Vi sveliamo un segreto:
né la Spagna né la Catalogna vi salveranno dalla globalizzazione
Vi piacciono gli Stati nazionali o le piccole patrie? Siete fuori dal tempo, ci spiace.
Oggi non c’è conquista sociale, né vantaggio competitivo che può essere raggiunto senza muoversi in un contesto sovranazionale.
Litigate pure su Spagna e Catalogna, ma l’unica cosa che conta si chiama Europa
di Francesco Cancellato
A voi che avete sposato la causa dell’indipendenza catalana e dell’autodeterminazione dei popoli, così come voi che difendete la sacralità dello Stato-nazione,
vi diamo una notizia: state entrambi combattendo per una causa persa. Il futuro non è delle piccole né delle grandi patrie.
Anzi, a pensarci bene, già il presente e il passato prossimo potrebbero fornirvi sufficienti elementi di riflessione: gli Stati così come sono nati dalla pace di Westfàlià avevano due prerogative:
il monopolio della forza. E il monopolio di mettervi le mani in tasca. Oggi, complice la globalizzazione, non riescono a esercitare nessuno di questi due poteri.
L’esercito nazionale potrà tenervi al riparo dall’invasione dell’esercito del vicino, ma poco può fare con le guerre asimmetriche e liquide di chi ha capito molto meglio e molto prima di voi
attorno a cosa ci si aggrega e come si combatte nell’era della globalizzazione. E il Cfo di una qualunque multinazionale - pure il vostro commercialista, a dire il vero -
vi può spiegare in cinque minuti perché lo Stato-esattore sia semplicemente un riccio nei pantaloni di chi non può portare i soldi all’estero, o la sede legale della sua impresa a Londra.
Siete di sinistra e ritenete che fuori dallo Stato non ci sia conflitto sociale? Bene, mettetevi comodi e raccontateci quand’è stata l’ultima volta che c’è stato conflitto sociale,
da quando la globalizzazione è entrata senza bussare nelle vostre vite. Esatto: G8 di Genova, Occupy Wall Street, Primavere Arabe: tutti movimenti sovranazionali, para-globali.
Oppure piazza Taksim a Istanbul e gli ombrelli gialli di Hong Kong: conflitti sorti nel contesto di metropoli che sono frattali della civiltà globale.
Persino le battaglie nelle banlieue francesi e nella suburbia londinese sono figlie della globalizzazione e dell’anomia identitaria di seconde generazioni di migranti che non sanno chi sono
(e nelle cui fila il fondamentalismo wahabita si è infilato come un coltello caldo nel burro). I blocchi sociali novecenteschi? Non pervenuti.
E pure le conquiste più rilevanti che abbiamo di fronte - dalla sicurezza sociale a un fisco più equo, dall’innovazione tecnologica a un welfare più adeguato ai bisogni delle persone
possono essere raggiunte solo in un contesto sovranazionale. Chiamatelo europeo, chiamatelo come volete: se volete far pagare le tasse a Google, Amazon, Facebook, Fca, Ferrero
che mica sono solo le unicorn californiane che hanno la sede legale ad Amsterdam, Dublino e Lussemburgo - serve che dall’Olanda alla Polonia ci si metta d’accordo su un livello minimo di tassazione per le imprese.
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