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  1. #1
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    Predefinito Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Il rosatellum non prevede che si indichi il candidato premier ma si possono indicare i leader dei vari partiti della coalizione.
    Fare le primarie durante la campagna elettorale sarebbe un suicidio. Si andrebbe allo scontro ed alla resa dei conti e si accentuerebbero le divisioni a poche settimane dalle elezioni ed in piena campagna elettorale.


    Franceschini: «Ora dobbiamo fare un’alleanza. Come gli avversari» - Corriere.it

    «Lo so, le lacerazioni sono fresche e i rapporti complicati. Ma si può avere per una volta un approccio pragmatico?». «Parlo di un’alleanza. Non mi rifaccio alle esperienze dell’Ulivo e dell’Unione»

    di Francesco Verderami


    Primo: «Non avrebbe senso intestare la sconfitta in Sicilia a Matteo Renzi».
    Secondo: «Non avrebbe senso usare strumentalmente il risultato per fini interni».
    Terzo: «Non avrebbe senso una resa dei conti nel Pd, che infatti non ci sarà».


    Fissato il chiodo, Dario Franceschini si avventura in una scalata di nono grado con l’intento di raggiungere «in due settimane» la cima, cioè «un’alleanza tra le forze che stanno oggi nel campo del centrosinistra, da costruire in vista delle elezioni politiche». Un’impresa al limite del possibile. E per riuscirci il ministro della Cultura si propone di seguire la via tracciata da Silvio Berlusconi per il centrodestra: «Talvolta a scuola si copia per essere promossi». È il segno dei tempi. Ma c’è un «valido motivo» se, per parlare a Pierluigi Bersani e Giuliano Pisapia, Franceschini cita il Cavaliere. «L’onda populista che ha colpito l’Europa ha investito anche l’Italia. E il voto siciliano, che precede di qualche mese il voto nazionale, deve farci capire quale rischio stiamo facendo correre al Paese: consegnarlo alle forze anti-sistema. Ora, a fronte dei dati economici che ci descrivono in crescita, e a fronte della prospettiva di partecipare l’anno prossimo al processo di rilancio dell’Unione con un governo europeista, chiedo: davvero l’area di centrosinistra non ha interesse a reagire?».

    Quel campo politico è un campo di battaglia.

    «Lo so, le lacerazioni sono fresche e i rapporti complicati. Ma si può avere per una volta un approccio pragmatico? Il nuovo sistema di voto porta a costruire delle alleanze. Nei trecento collegi uninominali, dove vinche chi prende un voto in più degli altri, questo campo non sarebbe competitivo se si presentasse diviso. Eppure questo campo esiste. Perciò rivolgo un appello a chi di questo campo è parte: per quanto sia attraversata da forti divisioni, è un’area che ha sostenuto i governi Letta, Renzi e Gentiloni, amministra insieme regioni e comuni».

    E pensa possibile la nascita di una coalizione?

    «Parlo di un’alleanza. Non mi rifaccio alle esperienze dell’Ulivo e dell’Unione. Non ci sono le condizioni né il tempo per riproporre simili modelli. Ma ognuno con il proprio simbolo e il proprio leader potrebbe collaborare alla costruzione dell’alleanza».


    Quindi Renzi non sarebbe più il candidato premier?

    «Renzi è il leader del Pd. E lui per primo oggi dice che non si impone come candidato di una coalizione. D’altronde la nuova legge elettorale prevede solo il capo della lista. E allora perché accapigliarsi su un tema che non esiste? Guardiamo cosa ha fatto Berlusconi, che è sempre il più veloce ad adeguarsi ai cambiamenti. Il nuovo centrodestra si basa su un sistema di competizione interna. I partiti che ne fanno parte non avranno un candidato premier comune. I leader si mostrano litigiosi nella contesa del primato e continueranno a farlo: parlano a elettorati diversi, si sfidano tra loro. Ma questa sfida resta nel perimetro dell’alleanza. E alla fine i voti li sommano, non li sottraggono all’alleanza».


    Ai «compagni» di Campo progressista e di Mdp propone di copiare Berlusconi?

    «Propongo di adattarci al nuovo sistema elettorale, come fa Berlusconi. E siccome il tema della premiership è superato, perché dovremmo continuare a dividerci inutilmente? Il Pd avrà come suo candidato il suo segretario, come dice il nostro statuto. Il campo di governo alla sinistra del Pd ne indicherà un altro, mantenendo la sua originalità. Stessa cosa potranno fare i centristi. In questo quadro di competizione, le forze potrebbero essere sommate e non si eliderebbero. Ritengo sia un’operazione doverosa: se fino a sei mesi fa siamo stati nello stesso partito, perché non potremmo stare nella stessa alleanza?».


    Perché, più che uno spirito di collaborazione, prevale un reciproco desiderio di vendetta.

    «E la vendetta sarebbe consegnare l’Italia a Grillo e Salvini? Conosco lo spirito che anima molte persone di buonsenso. So che ognuno avverte sulla propria pelle le ferite. E sia chiaro, io non sono equidistante, considero la scissione un errore. Ma invito tutti alla ragione, nel breve tempo che abbiamo a disposizione: sabato ci sarà l’Assemblea di Pisapia, poi la Direzione del Pd, infine l’Assemblea di Mdp. Il nodo va sciolto subito, sapendo che abbiamo nelle nostre mani il destino del Paese».


    Se il dialogo inizia con il Pd che attacca Grasso... Che fa: non risponde? Silenzio dissenso?«Esatto».


    Possibile non ci sia spazio per l’autocritica nel Pd?«Non siamo riusciti a mettere a frutto i risultati positivi dell’azione dei nostri governi, che...».


    ...Ministro, mi riferivo a Renzi: lei rilancia una proposta che a luglio la portò a un duro scontro con il suo segretario.

    «A me interessa la sostanza. Nei momenti in cui ho avuto opinioni differenti da Renzi non ho esitato a esprimerle. Se oggi faccio questo appello è perché credo sia necessario trovare un minimo comun denominatore tra centristi, Pd e sinistra di governo: insieme potremo essere competitivi, divisi saremo colpevoli. Da dirigente di partito, penso sia giusto all’occorrenza esprimersi in maniera diversa dal segretario. Ma poi il segretario va sostenuto».


    Ricorda Forlani.

    «Ricordo che la Dc le elezioni le vinceva».


    6 novembre 2017 (modifica il 6 novembre 2017 | 218)

  2. #2
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    mamma mia...
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  3. #3
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    vederli annaspare così fa venire un po' di pena ma la voglia di affogarli definitivamente è preponderante
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  4. #4
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Una volta almeno si perdeva con le gioiose macchine da guerra, qua si sta andando verso il disastro annunciato da un anno e mezzo con una tristezza infinita e senza la benché minima speranza. Renzi sta riuscendo in quello che non è mai riuscito al suo amico berlusconi: annientare la sinistra in Italia.

  5. #5
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Renzi, piaccia o meno, è lì (nel senso lì a capo del PD) con una legittimazione democratica interna data dalle primarie aperte svoltesi sei mesi fa. Mi auguro vivamente che tale legittimità non venga stuprata da qualche manovretta da ufficio politico, altrimenti nessuno dal PD avrà più la dignità necessaria per poter criticare le procedure interne del M5S.

    E di certo, se qualcuno nel PD, fosse lo stesso Renzi, deciderà di fare carne di porco del voto di due milioni di elettori dal PD stesso mobilitati (tra cui io non c'ero), per quanto mi riguarda il PD, da solo o in coalizione nulla mi cambia, diventerà invotabile tanto quanto gli altri partiti e non mi farò grossi problemi a buttare la scheda elettorale nel camino.

  6. #6
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    Una volta almeno si perdeva con le gioiose macchine da guerra, qua si sta andando verso il disastro annunciato da un anno e mezzo con una tristezza infinita e senza la benché minima speranza. Renzi sta riuscendo in quello che non è mai riuscito al suo amico berlusconi: annientare la sinistra in Italia.
    Questo è quello che vogliono far credere i Bersani , i D'Attorre , i D'Alema .Poi vai vedere che fine hanno fatto il partito socialista francese e spagnolo e capisci che il problema non è solo o principalmente Renzi .
    Regressista amante della pucchiacca.

  7. #7
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Questo è quello che vogliono far credere i Bersani , i D'Attorre , i D'Alema .Poi vai vedere che fine hanno fatto il partito socialista francese e spagnolo e capisci che il problema non è solo o principalmente Renzi .
    Che poi vorrei capire com'è che, se Renzi sta uccidendo la sinistra, a sinistra del PD resta lo stesso livello elettorale irrilevante degli ultimi anni nonostante scissioni, fuoriusciti e compagnia cantante.

    Puntualmente partono con i loro proclami e poi scopri che Fava+Mdp prende meno di Fava da solo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    Renzi, piaccia o meno, è lì (nel senso lì a capo del PD) con una legittimazione democratica interna data dalle primarie aperte svoltesi sei mesi fa. Mi auguro vivamente che tale legittimità non venga stuprata da qualche manovretta da ufficio politico, altrimenti nessuno dal PD avrà più la dignità necessaria per poter criticare le procedure interne del M5S.

    E di certo, se qualcuno nel PD, fosse lo stesso Renzi, deciderà di fare carne di porco del voto di due milioni di elettori dal PD stesso mobilitati (tra cui io non c'ero), per quanto mi riguarda il PD, da solo o in coalizione nulla mi cambia, diventerà invotabile tanto quanto gli altri partiti e non mi farò grossi problemi a buttare la scheda elettorale nel camino.
    Renzi, da ex DC non ha mai capito l'elettore di sinistra. Che è antropologicamente diverso da quello berlusconiano. A sinistra, ogni volta che ti rimangi la parola e i principi per i tuoi giochetti politici, perdi palate di voti. Basta vedere le aree del centro italia che erano le più renziane in assoluto e alle ultime primarie hanno perso centinaia di migliaia di votanti. Se Renzi è ancora segretario PD è grazie al vuoto pneumatico che lo circonda, ma il fatto che abbia ancora la forza di guidare il partito (contro il NULLA) non cambia il fatto che lo stia portando al disastro. Da aggiungere poi che non è una cima. Come si è suicidato sul referendum è di una stupidità incredibile (potete facilmente trovare i miei messaggio del GIUGNO 2016 dato che scrivo poco) e non ne esce più.

  9. #9
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Questo è quello che vogliono far credere i Bersani , i D'Attorre , i D'Alema .Poi vai vedere che fine hanno fatto il partito socialista francese e spagnolo e capisci che il problema non è solo o principalmente Renzi .
    ogni paese ha una storia diversa. Resto convinto che se Renzi avesse avuto le palle di fare quanto diceva all'inizio della sua carriera nazionale, avrebbe governato per 20 anni. Ma un po' gli son mancate le palle, tanto gli è mancata l'intelligenza di capire cosa significa governare bene.Una prece.

  10. #10
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    Predefinito Re: Franceschini: non presentiamo candidato premier ma i leader della coalizione.

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    Renzi, da ex DC non ha mai capito l'elettore di sinistra. Che è antropologicamente diverso da quello berlusconiano. A sinistra, ogni volta che ti rimangi la parola e i principi per i tuoi giochetti politici, perdi palate di voti. Basta vedere le aree del centro italia che erano le più renziane in assoluto e alle ultime primarie hanno perso centinaia di migliaia di votanti. Se Renzi è ancora segretario PD è grazie al vuoto pneumatico che lo circonda, ma il fatto che abbia ancora la forza di guidare il partito (contro il NULLA) non cambia il fatto che lo stia portando al disastro. Da aggiungere poi che non è una cima. Come si è suicidato sul referendum è di una stupidità incredibile (potete facilmente trovare i miei messaggio del GIUGNO 2016 dato che scrivo poco) e non ne esce più.
    Ma che possa andare verso una sconfitta mica lo nego. Quello che ancora non capisco è dove sono finiti i "voti di sinistra" dopo il "disastro Renzi".

    In Francia il PS viene disintegrato e a guadagnare è Melenchon che infatti arriva al 20%. In Spagna il PSOE passa dal 40 al 20 e infatti esplode Podemos. In Italia a sentir voi pare che il PD sia prossimo al 10% però a sinistra del PD si resta piazzati intorno all'irrilevante 4/5% che è lo stesso dato da ormai un decennio. Le cose son due, o il PD non è disastrato o 'sti "voti di sinistra" non esistono.

 

 
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