Sul sito Home - Istituto Luca Coscioni compare un link ad un appello per la difesa della sperimentazione animale. Salva la Sperimentazione Animale - Salva la Ricerca Scientifica

Qua si rivendica che è giusto far soffrire una scimmia o un cane per un fine superiore, deciso ovviamente dalla casa farmaceutica che esegue privatamente la ricerca. Mi trovo completamente in disaccordo oltre che col liberismo anche con certe tematiche portate avanti da alcune frange come l'Istituto Coscioni; l'appello è contro una direttiva europea che prevede tra l'altro:

1) Divieto di utilizzare cani, gatti e primati non-umani per la ricerca fondamentale. Se approvato, questo emendamento comprometterebbe seriamente non solo alla ricerca di base, ma anche quella biomedica, in quanto quasi tutte le terapie oggi in uso costituiscono sviluppi applicativi di ricerche fondamentali.
2) Limitare il riutilizzo degli animali sperimentali a quelli la cui procedura precedente era classificata come “moderata”. Questo punto riguarda quei progetti sperimentali che per riprodurre importanti modelli di patologia umana richiedono un re-intervento sull’animale e la valutazione del livello di sofferenza indotto. Tali procedure sono molto frequenti nella sperimentazione animale e non devono essere impedite da norme speciali.
3) Divieto, privo di ulteriori specificazioni, degli esperimenti senza anestesia. Questa norma impedirebbe ricerche su moltissimi fronti, in particolare dolore, ictus e, in una applicazione restrittiva, anche quelli di neurofisiologia del comportamento su primati non umani. Inoltre, limiterebbe fortemente gli studi tossicologici.


Questa opposizione (ossia l'avallo di vere e proprie torture verso animali quali i primati e la SA senza controllo esterno, senza limiti etici), ricorda vagamente l'ideologia di Mengele, insomma OK la libertà di cura ma ci devono essere dei limiti etici, altrimenti perché il divieto di testare su bambini del terzo mondo e neonati deformi tipo quelli con trisomia 18? Solo perché hanno un dna umano? anche gli embrioni ce l'hanno. Soffrono? Anche gli animali. Un malato può dire che non gli interessa l'etica ma la sopravvivenza, "mors tua vita mea", ma se si rinuncia all'etica di evitare la sofferenza di un essere senziente, allora perché non si può sperimentare direttamente gli umani o sui malati che lo desiderano, che sarebbe più efficace? Se si accetta un'etica al di là dell'utilità, invece, i divieti sono giusti.

Non tutti i Radicali hanno questo tipo di posizioni, prerogativa principale della signora Coscioni, posizioni che secondo me riporterebbero alla vivisezione diretta in stile cartesiano, già deprecata da Voltaire.