«Fratelli d'Italia», ma Brescia si spacca

CELEBRAZIONI. La prefettura ha ricordato a tutti i sindaci la raccomandazione di palazzo Chigi per celebrare nel 2011 il 150° dell'Unità. Ma non tutti sono d'accordo

Lancini (Lega, Adro): «Figuriamoci se butto soldi per queste cose»

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Brescia. La prefettura chiama ma non tutti i Comuni, per ora, rispondono. Anzi più d'uno - meglio se a guida leghista - si defila. E fa sapere che per il 150° dell'Unità d'Italia, che cade il 17 marzo del 2011 appena proclamato festa nazionale, non ha intenzione di spremere nè idee nè risorse.
Il prefetto Narcisa Brassesco Pace ha scritto a tutti i sindaci bresciani dopo aver ricevuto dalla presidenza del Consiglio una circolare che fa il punto sui programmi del 150° e sul piano dei restauri dei luoghi della memoria. Fedele all'imput di palazzo Chigi, il prefetto suggerisce ai 206 sindaci concentrare gli eventi in una «notte tricolore» fra il 16 e 17 marzo con «il duplice risultato di ottenere un forte impatto mediatico e ridurre la spesa pubblica». Il prefetto chiede anche di conoscere le iniziative locali. Ma non è detto che riceverà 206 risposte entusiastiche. Anzi.
Oscar Lancini, sindaco leghista di Adro, non usa toni sfumati: «Con i tempi di crisi che corrono, adesso che non riesco neanche a pagare i fornitori, figuriamoci se spendo soldi per queste cose. Non ci sono le condizioni economiche. Ho gente che mi chiede i soldi per il riscaldamento, e dovrei sperperare soldi per cose simili? Niente di ideologico, ma faccio qualcosa solo se mi trovano gli sponsor».
Anche Giorgio Prandelli, sindaco leghista di Ospitaletto, frena: «I monumenti qui sono in ordine da sempre, il tricolore lo esponiamo, ma non prevediamo niente di particolare. È una questione che non mi entusiasma, e poi in tempi di crisi come questo vedo il rischio che a livello nazionale si buttino miliardi». Prandelli allarga la riflessione: «Non è che non mi senta italiano perchè leghista, però preferirei sentirmi italiano-federalista. E poi sentirsi italiani di questi tempi è difficile: accendi la tv e se va bene si parla di mafia, se va male di mafia al nord».
NEL CENTROSINISTRA si oscilla fra entusiasmo e prudenza. Gianni Desenzani, sindaco Pd di Carpenedolo: «Sono fiero. Già a maggio abbiamo varato un cartellone intitolato Uniti per l'unità d'Italia. Tutte le associazioni locali partecipano a un programma che va dalla mostra su Garibaldi allo spettacolo di musica e danza della notte tricolore».
Più cauto Stefano Retali, sindaco Pd di Concesio: «Una riflessione la faremo, non c'è dubbio. L'unità d'Italia è un valore importante, da affrontare senza enfasi, riflettendo su punti di forza e di debolezza di questo processo storico. Punteremo su iniziative culturali e educative, che siano condivise e non occasioni per polemiche o scontri ideologici».