Che ti dico, che risultava una emissione di diossine di 800 grammi/anno nel '94 (fine gestione Finsider) che arriva a 3,4 grammi/anno nel 2012 proprio grazie agli investimenti dei Riva in tecnologie ambientali, magari costretti dal fatto che lo Stato non era più controllore di se stesso e quindi le leggi le adeguava. Questa secondo me è la chiave di lettura, non pretendo che i Riva fossero buoni samaritani.
L'inquinamento ambientale "c'è", ma è stratificato dal 1965 a oggi e quindi Finsider, Ilva e Stato dovevano concorrere a un progetto di bonifica e visto che con le emissioni nel 2011/2012 si era in regola coprire i parchi minerali per risolvere definitivamente il problema delle polveri. Le tecnologie esistono e sono applicate da anni nelle centrali elettriche a carbone che avevano lo stesso problema.
Con la soluzione cercata (l'indiano) la bonifica del territorio non si farà (quello proprio non ci pensa) e gli impianti non saranno aggiornati tecnologicamente (niente manutenzione e niente copertura dei parchi minerali) perchè quello ha tutto l'interesse a portare l'acciaio prodotto in India.
Leggeremo che Taranto rimane per le lavorazioni a freddo (laminatoi) ma pure quello è destinato a morire perchè, mi sono andato a guardare i costi, il differenziale fra italia e estero è il massimo proprio sulla laminazione.
Prova ne sia che il laminatoio di Bagnoli fu venduto ai cinesi a peso di ferro, e alla Tyssen di Torino abbiamo avuto 8 morti perchè il treno di laminanzione doveva essere chiuso e quindi non si faceva più la manutenzione (bastava mettere delle pompe di sentina per portare all'esterno l'olio lubrificante che colava a quintali e si accumulava sotto al laminatoio, manco quello)
O tempora, o mores!





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