carriera di Woodcock, finita per colpa dell'inchiesta consip - Tiscali Notizie
[Il retroscena] La carriera di Woodcock, il magistrato scomodo è finita per colpa dell'inchiesta sul padre di Renzi. E vi spiego perché
Non si tratta di anticipare sentenze o decisioni, ma quel Woodcock sornione e spavaldo che si divertiva a depistare giornalisti e mondo della informazione è definitivamente morto. In questi giorni i suoi «giudici» o «inquirenti» sono al lavoro. E la sensazione è che comunque, alla fine, nulla sarà più come prima
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Henry John Woodcock e Matteo Renzi
di Guido Ruotolo
Sulla rete, nelle immagini google si trovano fotografie di Henry John Woodcock insieme a Paolo Ielo, Pm il primo a Napoli, il secondo a Roma. Sempre sorridente Woodcock che non ha mai fatto mistero di apprezzare di essere al centro dell'attenzione del circo mediatico, per le sue inchieste.
Sempre attento a non rilasciare interviste o dichiarazioni, il Pm anglonapoletano, sempre irridente nei confronti del potere,faceva parlare di sé attraverso le sue inchieste. E una volta Vittorio Emanuele di Savoia, e poi Il fotografo Fabrizio Corona. E Silvio Berlusconi per la corruzione di un senatore. E il giornalista piduista e faccendiere Luigi Bisignani, che fu condannato con il rito abbreviato. E l'elenco dei vip, dei politici e dei potenti che Woodcock ha vivisezionato, intercettato è molto lungo.
Per un periodo, quello della sua permanenza nella Procura, Potenza era diventata una delle più prolifiche centrali d'ascolto d'Italia. Woodcock a Potenza spesso lavorava nella centrale di ascolto delle intercettazioni, al Pian terreno del Tribunale a sentire le captazioni. Inchiodava i suoi indagati, ne chiedeva l'arresto e poi trasferiva gli atti delle indagini per competenza ad altre procure italiane. Poi, crescendo, e trasferendosi a Napoli, ha continuato a fare inchieste esplosive ma si è fermato un gradino prima di bussare al gip per chiedere l'arresto dei suoi indagati trasferendo gli atti alle altre procure competenti.
Quell'Henry John Woodcock è morto. Non resusciterà più. Finito sotto inchiesta della Procura di Roma di Giuseppe Pignatone e di quel Paolo Ielo con il quale veniva immortalato seduto dalla stessa parte del tavolo, per fuga di notizie, è stato interrogato dalla Procura di Roma che ha avuto un atto di riguardo nei confronti del Pm non rivelando i contenuti di quell'interrogatorio. Nella gogna che per anni ha vissuto e triturato vip e potenti grazie a Woodcock questo silenzio è una sorta di «buonuscita» per il Pm che l'ha così alimentata.
Finito sotto inchiesta penale per la fuga di notizie del caso Consip, finito sotto procedimento disciplinare della Procura generale della Cassazione, finito sotto inchiesta del CSM per incompatibilità ambientale, di fronte a questo spiegamento di forze istituzionali, in ogni caso il destino è il futuro di Woodcock sembra segnato. Non si tratta di anticipare sentenze o decisioni, ma quel Woodcock sornione e spavaldo che si divertiva a depistare giornalisti e mondo della informazione è definitivamente morto.
In questi giorni i suoi «giudici» o «inquirenti» sono al lavoro. E la sensazione è che comunque, alla fine, nulla sarà più come prima. Qualcuno potrà interpretare questo come un «calvario» disciplinare e giudiziario contro un magistrato “scomodo”, che ha sempre praticato l'autonomia e l'indipendenza nel suo lavoro, anche mal sopportando di sottostare a un controllo gerarchico sulla sua attività.
Questo modello di magistrato è sempre stato una anomalia. Sopportata da anni. Ma oggi anche dentro la magistratura c'è chi, e sono in molti, si gira dall'altra parte, indifferente per la sorte di un collega, Henry John Woodcock, bollato da un suo acerrimo nemico, ai tempi di Potenza, «il Pm biondo che fa impazzire il mondo».
21 luglio 2017




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