Thyssen, la mamma di un operaio morto nel rogo: «Andrò a Berlino da Merkel e chiederò giustizia»
Rosina Platì ha perso il figlio Giuseppe dopo 24 giorni di agonia
«Andrò in Germania a parlare con la Merkel. E da mamma le chiederò perché una nazione così precisa e corretta, così rispettosa della legge, non la fa rispettare. Forse, hanno preso l’Italia come uno stato barzelletta? Voglio guardarla dritto negli occhi. E chiederle: “Perché i manager della Thyssen non li avete ancora arrestati?”».
Il dolore per la perdita del figlia ha trasformato Rosina Platì in una donna dalla volontà di ferro. Infermiera al Mauriziano, 59 anni. Parla nel salotto dell’appartamento di Madonna di Campagna circondata dalle fotografie del suo ragazzo. Si chiamava Giovanni Demasi, 26 anni. È l’ultima vittima di quella maledetta Linea 5 che nella notte di dieci anni fa si trasformò in un infermo di fuoco dove morirono in sette. Resistette tre settimane in ospedale. Fu il più forte. Oggi, terminato il processo, i familiari con lo stesso vigore pretendono giustizia. E la carcerazione dei due dirigenti della Thyssen, Harald Espenhahn (condannato a 9 anni di reclusione) e Gerald Priegnitz (condannato a 6 anni) che vivono liberi in patria dopo la dichiarazione di inammissibilità dell’estradizione.




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