L’ex tigre celtica preoccupa sempre di più gli analisti ed è ormai l’epicentro di preoccupazione tra le economie del Vecchio Continente.
Oggi ha bussato al mercato del debito pubblico riuscendo a collocare titoli di stato, con scadenza a 6 mesi e 8 mesi, per un totale di 1 miliardo di euro. Ma a caro prezzo.
IRLANDA MON AMOUR – L’ex tigre celtica è sotto tiro, il rapporto deficit/pil viaggia nel 2010 verso 19% e lo spread di rendimento tra i titoli di stato decennali di dublino e quelli tedeschi (i più sicuri dell’Eurozona) è risalito, ieri fino a 306 punti base, mentre oggi viaggia a quota 295-297. Livelli che non si vedevano da circa tre mesi, tempi in cui imperversava la crisi del debito sovrano della grecia. L’odierna asta dei titoli a 6 mesi ha registato una forte domanda pari a 3,6 volte l’importo offerto (500 milioni), ma il rendimento, cioè l’interesse che Dublino dovrà corrispondere agli investitori, è salito al 2,45%. Gli stessi titoli erano stati collocati nell’asta del 22 luglio con un rendimento dell’ 1,36%. Stessa musica per i titoli con scadenza a 8 mesi, domanda sostenuta pari 3,1 volte l’importo offerto (500 milioni), ma rendimento in volo al 2,81% dal 1,80% della precedente asta del 22 di luglio.
IL PERICOLO NON E’ UN MESTIERE – E in un articolo sul Wall Street Journal di oggi si fanno notare tutti i pericoli insiti nell’economia irlandese. I risultati dell’asta di oggi sono dovuti al sospetto, da parte degli investitori, che il paese stia chiedendo altri soldi al mercato perché sta tentando di nascondere un buco addizionale nei conti pubblici. Fra le azioni più sospette per i mercati ci sono le mosse del governo sul sistema bancario, e in particolare le garanzie che scadranno il prossimo mese sull’Anglo Irish Bank che potrebbe avere problemi nel rifinanziare il proprio debito. L’Irlanda ha tagliato il deficit, aumentato le tasse, istituito una specie di bad bank come la National Asset Management Agency dove gli istituti di credito hanno portato in garanzia i loro crediti decotti, in puro stile americano. Ma nonostante questo l’industria bancaria irlandese continua ad aver bisogno d’aiuto.
E LE BANCHE TRABALLANO – Il piano di aiuti all’Anglo Irish Bank peggiorerà ulteriormente il deficit del paese, che è già al 20% secondo i calcoli degli economisti indipendenti. Cosa altrettanto importante, gli analisti si chiedono che cosa l’Irlanda sta per fare di una garanzia dello Stato sul debito dei suoi sei maggiori istituzioni finanziarie che scade il 28 settembre. Oggi il paese potenzialmente sta messo peggio di quella Grecia tanto vituperata che a sua volta a ottobre dovrà passare severissimi test finanziari per evitare il default. La ripresa debole in Europa rischia di mettere in pericolo la resistenza di alcuni paesi, e, nell’ipotesi peggiore, addirittura concludersi con un ritorno al ciclo economico negativo. Facendo ripiombare il Vecchio Continente nella recessione. E a quel punto, per salvarci, ci vorrà davvero un miracolo.
http://www.giornalettismo.com/archiv...ropa-lirlanda/




Rispondi Citando
