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  1. #1
    Liberale Cattivo
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    Predefinito L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    "...quattro anni dopo quella seduta, giovedì scorso, il governo ha posto la fiducia sulla legge finanziaria. Ero deciso a votare contro, ribadendo quanto detto nel dicembre 2006, ma le condizioni di salute del presidente del Consiglio ed il radicato convincimento che l’attuale momento politico imponga il massimo della coesione del Pdl mi hanno convinto a non farlo. Mi sono quindi limitato a non votare.

    La cortesia dei colleghi ha suggerito di affidare a me il compito di fare la dichiarazione di voto a nome del gruppo sulla proroga delle missioni internazionali di pace. Non ho potuto astenermi dal sottolineare un altro motivo che mi costringeva a disapprovare la finanziaria (non ho preso parte neanche al voto conclusivo di questa legge): l’irrisorietà delle risorse destinate alla Difesa, un misero 0,8% del prodotto interno lordo quando i Paesi europei membri della Nato spendono quasi il 2% e gli Stati Uniti d’America il 4%.

    Ho ricordato che a mio parere la Difesa non costituisce uno dei tanti compiti dello Stato. La difesa è lo Stato; per millenni abbiamo avuto Stati privi di scuole pubbliche, pubbliche pensioni, sanità statale e così via, ma non si è mai dato il caso di uno Stato senza Difesa; sarebbe una contraddizione in termini.

    Avevamo promesso che avremmo liberato l’Italia dalla nefasta eredità del “prodismo”,dalla fiscalità penalizzante, dalle aliquote da confisca che poco o nulla rendono all’erario e che incentivano evasione, erosione ed elusione; avevamo garantito che avremmo ridotto l’invadenza della politica nella nostra vita, che avremmo tagliato le spese inutili. Nulla di tutto questo è stato fatto, non abbiamo nemmeno abolito le province, dimezzato i comuni e tagliato drasticamente il numero di comunità montane, parchi nazionali ed autorità indipendenti. Una sola considerazione tiene accesa la fiaccola della lealtà al Pdl: l’inesistenza di alternative e lo spettacolo di una opposizione impresentabile. Ma non si tratta di una grande consolazione."



    Antonio Martino
    Ultima modifica di Supermario; 13-06-10 alle 11:31
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  2. #2
    Pasdar
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    Per una volta non posso dissentire da Antonio Martino.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  3. #3
    Liberale Cattivo
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    Era molto tardi, mezzanotte passata, avevo alcune cose da sbrigare al PC e quindi stancamente mi ripromettevo di restare sveglio ancora una mezzoretta prima di andare a riposare.

    Ma quella sera di circa quattro, cinque giorni fa, non finì li.. fu interrotta e prolungata da un messaggio istantaneo inoltrato da un incazzato e sconsolato ART...



    "..non sò più dove sbattere la testa.. quì in pratica hanno deciso di abolire de facto le forze armte.."


    "..quei malati di mente che abbiamo al governo stanno facendo un disastro mai visto prima nella storia delle forze armate.. io vorrei che se ne discutesse almeno pubblicamente.. a prescindere dal potere fare qualcosa o meno.."

    ".. non riesco a rassegnarmi all' idea che in capo a qualche anno non avremo più alcuna capacità militare o quasi... "




    ART ha ragione, ma purtroppo non è possibile scendere in questi casi in piazza.. fare scioperi, protestare ecc. ecc. almeno fino a quando non si andranno a toccare i privilegi degli ufficiali e sottoufficiali in sovrannumero..

    ..ma di certo nessuno andrà mai a scioperare se domani mattina il Ministro della Diesa annuncerà la rinuncia alla trance tre del Eurofighter, piuttosto che all' F-35 o alle nuove FREMM..

    ..di sicuro non è possibile in un momento della nostra storia sociale e politica nel quale la gente normale nella migliore delle ipotesi non riesce a finire il mese.. e nella peggiore è costratta a difenere il proprio posto di lavoro accampandosi sopra i tetti delle fabbriche..

    Ai politici, e non solo al ministro, non è di nessun interesse politico riformare la Difesa partendo dagli sprechi, da una riorganizzazione interna drastica e magari anche impopolare..

    .. molto più facile tagliare progetti, acquisizioni, chiudere programmi..

    A Porta a Porta si dedicano serate al tema del "Ho che grande caldo che fà!" ..piuttosto che alle stelle della famosa guida dei ristoranti.. ma a mia memoria non si è mai dedicato una puntata ai temi e ai problemi della Difesa Italiana che non vadano oltre la retorica "dei nostri bravi ragazzi che tanto si sacrificano all' estero"..

    Per sentire parlare di Forze Armate in TV dobbiamo aspettare che ci scappi il morto in Iraq piuttosto che in Afghanistan.. oppure il 2 Giugno o il 25 Aprile..

    Eppure le forze armate.. la difesa nazionale.. oltre ad essere la base dello Stato.. sono anche una grande fetta di PIL e di settore tecnologico della nostra economia..

    Per non parlare di export..


    Questo thread da oggi sarà un punto d' osservazione sulla attività del Governo e dei politici in generale sul tema della Difesa Nazionale.




    .
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  4. #4
    Liberale Cattivo
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    04-06-10

    DIFESA: PD, LA RUSSA SEGUA LA MERKEL E TAGLI SISTEMI D'ARMA INUTILI


    (ASCA) - Roma, 4 giu - ''Il governo di Angela Merkel ha appena annunciato una forte riduzione delle spese militari, con particolare riferimento agli investimenti sui sistemi d'arma. Anche una potenza economica come la Germania, quindi, ha deciso che per fronteggiare la crisi economica in atto in tutta Europa e' necessario rivedere il bilancio della difesa''. Cosi' il senatore del Pd Giampiero Scanu, capogruppo in commissione Difesa.

    ''Il ministro la Russa - spiega Scanu - riconosca la validita' di questa proposta, le assegni priorita' assoluta e venga immediatamente in Parlamento a discuterne. Lo aspettiamo fin dalla prossima seduta della commissione Difesa''.

    ''Anche il nostro Paese - conclude il senatore del PD - deve avviare una revisione delle spese militari che, mantenendo tutti gli impegni necessari a garantire la sicurezza dei nostri militari in Italia e all'estero, sottoponga a verifica la politica degli investimenti sui sistemi d'arma alla luce delle finalita' del nostro modello di difesa''.

    com-gc/sam/bra
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  5. #5
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    09-06-10

    DIFESA: PD, GOVERNO RINUNCIA COMANDO MISSIONE KOSOVO PER MANCANZA FONDI


    (ASCA) - Roma, 9 giu - ''E' clamorosa la conferma giunta oggi in parlamento: il governo italiano ha rinunciato al comando della missione Nato in Kosovo (Kfor) per mancanza di fondi''.

    Lo rende noto Federica Mogherini, deputata del Pd e prima firmataria dell'interrogazione a risposta immediata in commissione Difesa nella quale si chiedeva conto delle scelte operate dal governo in questa area.

    ''Nonostante le sollecitazioni ripetute dei Governi statunitense e serbo ad assumere il comando centrale della missione Nato in Kosovo, l'Italia - spiega Mogherini - ha detto no per mancanza di risorse. La conferma di questa notizia da parte del sottosegretario Cossiga e' sconcertante e dimostra che il Governo, scegliendo di operare tagli lineari dei fondi, rinuncia ad effettuare scelte strategiche che sarebbero nell'interesse del nostro Paese. Si puo' e si dovrebbe razionalizzare il bilancio della Difesa tagliando alcune voci, ad esempio su alcuni sistemi d'arma, ma non rinunciare ad avere il comando in un'area cosi' cruciale ed instabile proprio al di la' del mare Adriatico''.

    res-gc/sam7bra
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    DIFESA: SCANU (PD), DOPO SCURE TREMONTI, LA RUSSA VUOLE RAZIONALIZZARE


    (ASCA) - Roma, 10 giu - ''Appena qualche giorno fa, ho indicato pubblicamente l'esigenza di una revisione e razionalizzazione di alcuni costi della difesa. Vedo che oggi - afferma in una nota il senatore Gian Piero Scanu, capogruppo Pd in commissione Difesa - il ministro La Russa riconosce la medesima esigenza. E' paradossale e fuorviante che lo faccia mentre gia' imperversano per decreto i tagli lineari sulle spese per l'esercizio, sugli stipendi dei militari, sulle promozioni e sugli incarichi, da lui approvati in Consiglio dei Ministri. Senza dimenticare le terribili carenze di tipo gestionale e strutturale che le nostre Forze Armate sono costrette a subire e che incidono, insieme ad un insufficiente addestramento, anche sulla sicurezza dei nostri contingenti impegnati nel missioni internazionali all'estero. Per dare continuita' e coerenza alle dichiarazioni di oggi, La Russa ha davanti a se' un'unica strada, la sola istituzionalmente corretta: recarsi in Parlamento ed avviare, finalmente, una seria discussione per pervenire, nel piu' breve tempo possibile, alla definizione di un nuovo modello di difesa in base al quale vanno ridefiniti i costi e gli assetti operativi del nostro strumento militare''.

    njb/mcc/alf
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    12-06-10

    DIFESA: RECCHIA E LA FORGIA (PD), LA RUSSA DIA CONTO IN PARLAMENTO


    (ASCA) - Roma, 12 giu - ''L'intervista rilasciata oggi al ''Giornale' dal Ministro La Russa non puo' non rafforzare le voci che da piu' parti individuano nel bilancio della Difesa il cespite maggiore al quale attingere per il ridimensionamento della spesa pubblica. Dire che ''gli aerei non sono di La Russa' ma fanno capo a ''scelte fatte in un certo scenario politico' che impegnano il Ministro a pagare ''21 miliardi di vecchi ordini' apre infatti degli interrogativi che chiedono urgentemente una risposta.'' Lo dichiarano i deputati del Pd Fausto Recchia e Antonio La Forgia, componenti della Commissione Difesa della Camera.

    ''Considerato che il ministro, -proseguono i due deputati Pd- senza sollecitazione da parte di Tremonti e senza aver informato il Parlamento, dice di aver autonomamente tagliato 5 miliardi di spesa, perche' fermarsi qua'? Tanto piu' se si considera che ''gli scenari politici passati' sono appunto passati, e di quelli presenti, almeno per l'Afghanistan, il Ministro dice che si puo' gia' da oggi prevedere un graduale disimpegno a partire dal 2013. Non crede il Ministro che di questo debba dar conto innanzitutto al Parlamento?''.

    min/did/ss
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  8. #8
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    La Difesa italiana verso il collasso?

    (Credits: Ansa)

    Dopo il crack della Grecia la scure dei tagli alla spesa pubblica colpisce in Europa senza troppi riguardi tutti i settori inclusa la Difesa. Misure drastiche che hanno già trasformato le forze armate di Grecia, Romania, Austria, Portogallo e di altri Paesi più deboli in semplici pagatori di stipendi, anch’essi decurtati.

    Tagliare i costosi programmi per acquistare nuove navi, aerei, missili, elicotteri e mezzi terrestri non è sempre possibile e a volte non è neppure un buon affare. Da un lato i contratti già firmati includono penali molto costose in caso di annullamento. Dall’altro la cancellazione dei programmi più importanti comporterebbe la perdita di molti posti di lavoro nelle industrie nazionali.

    Per questo le maggiori potenze puntano a ridurre personale, sprechi e mezzi più vecchi dilazionando l’acquisizione di nuovi equipaggiamenti per salvaguardare le capacità operative. Berlino ha abolito la leva e taglierà navi e velivoli con un piano da 4,3 miliardi di euro. Scelte simili sono in atto in Spagna dove si attendono decurtazioni di oltre un miliardo, in Francia dove i tagli sono stimati tra i 2 e i 5 miliardi mentre Londra punta a risparmiare almeno 7 miliardi di sterline in cinque anni.

    Questi ultimi tre Paesi hanno bilanci della Difesa doppi o tripli rispetto ai 14 miliardi spesi quest’anno per le Forze Armate in Italia dove non sono stati ancora definiti né l’importo (si parla di almeno un miliardo da risparmiare subito) né i dettagli delle riduzioni. Il ministro La Russa ha parlato di possibili risparmi “da uno a sei miliardi” nell’acquisto di armi e mezzi da dilazionare, non da cancellare come vorrebbe una parte dell’opposizione.

    Il rischio è che le difficoltà a ridurre le acquisizioni di mezzi portino a tagliare soprattutto le spese vive, le retribuzioni e i fondi già risicati per l’addestramento dei reparti, la manutenzione e gestione di mezzi e infrastrutture col rischio di disporre di armi sofisticate ma di non avere né il denaro né il personale addestrato per impiegarle come del resto sta già accadendo in seguito ai tagli apportati negli ultimi due anni.

    Già ora non ci sono soldi per riparare i mezzi danneggiati in Afghanistan, per il carburante di jet e navi. Abbiamo 186 mila militari, più della Gran Bretagna, ma riusciamo a impiegarne in operazioni solo 8 mila e per farlo abbiamo azzerato o quasi le risorse rimaste alle forze in Italia. Abbiamo troppi generali, ufficiali e sottufficiali e poche truppe, troppi vecchi non più da “prima linea” e pochi giovani per arruolare i quali mancano i soldi. Se non si stanziano risorse adeguate allora è indispensabile sfoltire i mezzi ma anche gli organici ridimensionando le pretese politiche di partecipare con ruoli di rilievo alle operazioni internazionali.

    Possiamo permetterci una Marina con due portaerei e un’Aeronautica con diversi tipi di velivoli da combattimento ma entrambe prive di carburante? O undici brigate dell’Esercito sempre meno addestrate e pronte al combattimento e con mezzi in misura crescente non operativi? Con le attuali risorse finanziarie no. Si parla da anni di “Nuovo modello di Difesa” ma nessun governo ha avuto finora il coraggio o le capacità di delinearlo.

    In assenza di una pianificazione a lungo termine le forze armate italiane rischiano la paralisi e sopravvivono ormai solo grazie ai fondi extra bilancio per le missioni oltremare (1,7 miliardi nel 2009) trasformatesi paradossalmente da contingenze a ragion d’essere del nostro strumento militare.


    * Gianandrea Gaiani

    * Giovedì 10 Giugno 2010
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  9. #9
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    Ma anche arrivassero tutti gli Eurofighter ed F-35 previsti, ormai, non ci sarebbe la benzina con cui farli partire e senza manutenzione marcirebbero negli hangar.

    Le FF.AA italiane sono defunte definitivamente, l'ultima speranza c'è stata quando Parisi nel 2007 aveva presentato un programma per portare entro il 2011 il bilancio sopra l'1% del PIL, tolto lui e arrivato quell'imbelle di La Russa il RIP è inevitabile.

    Ora speriamo nelle FF.AA europee, anche se di questo passo arriveranno troppo tardi quando l'UE avrà perso il suo know how.
    Ultima modifica di Cesare; 13-06-10 alle 15:04
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  10. #10
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    Predefinito Rif: L' incapacità della classe politica italiana di gestire la Difesa Nazionale.

    A questo punto dobbiamo essere onesti e dirlo. Per rimettere in piedi le nostre forze armate bisogna espellere i due terzi dei generali (che sono inutili) e dei sottufficiali......come prima mossa. Il PDL ha comunque clamorosamente fallito, e La Russa come ministro non vale niente.
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    IL DISPUTATOR CORTESE

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