User Tag List

Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 17 di 17
Like Tree1Likes

Discussione: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

  1. #11
    Жар._.
    Data Registrazione
    17 Jun 2009
    Località
    Genova, Italia, UE
    Messaggi
    18,908
    Mentioned
    451 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Ci vorrebbe el che.
    A Cuba sono piuttosto omofobi. Ma forse in Jamaica è anche peggio
    Жар._.(Cucci,Russia,Irlanda)...
    "Did I request thee, Maker, from my clay
    To mould me Man, did I solicit thee
    From darkness to promote me?"


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #12
    Stalinista vegano
    Data Registrazione
    06 Mar 2017
    Località
    Soviet di Kosakenland
    Messaggi
    2,618
    Mentioned
    48 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    Citazione Originariamente Scritto da Sgiar Visualizza Messaggio
    Il problema è che non penso che sia possibile scegliere un orientamento sessuale. La persona che ha scritto quest'articolo ha tralasciato troppi punti di vista: le donne lesbiche? Le persone che cambiano sesso ( fatto slegato all'omosessualità)? Faccio fatica a capire il punto
    Infatti non si fa alcun riferimento alla scelta dell'omosessualità, semplicemente si indicano fattori che possono favorirla: secondo me di base siamo tutti pansessuali o almeno bisessuali ma le scelte sono orientate in base a determinati fattori, per cui la maggioranza è portata all'eterosessualità per ovvi fattori di riproduzione che sono nell'interesse del gruppo sociale e per altri determinati fattori, ancora molto oscuri, qualcuno diventa omosessuale. E quindi giustamente nessuno deve essere perseguitato per cose che accadono al di fuori della sua volontà.
    Discorso diverso per la transessualità, che secondo me è un disturbo dell'identità e secondo me favorirlo è molto pericoloso perché si rischia di aggravare i problemi del soggetto piuttosto che risolverli. Comunque anche qui dipende: se intendiamo transessualità come il ritrovarsi a proprio agio comportandosi o vestendosi come l'altro sesso non ci vedo nulla di male, se invece riguarda il trovarsi a disagio nel proprio corpo e volersi operare per modificarlo allora si tratta di un grave disturbo dell'identità.

    Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk

  3. #13
    Stalinista vegano
    Data Registrazione
    06 Mar 2017
    Località
    Soviet di Kosakenland
    Messaggi
    2,618
    Mentioned
    48 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    Citazione Originariamente Scritto da Sgiar Visualizza Messaggio
    A Cuba sono piuttosto omofobi. Ma forse in Jamaica è anche peggio
    Diciamo però che Cuba è molto migliorata su questo aspetto rispetto al passato.

    Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk

  4. #14
    Forumista
    Data Registrazione
    23 May 2017
    Messaggi
    347
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    In merito ad analogie e costanti che, come accade con la questione omosessuale, attraversano intere epoche si fa notare che:

    a)"manifestazioni come il Gay Pride, parata dell’‘orgoglio omosessuale’, fruiscono di consistenti finanziamenti da parte dell’ambasciata degli Stati Uniti d’America"

    Numeri. A me non risulta nulla di significativo.

    b)"i diritti civili sono sistematicamente e alternativamente contrapposti ai diritti politici e ai diritti sociali".

    Altra osservazione superficiale. Si cita l'impegno di V. Luxuria verso "paesi islamici per promuovere la causa dei diritti degli omosessuali, cominciando dalla vicina Turchia e proseguendo sino al lontano Iran, senza peraltro escludere anche quei paesi, come la Cina o Cuba"

    Se in tali paesi in effetti non vi fosse violazione dei diritti umani si potrebbe vedere l'ingerenza come un presteso. Tuttavia la violazione c'è, ed è evidente. Allo stesso modo allora le ingerenze per la difesa dei cristiani in paesi in cui sono perseguitati sarebbero imperialiste. Può essere, ma non c'entra nulla con l'omosessualità come non c'entra con il cristianesimo, che sono strumentalizzati e non sostanza della politica imperialista, come potrebbe essere qualsiasi altra cosa che distingue chi sta dentro e chi sta fuori dall'"impero".

    Dire poi che l'azione di Luxuria fosse un'azione di guerra è francamente assurdo e qui onestamente la voglia di proseguire la lettura sta scemando, ma provo a continuare...

    Confuso il discorso su contingente e sostanziale dove si cerca di far passare l'omosessualità come un fenomeno contingente, mentre essa, assieme al transessualismo (molto più raro) è un fenomeno sostanziale dell'essere umano ed è la sua condanna ad essere contingente.

    Si prosegue con un ragionamento fondamentale sbagliato: "Il punto discriminante è il seguente: l’espressione della sessualità è una questione privata dell’individuo, mentre la famiglia è un rapporto sociale ed è l’istituzione basilare per l’assistenza e l’educazione dell’infanzia. Con questo non vanno stigmatizzate in alcun modo le persone che scelgono uno specifico orientamento sessuale. Va osservato però che l’orientamento sessuale omosessuale non determina in alcun modo diritti sociali legati alla famiglia e soprattutto alla custodia di minori."

    Il punto non è affatto questo. Il punto discriminante è tra chi sa cosa l'omosessualità è e chi non lo sa. Già chi parla di "scelta" tradisce una profonda ignoranza riguardo al fenomeno. L'omosessualità, come l'eterosessualità, non si sceglie. Inoltre poichè i dati scientifici mostrano come l'omosessualità è naturale, si apre il dibattito sul suo ruolo antropologico. La risposta è ancora incerta, ma quello che pare certo è che famiglia e omosessualità sono concetti fortemente legati. Gli omosessuali sono più numerosi in famiglie in cui le donne sono prolifiche. Gli omosessuali inoltre svolgono bene quanto gli eterosessuali la funzione genitoriale.

    Il punto quindi non è affatto famiglia e filiazione, ma se la scelta del partner (e NON dell'orientamento sessuale) debba essere basta su un'attrazione in principio romantica e poi sentimentale, oppure soggetta a un superiore interesse sociale (che non può in effetti ridursi alla filiazione giacchè è evidente dal secondo dopo guerra che se non ci regoliamo in fretta su una media di due figli per coppia le popolazione mondiale esploderà in una gravissima crisi demografica).

    La coercizione economica, sociale e culturale è identica in sistemi capitalistici o in sistemi comunisti, ove nei primi è prodotta per interessi economici, mentre nella seconda per interessi sociali. Entrambi i regimi saranno presto superati, perchè da un lato il lavoro non sarà più al centro della società (siamo finalmente entrati nella società in cui l'automazione non è più meccanica, ma intellettuale e questo è lo spartiacque tra metamorfosi e distruzione del lavoro) e dall'altro non lo sarà nemmeno la società, perchè crescendo la capacità di nuclei via via più piccoli di divenire autosufficienti, i legami non si baseranno sull'organizzazione della società verso un bene comune raggiungibile a quel punto anche atomicamente, ma sull'attrazione reciproca, che ha basi essenzialmente culturali.

    Pensare che la legalizzazione dell'omosessualità abbia un effetto demografico significativo conferma inoltre che l'autore non sa di cosa parla. Il fenomeno è naturalmente limitato ad una parte molto ridotta della popolazione, circa il 2-5% e gli omosessuali non sono sterili, ma desiderano figli e possono crescerli. L'effetto deprimente sulla demografia è esercitato dal capitale.
    Che l'omosessualità venga promossa al grido di "love is love" è uno dei problemi, ma il vero punto qui è il fatto che la società è orientata verso una fase del legame sentimentale che è effimera, ovvero l'innamoramento romantico. Tale fase passa, i ogni coppia e solo la successiva solidificazione dei nuovi legami tra famiglie permette la solidificazione della società e la diffusione della solidarietà. In questo senso il riconoscimento dei legami omosessuali è per il capitalismo una lama a doppio taglio. Se è vero che può essere usata per continuare a promuove l'idea di rapporti effimeri, è anche vero che se le coppie, omosessuali e non, fossero socialmente responsabilizzate, si otterrebbe un effetto virtuoso.

    Essenzialmente capitalista è stato l'intervento di Alfano che ha rimosso l'obbligo di fedeltà dalle unioni civili (avviando analoghe riflessioni per il matrimonio, oggi solo eterosessuale). Il senso infatti del matrimonio dovrebbe essere quello di ribadire pubblicamente un legame, perchè esso valga per i terzi! Ovvero in primo luogo le famiglie dei coniugi, tramite essi unite. La coppia lo sa benissimo perchè sta assieme e i diritti vanno compensati con obblighi, ovvero quello di contribuire a solidificare la società. Così in ogni caso dovrà essere per tutti in futuro, perchè un mondo a 14 miliardi di persone _dovrà_ essere a crescita zero o sarà la fine per moltissimi.

    La lotta in futuro sarà per il controllo delle forze (produttive e armate) che saranno del tutto automatiche. Un esercito automatico non diserta e le rivoluzioni dei secoli scorsi non si ripeteranno, perchè l'esercito resterà fedele ai suoi proprietari. Ci saranno due scenari: o si condivide tutto e si crea un equilibrio, anche demografico, pacifico, basato su legami che ci uniscono tutti o tutta la popolazione non sufficientemente legata a chi controlla produzione e esercito sarà spazzata via sino ad un punto in cui i legami saranno abbastanza forti da fermare la soppressione dei superflui.

    La differenza questa volta è semplicemente nell'intelligenza che i nuovi mezzi di produzione e di geurra avranno, autonomi rispetto alla popolazione. L'omosessualità non c'entra nulla, quella è la natura umana e comunismo e capitalismo sono solo mode passeggere, nei 250.000 anni di storia dell'homo sapiens.

    Quando l'autore conclude che "il pensiero marxista e comunista non deve sottovalutare l’esigenza fondamentalmente sana che si esprime nei postulati religiosi cristiani, ma deve assumerla all’interno di un giusnaturalismo filosoficamente più accorto e più dinamico in quanto storicamente avvertito" dovrebbe rivedere il suo giusnaturalismo sulla base di quello che la natura è realmente e non sulla scorta di pregiudizi e preconcetti di cui ha dato ampiamente esempio nel suo testo. Fintanto che un regime non sarà compatibile con centinaia di migliaia di anni di evoluzione umana, sarà da essa rivisto e corretto nel continuo e talvolta singhiozzante percorso di progresso socio-culturale.

  5. #15
    Stalinista vegano
    Data Registrazione
    06 Mar 2017
    Località
    Soviet di Kosakenland
    Messaggi
    2,618
    Mentioned
    48 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    Citazione Originariamente Scritto da AlanGiulio Visualizza Messaggio
    In merito ad analogie e costanti che, come accade con la questione omosessuale, attraversano intere epoche si fa notare che:

    a)"manifestazioni come il Gay Pride, parata dell’‘orgoglio omosessuale’, fruiscono di consistenti finanziamenti da parte dell’ambasciata degli Stati Uniti d’America"

    Numeri. A me non risulta nulla di significativo.

    b)"i diritti civili sono sistematicamente e alternativamente contrapposti ai diritti politici e ai diritti sociali".

    Altra osservazione superficiale. Si cita l'impegno di V. Luxuria verso "paesi islamici per promuovere la causa dei diritti degli omosessuali, cominciando dalla vicina Turchia e proseguendo sino al lontano Iran, senza peraltro escludere anche quei paesi, come la Cina o Cuba"

    Se in tali paesi in effetti non vi fosse violazione dei diritti umani si potrebbe vedere l'ingerenza come un presteso. Tuttavia la violazione c'è, ed è evidente. Allo stesso modo allora le ingerenze per la difesa dei cristiani in paesi in cui sono perseguitati sarebbero imperialiste. Può essere, ma non c'entra nulla con l'omosessualità come non c'entra con il cristianesimo, che sono strumentalizzati e non sostanza della politica imperialista, come potrebbe essere qualsiasi altra cosa che distingue chi sta dentro e chi sta fuori dall'"impero".

    Dire poi che l'azione di Luxuria fosse un'azione di guerra è francamente assurdo e qui onestamente la voglia di proseguire la lettura sta scemando, ma provo a continuare...

    Confuso il discorso su contingente e sostanziale dove si cerca di far passare l'omosessualità come un fenomeno contingente, mentre essa, assieme al transessualismo (molto più raro) è un fenomeno sostanziale dell'essere umano ed è la sua condanna ad essere contingente.

    Si prosegue con un ragionamento fondamentale sbagliato: "Il punto discriminante è il seguente: l’espressione della sessualità è una questione privata dell’individuo, mentre la famiglia è un rapporto sociale ed è l’istituzione basilare per l’assistenza e l’educazione dell’infanzia. Con questo non vanno stigmatizzate in alcun modo le persone che scelgono uno specifico orientamento sessuale. Va osservato però che l’orientamento sessuale omosessuale non determina in alcun modo diritti sociali legati alla famiglia e soprattutto alla custodia di minori."

    Il punto non è affatto questo. Il punto discriminante è tra chi sa cosa l'omosessualità è e chi non lo sa. Già chi parla di "scelta" tradisce una profonda ignoranza riguardo al fenomeno. L'omosessualità, come l'eterosessualità, non si sceglie. Inoltre poichè i dati scientifici mostrano come l'omosessualità è naturale, si apre il dibattito sul suo ruolo antropologico. La risposta è ancora incerta, ma quello che pare certo è che famiglia e omosessualità sono concetti fortemente legati. Gli omosessuali sono più numerosi in famiglie in cui le donne sono prolifiche. Gli omosessuali inoltre svolgono bene quanto gli eterosessuali la funzione genitoriale.

    Il punto quindi non è affatto famiglia e filiazione, ma se la scelta del partner (e NON dell'orientamento sessuale) debba essere basta su un'attrazione in principio romantica e poi sentimentale, oppure soggetta a un superiore interesse sociale (che non può in effetti ridursi alla filiazione giacchè è evidente dal secondo dopo guerra che se non ci regoliamo in fretta su una media di due figli per coppia le popolazione mondiale esploderà in una gravissima crisi demografica).

    La coercizione economica, sociale e culturale è identica in sistemi capitalistici o in sistemi comunisti, ove nei primi è prodotta per interessi economici, mentre nella seconda per interessi sociali. Entrambi i regimi saranno presto superati, perchè da un lato il lavoro non sarà più al centro della società (siamo finalmente entrati nella società in cui l'automazione non è più meccanica, ma intellettuale e questo è lo spartiacque tra metamorfosi e distruzione del lavoro) e dall'altro non lo sarà nemmeno la società, perchè crescendo la capacità di nuclei via via più piccoli di divenire autosufficienti, i legami non si baseranno sull'organizzazione della società verso un bene comune raggiungibile a quel punto anche atomicamente, ma sull'attrazione reciproca, che ha basi essenzialmente culturali.

    Pensare che la legalizzazione dell'omosessualità abbia un effetto demografico significativo conferma inoltre che l'autore non sa di cosa parla. Il fenomeno è naturalmente limitato ad una parte molto ridotta della popolazione, circa il 2-5% e gli omosessuali non sono sterili, ma desiderano figli e possono crescerli. L'effetto deprimente sulla demografia è esercitato dal capitale.
    Che l'omosessualità venga promossa al grido di "love is love" è uno dei problemi, ma il vero punto qui è il fatto che la società è orientata verso una fase del legame sentimentale che è effimera, ovvero l'innamoramento romantico. Tale fase passa, i ogni coppia e solo la successiva solidificazione dei nuovi legami tra famiglie permette la solidificazione della società e la diffusione della solidarietà. In questo senso il riconoscimento dei legami omosessuali è per il capitalismo una lama a doppio taglio. Se è vero che può essere usata per continuare a promuove l'idea di rapporti effimeri, è anche vero che se le coppie, omosessuali e non, fossero socialmente responsabilizzate, si otterrebbe un effetto virtuoso.

    Essenzialmente capitalista è stato l'intervento di Alfano che ha rimosso l'obbligo di fedeltà dalle unioni civili (avviando analoghe riflessioni per il matrimonio, oggi solo eterosessuale). Il senso infatti del matrimonio dovrebbe essere quello di ribadire pubblicamente un legame, perchè esso valga per i terzi! Ovvero in primo luogo le famiglie dei coniugi, tramite essi unite. La coppia lo sa benissimo perchè sta assieme e i diritti vanno compensati con obblighi, ovvero quello di contribuire a solidificare la società. Così in ogni caso dovrà essere per tutti in futuro, perchè un mondo a 14 miliardi di persone _dovrà_ essere a crescita zero o sarà la fine per moltissimi.

    La lotta in futuro sarà per il controllo delle forze (produttive e armate) che saranno del tutto automatiche. Un esercito automatico non diserta e le rivoluzioni dei secoli scorsi non si ripeteranno, perchè l'esercito resterà fedele ai suoi proprietari. Ci saranno due scenari: o si condivide tutto e si crea un equilibrio, anche demografico, pacifico, basato su legami che ci uniscono tutti o tutta la popolazione non sufficientemente legata a chi controlla produzione e esercito sarà spazzata via sino ad un punto in cui i legami saranno abbastanza forti da fermare la soppressione dei superflui.

    La differenza questa volta è semplicemente nell'intelligenza che i nuovi mezzi di produzione e di geurra avranno, autonomi rispetto alla popolazione. L'omosessualità non c'entra nulla, quella è la natura umana e comunismo e capitalismo sono solo mode passeggere, nei 250.000 anni di storia dell'homo sapiens.

    Quando l'autore conclude che "il pensiero marxista e comunista non deve sottovalutare l’esigenza fondamentalmente sana che si esprime nei postulati religiosi cristiani, ma deve assumerla all’interno di un giusnaturalismo filosoficamente più accorto e più dinamico in quanto storicamente avvertito" dovrebbe rivedere il suo giusnaturalismo sulla base di quello che la natura è realmente e non sulla scorta di pregiudizi e preconcetti di cui ha dato ampiamente esempio nel suo testo. Fintanto che un regime non sarà compatibile con centinaia di migliaia di anni di evoluzione umana, sarà da essa rivisto e corretto nel continuo e talvolta singhiozzante percorso di progresso socio-culturale.
    Più lungo non si poteva ahah?
    Comunque hai messo molta carne al fuoco e siccome sono sostanzialmente in disaccordo con il discorso che fai, anche se riesce a evidenziare delle carenze dell'articolo, ma altre volte le esagera, ti rispondo con calma.

    Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk

  6. #16
    Forumista
    Data Registrazione
    23 May 2017
    Messaggi
    347
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Più lungo non si poteva ahah?
    Comunque hai messo molta carne al fuoco e siccome sono sostanzialmente in disaccordo con il discorso che fai, anche se riesce a evidenziare delle carenze dell'articolo, ma altre volte le esagera, ti rispondo con calma.

    Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk
    Certo che si poteva, potevo scrivere tanto quanto Eros Barone, autore del pezzo commentato

    Non c'è fretta, quando hai tempo volentieri ne potremo discutere.
    Lord Attilio likes this.

  7. #17
    femminista di sinistra
    Data Registrazione
    08 Nov 2016
    Località
    Italia nord-occidentale e Francia meridionale
    Messaggi
    673
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Omosessualità e agonismo: un punto di vista marxista

    L'articolo ha ragione: "l’espressione della sessualità è una questione privata dell’individuo".

    "Privata" non nel senso individualista/capitalista del termine, ma nel senso di "personale".
    Quindi la politica deve togliere le sue manacce dalla sessualità, omosessuale o eterosessuale che sia.

    A tale proposito, sono ancora incazzata per la proposta di riforma costituzionale renziana.
    Anche se gli italiani l'hanno mandata affanculo (il minimo che potessero fare), Renzi ha fottuto la possibilità (per chissà quanto tempo ancora) di qualsiasi altra riforma costituzionale.
    E perciò continueremo a trovarci tra i piedi (per chissà quanto tempo ancora) il primo comma dell'articolo 29

    La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

    Un obbrobrio di pseudo-diritto pseudo-naturale inserito dal bigottismo cattolico (con la benedizione del bigottismo marxista) in un impianto che per molti versi è la migliore espressione del diritto positivo contemporaneo.
    E su questo obbrobrio, che non serve manco a mantenerti il lavoro se resti incinta, si basano le peggiori porcate omofobe della più omofoba società occidentale.





    Così, en passant, è molto interessante notare come Forza Nuova, braccio politico della teologia del cardinale Lefebvre ("la posizione sostanzialmente sana assunta su questo problema dalla Chiesa Cattolica" a cui si riferisce il buon Eros Barone?) mostri anche una visione lodevolmente materialista della storia.

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Punto di vista
    Di iosonoarcaico nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 05-01-16, 18:26
  2. Un punto di vista di cdx
    Di Fenris nel forum Elezioni amministrative 2011 e Referendum 2011
    Risposte: 73
    Ultimo Messaggio: 22-06-11, 14:36
  3. da un punto di vista
    Di barbes nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-08-07, 13:20
  4. Il mio punto di vista
    Di SANDRO II nel forum Parlamento Virtuale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 16-04-07, 19:51
  5. cosa ne pensate dell'omosessualità: malattia o normalità? il punto di vista orientale
    Di stuart mill nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 99
    Ultimo Messaggio: 20-08-06, 18:21

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
Clicca per votare

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225