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    Predefinito Ma cos'è questa crisi : i tempi lunghi

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

    Ma cos'è questa crisi : i tempi lunghi

    I primissimi analisti dei movimenti lunghi pongono l’accento su fattori esplicativi di grande interesse : ad es. Lescure e Van Gelderen vedono la fase di espansione prolungata come fondata su di un poderoso allargamento della produzione, legato allo sviluppo di nuovi settori di attività. Lescure mette in luce il fatto che il lungo periodo di espansione inflazionistica 1850-1873 si fonda sulla costruzione rapida ed intensa della rete ferroviaria in Inghilterra, Francia e Germania, il che stimola fortemente le industrie minerarie e metallurgiche (effetto trainante) e accresce la domanda di manodopera e di capitale, spingendo verso l’alto i salari ed il tasso d’interesse. Lo stesso autore evidenzia come, essendo state portate a termine le linee ferroviarie verso il 1873, ci si deve accontentare della manutenzione di una rete già esistente. L’offerta tende a sopravanzare la domanda e ciò causa una flessione dei prezzi. Successivamente Lescure mette in relazione la ripresa della fine del 1800 con le nuove attività delle industrie elettriche ed automobilistiche.

    Kondratiev mette in evidenza la concordanza dei movimenti lunghi dei prezzi e della produzione. Ispirandosi ai lavori di Marx sul ciclo classico, cerca le cause dei movimenti lunghi nelle strutture stesse del sistema capitalistico. Crede di trovarle nell’esistenza di onde lunghe che interesserebbero i grandi investimenti di base come le ferrovie (teoria del ciclo di reinvestimento). Ma per Kondratiev il capovolgimento della congiuntura lunga deriverebbe (più che dall’esaurimento delle potenzialità di rendimento di tali investimento) dall’insufficienza e dal costo troppo elevato del risparmio suscettibile di essere investito, che ricomincia ad accumularsi durante la depressione lunga. Egli trasferisce al ciclo lungo l’analisi che il suo maestro Tugan-Baranovskij aveva fatto per il ciclo classico. Ma se il fattore che egli propone può in certi casi giocare un ruolo minore a livello di cicli brevi, se ne concepisce difficilmente la trasposizione a lunghi periodi di tempo. Infatti una massa di risparmio come potrebbe restare per tanto tempo inutilizzata ?

    Lev Trotzki si interessò delle onde lunghe per indicare che, a differenza del movimento classico, esse non hanno statuto di ciclo. Soprattutto non si possono spiegare le onde lunghe come il ciclo classico e cioè attraverso la struttura e la dinamica del sistema capitalistico. Esse sarebbero determinate non da fattori endogeni, ma dall’ambiente esterno nel quale il capitalismo si propaga (conquiste coloniali, scoperte di nuove risorse, rivoluzioni, guerre) mentre Kondratiev pensa che questi elementi si integrano nel processo generale della dinamica economica e sociale. Questa tesi di Trotzki (poco marxiana) diventerà la teoria ufficiale degli economisti sovietici. In realtà nel periodo di relativo ristagno tra le due guerre e soprattutto dopo la crisi del 1929 diveniva essenziale poter annunciare la crisi finale del capitalismo. La teoria di Kondratiev mostrando che il capitalismo poteva rinascere fu considerata eretica ( e lui nel 1930 fu arrestato e condannato a morte).

    Schumpeter non si accontenta di constatare la concomitanza esistente tra fasi prolungate di espansione e messa in atto di massicce ondate di innovazioni (macchina a vapore per il primo Kondratiev, ferrovia per il secondo, motore a scoppio ed elettricità per il terzo, forse automobile ed elettronica per il quarto) ma mette tale concomitanza al centro di ciò che considera una teoria esplicativa. Per lui infatti sono queste ondate di innovazioni messe a punto durante le fasi depressive che provocano l’espansione prolungata (queste imprese trovano, alla fine della fase B, abbondanti capitali pronti per essere investiti).ma la teoria di Schumpeter non fa che spostare il problema, giacchè bisogna spiegare come si crea il progresso tecnico. Ernest Mandel, discepolo di Trotzki, pur designando come fattore essenziale il movimento di lungo termine del tasso di profitto, spiega la corrispondenza tra espansione prolungata e messa in atto delle rivoluzioni tecnologiche, dicendo che queste ultime centrate su nuovi tipi specifici di sistema di macchine cambiano l’organizzazione del lavoro e di conseguenza i rapporti sociali, creando un contesto che amplifica la crescita.




    Tra i primi tentativi di spiegazione dei movimenti lunghi alcuni hanno proposto il ruolo dell’allargamento del mercato mondiale, sia per l’ingresso di grandi paesi come Usa,Germania e Giappone, sia per le conquiste coloniali motivate dalla ricerca di materie prime o di sbocchi per le industrie dei paesi sviluppati. Effettivamente le principali spedizioni coloniali si situano alla fine dei periodi di depressione ed all’inizio dei periodi di espansione prolungata. Infine alcuni economisti quali lo svedese Gustav Cassell hanno cercato un fattore esplicativo al livello dei fenomeni monetari sulla base della teoria quantitativa della moneta : se la massa monetaria aumenta più velocemente della produzione, i prezzi tendono necessariamente a salire il che stimola la produzione. Nel quadro del gold standard (sistema aureo) nel quale la massa monetaria in circolazione è legata alle riserve auree detenute dalle banche, è stato messo effettivamente in luce un certo sincronismo non molto stretto tra i cicli lunghi e le variazioni delle riserve auree. Come è stato sottolineato dallo stesso Kondratiev non si può considerare però la produzione di oro come un fattore indipendente nella misura in cui la ricerca di oro è fortemente stimolata dall’intensità più o meno elevata dell’attività economica e dal movimento dei prezzi. La produzione di oro non può essere considerata come causa prima, ma solo come causa concomitante dell’impulso delle fasi di espansione. A partire dalla prima guerra mondiale l’oro non esercita più alcuna influenza sul movimento lungo. Quanto alla moneta non metallica, essa è oggetto di politiche monetarie che giocano a partire dagli anni ’30 un ruolo importante nella regolazione della congiuntura. Le prime interpretazioni dei cicli lunghi non possono essere considerate soddisfacenti nella misura in cui mettono in rilievo un solo fattore esplicativo, poiché il processo del movimento lungo si è rivelato troppo complesso.

    Il Pensatoio
    Muntzer il Sopravvissuto

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Ma cos'è questa crisi : i tempi lunghi

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels


    Ma cos'è questa crisi : Keynes e Kalecki visti da Boyer


    Sia che la si prenda dal punto di vista della tendenza alla sovracapitalizzazione, sia che la si consideri in termini di difficoltà di aggiustamento delle capacità produttive o di aumento dei costi, l’analisi dell’accumulazione nel corso del periodo di espansione sbocca così in modo diversi sul problema centrale : la minaccia che incombe a termine sul tasso di profitto che è il motore dell’accumulazione. Già l’economista neoclassico Knut Wicksell sottolineava la necessità, per suscitare l’espansione, di una differenza positiva tra il tasso di rendimento atteso del capitale di nuova creazione (tasso naturale di interesse) e il tasso monetario o tasso corrente di interesse (quello praticato dalle banche) di cui l’espansione tende a provocare l’aumento (questo tema è stato sviluppato anche da von Hayek). Da questo scarto nasce un processo cumulativo che sfocia a termine nel sovra-investimento, tenuto conto delle prospettive di profitto. Le analisi qui viste riprendono il tema centrale di Marx, arricchendone la comprensione del processo.

    Keynes, ispirandosi a Wicksell per quanto concerne il ciclo vede la causa essenziale nella variazione ciclica del tasso di rendimento atteso del capitale più produttivo, rappresentato da ciò che egli chiama l’efficienza marginale del capitale. Le aspettative (che giocano un ruolo centrale nell’analisi keynesiana) riposano su basi fragili. Per quanto riguarda il tasso di profitto, esse sono, durante la fase di espansione del ciclo, generatrici a termine di una situazione di sovrainvestimento. Anche se l’efficienza marginale del capitale diminuisce necessariamente con l’espansione, le aspettative sono eccessive relativamente all’aumento del costo del capitale e del tasso di interesse : il sovrainvestimento è dunque relativo. Questa situazione sfocia in un capovolgimento delle aspettative, una caduta improvvisa dell’efficienza marginale del capitale che conduce alla crisi per cessazione dello stimolo ad investire. La crisi nasce dunque dall’azzeramento dello scarto tra il rendimento scontato del capitale ed il tasso d’interesse. Mentre quest’ultimo dovrebbe essere abbassato, esso viene invece alzato. Keynes mette così in discussione la capacità degli imprenditori di gestire l’investimento senza produrre crisi.

    L’economista polacco Michal Kalecki svilupperà l’analisi di Keynes imperniando la sua impostazione sul tema delle aspettative che governano le decisioni di investimento degli imprenditori. Se l’investimento è determinante per il livello dell’attività economica, esso è a sua volta determinato (per quanto riguarda il suo volume) dal livello dell’attività attuale ed alla variazione di questo rispetto ai periodi anteriori, il che introduce qui la nozione di ritardo temporale. L’investimento può essere così il risultato di aspettative eccessivamente ottimistiche (poiché fondate su una congiuntura passata) e la tragedia dell’investimento è ciò che conduce alla crisi prima di aver potuto produrre i suoi pieni effetti. In tal modo Kalecki chiama in causa il capitalismo in quanto la capacità produttiva diventa troppo grande per sostenere il tasso di profitto.




    Una impostazione diversa ma complementare è quella del grande teorico dei cicli e della dinamica economica Joseph Schumpeter, la cui analisi è incentrata sul processo dell’innovazione tecnologica che è l’applicazione effettiva ed operativa di una invenzione scientifica. È l’innovazione che (per mezzo dell’intervento dell’imprenditore dell’investimento) fa uscire l’economia dal circuito della semplice ripetizione di periodo in periodo e la spinge nel processo dell’evoluzione economica. Le innovazioni vengono a grappoli e si generalizzano attraverso un effetto di diffusione a partire dagli imprenditori più dinamici che fanno largamente ricorso al credito per spezzare il circuito. L’applicazione e la diffusione dell’innovazione generatrice di profitto corrispondono al periodo di espansione, ma quando la generalizzazione è compiuta, il boom degli investimenti innovativi si esaurisce e con ciò le prospettive di profitto si deteriorano e sopraggiunge la crisi e la depressione (Schumpeter ha previsto anche che il capitalismo si estinguerà a causa della burocratizzazione del processo innovativo). La ripresa avrà luogo sotto l’effetto dell’abbondanza di capitali pronti per essere investiti e quello della caduta dei tassi d’interesse. Mettere in relazione investimento ed innovazione è certamente importante soprattutto con riguardo ai movimenti lunghi dell’economia. Ma è difficile considerare innovazioni e progresso tecnico come processi autonomi.

    Il Pensatoio
    Muntzer il Sopravvissuto

 

 

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