta. Se l’avesse ricevuta, non insegnerebbe l’eresia ai fedeli, proprio in virtù del dogma dell’infallibilità papale!!
    Che si diano una svegliata (lo dico senza volerli minimamente offendere e con tutto il rispetto possibile, sia chiaro...però questi "dubia" vanno avanti da troppo tempo e NON hanno risolto NULLA poichè non vanno alla RADICE del PROBLEMA che è il CV2 e la falsa autorità di una lunga serie di finti papi, intanto 2 dei 4 "cardinali" sono già morti, RIP...) e trovino finalmente il coraggio di constatare la Sede Vacante, meglio tardi che mai – però devono farlo ORA, senza temporeggiare per chissà quanti anni, al più presto!! - per rendere possibile il ritorno di un VERO PAPA CATTOLICO e quindi per il bene di tutti i fedeli e della Chiesa Cattolica!!
    Luca, Sursum Corda!





    P.S.
    24 SETTEMBRE 2017: DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE, NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE…




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sedicesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom16.htm
    “DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm
    “24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE.”




    Santa Messa domenicale (Omelia dal min. 50 in poi) celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) stamattina 24 settembre 2017:



    XVI domenica d. Pentecoste - B.V. Mercede (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=EYx_caM40rs
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php






    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?hc_ref

    “24 Septembre : Notre-Dame de la Merci.”







    “Seizième Dimanche après la Pentecôte.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le seizième Dimanche après la Pentecôte : Dieu le Père.”
    http://prieure2bethleem.org/predica/..._septembre.mp3











    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    “Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare le sante Vergini Aurélia e Neomisia, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di queste sante, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, le sante Vergini Aurélia e Neomisia possano essere mie avvocate e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”





    Madonna della Mercede - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-della-mercede/
    “24 settembre, Beata Vergine della Mercede.

    “Festa della beata Vergine Maria detta della Mercede, Fondatrice sotto tale nome dell’Ordine per la redenzione degli schiavi. La sua Apparizione si commemora il dieci Agosto”.
    Salve o Maria, Madre purissima della Mercede, fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri. Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo. Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Così sia.”












    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “24 settembre 2017: DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”





    “Il 24 settembre 366 muore Papa Liberio di venerata memoria, Sommo Pontefice”
    “Il 24 settembre 366 muore a Roma Papa Liberio.

    «Disgraziatamente la leggenda s’è impadronita ben presto della figura di Liberio, il quale venne trasformato in una specie di rinnegato, aderente al partito ariano ed in conseguenza un persecutore di Felice II. Ne seguì che il primitivo culto tributato dopo morte al travagliato Pontefice e che sino ad oggi è comune a tutte le Chiese orientali, in Roma a poco a poco venne meno. Anche oggi Liberio passa poco meno per un lapso, vittima della perfidia dell’imperatore Costanzo. [...] Nel medio evo pare che in qualche calendario romano se ne festeggiasse la memoria il 17 maggio e il 23 settembre. Il calendario bizantino, il 27 agosto, celebra la memoria “τοῦ ὁσίου πατρόσ ἡμῶν καί ὁμολογητοῦ Λιβερίου Πάπα Ῥωμης” – Padre nostro, confessore della Fede e Papa di Roma. I Copti lo festeggiano il 9 ottobre: “Il riposo di san Liberio, vescovo di Roma e difensore della Fede”. Di nuovo ne ricorre la memoria il quarto giorno del loro piccolo mese supplementare: “Commemorazione di Liberio vescovo di Roma”. [...] Dopo morto, Liberio venne salutato sol titolo di confessore e di martire [...]. Insomma, quando a riguardo di papa Liberio sant’Ambrogio scriveva alla propria sorella Marcellina: “Tempus est, soror sancta, ea quae mecum conferre soles, beatae memoriae Liberii, preaecepta revolvere, ut quo vir sanctior, eo sermo accedat gratior” (De virg. , c. IV), egli rifletteva la primigenia tradizione della Chiesa Romana, tradizione che venuta più tardi meno nell’Eterna Città, ci è stata nondimeno conservata intatta dalle più antiche Chiese di Oriente».
    (Cardinale A. I. Schuster, Liber Sacramentorum, Marietti, Torino, 1930, Vol. VIII, pp. 274-278).”
    “Il 24 settembre1143 muore Papa Innocenzo II Papareschi, Sommo Pontefice.”

    “24 SETTEMBRE 2017: NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE.”















    24 Settembre -Beata Vergine Maria della Mercede
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...la-mercede.htm
    “24 SETTEMBRE BEATA VERGINE MARIA DELLA MERCEDE.

    Tra le famiglie religiose dedicate alla Madre di Cristo, vi è l'Ordine della beata Vergine Maria della mercede (Misericordia), fondato a Barcellona nel 1218, per la redenzione dei cristiani prigionieri, da san Pietro Nolasco (†1256) con la collaborazione di san Raimondo di Peñafort (†1275} e di Giacomo I († 1276), re di Aragona. La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell'America Latina. La fondazione dell'Ordine Mercedario, fu ispirata a S. Pietro Nolasco da Maria: i Mercedari, fissando la loro attenzione su Maria, le hanno attribuito il titolo della Mercede o della Misericordia perché, come diceva Alfonso X il Savio: "Redimere gli schiavi è opera di grande Merced ", ossia di Misericordia. E' un Ordine religioso profondamente inserito nella vita della Chiesa che opera soprattutto là dove è necessario portare la liberazione redentrice del Vangelo, dove l'uomo viene sfruttato e oppresso, dove la sua fede e la sua dignità di persona sono in pericolo. L' Ordine è composto di sacerdoti e di fratelli cooperatori che vivono la stessa vita religiosa.”





    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm
    “24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE.

    Forza e dolcezza.
    Settembre termina con la lettura, nell'Ufficio del tempo, dei libri di Giuditta e di Ester. Ester e Giuditta, liberatrici gloriose, sono figura di Maria, la nascita della quale illumina tutto il mese di un fulgore così puro, che il mondo ha già sperimentato utile.
    Adonai, Signore, tu sei grande; ti ammiro, o Dio, che rimetti la salvezza nelle mani della donna (Antifona del Magnificat ai primi Vespri della IV domenica di settembre). La Chiesa inizia così la storia dell'eroina che salvò Betulia con la spada, mentre, per strappare il suo popolo dalla morte, la nipote di Mardocheo adoperò soltanto fascino e preghiere. Dolcezza dell'una, valore nell'altra, bellezza in tutte e due; ma la Regina, che si è scelto il Re dei re, tutto eclissa con la sua perfezione senza rivali e la festa di oggi è un monumento della potenza che spiega per liberare, a sua volta, i suoi.
    La schiavitù.
    L'impero della Mezzaluna non cresceva più. In declino in Spagna, fermato in Oriente dal regno latino di Gerusalemme, nel secolo XII, lo si vide cercare nella pirateria gli schiavi che le conquiste non fornivano più. Ormai poco molestata dalla Crociata, l'Africa saracena corse i mari, per rifornire il mercato mussulmano. L'anima freme al pensiero di innumerevoli sventurati di ogni condizione, di ogni sesso, di ogni età, strappati alle regioni costiere dei paesi cristiani, o catturati sui flutti, e distribuiti negli Harem o nelle galere. Ma, nel segreto delle prigioni senza storia, Dio non fu meno onorato che nelle lotte degli antichi martiri, perché eroismi ammirabili riempirono il mondo della loro fama e, dopo dodici secoli, sotto gli occhi degli angeli, Maria aprì nel dominio della carità orizzonti nuovi nei quali i cristiani rimasti liberi, votandosi al soccorso dei fratelli avrebbero dato prova di eroismi ancora sconosciuti. Non vi è qui una ragione della presenza del male passeggero di questa terra? Sarebbe senza di esso meno bello il cielo, che deve durare eternamente.
    Gli Ordini per il riscatto degli schiavi.
    L'Ordine della Mercede, a differenza di quello della SS. Trinità, che l'aveva preceduto di 20 anni, fondato in pieno campo di battaglia contro i Mori, ebbe alla sua origine più cavalieri che sacerdoti. Fu chiamato Ordine reale, militare e religioso della Madonna della Mercede per la redenzione degli schiavi e i suoi sacerdoti attendevano all'Ufficio corale nelle Commende dell'Ordine, mentre i cavalieri sorvegliavano le coste e adempivano la missione rischiosa del riscatto dei prigionieri cristiani. San Pietro Nolasco fu il primo Commendatore o Maestro Generale dell'Ordine e quando furono trovati i suoi resti lo si trovò ancora armato di corazza e di spada.
    Leggiamo le righe che seguono, nelle quali la Chiesa, ricordando fatti noti, ci dà oggi il suo pensiero (Festa dei santi Pietro Nolasco e Raimondo di Pegnafort, 28 e 23 gennaio).
    Quando il giogo Saraceno pesava sulla parte più grande e più bella della Spagna, mentre innumerevoli infelici, in una spaventevole schiavitù, erano esposti al pericolo continuo di rinnegare la fede e di dimenticare la loro eterna salvezza, la Beata Regina del cielo, rimediando nella sua bontà a tanti mali, rivelò la sua grande carità, per riscattare i suoi figli. Apparve a san Pietro Nolasco, che pari alla ricchezza aveva la fede e che, nelle sue meditazioni davanti a Dio, pensava continuamente al modo di portare aiuto ai molti cristiani prigionieri dei Mori. Dolce e benigna, la Beata Vergine si degnò dirgli che, insieme con il suo Figlio, avrebbe gradito la fondazione di un Ordine religioso, che avesse lo scopo di liberare i prigionieri dalla tirannia dei Turchi e, incoraggiato da questa visione, l'uomo di Dio si pose all'opera con un ardore di carità che sarebbe impossibile descrivere ed ebbe da quel momento un solo pensiero: consacrare sé e l'Ordine che avrebbe fondato all'altissima missione di carità di rischiare la vita per i suoi amici e per il prossimo.
    Nella stessa notte la Vergine Santissima si era manifestata al beato Raimondo da Pegnafort e al re Giacomo di Aragona, rivelando anche ad essi il suo desiderio e pregandoli di impegnarsi in un'opera così importante. Pietro corse tosto ai piedi di Raimondo, suo confessore, per esporgli ogni cosa. Lo trovò già preparato da Dio e si affidò alla sua direzione. Intervenne allora il re Giacomo, onorato egli pure della visione della Beata Vergine e risoluto di realizzare il desiderio da Lei manifestato. Dopo averne trattato insieme, in perfetto accordo, si dedicarono alla fondazione dell'Ordine in onore della Beata Vergine, che avrebbero intitolato con il nome di Santa Maria della Mercede per la Redenzione degli schiavi.
    Il 10 agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo pose in opera il progetto già maturato dai santi personaggi e i religiosi si obbligavano con un quarto voto a restare ostaggio presso le potenze pagane, se si fosse reso necessario per liberare i cristiani. Il Re concedette che i religiosi portassero sul proprio petto le sue insegne ed ebbe cura di ottenere da Gregorio IX la conferma dell'Ordine religioso, che si proponeva così grande carità verso il prossimo. Dio stesso, per mezzo della Beata Vergine, diede all'opera tale sviluppo che fu presto nota nel mondo intero ed ebbe molti membri insigni per santità, pietà e carità e, raccogliendo le offerte dei fedeli di Cristo e impiegandole nel riscatto del prossimo, offrendo spesso per il riscatto sé stessi, liberarono molti. Era doveroso rendere grazie a Dio e alla Vergine Madre per una istituzione così bella e per tanti benefici operati e la Sede Apostolica, con i mille privilegi concessi all'Ordine, accordò la celebrazione di questa festa particolare e il suo Ufficio.
    La Vergine liberatrice.
    Sii benedetta, tu, onore del nostro popolo e nostra gioia (Giudit. 15, 10). Nel giorno della tua Assunzione gloriosa era bello per noi vederti salire a prendere il titolo di Regina (Ester 4, 14) e la storia dell'umanità è piena dei tuoi interventi misericordiosi. Si contano a milioni quelli cui tu hai spezzato le catene, i prigionieri da te strappati all'inferno dei Saraceni, vestibolo dell'inferno di Satana. In questo mondo, che gioisce al ricordo recentemente rinnovato della tua nascita, il tuo sorriso bastò sempre a dissipare le nubi e ad asciugare il pianto. Quanti dolori tuttavia sono ancora su questa terra sulla quale nei giorni della tua vita terrena anche tu hai voluto gustare a lungo il calice della sofferenza! Dolori che santificano, dolori per qualcuno fecondi ma, purtroppo anche dolori sterili, dannosi, di sventurati che l'ingiustizia sociale inasprisce, per i quali la schiavitù dell'officina, lo sfruttamento multiforme del più forte sul debole appaiono peggiore della schiavitù in Algeria o a Tunisi. Tu sola, o Maria, puoi spezzare questi legami inestricabili coi quali l'ironia del principe del mondo incatena una società che ha portato allo sbandamento in nome della libertà, dell'eguaglianza. Degnati intervenire; mostra che tu sei Regina. Tutta la terra, l'umanità, ti dice, come Mardocheo a colei ch'egli aveva nutrito: Parla al re per noi, liberaci dalla morte (Ester 15, 1-3).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1104-1106.”


    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sedicesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom16.htm
    “DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.

    MESSA
    La risurrezione del figlio della vedova di Naim ravvivò domenica scorsa la fiducia della Chiesa ed ora essa innalza più insistente la sua preghiera allo Sposo, che per qualche tempo la lascia su questa terra affinché il suo amore si tempri nella sofferenza e nel pianto.
    In ordine alla salvezza la nostra impotenza è tale che, se la grazia non ci previene, non abbiamo neppure la preoccupazione di agire e, se essa non segue le sue ispirazioni per portarle a buon frutto, non sapremmo mai passare dal pensiero all'atto nei riguardi di una virtù qualsiasi. Se invece sappiamo essere fedeli alla grazia, la vita diventa una trama ininterrotta di opere buone.
    EPISTOLA (Ef 3,13-21). - Fratelli: Vi esorto a non perdervi d'animo a motivo delle tribolazioni ch'io soffro per voi e che sono la vostra gloria. A questo fine piego le ginocchia dinanzi al padre del signore Nostro Gesù Cristo da cui prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, perché vi conceda, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere mediante lo Spirito di Lui potentemente corroborati nell'uomo interiore, in modo che Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e voi, radicati e fondati nella carità, possiate, con tutti i santi, comprendere quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza, e la profondità, anzi possiate conoscere ciò che supera ogni scienza, la medesima carità di Cristo, in modo che siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. A lui, che può fare ogni cosa al di là di quanto quanto noi possiamo domandare o pensare, mediante la virtù che opera in noi, a lui sia gloria nella Chiesa e in Gesù Cristo per le generazioni di tutti i secoli. Così sia.
    Il nostro consenso al Ministero di Cristo.
    Qual è l'oggetto della preghiera apostolica così solenne nel suo atteggiamento e nei suoi accenti? Ora che noi fummo testimoni di tutti i misteri della Liturgia e conosciamo perciò le ricchezze della bontà di Dio ci resta qualcosa da chiedere a Lui? Ci risponde l'Apostolo: Tutto ciò che ha fatto il Signore resta sterile, se la preghiera non è esaudita, perché il mistero del Cristo si completa soltanto in noi e sostanza, sviluppo, successo del grande dramma divino, che va da una all'altra eternità, stanno interamente nel cuore dell'uomo. Chiesa, Sacramenti, Eucaristia, tutto l'insieme dello sforzo divino, hanno un solo scopo, la santificazione dell'anima nostra. Il fine che Dio persegue è tutto qui. se Dio lo raggiunge, il mistero del Cristo è un successo; se non lo raggiunge, Dio avrà lavorato invano, almeno per l'anima che si è sottratta alla sua azione.
    Si tratta di vedere se l'intenzione eterna di Dio sarà realizzata, se i dolori e il sangue del Calvario avranno un frutto, se l'eternità futura sarà per ciascuno come Dio voleva: il risultato dipende dal cuore dell'uomo.
    La nostra crescita spirituale.
    Perché Dio non sia sconfitto, perché il suo amore non sia tradito, l'Apostolo chiede a Dio insistentemente per le anime nostre tre gradi di grazia nei quali si riassume tutto quello che la vita cristiana deve essere, tutto quello che dobbiamo fare per corrispondere al desiderio e all'amore di Dio.
    Prima di tutto, dice l'Apostolo, dobbiamo irrobustire nello Spirito l'essere nuovo sorto in noi col battesimo, distruggere anche le minime tracce dell'uomo vecchio, l'essere adamitico, per far regnare sulle rovine l'uomo nuovo, il cristiano, figlio di Dio.
    In secondo luogo egli chiede a Dio di distruggere la instabilità della nostra natura, cosa che senza la nostra cooperazione non è possibile, e di fissare nei nostri cuori il Cristo per mezzo della fede. Abitare implica continuità, adesione costante, comunione reale di vita, che sottomette al Signore tutta l'attività, ad imitazione della docilità e sottomissione che la natura umana del Cristo ebbe per il Verbo.
    Eliminato così l'egoismo, la carità regnerà in noi sovrana e avremo allora statura e forza, per contemplare faccia a faccia il mistero di Dio. È questo il terzo grado della nostra crescita spirituale (Dom Delatte, Lettere di san Paolo, 2, 108).
    VANGELO (Lc 14,1-11). - In quel tempo: Essendo Gesù entrato in giorno di sabato a prendere cibo in casa di uno dei principali Farisei, questi gli tenevano gli occhi addosso. Ed ecco stargli davanti un idropico. E Gesù prese a dire ai dottori in legge ed ai Farisei: È lecito o no curare di sabato? Ma quelli tacquero. Allora egli, preso per mano quell'uomo, lo guarì e lo rimandò. Indi soggiunse: Chi di voi, se di sabato gli cade l'asino o il bove in un pozzo, non lo tira subito fuori? E a queste sue parole non potevano rispondere. Notando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola: Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere al primo posto, ché forse non sia invitato uno più degno di te, e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedigli il posto; e allora tu non cominci a stare con vergogna all'ultimo posto. Ma, quando sei invitato, vatti a mettere all'ultimo posto, affinché venendo chi ti ha invitato, ti dica: Amico, vieni più in su; e questo allora sarà per te un onore davanti a tutti i commensali. Difatti coloro che s'innalzano saranno umiliati, e coloro che si umiliano saranno innalzati.
    L'invito alle nozze.
    La santa Chiesa ci rivela oggi il fine che essa persegue nei suoi figli dopo i giorni della Pentecoste. Le nozze delle quali si parla nel Vangelo sono le nozze del cielo alle quali è preludio quaggiù l'unione divina, che si realizza nel sacro banchetto. L'invito divino è rivolto a tutti e non somiglia affatto agli inviti in uso sulla terra e con i quali gli sposi invitano i loro vicini ad essere puramente testimoni di una unione, che ad essi è affatto estranea. Sposo qui è il Cristo, Sposa è la Chiesa (Ap 19,7) e, essendo noi membri della Chiesa, le nozze sono le nostre nozze.
    L'unione divina.
    Se vogliamo che l'unione sia feconda, come la vuole l'onore dello Sposo, è necessario che l'anima serbi a lui nel santuario della sua coscienza una fedeltà non momentanea, un amore che duri oltre l'incontro nel sacro mistero della Comunione. L'unione divina vera domina l'esistenza, la riassume nella contemplazione dell'Amato, nella ricerca diligente dei suoi interessi, nella continua tendenza del cuore verso di Lui, anche quando pare che egli si sottragga allo sguardo dell'anima e al suo amore.
    Può forse la Sposa mistica fare per Dio meno di quello che fanno le spose del mondo per lo sposo terreno (1Cor 7,34)?
    Solo a queste condizioni l'anima raggiunge la vita unitiva e vi raccoglie frutti.
    Condizioni dell'unione.
    Per raggiungere questo pieno dominio del Cristo sull'anima e sui suoi movimenti, dominio che rende l'anima veramente sua e la sottomette a lui come la Sposa è sottomessa allo sposo (1Cor 11,8-10) è necessario eliminare qualsiasi rivalità. Vediamo anche troppo spesso che il Figlio nobilissimo del Padre (Sap 8,3), il Verbo divino che rapisce i cieli per la sua bellezza, trova quaggiù delle pretese rivali, che gli contendono il cuore delle creature da lui sottratte alla schiavitù e chiamate a condividere la gloria del suo trono. Quante volte egli non è tenuto in scacco anche in quelle anime nelle quali finisce per trionfare pienamente? E tuttavia non si impazienta, non si allontana per un giusto risentimento, ma ripete per anni il suo insistente invito (Ap 3,20), misericordiosamente aspettando che il tocco segreto della grazia e il lavorio dello Spirito Santo superino le inconcepibili resistenze.
    L'umiltà.
    Chi vuole ottenere un posto eminente al banchetto di Dio deve custodire particolarmente l'umiltà. Caratteristica dei Santi è l'ambizione della gloria futura, ma essi sanno che per ottenerla devono in questa vita tanto scendere nella miseria del loro nulla quanto nella vita futura vogliono salire. Attendendo il giorno in cui ciascuno riceverà secondo i suoi meriti, nulla perdiamo considerandoci al di sotto di tutti e il posto che ci è riservato nel regno dei cieli non dipende dall'apprezzamento nostro o altrui, ma solo dalla volontà di Dio che esalta gli umili.
    Più siete grandi, più dovete abbassarvi in tutte le cose e troverete così grazia davanti a Dio, dice l'Ecclesiastico, perché Dio solo è grande (Eccli 3,21-22).
    Seguiamo dunque, magari solo per interesse, il consiglio del Vangelo, e convinciamoci di meritare in tutto l'ultimo posto. L'umiltà non è sincera nei rapporti sociali, se non aggiungiamo alla poca stima di noi stessi la stima degli altri, rendendo onore a tutti (Rm 12,10), sottomettendoci volentieri a tutti in ciò che non interessa la coscienza, profondamente convinti della nostra inferiorità e della nostra miseria; davanti a Colui che scruta i reni e i cuori (Ap 2,23).
    Una sentita carità verso il prossimo, che ci porta a metterlo davanti a noi, senza alcuna affettazione, nelle circostanze varie della vita di tutti i giorni è la miglior prova di una sincera umiltà verso Dio.
    PREGHIAMO
    La tua grazia, o Signore, ci preceda, ci accompagni e ci spinga sempre verso le opere buone.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 493-496.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  8. #8
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Cambierà nulla , il popolo cattolico seguirà il pope , solo pochi capiscono il problema che il perito chimico rappresenta .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #9
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    Predefinito Re: Teologi cattolici correggono il Papa sulla diffusione di eresie

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Molto bene, ma ora devono muoversi anche i cardinali restanti dei "dubia" (Burke in testa).
    So che Burke è stato mandato a Guam.
    Comunque, come disse Mons. Negri, io spero nella grazia della Madonna
    γνῶθι σεαυτόν

 

 

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