Le ripercussioni delle elezioni tedesche nel centrodestra italiano
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Il voto tedesco aiuta la Lega di Matteo Salvini e gonfia le vele della destra. "La grande differenza tra noi e Afd è che noi andremo a governare - dice il segretario del Carroccio in diretta Facebook - mentre per ora loro sono una sana e robusta opposizione". Forza Italia lo riporta alla realtà: "Ricordo a Salvini che può governare solo con una coalizione di centrodestra", gli risponde Paolo Romani, capogruppo degli azzurri al Senato. E di rimando la portavece azzurra Deborah Bergamini: "Suggeriamo a Salvini una tazza di camomilla per riflettere meglio sul risultato elettorale tedesco. Attenzione a sognare 'un'internazionale dei populismi', destinati più a mangiarsi fra loro che a rappresentare una vera proposta di governo".L'alleanza tra Lega e Forza Italia potrebbe dunque diventare più difficile, dopo il recente riavvicinamento di Silvio Berlusconi ad Angela Merkel e al Ppe. Per il Carroccio, però, si troveranno punti di contatto con gli azzurri: "Io mi confronto spesso con esponenti ed elettori di Forza Italia - dice Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato - e noto che posizioni vicine alla Merkel ce le hanno solo Berlusconi e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani". Quest'ultimo a Uno Mattina ha commentato invece che "il rafforzamento dell'estrema destra in Germania è un segnale negativo per l'Italia".
D’altra parte Se la riconciliazione con la Merkel è stata fino all’altro ieri la carta che Silvio Berlusconi si è giocata in Italia per difendere il proprio primato nel centrodestra, o in quel che ne rimane, dalle ambizioni del segretario leghista Matteo Salvini, ed ora persino di Giorgia Meloni, iscrittasi pure lei al concorso, quelle arrivategli da Berlino non sono buone notizie. Non lo sono al di là dell’uso che l’ex presidente del Consiglio deciderà di farne per comprensibili ragioni di facciata accontentandosi del fatto che la Cancelliera tedesca ha comunque vinto le elezioni e rimarrà al suo posto.
La Merkel, pur vincendo la partita del Cancellierato, ha perduto quasi nove punti percentuali di voti, trasferitisi ad occhio e croce a destra, il cui movimento -l’Afd – è diventato il terzo partito della Germania. Ma la Merkel non ha in casa, cioè nello schieramento che deve mettere su per fare il nuovo governo, la destra che ha festeggiato la propria crescita. Berlusconi invece la destra di Salvini e della Meloni in casa ce l’ha, eccome, perché la vittoria elettorale che persegue in vista del rinnovo delle Camere italiane egli continua a intestarla al centrodestra.
Berlusconi ha già dovuto pagare prezzi crescenti ai suoi alleati con i governatori leghisti in Lombardia e nel Veneto, con un forzista sempre più anomalo alla guida della Liguria, comparendo ormai Giovanni Toti sempre più frequentemente accanto a Salvini piuttosto che all’ex presidente del Consiglio, e con Nello Musumeci alla fine accettato come candidato al governatorato siciliano nelle elezioni del 5 novembre prossimo.
Più cede spazio a Salvini, e alla Meloni, limitandosi a fare spallucce alle loro ambizioni e critiche, meno Berlusconi sarà in grado dopo le elezioni di staccarsene, anche in caso di sconfitta o di mancata vittoria -direbbe Pier Luigi Bersani- del centrodestra, per trattare da solo una riedizione delle cosiddette larghe intese con Matteo Renzi.




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