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  • 1 Post By Holuxar

Discussione: commento al Vangelo di oggi ( 1 ottobre 2017)

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    Predefinito commento al Vangelo di oggi ( 1 ottobre 2017)

    Dal libro del profeta Ezechiele 18,25-28
    Cosė dice il Signore: «Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,1-11
    [Fratelli, se c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche conforto, frutto della carità, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù]: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: “Gesù Cristo è Signore!”, a gloria di Dio Padre.
    Dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: “Il primo”. E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”.
    quante volte abbiamo fatto quello che ci pare, eppure siamo fatti per fare ben altro, quante volte siamo spinti dal nostro ego, eppure siamo chiamati a essere moderati nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Ogni giorno Dio ci chiama a un compito, ogni giorno lo Spirito ci guida a ciò che siamo fatti per fare, ognuno di noi è capace di vivere la Parola, anche con i più piccoli gesti, ognuno di noi, per quanto può sentire una malvagità dentro, siamo chiamati a fare il bene, perché finchè siamo in vita niente è perduto.
    tutto questo non lo facciamo per un tornaconto personale, inganniamo noi stessi, cerchiamo con pazienza il nostro ruolo nel mondo, senza avere fretta e senza abbandonarsi nello sconforto o dando sempre e solo la colpa agli altri o alle situazioni che ci succedono.
    guardiamo all'esempio di Gesù che è la nostra guida perfetta, il nostro ponte verso una felicità più grande. Abbiamo il coraggio di andare avanti.
    ti senti un peccatore? coraggio non abbatterti! ti senti un giusto? bene, non perderti!
    tutto sta nel ricordare la necessità del bene, non solo a noi stessi, tutto sta nell'essere una luce per gli altri, nel seguire i comandamenti, nel praticare il bene
    come disse San Francesco in una preghiera, un programma di vita che ognuno di noi può seguire e vedrete che la felicità non vi abbandonerà, provate!

    Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

    dove è odio, fa ch'io porti amore,
    dove è offesa, ch'io porti il perdono,
    dove è discordia, ch'io porti la fede,
    dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
    dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.

    Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
    dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

    Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
    Ad essere compreso, quanto a comprendere.
    Ad essere amato, quanto ad amare
    Poichè:

    Se è: Dando, che si riceve:
    Perdonando che si è perdonati;
    Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

    Amen.
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

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    Lightbulb Re: commento al Vangelo di oggi ( 1 ottobre 2017)

    1 ottobre 2017: San Remigio, vescovo e confessore, DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE oppure SOLENNITA' ESTERNA DEL SANTO ROSARIO…



    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom17.htm
    “DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”


    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1 ottobre. San Remigio, vescovo e apostolo dei Franchi
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1ott.htm
    "San Remigio, vescovo, 1 ottobre."
    "Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1 ottobre. San Remigio, vescovo e apostolo dei Franchi."
    "1 OTTOBRE SAN REMIGIO, VESCOVO E APOSTOLO DEI FRANCHI.”





    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) stamattina 1 ottobre 2017, XVII Domenica dopo Pentecoste:



    “XVII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=eYJL1uUSYg8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php”




    San Remigio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-remigio/
    “1° ottobre, San Remilio, Vescovo e Confessore.

    Il 25 dicembre 496 battezzò Clodoveo, Re dei Franchi, dicendo: “Adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato».
    “San Remigio, Vescovo di Reims e Confessore; il quale si riposò nel Signore il tredici Gennaio, ma in questo giorno principalmente si festeggia per la traslazione del suo corpo”.”








    https://www.sursumcorda.cloud/
    “Supplica (non manomessa) alla Regina del SS. Rosario di Pompei.”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...di-pompei.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/













    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    “1er Octobre : Saint Rémi, Archevêque de Reims, Apôtre des Francs (438-533).”






    “Solennité du Très-Saint Rosaire de la Bienheureuse Vierge Marie.”





    “Dix-septième Dimanche après la Pentecôte.”






    “Sermon du Père Joseph-Marie pour le Dix-septième Dimanche après la Pentecôte
    http://prieure2bethleem.org/predica/...bre.mp3”





    “Apostolat de la prière : Octobre 2017.
    POUR LA PROPAGATION DE LA DÉVOTION AU CŒUR IMMACULÉ DE MARIE
    http://www.sodalitium.eu/apostolat/A...let.pdf”













    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org/
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    "1 ottobre 2017 DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE oppure SOLENNITA' ESTERNA DEL SANTO ROSARIO."






    "1 ottobre 2017: San Remigio, vescovo e confessore."






    “Supplica alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei da recitarsi nell’ora di mezzodì agli 8 di Maggio e nella prima Domenica di Ottobre.

    ✠ In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia.
    I.- O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie. Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.
    Salve Regina.
    II.- È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.
    Salve Regina.
    III.- Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.
    Salve Regina.
    • Chiediamo la benedizione a Maria.
    Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
    Salve Regina.
    [INDULGENZE : Questa supplica, approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti, è stata arricchita dal Sommo Pontefice Leone XIII d’indulgenze di sette anni e sette quarantene per chi con cuore almeno pentito e devoto la recita l’otto maggio e la prima domenica d’ottobre (Rescritto, 17 giugno 1887). Il S. P. Pio X ha confermate in perpetuo tali indulgenze e le ha rese applicabili alle Anime del Purgatorio (Rescritto, 28 Novembre 1903)].”










    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom17.htm
    “DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.

    MESSA
    I decreti di Dio sono sempre giusti sia quando confonde gli orgogliosi sia quando nella sua misericordia esalta gli umili. Vedemmo la sua volontà sovrana all'opera otto giorni or sono nella distribuzione dei posti riservati ai santi al banchetto dell'unione divina e, ricordando le pretese e la sorte degli invitati alle nozze, chiediamo soltanto misericordia.
    EPISTOLA (Ef 4,1-6). - Fratelli: Io, che sono prigioniero del Signore, vi scongiuro di avere una condotta degna della vocazione che avete ricevuto, con tutta umiltà, con mansuetudine, con pazienza, con carità, sopportandovi gli uni gli altri, studiandovi di conservare l'unità dello spirito con il vincolo della pace. Un sol copro, un solo spirito, come ad una sola speranza siete stati chiamati con la vostra vocazione. Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti che è sopra tutti , che è in tutte le cose e specialmente in noi nei secoli dei secoli così sia.
    Con la lettera di san Paolo ai cristiani di Efeso la Chiesa riprende l'esposizione delle grandezze dei suoi figli e li supplica di rispondere in modo degno alla loro vocazione divina.
    La chiamata di Dio.
    Noi conosciamo già questa chiamata di Dio. È la chiamata del genere umano alle nozze dell'unione divina delle nostre anime a regnare nei cieli sul trono del Verbo diventato loro Sposo e loro Capo (Ef 2,5). Un tempo il Vangelo di otto giorni or sono era più legato all'Epistola, che abbiamo letta e nella quale trova un brillante commento, mentre a sua volta spiega in modo perfetto le parole dell'Apostolo: "Quando sarete invitati alle nozze, diceva il Signore, cum vocatus fueris, prendete l'ultimo posto". "In tutta umiltà, aggiunge l'Apostolo, mostratevi degni della vocazione che avete ricevuta: digne ambuletis vocatione qua vocati estis".
    Fine e modo di intendere la chiamata.
    Quale condizione dobbiamo adempire per mostrarci degni dell'altissimo onore che il Verbo eterno ci ha fatto? Umiltà, mansuetudine, pazienza sono mezzi raccomandati per arrivare allo scopo. Lo scopo è l'unità del corpo immenso, che il Verbo ha fatto suo nella celebrazione delle mistische nozze e la condizione che l'Uomo-Dio esige da quelli che, partecipando della Chiesa, sua Sposa, chiama ad essere ossa delle sue ossa, carne della sua carne (ivi 5,30), è che mantengano tra loro un'armonia che faccia veramente di tutti un'anima sola, un copro solo, nei vincoli della pace.
    "Legame splendido, - esclama san Giovanni Crisostomo - legame meraviglioso, che tutti ci unisce e tutti insieme ci lega a Dio!": La sua forza è la forza dello Spirito Santo stesso, tutto santità ed amore, perché è lo Spirito che stringe i suoi nodi immateriali e divini, agendo nella moltitudine dei battezzati come come il soffio vitale nel corpo umano, che anima e unisce le membra tutte. Per lo Spirito, giovani e vecchi, poveri e ricchi, uomini e donne, sebbene distinti per razza e per indole, diventano un solo tutto, fusi in un immenso abbraccio in cui arde senza fine l'eterna Trinità. Però, perché l'incendio dell'amore infinito possa impadronirsi dell'umanità rigenerata, occorre che essa si purifichi eliminando le rivalità, i rancori, i dissensi, che, rivelandola ancora carnale, la renderebbero poco accessibile alla fiamma divina e all'unione che produce.
    La carità fraterna e i suoi frutti.
    Stringiamoci ai fratelli con questa felice catena della carità, perché essa non coarta che le nostre passioni e dilata invece le anime nostre, lasciando che lo Spirito le conduca con sicurezza a realizzare l'unica speranza della nostra vocazione comune, che è l'unione a Dio nell'amore. Quaggiù la carità,
    anche per i Santi, è una virtù faticosa perché raramente, anche nei migliori, la grazia restaura l'equilibrio delle facoltà, rotto dal peccato originale, in modo che non restino deficienze. Perciò la debolezza, gli eccessi della povera natura si fanno ancora sentire, nonostante l'umiltà del giusto e la vigile pazienza di coloro che l'attorniano. Dio permette questo, per accrescere il merito di tutti e ravvivare in noi il desiderio del cielo nel quale ritroveremo una totale e facile armonia con tutti i nostri simili, perché noi pure ci saremo pienamente pacificati nel dominio assoluto di Dio tre volte santo, divenuto tutto in tutti (1Cor 15,28).
    Nella patria fortunata Dio stesso tergerà ai suoi eletti il pianto causato dalle miserie, rinnovando il loro essere alla sorgente infinita (Ap 21,4-5). Il Figlio eterno, abolito il dominio delle forze avverse e vinta la morte in ciascuno dei suoi membri mistici (1Cor 15,24-28), apparirà nella pienezza del mistero della sua incarnazione vero Capo dell'umanità santificata, restaurata e sviluppata in lui (Ef 1,10).
    VANGELO (Mt 22,34-46). - In quel tempo: S'accostarono a Gesù i Farisei, uno dei quali, dottore in legge, lo interrogò, per tentarlo: Maestro, qual è il maggiore comandamento della legge? E Gesù gli rispose: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente. Questo è il massimo e primo comandamento: il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la legge e i profeti. Essendo dunque adunati i Farisei, Gesù li interrogò dicendo: Che vi pare del Cristo? Di chi è figlio? Gli rispondono: Di David. Ed egli a loro: Come dunque David, in spirito, lo chiama Signore, dicendo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, sinché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi? Se dunque David lo chiama Signore, in qual modo è suo figlio? E nessuno poteva replicargli parola; né vi fu chi ardisse, da questo giorno in poi, d'interrogarlo.
    La carità.
    L'Apostolo che disse: Scopo della legge è la carità (1Tm 1,5) disse pure: Scopo della legge è il Cristo (Rm 10,4), e noi cediamo ora l'armonia di queste due proposizioni. Vediamo anche allo stesso modo la relazione delle parole del Vangelo: In questi due comandamenti sono compresi tutta la legge e i profeti e le altre, che sono pure del Signore: Scrutate le Scritture, perché esse mi rendono testimonianza (Gv 5,39).
    La prefazione della legge che regola i costumi è nella carità (Rm 13,10) il cui fine è Cristo e oggetto delle Scritture rivelate è l'Uomo-Dio, che nella sua adorabile unità riassume per i suoi morale e dogma.
    "Egli è la loro fede, il loro amore termine di tutte le nostre risoluzioni, - dice sant'Agostino - perché tutti i nostri sforzi tendono a perfezionarci in Lui e giungere in Lui è la nostra perfezione. Giunto a Lui, non cercare oltre: egli è la tua meta" (Enarr. sul Sal 56). Il santo Dottore ci dà qui la miglior formula dell'unione divina: "Aderiamo a Lui solo, godiamo in Lui solo, siamo tutti in Lui: haereamus uni, fruamur uno, permaneamus unum" (De Trin. iv, 11).
    La bella antifona dell'Offertorio di oggi, separata dai versetti che una volta l'accompagnavano, non rivela più la ragione per cui ebbe da remotissimi tempi tale posto. Riportiamo i versetti che seguivano l'Antifona, rilevando che l'ultimo termina con la notizia dell'arrivo del principe delle armate celesti in soccorso del popolo di Dio. È questo l'effetto cercato come risulta dall'Antifonario pubblicato dal beato Tommasi, conforme ai più antichi manoscritti, dove questa domenica apre la settimana della festa del grande Arcangelo e la Domenica prossima vi è designata col nome di Prima Domenica dopo la festa di san Michele (prima post sancti Angeli).
    OFFERTORIO. - Io, Daniele, ho pregato il mio Dio dicendo: Signore, esaudisci le preghiere del tuo servo, fa splendere la tua faccia sul tuo santuario e guarda misericordioso questo popolo sul quale, o Dio, è stato invocato il tuo nome.
    V/. Mentre io ancora parlavo e pregavo e dicevo i miei peccati e le colpe di Israele. mio popolo.
    V/. Io udii una voce che mi diceva: Intendi, Daniele, le parole che ti rivolgo, perché io sono inviato a te, ed ecco che Daniele stesso giunse in mio soccorso.
    Guardate con misericordia.

    PREGHIAMO
    Signore, libera il tuo popolo dagli errori contagiosi del demonio e concedigli la grazia di seguire solo te nella sincerità del cuore.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 497-500.”



    "San Remigio, vescovo, 1 ottobre
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1 ottobre. San Remigio, vescovo e apostolo dei Franchi."
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1 ottobre. San Remigio, vescovo e apostolo dei Franchi
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1ott.htm
    "1 OTTOBRE SAN REMIGIO, VESCOVO E APOSTOLO DEI FRANCHI.

    L'elezione di san Remigio.
    Nel 486, i Franchi di Clodoveo battono Siagrio, davanti a Soisson. È il crollo definitivo del mondo romano, già in rovina perché logorato dai vizi e dalle invasioni Barbariche. Visigoti, Burgundi, Alemanni e Franchi occupano ormai le Gallie e della potenza romana, che resisteva, cercando dì sopravvivere, per il prestigio di alcuni condottieri gallo-romani, quasi più nulla rimane.
    Soltanto la Chiesa resiste. Restano i vescovi, difensori dei popoli, custodi della civiltà, unica forza morale e sociale, in mezzo alle invasioni e alle miserie che portano con sé. Germano di Auxerre, Lupo di Troyes, Agnano di Orléans sono già andati al loro riposo e dal cielo proteggono il loro popolo. A Reims, capitale della Gallia Belgica, il vescovo Remigio è ormai conosciuto come una delle migliori figure del tempo, la principale personalità del Nord-Est. Deve la fama all'importanza della sua sede episcopale, ma più ancora alle personali qualità e alle sue relazioni.
    Nato da potentissima famiglia, che stende i suoi domini su vaste regioni del Laonese e del Porciano, ha ricevuto una educazione accurata e Sildonio Apollinare dall'Alvernia lo saluta maestro di retorica; ma virtù e santità superano in lui la scienza e l'eloquenza. Eccelle per gravità dei costumi, maturità dì spirito e, appena ventiduenne, ha dato prove indubbie di senso pratico, di abilità, di autorità perché è eletto vescovo di Reims.
    L'elezione, affatto straordinaria, esce da tutte le regole ecclesiastiche e, se clero e popolo di Reirns hanno scelto un uomo tanto giovane, ciò avvenne solo perché la sua persona si imponeva per le sue qualità e per le circostanze. Remigio è l'uomo provvidenziale, che porta rimedio ad una crisi paurosa e merita il nome di salvatore e guida (si diceva indifferentementeRemigius o Remedius). Di fronte allo sfacelo dell'impero romano, molti spiriti si orientano verso i Barbari: sono realisti, che vedendo sorgere un nuovo mondo, pensano a costruire in esso l'avvenire, nonostante le incognite che ciò porta con sé. I Remigi son stati sempre gente pratica, come il vescovo Bennade. Ma i partigiani del passato non sono ancora finiti e Egidio, padre di Siagrio impone la sua autorità con l'aiuto dei Franchi, reprime duramente la ribellione e con essa ogni tendenza separatista. La situazione tra il maestro delle milizie e il vescovo si fa molto tesa e nel 458-459 il vescovo Bennade muore, Le gravi difficoltà del momento, e la pesante ansietà per l'avvenire concentra i suffragi su Remigio.
    Più tardi, nella sua lettera al vescovo Folco di Tongres, l'eletto confesserà che ha ricevuto il pastorale soltanto per legittima difesa, Ma se ne mostra ben degno e realizza le speranze che i suoi concittadini avevano riposto in lui, sapendo padroneggiare il presente e assicurare l'avvenire. Prova di questo è l'assenza di ogni conflitto tra il maestro delle milizie e l'atteggiamento tenuto di fronte ai Franchi sempre più vicini. Abbiamo testimonianza di questo in una lettera piena di paterna dignità che il vescovo di Reims dirige al giovane Clodoveo re di Tournai, di appena 15 anni, che, nell'autunno del 482, veniva alzato sugli scudi.
    Il Battesimo di Clodoveo.
    Quattro anni dopo, i Franchi sono padroni di tutta la Gallia Belgica. L'episodio famoso del vaso di Soisson è indice della buona volontà che regola i rapporti tra l'illustre vescovo e il giovane re. Tuttavia l'avvenire non rimane meno inquietante per qualsiasi cattolico. Padrone del paese ormai sarà soltanto un Barbaro e purtroppo Clodoveo non è il più forte, sicché, chiunque fosse stato il vincitore definitivo, bisognava subire un giogo o pagano idolatra, o eretico ariano che negava la divinità di Gesù Cristo. Si apre così un dramma tormentoso, ogni fase di esso segna l'anima di Clodoveo profondamente, sotto l'azione vigile di Remigio.
    All'inizio troviamo il matrimonio di Clodoveo con la burgunda Clotilde, l'unica principessa cattolica. Che cosa abbia fatto il vescovo nella preparazione di questo matrimonio non è noto, ma la tradizione ammette che vi abbia avuto una parte importante; ed è verosimile. Abbiamo migliori notizie invece per seguire la delicata azione di Remigio per la conversione del re. La regina diventa la catechista del marito. Non è cosa facile far penetrare la luce del Vangelo in quello spirito pagano, che gli ariani per parte loro sollecitano allo stesso modo. Essi avevano già potuto conquistare una sorella del re. Nell'anima di Clodoveo si dànno battaglia il Dio di Clotilde, gli dèi dei Franchi e il dio degli ariani ed è battaglia in cui non contano tanto gli argomenti teologici quanto i fatti. E la Provvidenza conduce i fatti con la mano potente e qualche volta rude. Per Clodoveo il Dio di Clotilde vuol dire l'appoggio sicuro dell'episcopato di tutte le Gallie, ma vuol dire ancora la umiliazione della sua razza, l'opposizione dei suoi guerrieri, l'ostilità dei Goti. Il Barbaro esita e le premure della regina e le lezioni del vescovo non riescono a deciderlo.
    Nasce alla coppia reale un figlio. È battezzato con una cerimonia splendida, che impressiona Clodoveo e da questo momento l'avvenire è assicurato al cattolicesimo. Purtroppo non trascorsero otto giorni e il bambino muore: è la vendetta degli dèi franchi. Viene al mondo un secondo figlio, ma cade malato il giorno seguente il battesimo. Le preghiere della madre ottengono la guarigione, ma il re resiste e parte in guerra contro gli Alamanni, che minacciano il regno. Comincia la battaglia contro il nemico temibile e l'armata franca è battuta: tutto è perduto. Clodoveo leva allora gli occhi al cielo pregando: "Gesù Cristo, che Clotilde predica figlio del Dio vivente, se mi concedi la vittoria, crederò in te e sarò battezzato nel tuo nome, liberami dai miei avversari"
    Il voto è esaudito e Remigio allora comincia il catecumenato di Clodoveo, ma in segreto, perchè il re teme ancora i suoi guerrieri pagani e sa che potrebbe perdere la corona e la vita. Il re esita ancora a ricevere il battesimo, ma nella primavera del 498 parte di nuovo in guerra, porta le sue armi fino a Bordeaux, l'undici novembre arriva a Tours e assiste alle feste di san Martino. I miracoli che si compiono sotto i suoi occhi, l'intercessione del grande santo lo scuotono e cade a terra, promettendo di farsi battezzare al più presto.
    Vi è ancora una difficoltà: quale sarà la reazione dei Franchi? Quando il re rende pubblica la sua decisione i guerrieri rispondono che sono pronti a seguire il Dio che Remigio dice immortale.
    La vocazione della Francia.
    A Reims, in festa, si prepara la cerimonia e la notte di Natale vede la meraviglia splendida: il battesimo del Barbaro Clodoveo e dei suoi guerrieri. Il popolo franco è nato a Cristo.
    Il 25 dicembre del 498 resterà per sempre una data memorabile. "La conversione di Clodoveo al cattolicesimo è avvenimento che fa epoca nella storia del mondo. Le conseguenze del fatto oltrepassano i confini del piccolo regno franco sul quale regnava, alla fine del V secolo, il figlio di Childerico e si fanno sentire attraverso i secoli fino a noi. Il battesimo di Clodoveo ha dato origine al primo stato barbaro cattolico, fondato sulle rovine dell'impero romano e l'adesione del piccolo re franco alla fede romana assicurò in Occidente la vittoria del cattolicesimo sul paganesimo e sull'eresia ariana, fece della Francia la figlia primogenita della Chiesa e dei suoi sovrani i re cristianissimi, sigillò, per così dire l'alleanza fra trono e altare e, con quella, i destini della monarchia francese. Il giorno di Natale in cui Clodoveo nacque a Cristo, nacque la Chiesa di Francia e nel grande avvenimento del secolo V era in germe la Francia missionaria" (Léon Levillain, La conversion et le baptême de Clovis. Revue d'Bistoire de l'Eglise de France, XXI, 1935).
    Un avvenimento così grande è una grazia insigne concessa da Dio a una nazione: la grazia della sua vocazione. Non si rifletterà mai abbastanza su questo beneficio e sulle responsabilità che comporta. "Cristo ama i Franchi" si dirà presto con giusto senso della realtà e la risposta sarà: "Gesta Dei per Francos". Ad ottenere la grazia contribuirono le preghiere e le sofferenze silenziose di Remigio, di Clotilde, di Genoveffa e molti altri. Ma vi è implicita anche la vocazione di una nazione e, più di una volta ancora, le "grandi ore di Reims" saranno le grandi ore della Francia.
    La tomba di san Remigio.
    Dopo il battesimo di Clodoveo, il vescovo di Reims gioca una parte meno evidente, ma resta tuttavia molto influente sul re, per il quale si mostra sempre un padre pieno di affetto. Mentre il regno dei Franchi cresce e diviene la Francia, Remigio si dedica alla sua diocesi e alla sua vasta provincia, provvedendo sedi episcopali vacanti, consacrando vescovi, amministrando i dominii della sua chiesa, difendendo la fede, governando i fedeli e dirigendo un popolo, che, essendo molto misto, non era cosa sempre facile dirigere. Egli ha cura di formare i discepoli, che proseguiranno la sua impresa e soprattutto il nipote, il prete Agricola, e l'abate di Mont d'Hor, Thierry, e finalmente, a 93 anni di età e 64 di fatiche nell'apostolato, si addormenta nella pace del Signore.
    I suoi resti, per volontà da lui manifestata, sono deposti nella basilica cimiteriale di san Clemente e san Cristoforo, molto piccola, ma antichissima e questo piccolo oratorio diventa uno dei santuari più celebri e presto sorge vicino un monastero importantissimo, che la regina Gerberga dirà "primo della Francia". Il santuario custodisce, in una splendida tomba, le reliquie preziose e con essa "la santa ampolla" che di consacrazione in consacrazione sarà simbolo di continuità nella tradizione e di fedeltà alla loro missione per i re di Francia che a Reims, nella cattedrale in cui Clodoveo è stato battezzato, verranno a ricevere l'unzione e la corona.
    La lezione di san Remigio.
    Il buon popolo di Borgo san Remigio è sempre rimasto ingenuamente attaccato al suo patrono, la gloria del quale nel corso dei secoli si è aureolata di tutti i raggi della storia e della leggenda, della pietà e dell'arte. Ma deve essere devota a san Remigio tutta la Francia e lo affermava Papa san Leone IX mentre consacrava la nuova basilica del 1049: "Se egli non fu apostolo per altri lo fu certamente per voi!".
    Ascolti sempre la Francia l'insegnamento di Remigio al giovane Clodoveo: "Bisogna attendere prima di tutto a non abbandonare le vie del Signore. Tu devi sceglierti dei consiglieri, che facciano onore alla tua fama, amministrare con onestà e integrità, onorare i sacerdoti dei tuoi stati e cercarne il parere ... Dà sollievo ai tuoi concittadini ... Esca dalla tua bocca la giustizia ... Se qualcuno ricorre a te, non si senta per te uno straniero ... ". E meriterà l'elogio che il vescovo di Vienna, Avito, indirizzò al nuovo battezzato: "La tua fede è per noi tutti una vittoria. Molti altri purtroppo, quando i vescovi dei loro regni li supplicano di aderire alla dottrina cristiana, si perdono ad obiettare le tradizioni della loro razza e mostrano di non essere capaci di affrontare i loro doveri e di compierli ... Tu inizi per i tuoi discendenti una carriera grandiosa, volendo regnare con Cristo ... Tu sei nato per Cristo, come Cristo è nato per il mondo ...
    Tu hai consacrato la tua anima a Dio, la tua vita ai tuoi contemporanei e la tua gloria alla posterità".
    Per i meriti di san Remigio, Cristo esaudirà la nostra preghiera per tutti i reggitori di popoli di buona volontà.
    "Che Iddio, Figlio di Dio, Gesù Cristo, Egli che il Padre unse dell'olio di esultazione a preferenza di ogni altro, con la presente infusione della santa unzione infonda sul tuo capo la benedizione dello Spirito Paraclito e la faccia penetrare fino nell'intimo del tuo cuore, sicché, per questo olio, visibile epalpabile, tu meriti di percepire i doni invisibili e, dopo un regno temporale pieno di giuste disposizioni, meriti di regnare eternamente con colui, che, solo senza peccato, Re dei re, vive e si glorifica col Padre nell'unità dello Spirito Sa:nto" (Orazione della cerimonia di consecrazione).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1124-1129."


    MISSALE ROMANUM - Die 1 Octobris. S. Remigii Ep. et Conf.
    http://www.unavoce-ve.it/mr-1oct=lat.htm
    “FESTA OCTOBRIS

    Prima die mensis in qua fiat Officium de Feria communi, et primo resumenda non sit Missa præcedentis Dominicæ impedita, in Choro post Primam dicitur Missa conventualis pro Defunctis, juxta Rubricas, et in Missis privatis, quæ non sint Defunctorum, pænultimo loco dicitur Oratio Fidélium.
    DIE 1 OCTOBRIS
    SANCTI REMIGII
    EPISCOPI ET CONFESSORIS

    Simplex
    Missa Státuit, de Communi Confessoris Pontificis 1° loco.
    Oratio
    DA, QUAÉSUMUS, omnípotens Deus: ut beáti Remígii Confessóris tui atque Pontíficis veneránda solémnitas, et devotiónem nobis áugeat, et salútem. Per Dóminum.
    Secreta
    SANCTI tui, quaésumus, Dómine, nos ubíque laetíficent: ut, dum eórum mérita recólimus, patrocínia sentiámus. Per Dóminum.
    Postcommunio
    PRAESTA, quaésumus, omnípotens Deus: ut, de percéptis munéribus grátias exhibéntes, intercedénte beáto Remígio Confessóre tuo atque Pontífice, benefícia potióra sumámus. Per Dóminum.”


    "San Remigio, vescovo, 1 ottobre
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1 ottobre. San Remigio, vescovo e apostolo dei Franchi
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1ott.htm

    I Santi Angeli Custodi, 2 ottobre
    Santa Teresa del Bambino Gesù, vergine, 3 ottobre
    San Francesco d'Assisi, confessore, 4 ottobre
    San Placido, 5 ottobre
    San Brunone, confessore, 6 ottobre
    Festa del Rosario, 7 ottobre
    San Marco, papa e i santi Marcello, Apuleio, Sergio e Bacco, martiri,lo stesso giorno
    Santa Brigida, vedova, 8 ottobre
    San Giovanni Leonardi, confessore, 9 ottobre
    Commemorazione di san Dionigi, vescovo, lo stesso giorno
    San Francesco Borgia, confessore, 10 ottobre
    Maternità della Beata Vergine, 11 ottobre
    Sant'Edoardo, re e confessore, 13 ottobre
    San Callisto, papa e martire, 14 ottobre
    Santa Teresa, vergine, 15 ottobre
    Santa Edvige, vedova, 16 ottobre
    Santa Margherita Maria, vergine, 17 ottobre
    San Luca, evangelista, 18 ottobre
    San Pietro d'Alcantara, confessore, 19 Ottobre
    San Giovanni da Kenty, confessore, 20 ottobre
    Sant'Ilarione, Abate, 21 ottobre
    Sant'Orsola e compagne, martiri, lo stesso giorno
    San Raffaele Arcangelo, 24 ottobre
    Festa di Cristo Re, ultima domenica di ottobre
    I santi Crisante e Daria, martiri, 25 ottobre
    Sant'Evaristo, papa e martire 26 ottobre
    Santi Simone e Giuda, apostoli, 28 ottobre"



    “ECCO IL CALENDARIO LITURGICO CATTOLICO DEL MESE DI OTTOBRE CHE DA SEMPRE è DEDICATO ALLA BEATA VERGINE MARIA, REGINA DEL SACRATISSIMO ROSARIO.
    UN CARO SALUTO A TUTTI
    GUELFO NERO
    CALENDARIO LITURGICO OTTOBRE
    1 SAN REMIGIO VESCOVO E CONFESSORE
    2 SANTI ANGELI CUSTODI
    3 SAN TERESA DEL BAMBIN GESù, VERGINE
    4 SAN FRANCESCO D'ASSISI, CONFESSORE, PATRONO D'ITALIA
    E DELLE ISOLE ADIACENTI
    5 SAN PLACIDO E COMPAGNI, MARTIRI
    6 XX° DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE
    SAN BRUNO, CONFESSORE
    (POSSIBILITà DI ANTICIPARE LA MADONNA DEL ROSARIO)
    7 MADONNA DEL SANTO ROSARIO
    SAN MARCO, PAPA E CONFESSORE
    SANTI SERGIO, BACCO, MARCELLO ED APULEIO, MARTIRI
    8 SANTA BRIGIDA, VEDOVA
    9 SAN GIOVANNI LEONARDI, CONFESSORE
    SANTI DIONIGI, VESCOVO, RUSTICO ED ELEUTERIO, MARTIRI
    (BEATO GIOVANNI LEONARDI, CONFESSORE)
    10 SAN FRANCESCO BORGIA, CONFESSORE
    11 MATERNITà DELLA BEATA VERGINE MARIA
    12 SANTA MARIA IN SABBATO
    13 XXI° DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE
    SANT'EDOARDO, RE D'INGHILTERRA E CONFESSORE
    14 SAN CALLISTO I, PAPA E MARTIRE
    15 SANTA TERESA DI GESù, VERGINE
    16 SANT'EDVIGE, VEDOVA
    (PURITà DELLA BEATA VERGINE MARIA)
    17 SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE, VERGINE
    18 SAN LUCA, EVANGELISTA
    19 SAN PIETRO D'ALCANTARA
    20 XXII° DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE
    SAN GIOVANNI CANZIO, CONFESSORE
    21 SANT'ILARIONE, ABATE
    SANT'ORSOLA E COMPAGNE, VERGINI E MARTIRI
    22 FERIA
    23 (SANTISSIMO REDENTORE)
    24 SAN RAFFAELE ARCANGELO
    25 SANTI CRISANTE E DARIA, MARTIRI
    26 SANT'EVARISTO, PAPA E MARTIRE
    VIGILIA ANTICIPATA DEI SANTI SIMONE E GIUDA, APOSTOLI
    27 FESTA DI NOSTRO SIGNORE GESù CRISTO RE
    XXIII° DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE
    28 SANTI SIMONE E GIUDA, APOSTOLI
    29 FERIA
    30 FERIA
    31 VIGILIA D'OGNISSANTI
    COME SEMPRE LE FESTE IN PARENTESI SONO SOLO INSIGNI FESTE LOCALI.
    "SANCTA MARIA ET OMNES SANCTI INTERCEDANT PRO NOBIS AD DOMINUM UT MEREAMUR AB EO ADIUVARI ET SALVARI. PER CHRISTUM DOMINUM NOSTRUM. AMEN".”





    Luca, Sursum Corda!
    Haxel likes this.
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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