Alla giostra dei terroristi buoni, gli Usa sdoganano Lashkar-i-Toiba - Limes
TERRORISTI IN LIBERTÀ [di Francesca Marino]
Il copione non cambia mai, cambiano soltanto gli attori. Eccetto, naturalmente, il protagonista.
Per l’ennesima volta l’Alta corte di Lahore libera Mohammed Hafiz Saeed, fondatore dell’organizzazione terroristica Lashkar-i-Toiba (LiT) e capo del suo braccio politico-umanitario, la Jamaat-u-Dawa, che recluta uomini per il jihad in tutto il subcontinente.
La mossa era d’altra parte prevedibile, soltanto questione di giorni, dal momento in cui Washington, pare su pressione del Pentagono, si è rimangiata in parte la cosiddetta “nuova strategia” per la regione e ha emanato un decreto che è un capolavoro di ipocrisia: al Pakistan è stato rinnovato un finanziamento di 700 milioni di dollari da erogare in due tranche. La prima subito, la seconda quando avrà dimostrato di aver intrapreso “azioni concrete” – ma non meglio specificate – contro la rete Haqqani, gruppo che conduce operazioni anche di stampo terroristico in Afghanistan ai danni degli interessi Usa.
In un primo momento il decreto parlava di “Haqqani e Lashkar-i-Toiba”, ma l’organizzazione colpevole di aver organizzato il massacro di Mumbai nel 2008 è magicamente scomparsa in sede di ratifica finale. Così, l’uomo sui cui pende una taglia da dieci milioni di dollari è libero ancora una volta di rimanere a casa sua. Rimanere, non tornare, perché in ogni caso Hafiz Saeed non ha passato uin galera neanche un giorno e i posti di blocco attorno alla villetta in cui vive sono costanti: per tenere fuori i curiosi, più che per tenere dentro lui.
Nella motivazione della sentenza di rilascio l’Alta corte dichiara esplicitamente che Hafiz Saeed viene rilasciato perché arruolare terroristi per le sue organizzazioni non costituisce più “pregiudizio alle finanze e alle relazioni politiche dello Stato”.
Immediatamente dopo la sentenza, la barba rossa più famosa del Pakistan è prontamente comparsa in televisione, per ringraziare i giudici dell’Alta corte e ribadire la sua ferma intenzione di continuare a “lottare per la libertà del Kashmir“. Cercando di ribadire la narrazione a cui a quanto pare anche Washington continua ad attenersi e che fa acqua da tutte le parti: la Lashkar-i-Toiba, e non gli Haqqani, ha un progetto di jihad globale, dichiarato e messo per iscritto nel proprio manifesto. La Lashakar-i-Toiba, e non gli Haqqani, recluta jihadisti in India, in Bangladesh, in Pakistan e in Afghanistan. La Lashakar-i-Toiba, e non gli Haqqani, ha inviato combattenti in Bosnia, in Cecenia, in Siria e in molti spicchi di mondo in cui si combatte una guerra.
Dichiarare implicitamente che la LiT riguarda soltanto l’India mentre gli Haqqani sono un problema internazionale perché operano in Afghanistan (contro gli Usa) significa non soltanto continuare a mandare avanti la stupida teoria dei terroristi buoni. Ma pure creare basi sempre più solide per guai futuri.




Rispondi Citando
